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E’ SEMPRE “GIOVANE” IL ROCK DEGLI SCORPIONS… OLTRE 5.000 FAN A TRIESTE PER I 50 ANNI DELLA BAND

E’ SEMPRE “GIOVANE” IL ROCK DEGLI SCORPIONS… OLTRE 5.000 FAN A TRIESTE PER I 50 ANNI DELLA BAND

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Classe

Energia

Potenza

Tre aggettivi (non necessariamente in rigoroso ordine d’importanza) per descrivere il concerto della band tedesca, con l’organizzazione di Azalea Promotion, tenuto a Trieste venerdì 13 novembre, ma andiamo per gradi:

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E’ passato poco più di anno (era il 18 luglio 2014, vedi precedente articolo) dall’ultima calata italica – a Piazzola sul Brenta – degli Scorpioni del rock, preannunciata come l’ultima in vista di un ritiro definitivo dalle scene; da allora le cose sono cambiate, il traguardo dei 50 anni di attività andava celebrato in maniera solenne e insieme al pubblico che da sempre li ha seguiti e sostenuti.

Ecco quindi un nuovo album, “Return to forever”  – che riprende sonorità ed alcuni brani del passato che non avevano trovato spazio nei vecchi dischi –, la ristampa in versione “Deluxe” di 8 album (infarciti di bonus vari) e questa tournee che riparte proprio dall’Italia (con 3 date: Roma, Milano e appunto Trieste) verso l’Europa dopo i successi ottenuti in nord America.

Band di supporto per questa data (come a Roma) sono i nostrani “Rhapsody of fire”, originari proprio di Trieste. Fautori di un potente heavy metal sinfonico da loro ribattezzato “film score metal” (in quanto molto ispirato dalle colonne sonore di film hollywodiani di stampo fantasy) nascono nel 1994 dall’incontro del chitarrista Luca Turilli ed il tastierista Alex Staropoli che si scoprono accomunati dall’interesse per la musica metal e barocca.

Nel corso degli anni (sono in attività dal 1995, inizialmente con il nome di Rhapsody) hanno rilasciato 9 album (il prossimo “Into the legend” uscirà a gennaio 2016) con vari cambi di formazione e per un periodo sono stati pure sotto contratto per l’etichetta di Joey De Maio, la “magic circle music”, bassista e fondatore dei noti Manowar, gruppo americano di epic metal.

Sfortunatamente il traffico e l’infelice logistica del luogo (non ce ne vogliano gli amici triestini) ci impedisce di arrivare in tempo per ascoltarli, non rimane quindi che concentrarsi sull’imminente performance degli Scorpions, iniziando ad ammirare il grande drappo che riprende la cover dell’ultimo disco (una corona con il logo della band).

Il pubblico è già assiepato sugli spalti (malgrado alcuni posti vuoti) e l’atmosfera è ancora calma mentre nell’area del parterre i fan più devoti cercano di arrivare il più possibile vicino al palco: dai giovani ai padri di famiglia (l’età è veramente assortita!) è un’autentica festa nel segno della musica rock.

DS3_7200Scoccano le 21.20 ed ecco che repentinamente, dopo lo spegnersi delle luci, il telone viene letteralmente giù sotto le prime note di “Going out whit a bang” tratto dall’ultimo album, pubblico acclamante e subito in sintonia con la band che padroneggia alla grande un palco diviso in due metà: una superiore, dove è posizionato quel “pazzo” di nome James Kottak alla batteria e una inferiore, con una penisola protesa verso il centro del palazzetto, dove si scatenano i restanti componenti, il tutto coadiuvato da immagini proiettate che richiamano ora effetti psichedelici, ora riprese dal vivo e del pubblico presente, ora muri di amplificatori ed altro ancora….

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Grande colpo d’effetto alla seconda canzone, “Make it real”, dove i colori nazionali tingono le scenografie con le ombre dei componenti del gruppo in evidenza; si prosegue con “The zoo” e la strumentale “Coas to coast” dall’album “Lovedrive” del 1979, brano che vede in veste di chitarra ritmica anche il cantante Klaus (emozionante vederli tutti e quattro affiancati sulla pedana centrale), lo spettacolo continua con un medley di 4 canzoni e poi la nuova “We build this house” seguita a ruota da “Delicate Dance”.

La band si diverte e si vede: ridono, corrono, si cercano e scambiano sguardi d’intesa con un pubblico che diventa sempre più caldo e partecipe; la voce di Klaus sembra risentire poco del tempo che avanza, Rudolph e Mathias (le chitarre del gruppo) sono in gran forma e particolarmente ispirati , Pawel mantiene un profilo leggermente più basso ma viene spesso cercato dagli altri mentre l’istrionico Kottak impressiona per la potenza e la carica che ci mette nel picchiare le pelli.

E’ però il trittico formato da “Always somewhere”, “Eye of the storm”, “ Send me an angel” seguito dall’immortale “Wind of change” a mandare in visibilio il palazzetto, con il gruppo sulla pedana centrale ad incitare i presenti a cantare, è a questo punto che le distanze si accorciano ulteriormente e l’atmosfera si fa più intima: la mano sul cuore di Klaus e il sorriso compiaciuto fanno capire che serata sia.

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Si riparte alla grande con “Rock’n’roll band”, terzo pezzo del nuovo lavoro, subito seguito da ““Dynamite” e “In the line of fire”. C’è tempo per una “solo session” di Kottak che si eleva di diversi metri su una pedana fra fumi e luci colorati, si scatena ed incita una folla che non fa fatica ad assecondarlo, memorabile quando in piedi sulla batteria dando le spalle al pubblico si toglie la maglietta mettendo in evidenza -difficile non notarlo!- il tatuaggio “Rock & roll forever” sulla schiena.

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DS3_7248La pedana scende ed è ora di “Crazy world” e dell’energetica “Blackout” dove la tracolla della chitarra di Rudolph Schenker all’inizio si stacca ma è solo questione di pochi attimi, un tecnico interviene e tutto si risolve. “Big city nights” è l’ultima canzone della lista e precede una pausa (ma il pubblico non smette di incitarli) prima degli ultimi due brani: “Still loving you” e la scatenata “Rock you like a Hurricane” al termine della quale la band si consegna al suo pubblico, soddisfatta e consapevole di essere ancora al passo con i tempi, alla faccia della carta d’identità!

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In definitiva una gran serata, di un livello più alto rispetto a quella del 2014, con una band che non teme confronti con realtà più giovani… potrà sembrare banale ma mai come ora il detto “la classe non è acqua” calza a pennello! Auguriamoci di vederli ancora dal vivo perché da questi Scorpioni è un piacere farsi pungere…

 

SET LIST

Encore:

Francesco Brun Frisanchina, Foto Dario Furlan

About Dario Furlan

Fotografo free lance e giornalista pubblicista. Segue da anni il panorama musicale internazionale - ma anche locale - con particolare predilezione per quanto riguarda il rock (in tutte le sue derivazioni), il folk ed il blues nonché la musica in lingua friulana. Cultore di "motori e rally", dei quali vanta una conoscenza ultradecennale, è anche atleta nella disciplina ciclistica della mountain bike.

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