lunedì , 17 Maggio 2021
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La polvere che uccide raccontata da Laura Curino

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Ieri sera al Palamostre di Udine, per la stagione Akropolis 13 del Teatro Club, è andato in scena il nuovo lavoro di Laura Curino dal titolo “Malapolvere. Veleni e antidoti per l’invisibile”, ispirato dal libro Mala Polvere di Silvana Mossano. Un monologo di poco più di un’ora e mezza è bastato all’attrice per raccontare di una tragedia silenziosa che ha colpito e che continua a colpire Casale Monferrato in provincia di Alessandria, il paese che ha visto lo sviluppo economico e il benessere dei concittadini coincidere con il dolore: veleno in cambio di prosperità.

Perchè a Casale si produceva l’Eternit, quel materiale tanto eterno quanto pericoloso perchè prodotto con l’amianto, la cui polvere ha avuto effetti devastanti sulla salute sia degli operai impiegati nelle fabbriche sia in coloro che non ne erano venuti materialemente a contatto provocando gravissime malattie quali cancro (mesotelioma). Perchè si tratta proprio di polvere, che ha coperto “le case, le cose, le persone”. E la Curino dà voce alle cose, che assistono loro malgrado a quanto accade: l’albero, l’aspirapolvere, il fiume Po, la torre che vede attraverso le finestre – occhi, il cavallo che sorregge la statua di Carlo Alberto, il vento, la nebbia, la neve che sono state veicolo della fibra stessa. Così la malapolvere ha coperto tutto, i colori di una graziosa cittadina ricca di storia rendendo grigie le vite degli abitanti. Ciò che sconvolge di più è che si sapeva. I titolari han fatto finta e negato fino alla fine (venivano ingaggiati ispettori per rilevazioni ad hoc che in realtà non rilevavano alcunchè): il processo tenutosi a Torino è terminato con pesanti condanne a loro carico.

Molto appassionante questo modo di raccontare, che alterna con ritmo incalzante le voci delle cose a dati e fatti reali. Un modo per rendere lo spettatore partecipe della denuncia, perchè si deve sapere, perchè le informazioni giuste, corrette devono viaggiare da una persona all’altra per non rendere vane tutte quelle morti, tutta quella sofferenza.  Ma la storia di Casale è anche un po’, purtroppo, storia del Friuli Venezia Giulia, con le vicende degli operai di Monfalcone e delle loro famiglie colpite dalla stessa polvere di amianto usata anche nei cantieri navali. Storie di dolore che proprio in questi giorni sono in tribunale a Monfalcone. In attesa di Giustizia, perchè di lavoro non si può morire.

Maria Teresa Ruotolo

About Maria Teresa Ruotolo

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Nata a Udine nel 1970 vive a Grado. Giornalista Pubblicista dal 2004; Laurea in Scienze Politiche indirizzo politico sociale collaborazione varie: con il Consorzio Agenti Immobiliari per la redazione dell’editoriale di Corriere Casa Nord Est; con Gruppo Sirio per la redazione di articoli pubblicati sul periodico Business Point e altre varie collaborazioni per la redazione di articoli di attualità e politica.

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