mercoledì , 14 Aprile 2021
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Le opere di Zigaina e Colussa nella mostra “un colloquio tra realtà e assoluto”

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Ancora poche settimane di tempo per visitare la mostra artistica, dedicata ai pittori friulani Giuseppe Zigaina e Sergio Colussa, allestita nella splendida Villa Moretti di Tarcento. Le opere saranno visibili gratuitamente fino al 13 ottobre; il venerdì dalle 16.00 alle 19.00, il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00.

I due piani dedicati a Zigaina rivelano l’emblematico rapporto dell’artista con l’epoca post-bellica. In molte delle raffigurazioni è visibile la vita quotidiana, la ruralità dei paesaggi, la semplicità dei soggetti, la drammaticità della povertà. Spesso i personaggi sono braccianti, minatori, contadini, in cui le cicatrici della seconda guerra mondiale sono ancora aperte e pulsanti. L’atmosfera malinconica è fortemente accentuata dai colori freddi, cupi; i contorni non sono netti e curati ma accennati, discontinui. Il paesaggio friulano è apprezzabilmente riconoscibile, specie per quanto riguarda la zona lagunare della Bassa Friulana. L’artista, soprattutto nelle opere del primo piano della mostra, diventa una sorta di cronista capace di esporre la vita e le abitudini dei suoi concittadini, sempre contestualizzati nell’epoca e nei luoghi dove egli stesso ebbe modo di trascorrere lunghi scorci della sua vita. Lavori umili, strumenti di lavoro agricolo, biciclette e tanta amarezza sono gli argomenti preferiti del malinconico pittore.

GIUSEPPE ZIGAINA

Le opere del secondo piano esprimono la metabolizzazione negativa di Zigaina per quanto concerne il disastro bellico, portandolo di fatto alla ricerca di un maggiore astrattismo dei soggetti e della realtà. Le figure sono sempre più macabre, è costante l’inserimento marginale di organi interni umani, di teschi sezionati, di sangue e soldati. La tensione si percepisce negli accostamenti tra insetti altamente simbolici quali mosche o falene, contornati di schizzi di sangue, organi e interiora. Inoltre lo spettatore percepisce il rapporto difficile che l’artista potrebbe aver avuto con il padre, raffigurato in modo astratto e accostato molte volte a simbologie pagane come la testa di ariete o di capra. I paesaggi diventano sempre più tetri e carichi di tensione ed inoltre sono rintracciabili mezzi futuristici in luoghi inusuali (ad esempio la bozza di un astronave in volo sulla laguna). Opere cariche di simbologia, di disagio, di paura e sconforto; la brutalità della guerra che si riflette nei peggiori incubi della mente umana.

Entrando nella sala dove trovano collocazione le opere dell’altro artista protagonista, Sergio Colussa, si viene immediatamente catturati dalla bizzarra scultura bronzea situata al centro. Il soggetto in questione è Vertumno, la divinità etrusca simbolo del mutamento delle stagioni e della maturazione dei frutti. Ed infatti la scultura raffigura un individuo la cui forma umana viene creata attraverso l’accostamento di vari tipi di frutta e di verdura.  I primi dipinti di Colussa sono carichi di personaggi mitologici, le ambientazioni sono quasi bucoliche e la simbologia onirica proietta lo spettatore in un sogno. I colori sono caldi, le trame sono dolci; l’artista carica le sue opere di richiami e omaggi a molti illustri artisti (Arcimboldo, De Chirico). Tra i soggetti preferiti dal pittore vi sono nature morte, con frutta e verdura, alimenti e conchiglie, oggetti astratti di difficile riconoscimento. Non mancano naturalmente dipinti paesaggistici delle splendide terre friulane, rappresentate in tutte le stagioni in modo da esaltare ulteriormente l’utilizzo delle diverse sfumature di colore. Proseguendo il cammino della mostra la realtà lascia il posto alla totale mancanza di definizione, le immagini non forniscono più oggetti riconoscibili; l’essenzialità delle opere è fornita da una serie di figure geometriche (per lo più quadrati) di diversi colori e dimensioni, indice di allontanamento dalla concretezza delle cose per assaporare la componente più astratta della realtà. I quadrati rappresentati nei quadri esprimono un effetto differente a seconda della dimensione e della colorazione ed inoltre acquisiscono ulteriore significato nel momento dell’associazione con il quadrato adiacente.

Una mostra di altissimo valore artistico, capace di accendere molteplici sensazioni nello spettatore; disagio, paura e orrore con Zigaina, tranquillità, pace e serenità con Colussa.

Carlo Liotti

carlo.liotti@ildiscorso.it

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About Carlo Liotti

Carlo Liotti
Giornalista Pubblicista iscritto all'Albo dei giornalisti da Aprile 2013. Dottore in Scienze e Tecnologie Alimentari. Appassionato di fotografia e di viaggi, capo redattore de ildiscorso.it, reporter/collaboratore per altri canali di comunicazione.

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