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Tullio Avoledo a Venezia per il suo nuovo romanzo

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Autore di diverse opere che lo hanno consacrato come scrittore di successo, tra cui “L’elenco telefonico di Atlantide” (2003), “Mare di Bering” (2003), “Tre sono le cose misteriose” (2005), “La ragazza di Vajont” (2008), “Un buon posto per morire” (2011), Tullio Avoledo ha presentato venerdì 18 maggio a Venezia il suo nuovo romanzo, “Le radici del cielo” (Multiplayer edizioni, Roma). A coordinare l’incontro, svoltosi presso il vestibolo della sala monumentale della Biblioteca Marciana, il giornalista Riccardo Meggiato e l’addetta all’ufficio stampa della Marciana Annalisa Bruni.

Il romanzo appartiene al genere dello spin off, termine traducibile con derivato/derivativo e che sta ad indicare un film, una fiction, un fumetto, un romanzo ricavati elaborando elementi di sfondo di una saga o di un’opera precedente. “Le radici del cielo” è appunto la costola derivata dall’opera dello scrittore russo Dmitry Glukhovsky che nel suo Metro 2033 rappresenta il mondo travolto da una guerra nucleare, ambientando le vicende nelle stazioni della metropolitana moscovita. Ma cosa succede nel resto del mondo, devastato dalla guerra nucleare? È per rispondere a questa domanda che nasce questa tipologia di opere, uscite in vari paesi tra cui Australia, Cuba, Inghilterra e Stati Uniti. Si tratta come si può intuire di un progetto ambizioso, di un’iniziativa che alimenta continuamente nuove filiazioni. Nel 2010 la 4A Games sviluppa il videogioco d’azione Metro 2033, combinando sparatutto in prima persona ed elementi dell’horror survival. Avoledo confessa di avere desunto dal figlio la passione per i videogames e di essersi avvicinato allo scrittore russo in occasione dell’edizione 2011 del Salone del Libro di Torino.

L’autore ha scelto di ambientare l’azione tra Roma e Venezia e altre località minori. Descrive una Venezia che, a seguito della glaciazione portata dall’inverno nucleare, costituisce una scenografia spettrale, una città completamente priva d’acqua, in cui le palafitte diventano una specie di foresta come se fossero le radici del cielo. L’azione si svolge soprattutto nell’Isola di San Michele, che si erge come una fortezza medioevale sulla laguna prosciugata. Una città, custode di secoli di storia e tradizioni culturali, che si trova a fare i conti con un futuro segnato da eventi catastrofici. A differenza della visione materialista che caratterizza il romanzo di Glukhovsky, Avoledo precisa di essersi interessato al risvolto spirituale del mondo postatomico, una società in cui la vita è ancora imbevuta di cristianità e valori religiosi. Introduce la riflessione su come la fede e la Chiesa possano sopravvivere alla fine del mondo. La Chiesa assume un ruolo propositivo e decisivo. Le forze vaticane intervengono a cambiare le regole dei sopravvissuti basate sulla sopraffazione e sulla prevaricazione, ristabilendo l’ordine e la giustizia; organizzano una spedizione a Venezia per ritrovare il patriarca e convocarlo a Roma al fine di indire un conclave che eleggerà il nuovo Papa. Protagonista è un seminarista americano che, giunto a Roma per affinarsi nell’arte della diplomazia, diviene in forza agli eventi capo della Congregazione per la Dottrina della fede. È un personaggio scosso nei suoi principi, come se avesse le radici tagliate che deve ricostruire attraverso l’esperienza sul campo, il viaggio da compiere nell’Italia devastata, e il percorso interiore all’interno

della sua anima. Deve prendere decisioni che sono in contrasto con i suoi insegnamenti, scendere a compromessi che gli permettano di vivere. A differenza degli spin off americani, in cui il testo derivato deve seguire fedelmente la linea stilistico-narrativa del testo base, oggi il genere si è notevolmente evoluto e ogni autore che vi si cimenta può apportare il suo contributo, anziché offrire un prodotto clonato.

Avoledo ha poi risposto alla curiosità di chi si domanda se In Italia questi esperimenti riescano ad avvicinare i giovani alla lettura. “Se si tratta di iniziative che aiutano i giovani a leggere, – sostiene – tutto giova alla causa. “Harry Potter” è indubbiamente un’operazione culturale nata con lo scopo di indurre i giovani ad avvicinarsi al libro cartaceo. Abituati alla lettura a video, alla confusione ingenerata dai media, gli adolescenti dovrebbero essere rieducati alla lettura silenziosa all’interno della propria stanza”. Confessa di essere riuscito nell’impresa di avvicinare un pubblico giovanile, puntando su scrittura tutt’altro che banale. Il suo libro soddisfa le esigenze di un pubblico evoluto ma anche di lettori attratti unicamente dall’azione, dalla trama. Anche se destinato al grande pubblico, mantiene un certo spessore e la persone in grado di una lettura non superficiale possono trovare profondità e spunti di riflessione. Avoledo esalta la funzione costruttiva della letteratura, la capacità della narrativa di evocare nuove realtà, aprire nuove finestre sul reale e possibilità insperate. È un’esperienza magica, che catapulta il lettore in un’altra dimensione, quella della fantasia, dell’immaginazione, del possibile.

Le fonti sono numerose e costituiscono materiale di lavorazione che confluisce nel tessuto del romanzo. Nella linfa vitale del romanzo si sono fuse numerose matrici: libri come The road di Cormac McCarthy, film come Paura nella città dei morti viventi, suggerimenti tratti dalle produzioni sugli zombie dello sceneggiatore George A.Romero, le pagine della saga “Paratwa” dello scrittore americano Christofer Hinz, che negli anni ’70 fantastica l’invenzione dell’intelligenza scissa in più corpi come arma del futuro. Con questa pubblicazione l’autore auspica che venga scardinata la resistenza degli intellettuali nei confronti di generi come lo spin off e di tutte le nuove contaminazioni che rompono le paratie classiche tra i generi. Il libro è stato tradotto in russo e uscirà a breve anche in Polonia, Ungheria e Germania.

Vito Digiorgio

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About Vito Digiorgio

Vito Digiorgio
Giornalista pubblicista iscritto all’Albo dei giornalisti dal 2013. Si è laureato all'Università di Udine con una tesi sulla filologia italiana. Collabora con alcune testate giornalistiche on line.

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