sabato , 27 Novembre 2021
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DALLE AFLATOSSINE AGLI OGM: UNA LEZIONE PER RILANCIARE L’AGRICOLTURA SANA E NATURALE!

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La vicenda aflatossine riapre un capitolo triste quanto vecchio, non solo nella nostra regione. A parte il fatto che il duplice attacco al cuore della zootecnia regionale portato dai casi COSPALAT e Latterie Friulane rischia, pur non essendo l’unico in Italia, di mettere in ginocchio definitivamente centinaia di allevatori ed un intero comparto produttivo per la furbizia di poche persone, riemerge, puntualmente e non casualmente, la polemica contro gli ambientalisti (e in questo caso anche contro la Regione) che, opponendosi agli OGM, contribuirebbero alla diffusione di micotossine nel latte. Come dire: poveri allevatori e poveri maiscoltori; se non fosse per quei quattro scalmanati di ambientalisti, i loro problemi non ci sarebbero ed i consumatori potrebbero bere latte sano a go go.

Già la stampa, non solo regionale, ha raccolto questo messaggio, ma le cose non stanno così; gli OGM, non solo non sono una garanzia per la salute e per l’ambiente, ma neppure salverebbero il mais dalla piralide e dalle micotossine poiché queste possono insediarsi nelle piante e nei semi, in ogni momento del ciclo produttivo; infatti, ogni minima ferita dei tessuti vegetali è un punto d’ingresso di questi micro funghi, e fratture, ferite o lacerazioni si possono produrre per grandine, durante il raccolto, il trasporto, lo stoccaggio.

La soluzione del problema è semplice quanto ben nota agli agricoltori e si chiama “rotazione agraria”, l’alternare cioè una coltura di mais con altre cerealicole e, magari, con qualche foraggera, in modo che piralide e diabrotica muoiano naturalmente per fame! Una soluzione che l’Unione Europea sostiene e finanzia col Piano di Sviluppo Rurale; una soluzione che aiuta l’ambiente rurale e gli agricoltori a mantenere alte le rese produttive; una soluzione di buon senso che allontana veleni ed inquinamenti dai campi e dalle acque, sotterranee e superficiali; una soluzione, però, che va contro gli interessi dei sementiere!

Altro che festa degli OGM; la festa, quella vera, con la banda e le strisce tricolori, bisogna farla a chi sceglie di fare agricoltura secondo natura e a chi è in grado di ripensare a fondo i rischi e i limiti dell’agricoltura industriale, asservita alle multinazionali, per servire un’Italia che vuol fare del suo cibo e dei suoi prodotti la bandiera di un mercato sano e di qualità.

Chi, come gli ogiemmisti nostrani, fa solo spot e provocazione, impari piuttosto a rispettare le leggi che Stato e Regione hanno democraticamente fatto!

Task Force regionale NO OGM

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