lunedì , 20 Settembre 2021
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Il segreto per comunicare efficacemente con i bambini e i ragazzi – Lezione 26

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RICERCA DI SOLUZIONI.

Concentrarsi sulle soluzioni e non ancorarsi ai problemi. Tecniche di coaching e negoziazione.

A chi di voi è capitato di sentire, dalla bocca dei vostri bambini: “Non voglio andare a scuola!”, o: “Lorenzo mi ha spinto!”, o: “Perché non posso uscire da sola con le mie amiche?” o: “Non voglio mangiare i broccoli!”, “Giacomo mi ha preso il mio gioco!” “No, no e no! Non lo faccio e non puoi obbligarmi a farmelo fare!!” oppure un qualsiasi altro lamento  o richiesta assurda? Chi di voi si è trovato davanti ad una scenata del vostro bambino che vi ha portato subito in una situazione di conflitto, con lacrime da parte sua e magari anche da parte vostra, facendovi sentire esausti e davanti a un vicolo chiuso?  Vi siete mai sentiti come un poliziotto in famiglia, a dover riportare l’ordine e il buon senso in famiglia? Vi sembra di avere sempre le stesse discussioni con i vostri bambini?

Ora vi chiedo: vi piacerebbe saper affrontare tutto ciò in maniera più semplice di quanto avete fatto finora e in modo che i vostri bambini ne escano rinforzati, con occhi asciutti e con almeno un accenno di sorriso sulle loro labbra?

Come direttore di azienda, mi sono trovata spessissimo davanti a situazioni che definivo da scuola dell’infanzia, con persone che venivano da me a reclamare il fatto che qualcuno aveva dato loro dello stupido e incapace, o perché non andavano d’accordo con colleghi ecc., ecc. E quando sono diventata mamma e mi sono trovata davanti alle prime sfide da genitore (non li vogliamo chiamare problemi perché abbiamo imparato ad essere positivi e a ricercare opportunità in ogni cosa! J) ho voluto mettere in atto quello che ho imparato durante la mia carriera:  focalizzarmi a trovare delle soluzioni in collaborazione con il mio bambino, proprio come facevo con i miei dipendenti. E non intendo soluzioni contingenti, ma soluzioni che lo rafforzino e lascino tutti contenti.

Bisogna insegnare ai bambini a essere indipendenti e capaci di trovare le proprie soluzioni. Molti di noi si aspettano le soluzioni sempre da chi sta più in alto. Spesso noi genitori, con tutte le più buone intenzioni, forniamo tutte le soluzioni ai nostri figli e così insegniamo loro che c’è sempre la “pappa” pronta così come quando abbiamo un problema sul lavoro pretendiamo che sia il nostro capo a risolverlo e come cittadini di uno Stato pretendiamo che siano i nostri politici a risolvere tutti i nostri problemi e, diciamoci la verità, amiamo dare la colpa a qualcuno sempre e comunque per i nostri “mali”.

LA RELAZIONE CAUSA- EFFETTO. ESSERE CONSAPEVOLI DELLE NOSTRE AZIONI

La prima domanda che penso tutti noi dovremmo farci, è da che parte stiamo nella relazione causa-effetto.  La relazione causa-effetto dice che una causa genera un effetto. E’ possibile quindi sentirsi dalla parte della causa o dalla parte dell’effetto. Se vi sentite dalla parte della causa, significa che vi dite: ”Sì, io creo tutti gli effetti che accadono nella mia vita, creo tutti gli effetti che accadono nel mio mondo, sono responsabile (e non lo intendo con un’accezione negativa) di tutto quello che creo in modo gioioso, eccitante ed amorevole”. Se invece vi sentite dalla parte dell’effetto, che detto fra noi non è una parte tanto comoda ed è anche la parte dove si ritrova la maggior parte delle persone al mondo al giorno d’oggi,  vi dite:” Sì, ogni cosa che mi succede, qualcun altro l’ha fatta accadere, io non ho fatto nulla, sono stati gli altri”. Richard Bandler, uno dei fondatori della PNL, chiede sempre: “Chi sta guidando l’autobus della tua vita?” e penso che questa sia proprio una buona domanda che vale per noi come persone in sé, per noi come genitori, per noi come lavoratori, per noi come amici, ecc. Chi è a carico dei risultati che produciamo? Pensateci su per un momento. Se siete dalla parte della causa, nella relazione causa-effetto, allora siete voi quelli che producete i risultati nella vostra vita. Se invece siete dalla parte dell’effetto, allora avrete un sacco di ragioni per cui non ottenete quello che volete. Ora non so se ci avete mai pensato, ma la parte dell’effetto, l’avere sempre un sacco di ragioni per cui le cose non vanno nel verso giusto, non è la migliore parte in cui stare e non è di certo una parte che vi dà più potere e risorse e vi garantisco che, dopo alcuni anni, non sarà di certo la parte che vi darà più soddisfazioni. Il fatto è però che la parte dell’effetto è la parte prevalente dove si trova la maggior parte della nostra società. Penso, infatti, che anche il grande “filosofo” Burt Simpson abbia detto: “Non sono stato io, nessuno mi ha visto farlo, non potete provare nulla” o forse è stato un nostro Capo del Governo …. Comunque, non importa. La parte dell’effetto è la parte in cui ci piace stare di più. Se state da questa parte e immaginate di starci fino a quando avrete 95 anni e a quell’età ancora non avete ottenuto ciò che volevate e non siete mai stati in grado di creare quello che volevate, allora la parte dell’effetto non è una parte molto soddisfacente e so che conoscete un sacco di persone che dicono :  “Avrei successo se non fosse per X, Y o Z”, oppure “Mio figlio sarebbe bravo a scuola se non fosse per l’insegnante, il sistema, ecc.”. Fino a quando darete la causa di ciò che vi succede al di fuori di voi, date il potere a qualcun altro, impoverendo voi stessi. Ora non so se siamo davvero noi la causa di tutte le cose brutte che ci succedono, ma so e credo che la somma delle nostre scelte, consce e inconsce, ci portano a dove ci troviamo oggi. Come persone quindi, come genitori, educatori, lavoratori ecc., penso ci dobbiamo chiedere da che parte stiamo nella relazione causa-effetto. Nella vostra vita ci saranno solo o risultati o ragioni per cui non avete raggiunto quei risultati che desideravate e, francamente, una delle cose che ho imparato quando ero nel mondo del business, è che non puoi portare ragioni al proprietario dell’azienda e dire, “Beh, l’economia sta andando male”. Lui ti risponde “Non me ne frega niente, voglio dei risultati!”. Se avete ragioni nella vostra vita, troverete sempre chi vi sosterrà, troverete sempre dei gruppi di sostegno, gruppi di persone che vi diranno: “Mi prenderò cura di te!”, ma il primo passo, quello che cambierà la vostra vita e vi farà ottenere ciò che desiderate è quello di passare dalla parte dell’effetto alla parte della causa e cambiare tutte le Rappresentazioni Interne che accadono nella vostra mente e cambiare le cose che vi succedono in modo che siano di vostra creazione. Ora non sto assolutamente dicendo che avete creato tutte le cose terribili che vi possono essere successe! Quello che sto dicendo è che la somma delle vostre scelte consce e inconsce vi ha portato a dove siete oggi. Quando accettate questo, vi portate dalla parte della causa dicendo: ”OK, OK, OK ho scelto questo, ho creato questo, anche se era inconscio, ora ne ho abbastanza è ora di muoversi e andare avanti”. Questo è ciò di cui sto parlando. Sto parlando di affrontare la situazione in modo che impariate ciò che c’è da imparare, perché imparare è la chiave qui. E allora questa settimana riflettete su quello che va storto e chiedetevi: cosa posso imparare? Imparando diventate persone migliori e in futuro le cose possono solo andare meglio!

Buona settimana

Con affetto vostra

Siria

Dr. Siria Rizzi – Certified NLP Trainer – ABNLP

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Il discorso è composto da idee, parole, fatti ed esperienze con il fine di in-formare coscienze libere e responsabili. Le cose sono invisibili senza la luce, le parole sono vuote senza un discorso.

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