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Pino Roveredo a Lettere Mediterranee 2014 23 luglio h. 21.00 Monfalcone Piazza Falcone e Borsellino

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Ultimo appuntamento di “Lettere Mediterranee”, prima che il Festival, con la sua sezione dedicata alla musica e all’intrattenimento, si sposti dal centro cittadino a Marina Julia, dal 25 al 27 luglio, e dopo la surreale e affollatissima serata dedicata a “Zoran, il mio nipote scemo”.

L’incontro conclusivo della rassegna letteraria, curata e condotta da Fabio Turchini, ospiterà uno degli scrittori più brillanti e controversi del nostro tempo: Pino Roveredo, a Monfalcone, in piazza Falcone e Borsellino (inizio ore 21.00 – ingresso libero – Palazzeto Veneto, in caso di maltempo) per raccontare la toccante storia di Cecilia, la protagonista del suo ultimo romanzo edito da Bompiani, “Ballando con Cecilia”

 

“Non ho più notizie di me da tanto tempo”, scriveva Alda Merini, che ben conosceva, per esperienza personale, la terribile realtà dei manicomi.

E lo stesso potrebbe dire Cecilia. Può essere considerata “vita” quella che un essere umano trascorre tra le mura di un ospedale psichiatrico?

Rinchiusa da 60 anni, per quelli che ai giorni nostri vengono comunemente bollati come disturbi d’ansia o, ancor più spesso, attacchi  di panico, Cecilia incontra un uomo, un animatore che riceve l’incarico di entrare nella Casa dei Matti e fare loro un po’ di compagnia.

L’universo dimenticato che gli si presenta davanti è ben diverso da quello che Basaglia lasciò, dopo la riforma da lui stesso pensata, eppure sempre tristemente uguale. La presenza di questo operatore, privo di esperienze specifiche, turba la routine senza tempo dei personaggi che popolano questo limbo di anime perdute, tra le quali c’è Cecilia, novantasei anni, in gran parte trascorsi in manicomio.

Cecilia è scontrosa, bizzarra, non ama la compagnia. Ma forse queste sono solo difese, che lei ha costruito attorno a sé per sopravvivere, o forse ha bisogno che qualcuno riconosca che lei “è”. Infatti, basta una cioccolata per conquistare la sua fiducia. I due iniziano a dialogare. Lei parla del suo “prima”, di quando faceva la commessa in una pasticceria e non può sapere quanto i tempi siano cambiati, così come il “suo” tempo perduto non può essere ritrovato.

Però si può ballare, un ballare metaforico e reale al tempo stesso, sulle note sognanti di un pentagramma che rappresenta gli anni smarriti, sospesi sul filo immaginario di un tempo senza tempo, ma purtroppo irrimediabilmente perduti.

 

Pino Roveredo, lo scrittore che ha imparato a scrivere dal silenzio (da figlio di genitori sordomuti) racconta queste storie usando le parole in modo unico, il suo stile è inconfondibile, forse perchè per anni la scrittura è stata la sua ancora di salvezza dal mondo.

“Il ballo della vita è sempre uno solo” – recitano le note che accompagnano il libro – “e qui ne vengono fornite, in punta di piedi, con passione eleganza e dolore, le note e le movenze”.

 

Pino Roveredo è nato nel 1954 a Trieste da una famiglia di artigiani: il padre era calzolaio. Dopo varie esperienze (e salite) di vita, ha lavorato per anni in fabbrica. Operatore di strada, scrittore e giornalista, autore teatrale e collaboratore del “Piccolo” di Trieste, fa parte di varie organizzazioni umanitarie che operano in favore delle categorie disagiate. Tra le sue opere, Schizzi di vino in brodo, Ballando con Cecilia (Bompiani), da cui lui stesso ha tratto una stesura teatrale rappresentata al Festival di Todi. Bompiani ha anche pubblicato Mandami a dire (Premio Campiello, Premio Predazzo, Premio Anmil, Premio “Il campione”), Capriole in salita, Attenti alle rose, La melodia del corvo, Mio padre votava Berlinguer.

Caracreatura ha vinto il Premio Torre di Castruccio 2008. Attenti alle rose ha vinto i premi: La Lizza d’oro di Massa Carrara e il Premio “Giuseppa Giusti” di Monsummano.

Info: www.ondemediterranee.it

mercoledì 23 luglio h. 21.00 Monfalcone

Piazza Falcone e Borsellino (Palazzetto Veneto in caso di maltempo)

ingresso libero

 

About Enrico Liotti

Giornalista Pubblicista dal 1978, pensionato di banca, impegnato nel sociale e nel giornalismo, collabora con riviste Piemontesi e Liguri da decenni.

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