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“Guerre Stellari. Play!”. Intervista a Fabrizio Modina

“Guerre Stellari. Play!”. Intervista a Fabrizio Modina

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Fino al 10 aprile la Casa dei Carraresi di Treviso ospiterà la mostra “Guerre Stellari. Play!”, dedicata al fantastico mondo di Star Wars; la serie cinematografica che ha appassionato tre generazioni e che è tornata di recente sul grande schermo con “Il Risveglio della Forza”. Attraverso migliaia di stampe d’epoca, action figures, gadget e modellini sarà possibile ripercorrere cronologicamente le vicende dei personaggi della saga, ed immergersi nell’universo creato da George Lucas; in un percorso tra fantascienza ed arte Pop.

Grazie alla mostra viene esposta per la prima volta in Italia la collezione di tutti i personaggi ufficiali di Star Wars a marchio Kenner raccolta dal 1977 a oggi da Fabrizio Modina, uno dei più grandi collezionisti di giocattoli di fantascienza al mondo. Di seguito trovate l’intervista:

Sig. Modina, la sua collezione in mostra a Treviso presenta migliaia di action figures, gadget, modellini e stampe d’epoca della saga di Guerre Stellari. In occasione dell’uscita del nuovo capitolo della saga, “Il Risveglio della Forza”, è tornato alla luce quell’universo di appassionati, collezionisti ecc., che hanno portato la creazione di George Lucas ben al di là della sala cinematografica, creando una vera e propria sottocultura. Qual è stato, secondo la sua esperienza, l’impatto culturale della saga cinematografica dal 1977 ad oggi?

Sicuramente “Star Wars” cambiò il modo di fare cinema, o quanto meno un certo tipo di cinema, sin dal 1977. Il concetto stesso di fantascienza venne completamente smembrato, capovolto, sporcato per certi versi e ripulito per altri, per poi essere rieditato in un modo che non si era mai visto prima. Per la prima volta la fantascienza veniva offerta e gradita non solo ad un pubblico ristretto ma anche alle famiglie, ai bambini, all’audience femminile, di solito non interessati o incompatibili con il genere. Diventava quindi prima POP per poi evolvere anche in ART. Molto di ciò che è venuto dopo erano mere copie o addirittura plagi. “Star Wars” ha creato uno standard qualitativo e creativo che ha successivamente ispirato una intera generazione di film makers e designers, ma soprattutto, anche grazie al merchandising derivato, è entrato nelle case di tutti, divenendo parte integrante della vita comune.

Guerre Stellari è la saga cult per eccellenza, in grado di creare una vera e propria comunità di “fedeli”. Ci parli del mondo del collezionismo di Guerre Stellari e della sua esperienza. E’ forse un modo per immergersi in un mondo fantastico e tornare un po’ bambini?

starw2Non ho mai considerato il collezionismo come una attività infantile, anzi, come collezionista ritengo di svolgere una funzione di conservatore di oggetti destinati altrimenti a cadere nell’oblio, scomparendo sia fisicamente che dalla memoria. Tutti i grandi o piccoli musei nascono dalla perseveranza di collezionisti che hanno “salvato” opere dal decadimento e dalla dispersione. Fatta questa premessa, questa attività rischia di trasformarsi per alcuni in ossessione e avidità, in estremizzazioni del possesso e occultamenti eccessivi. Per quanto mi riguarda, il mio piacere del collezionare sta soprattutto nella condivisione e mostre come “Guerre Stellari. Play!” sono la sublimazione di questo concetto. Per me è una grande gioia vedere l’emozione nel pubblico di fronte ad oggetti che ritenevano persi per sempre in ricordi sbiaditi oppure dei quali non conoscevano neppure l’esistenza. Queste piccole cose gratificano il grande lavoro dietro ad ogni mostra.

C’è qualche modellino, giocattolo ecc. al quale è legato particolarmente?

Si, certamente, per motivazioni storiche, di difficoltà di reperimento, oppure semplicemente per la fattura o il design. Ma come per ogni collezionista, anche per me il pezzo più importante è sempre il prossimo che si acquisterà!

Lei è docente di Fashion Design presso lo IED. Ci parli del “design di Star Wars“: i costumi, le ambientazioni ecc. hanno sicuramente uno stile riconoscibile. Ritiene che questo abbia in qualche modo influenzato la moda, il design?

starw1Dietro ogni lavoro di Lucas si è sempre celata una grande ricerca culturale ed estetica. “The Phantom Menace”, il primo Episodio della Saga è certamente l’esempio più eclatante: un film sottovalutato dominato da una esigenza del “bello” come mai si era vista prima in una pellicola di fantascienza. Ancora prima di ispirare la moda, “Star Wars” attingeva a sua volta ad un guardaroba estratto ovunque nel tempo e nello spazio: i samurai giapponesi per i cavalieri Jedi, le SS naziste per gli imperiali, i cow boys per Han Solo, i lavori della couturier parigina Alix Gres per la Principessa Leia. Per ovvi motivi lo scambio culturale era inevitabile ed il design e la moda hanno a loro volta risposto continuando il ciclo di autocitazioni in un loop che dura ormai da quasi quaranta anni.

Secondo lei, è possibile che un film di fantascienza oggi abbia lo stesso impatto e sia ugualmente innovativo come il primo Guerre Stellari?

Al momento non si è visto nulla di simile. L’ultima invenzione fantastica della letteratura è stato Harry Potter, felicemente riadattato sul grande schermo, dopodiché niente di davvero memorabile. Nemmeno “Star Wars” è in grado di superare “Star Wars”.

Grazie e che la forza sia con lei!

Grazie a voi. Vi aspettiamo a Treviso, Casa dei Carraresi sino al 10 Aprile.

Per info sulla mostra e sui numerosi eventi in programma qui: http://www.guerrestellaritreviso.it/

Marco Serafini

About Marco Serafini

Nato a Vasto (CH), vive attualmente ad Udine, dove frequenta il corso di laurea in Traduzione e Mediazione Culturale. Appassionato di viaggi, arte e fotografia; sempre aperto alla conoscenza di culture diverse e alla condivisione di esperienze.

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