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Lui, il Figlio da un’idea è di Mario Gelardi alla rassegna “Lux in Tenebris”.

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LUIILFIGLIO“Un’esecuzione è sempre stato uno spettacolo, nonostante la morte. Ed è anche un occasione per incontrare qualcuno” fra sculture e magnificenze della Basilica di Santa Maria della Sanità, l’odore incensato di una religiosità inconsapevole quanto sia “insostenibile per un solo uomo tutto l’orrore del mondo”.  Lui, il Figlio è il nuovo sfacciato progetto di Mario Gelardi. Se un uomo tra la folla della crocifissione (drammaturgia di Tino Campanello, interpretato da Gianluca D’Agostino) sente il sangue che cola dall’alto credendolo pioggia e se il Giuda di Carlo Caracciolo, scritto da Emanuele Tirelli, ci viene presentato come “una capriola della realtà”, allora siamo alla rassegna “Lux in Tenebris”. Non è questione di dire il già detto, ma capacità di riportare nella propria carne uomini che hanno fatto storia. Fabio Rocco Oliva  scrive di una Maria Maddalena che si sente affondare, ed è vestita da Irene Grasso. La performance del 2 luglio 2014 è esplosa in vita nell’entrata in scena di  Luigi Credendino, con il  Lazzaro scritto da Mario Gelardi, dove le cose più vere sono dette con l’arma dell’ironia. Mario di Fonzo è un uomo credibile “chiamatemi Simone o Pietro” mentre tenta una giustifica al suo insopportabile tradimento a Gesù, forte della scrittura sensibile di Cristina Zagara.  Invece, La madre di Giovanni Apostolo scritto da Mario Gelardi con Roberta De Pasquale, fa echeggiare una domanda oscenamente intelligente “perché mai un figlio dovrebbe preferire il calore di una madre che non è la sua?”. Silenzio. Concretamente il Tommaso di Gennaro Maresca, scritto da Eduardo Bavarese, ha toccato un livello di immedesimazione profondo. Voglia di riascoltarlo, di non staccargli gli occhi da dosso. L’entrata in scena di La madre di Lui scritto dalla raffinata penna di Maria Cristina Sarò, interpretata da Annabella Carrozza, scuote gli applausi trattenuti. Una Maria, piccola, umana, responsabile, autentica, spontanea. Si replica il 2 agosto, giusto il tempo per elaborare tanti contenuti di cruda bellezza.

 

Anita Laudando

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