mercoledì , 19 Maggio 2021
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Aspettando Godot

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Aspettando Godot di Samuel Beckett, regia di Jurij Ferrini, con Jurij Ferrini, Natalino Balasso, Michele Schiano di Cola e Angelo Tronca, ieri sera era in scena al teatro Giovanni da Udine. L’atmosfera era di quelle da rappresentazioni attese, con la platea piena e le gallerie ben popolate, la scenografia scarna, come prescritto da Beckett, e gli attori più che sul pezzo. Didi e Gogo aspettano, non ricordano bene perchè, non ricordano bene chi, di certo c’è che aspettano un tale Godot, e, nonostante la tentazione diventi a tratti forte, non se ne vanno. La scenografia non cambia, i personaggi sono quattro, anzi cinque, eppure per un’ora e tre quarti è più che un piacere stare a guardare il mondo che Beckett affresca per noi sul palcoscenico. Il tema è quello dell’esistenza, non si tratta semplicemente di due clochards che aspettano sulla strada, ma gli elementi in questa rappresentazione esistenziale sono tanti e spesso molto confusi, inestricabili come nella vita vera. L’attesa di qualcosa che spezzi la noia, l’impossibilità di andarsene, il padrone ed il servo, il cappello per pensare, le scarpe troppo piccole e quelle troppo grandi, la memoria labile di tutti i personaggi, la cecità ed il mutismo improvvisi. Aspettando Godot va guardato più che raccontato, perchè della matassa di significati che si possono attribuire a questo spettacolo pochi sono univoci e universalmente condivisibili. L’attesa di qualcosa che migliori la vita di ognuno è uno di questi, l’orrore per la finitudine dell’uomo un altro “le madri partoriscono i figli a cavallo di una tomba” dice Didi ad un certo punto, raccontando la sua ansia nell’attesa di questo Godot salvatore. Bello spettacolo per la sezione crossover del Giovanni da Udine, guardare e riflettere.

Luca Artico

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