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Paradiso amaro

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Paradiso amaro è uscito in Italia il 17 febbraio del 2012. Diretto da Alexander Payne, con George Clooney, Shailene Woodley, Beau Bridges, Robert Foster.
Matt King (George Clooney) vive alle Hawaii. La sua famiglia abita nell’arcipelago da diverse generazioni e possiede molte terre, ma lui preferisce fare l’avvocato per portarsi a casa il pane. Lavora molto e di conseguenza trascura la famiglia. Sua moglie Elizabeth ha un incidente durante una gara in motoscafo e finisce in coma. Matt si trova così a dover gestire le sue due figlie, con le quali non ha un rapporto reale da molto tempo. La situazione precipita dato che i dottori ritengono il coma  irreversibile e quindi staccheranno le macchine, ed Elizabeth avrà pochi giorni di vita. Il dramma non finisce, perchè il povero Matt scopre che la moglie lo tradiva ed era pronta a lasciarlo da un mometo all’altro. Inoltre la transizione immobiliare che Matt sta per concludere arricchirà l’amante della moglie. Quando si dice “le disgranzie non vengono mai sole”.
Nello scenario drammatico sopra descritto Matt subirà le angherie del suocero che lo incolpa della sorte di Elizabeth. Sopporterà le pressioni dei cugini, tutti implicati nella grande transazione immobiliare. Gestirà l’intransigenza emotiva di sua figlia  Alexandra. Proteggerà la figlia più piccola Scottie. Cercherà l’amante della moglie, non per vendetta ma per dargli la possibilità di salutarla un’ultima volta.
Il grande pregio del film è di trasportare il dolore assoluto dei personaggi principali nella quotidianità e nella vasta gamma di sensazioni ed emozioni che ne derivano. Il dramma non è più  monolitico ma si coniuga nei gesti di ogni giorno, nella spasmodica ricerca che Matt intraprende per rendere la morte della moglie il più possibile simile ai desideri di lei. Questo film parla di amore e vita cogliendone molti aspetti che spesso nel linguaggio cinematografico vengono accantonati a causa delle grandi complicazioni che comportano. Vincente la scelta di non affondare le ragioni della pellicola nello stimolo dell’emotività dello spettatore ma di coniugare il dolore intrinseco alla trama in uno scenario molto simile alla realtà.

Luca Artico

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