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ROBOT & FRANK – ironica e commovente commedia al Festival della fantascienza “TRIESTE SCIENCE+FICTION”

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Si è svolta sabato sera alla Sala Tripcovich di Trieste la proiezione del film “Robot & Frank” alla presenza del regista Jake Schreier. Il film era in lingua originale, con sottotitoli in italiano ed ha riscosso un ottimo successo di pubblico.
E’ inserito nella categoria Neon > Asteroide della XII EDIZIONE di Trieste Science+Fiction (Festival della Fantascienza).

L’ironica e commovente commedia è ambientata in un futuro simile al nostro presente in cui i dispositivi tecnologici sono versioni leggermente modificate degli iPad e iPhone attuali: leggeri e sottili come un foglio di carta plastificata con schermi interamente trasparenti, le conversazioni telefoniche si attivano con comandi vocali ed avvengono attraverso lo schermo televisivo che a sua volta non è altro che un flusso di immagini proiettate sulla parete.
Gli androidi sono entrati a far parte del quotidiano come collaboratori domestici o come badanti di persone anziane: il robot del titolo, pur non avendo un nome, è dotato di una personalità irresistibile e da umile servitore diventa complice ed amico dell’anziano protagonista, aiutandolo a ritrovare la propria vitalità.
Il protagonista è il settantenne Frank (un eccellente Frank Langella), un ladro semi-professionista in pensione che vive in volontario isolamento in una abitazione situata nella bucolica cittadina di Cold Spring, nello stato di New York e soffre di Alzheimer: la sua memoria è corrotta e va rapidamente degenerando.
Ha un rapporto problematico con il figlio Hunter (James Marsden) e la figlia Madison (Liv Tyler) che non hanno il tempo, la voglia e la pazienza di assisterlo. Il figlio Hunter abita con la moglie ed i figli distante dal genitore verso il quale nutre risentimento e non perdona la carriera criminale, culminata con un arresto (per evasione fiscale) e un divorzio. robot1
La figlia Madison è troppo impegnata in missioni internazionali per occuparsi delle faccende familiari. Le loro conversazioni in videoconferenza, attraverso una versione semi-futuristica di Skype, sono frammentate, superficiali, inconcludenti.
Per gestire la complicata situazione, Hunter acquista per il padre l’ultimo modello di un robot-assistente.
Frank inizialmente lo vive come un’ingerenza nella propria autonomia, non sopporta che lo accompagni ovunque, anche alla biblioteca dove Frank corteggia una simpatica bibliotecaria (la sempre affascinante Susan Sarandon) ma pian piano inizia una sfida dialettica e una conoscenza reciproca che li porta ad una simbiosi conflittuale ma anche affettuosa, visto che il robot è programmato per prendersi cura di Frank con tatto e delicatezza e Frank trova nel piccolo computer un interlocutore che lo fa tornare al passato, alle sue avventure, al desiderio di riprenderle usufruendo delle capacità tecniche del robot –  come per esempio individuare la combinazione di una cassaforte in pochissimi minuti. E quando ad una cena di beneficenza incontrano il ricco arrogante Jake (Jeremy Strong) che a Frank sembra essere sul punto di truffare la biblioteca cittadina e quindi la sua amica, decide di tornare in scena progettando un furto nella cassaforte del magnate. Un’ultima avventura, un’ultima emozione, un’ultima azione per chi è nella fase finale della via può essere ciò che fa la differenza fra lasciarsi morire ed avere voglia di vivere, quel progetto, quello scopo che da troppo tempo manca, perché la società non concede spazi agli anziani e perché la famiglia non sempre può bastare.
robot2Il film di Schreier ha il pregio di essere aderente alle problematiche degli anziani senza tacere le difficoltà e la sofferenza che il decadimento mentale provoca a chi lo sperimenta in prima persona  ma ha anche i toni leggeri della commedia e poco importa che uno dei due amici sia un robot, la coppia cinematograficamente funziona e Frank Langella regala la sua fisicità e il suo sguardo ironico ad un personaggio tenero e combattivo, fragile e spericolato, costruendo un anziano paradigma di tutti gli anziani, cui basta la scintilla di un desiderio o di un interesse per tornare a partecipare a quella vita di cui solo un piccolo robot bianco sembra capirne il valore.
Tra le altre cose, Robot & Frank solleva interessanti domande sull’evoluzione del libro (da carta stampata ad e-book) e sulla trasformazione della biblioteca da archivio della conoscenza a luogo di aggregazione sociale, con tutti i vantaggi e svantaggi che ciò comporta. robot3
Un altro tema portante – correlato al precedente – è quello della memoria: quella umana, compromessa dalla demenza senile e quella robotica, fluida, manipolabile e cancellabile con la semplice pressione di un tasto.
Nei titoli di coda è evidente che il futuro immaginato dal regista americano è il presente di migliaia di giapponesi.

Biografia regista:
Jack Schreier si è diplomato alla NYU Tisch School of Arts nel 2003 dove ha fondato il collettivo di registi chiamato Waverly Films. Nel 2006 si è unito alla Park Pictures, con la quale ha diretto pubblicità, video musicali e adesso questo lungometraggio. Collabora da molto tempo con la band Francis and the Lights su immagini e musica. Robot & Frank è il suo debutto come regista di lungometraggi.

 
Manu Trip (E.T.)
RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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