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I NOMADI A CERVIGNANO per Onde Mediterranee – mercoledì 23 luglio 2014

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Un ritorno acclamato, quello dei Nomadi in regione, che già annuncia un grande affollamento dei fan e del pubblico storico della band ormai entrata nel mito. Il tour estivo, dedicato al cinquantesimo anniversario di attività sta letteralmente sbancando i botteghini ovunque. Mercoledì 23 luglio, Cervignano del Friuli, nell’ambito di Onde Mediterranee 2014 (con la collaborazione del Comune stesso) ospita la storica band al Parco Europa Unita, alle 21.

Una scaletta emozionante, quella del tour che tocca Cervignano, che raccoglie i brani indimenticabili della band più longeva del nostro Paese: dai classici indimenticabili (come “Io vagabondo”,” Noi non ci saremo”, “Un pugno di sabbia”, “Ho difeso il mio amore”) a quelli nati in tempi più recenti (“La vita che seduce”, “Io voglio vivere”, “ Sangue al cuore”).  Canzoni che hanno segnato la storia della musica italiana e che hanno fatto da colonna sonora per diverse generazioni. Ma ci sono anche alcune novità, dal titolo: “Come va la vitae “Nulla di nuovo”, che testimoniano come, a 50 anni dal loro debutto, i Nomadi “siano rimasti coerenti, raccontando il presente più difficile, il tempo attuale, le crisi, le difficoltà, ma anche la voglia di vivere e di esserci lanciando messaggi di speranza” (così spiegano essi stessi).

Un appuntamento importante che segna un punto di svolta anche per le scelte artistiche: la nuova, significativa voce dell’appena quarantenne Cristiano Turato, con il gruppo dal 2012, si conferma come un “acquisto” vincente della band:  il cantante è già riconosciuto come una personalità forte e significativa per il timbro e le interpretazioni ruvide e appassionate ed è stato meravigliosamente accolto da pubblico e critica sin dall’inizio del tour.
Accanto, dunque, a  Beppe Carletti – co-fondatore della band e Nomade da 51 anni, praticamente da sempre –  suonano Daniele Campani – classe 1961 con la band dal 1990, alla batteria; Cico Falzone – chitarrista e voce con i Nomadi dal 1990; Massimo Vecchi – chitarra e voce, classe 1970 – e Sergio Reggioli, eclettico Nomade dal 1998 (aveva 28 anni) come percussionista, violinista, chitarrista, voce della band.

Così si raccontano a Rockol gli stessi Nomadi, per voce di Beppe Carletti: “I paesi sono le nostre grandi città: in piazza c’è un calore che nemmeno uno stadio tutto esaurito può dare. Nelle grandi città sei solo un evento tra i tanti: in un paese sei il cuore di una festa che coinvolge tutti […]. Continuano ad arrivarci proposte, anche da Zurigo e Basilea. E tantissime dall’Italia … Parlando con gli amici promoter ce lo ripetiamo, da un po’ di tempo a questa parte: è un po’ come essere tornati agli anni Sessanta. La crisi ci porta a riflettere, e a pensare che forse siamo andati un po’ oltre. Spero che tra un po’ tornino ad aprire le balere. E non lo dico per nostalgia dei bei tempi che furono, ma per i giovani, per chi voglia provarci davvero a vivere di musica. Posti così sono diversi dai pub dove, dove la gente a va bere: lì la gente viene per ascoltarti, per ballare. La musica non è un accessorio, ma la ragione prima. E se riesci a conquistare il pubblico vedendolo in faccia hai centrato l’obbiettivo”.

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