mercoledì , 26 Febbraio 2020
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Ottimi Solenghi e Micheli in “l’apparenza inganna” al Teatro Contrada di Trieste

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Una  coppia di comici fra i più amati dal pubblico tornano insieme nella commedia andata  in scena al Teatro Contrada ieri sera. Si tratta di Tullio Solenghi e Maurizio Micheli in “L’apparenza inganna”, scritta dal francese Francis Veber, e riadattata dagli stessi Micheli e Solenghi, per la regia di quest’ultimo. La trama si sviluppa sulla falsariga del famoso film interpretato oltre dieci anni fa da Gerarde Depardieu e narra la storia  di un contabile diligente e uomo mite senza qualità, François Pignonche lavora per un’azienda di produzioni derivanti dal caucciù, preservativi in primis. Sfortunatamente, è stato deciso il suo licenziamento, la qual cosa, unitamente al divorzio dalla bella moglie di cui è ancora innamorato e al fatto che il figlio diciassettenne non lo considera minimamente, lo porta a contemplare il suicidio. Il suo vicino lo ferma

I protagonisti Micheli e Solenghi

in tempo, dando via a una serie di eventi che cambieranno totalmente la sua vita e persino il suo carattere: il primo passo è quello di fingersi gay, in modo da spingere la dirigenza a non procedere al licenziamento per paura di mobilitare le associazioni omosessuali. L’idea per quanto assurda ha successo su tutti i fronti e ribalta completamente le sorti del povero Pignon, in ufficio, nella società e anche nella vita privata, trasformandolo da oscuro contabile a icona del movimento omosessuale, con tutte le esilaranti conseguenze del caso. Gli altri intrpreti sono Massimiliano Borghesi, Sandra Cavallini, Paolo Gattini, Adriano Giraldi, Fulvia Lorenzetti, Matteo Micheli e Enzo Saturni. Le scenografie sono state ideate da Alessandro Chiti, mentre i costumi sono di Andrea Stanisci, le musiche di Massimiliano Forza, arrangiate da Fabio Valdemarin, e il disegno luci di Bruno Guastini. La nuova produzione è della Contrada-Teatro Stabile di Trieste. Come lo stesso Solenghi ci ha spiegato “ il lavoro prodotto sul progetto che per fortuna non ha risentito dei 10 anni trascorsi, visto che le tematiche affrontate, allora ancora in embrione, sono oggi di dominio pubblico. Mobbing, Disoccupazione, Discriminazione sessuale, Omofobia, Stalking, sono ahimè argomenti dell’oggi, soprattutto dell’Italia di oggi, e questo restituisce al testo una efficace attualità.” La versione teatrale che ne è derivata  dalla sceneggiatura, ha tenuto conto di una inevitabile “italianizzazione” di ambienti e personaggi. Del taglio cinematografico il regista Solenghi ha voluto mantenere la frammentarietà del racconto, con una specie di montaggio teatrale, con scene che si susseguono a ritmo incalzante, caratteristica comune di molte messe in scena del teatro attuale. Sembra che l’attenzione primaria è sempre verso lo spettatore per far si che la sua costante attenzione non deve mai cedere alla noia a discapito dell’efficacia del racconto. Un racconto che appare reale, coinvolgente e al tempo stesso esilarante, come spesso accade nelle scene e nei personaggi dell’Apparenza inganna.

Il Cast che accompagna il duo comico nello spettacolo

La coppia di attori sembra vivere in mezzo al pubblico coinvolgendolo in un processo di identificazione dove lo spettatore si immedesima nelle avventure dei protagonisti e ne vive sia gli attimi esilaranti che i momenti più “umani” e non necessariamente esilaranti, almeno in partenza. Maurizio Micheli è  perfetto per impersonare questa sorta di travet aziendale, sempre sottotono, sempre in disparte, pur con la fierezza degli esclusi, dove ne esce marcatamente anche il suo lato umano, che spesso a contrasto con la follia degli eventi produce effetti esilaranti. Tullio Solenghi è insuperabile nel ruolo del sadico, del cinico della situazione, la sua figura dell’antagonista omofobo e violento, sembra divertirsi nel giocare a contrasto i toni rudi dell’inizio con l’umanità e la delicatezza di atteggiamenti della trasformazione finale. Davvero un lavoro ben riuscito che può continuare il successo della coppia già collaudato dalle oltre 250 repliche dello spettacolo “Italiani si nasce”  che il duo comico ha portato in giro nella scorsa stagione e di cui ha confermato in toto la compagnia che è ormai diventato un “gruppo di lavoro” affiatato e compatto a partire dai due capocomici. Applausi a scena aperta e un tripudio di chiamate al termine dello spettacolo sono la miglior ricompensa per un gruppo d’attori così amati dal pubblico.

A d.P

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