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Classicismo e surrealismo nell’arte di Emanuela Callegarin

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Porta San Giovanni ospita la mostra “Esssere e Tempo” della giovane artista padovana

PADOVA. Inaugura sabato 3 luglio nella sede di Porta San Giovanni la mostra “Essere e Tempo” di Emanuela Callegarin. L’esposizione raccoglie una ventina di pitture a olio realizzate dalla giovane artista padovana. Le opere, che raffigurano statue dell’antichità e ritratti femminili, spaziano da una personale rilettura dei miti postclassici alla suggestiva fascinazione per la pittura surrealista.

La pittura di Callegarin si nutre di concetti filosofici, che rispecchiano l’amore per una disciplina nato ai tempi della maturità classica. Un amore abbinato allo studio delle tecniche pittoriche attraverso l’insegnamento degli artisti. Nelle sue scene l’autrice ripropone la trasposizione pittorica di busti classici dell’antica Grecia, ma spazia anche nella ritrattistica contemporanea con ritratti di donne. In entrambi i casi, nella scena irrompe un elemento “estraneo” e destabilizzante. Evocando l’antica bellezza dell’essere, l’artista fa riaffiorare i segni distintivi accumulati nel tempo: antichi Dei, esseri mitologici, divinità dalle forme animali. Callegarin mostra che l’essere non è come appare, non è mai definitivo, anzi, attraverso il tempo ci mostra, o ci nasconde, i suoi antichi misteri.

«L’autrice dipinge statue – spiega Barbara Cosogno, curatrice della mostra –. Alcune ci sono familiari, come il celebre Discobolo di Mirone, ad esempio. Ma questa atmosfera di familiarità è messa in crisi da un elemento inatteso: la statua si fa corpo. Questo è il perturbante. Anche la presenza di pittori surrealisti quali Dalì e Magritte si avverte importante nell’opera di Callegarin. Sono, queste, le influenze che ritroviamo nel dipinto che dà il titolo a questa esposizione. Il dipinto “Essere e tempo” chiama in causa il doppio: un volto di una statua si riflette su uno specchio che ce la restituisce deformata e invecchiata. Il fantastico si insinua dal dipinto di una dama dal volto velato che ci mostra una mano ossuta e scheletrica: una mano che viene da un altro mondo. In un altro quadro, due donne sono unite nell’atto della vestizione. Ma ecco che una coda animale, forse di una fiera, scompagina il tutto e ci porta dritti nel cuore del fantastico».

L’esposizione, che sarà visitabile fino al 31 luglio, rientra nell’ambito dell’Estate Carrarese organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova. Fa parte del progetto Porta Aperta, organizzato dall’associazione Xearte, ed è promossa da Artemisia Associazione Culturale. Aperta tutti i giorni dalle 17.00 alle 20.00, chiusa il lunedì. L’ingresso è libero.

Vito Digiorgio

About Vito Digiorgio

Giornalista pubblicista iscritto all’Albo dei giornalisti dal 2013. Si è laureato all'Università di Udine con una tesi sulla filologia italiana. Collabora con alcune testate giornalistiche on line.

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