domenica , 26 Settembre 2021
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LA SCUOLA

LA SCUOLA

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Dal teatro alla Tv e poi di nuovo a teatro, ieri sera a Monfalcone, “La scuola” rappresenta, a distanza di più di 20 anni, uno spaccato veritiero e non banale dei professori di ieri e di oggi, impegnati nella loro “battaglia” quotidiana con studenti e contro loro stessi.

La narrazione è semplice e scanzonata e racconta una giornata di scrutini dei professori di una classe che non può essere definita proprio come modello positivo.

Caratteristiche importanti di ognuno di loro sono i modi diversi di approcciarsi all’arte dell’insegnamento, chi in modo simpatico con gli studenti, chi dedicandoci meno passione, chi sfiduciato dell’impegno dei ragazzi, chi ancora impegnato a gestire l’istituto come il preside, il tutto usando come metro la simpatica visione, personale, della scuola.

La tematica su cui si focalizza lo spettacolo è il confronto fra i docenti, impegnati a decidere il futuro degli studenti, sulle opposte visione del mondo scolastico fatto di difficoltà e di continui battibecchi sugli studenti ma anche su momenti di condivisone come le gite scolastiche dove succede di tutto, fra sotterfugi e racconti dei protagonisti più interessati a loro stessi che agli studenti.
Gli sketch comici si susseguono uno dopo l’altro, dal prete, insegnate di religione, maleodorante, dal professore di francese che vedrebbe meglio i ragazzi a zappare piuttosto che sui libri di scuola, al professore di impiantistica più interessato alle ragazzine e al suo secondo lavoro. Figure singolari sono anche la docente di storia dell’arte che ha un album fotografico dei suoi 250 alunni, e i due protagonisti principali, Silvio Orlando, professore di lettere, che prova a difendere tutti, anche chi per la scuola proprio non è portato, spalleggiato da Marina Massironi che gli dà una mano in quello che sembra un covo di serpi diretto da un poco brillante presidente.
Il quadretto che ne esce è simpatico ma allo stesso tempo fa riflettere su un mondo che vediamo di più con gli occhi dei ragazzi e che vissuto dall’altro lato della barricata viene descritto come problematico ma allo stesso tempo spassoso in cui tutti i protagonisti devono, quotidianamente, provare a trovare i modi per rendere interessante ciò che dicono a dei ragazzi rinchiusi nei loro banchi ma persi nei loro pensieri.

Rudi Buset
rudibuset@live.it
@RIPRODUZIONE RISERVATA
Inviato da iPad

About Rudi Buset

Pubblicista iscritto all'Albo dei giornalisti dal 2013 Diplomato presso l’ITC Einaudi nel 2007, lavora presso una carpenteria leggera artigiana. Impegnato nel sociale e in politica, da anni collabora con diverse realtà del suo territorio con particolare attenzione al mondo dell’associazionismo. Appassionato di tutto ciò che riguarda l’uomo in quanto “animale politico” oltre che allo sport (in primis il calcio).

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