In 35.000 per Trieste Next: i cambiamenti climatici il tema dell’edizione 2014

Si è conclusa con un incremento di 5.000 presenze la seconda edizione di Trieste Next-Salone Europeo della Ricerca Scientifica, passando dalle 30.000 presenze dello scorso anno a 35.000,grazie anche alla concomitanza con la Northeast Night – Notte Europea dei Ricercatori.Sale affollatissime con punte di 1.400 persone per la serata in ricordo di Margherita Hack (giovedì 26 settembre), di oltre 600 per “Italiax10. La scienza del futuro” (venerdì 27 settembre), evento promosso da Telecom Italia e VeneziePost e condotto da Beppe Severgnini, e di 500 presenze per Nordest Technology Transfer (sabato 28 settembre), progetto dedicato al trasferimento tecnologico promosso da MIB School of Management e Fondazione CUOA.Lunghe code anche per la presentazione di Tecnologismi, il nuovo libro di Massimo Sideri, o per l’incontro con Giulio Giorello e Edoardo Boncinelli, e grande partecipazione anche ai dibattiti dedicati a “temi caldi” come la gestione dei porti dell’Alto Adriatico, le nuove tecnologie per la salvaguardia ambientale, la riduzione degli sprechi, le start-up dell’acqua o per vedere la realizzazione della prima “Green Boat”. “Trieste può essere orgogliosa” – commenta il Sindaco di Trieste Roberto Cosolini – Trieste Next ha evidenziato quanto ricco sia il suo tessuto scientifico e quanta intelligenza diffusa vi operi: un biglietto da visita e una risorsa per il futuro. Migliaia e migliaia di persone, con tantissimi giovani, confermano quanto la cultura, in questo caso scientifica, appassioni e coinvolga. Un ringraziamento a tutti i partner, ai tanti giovani volontari che ci hanno aiutato e a tutta la “squadra del Comune” impegnata per parte nostra a lavorare per questo risultato. Da domani con Università di Trieste e Nordesteuropa si lavora alla prossima edizione” conclude il Sindaco Cosolini.“L’Università di Trieste ha aderito entusiasticamente sin dall’inizio al progetto di Trieste Next perché consapevole del ruolo fondamentale della scienza e della conoscenza per il territorio” – sottolinea il rettore dell’Università di Trieste Maurizio Fermeglia“Trieste, con la sua alta concentrazione di enti culturali e scientifici ha realizzato e continua a sviluppare un sistema di relazioni virtuose che la candidano ad diventare la “città della conoscenza”. Rilevante anche la scelta delle tematiche attorno alle quali far orbitare informazione, cultura, scienza e tecnologia: si tratta di tematiche di interesse globale verso le quali deve essere rivolta l’attenzione del mondo nei prossimi anni. Quest’anno Trieste Next ha nesso l’acqua al centro della discussione, non dimenticando però gli altri temi importanti per il mondo oggi: l’energia, il clima e il cibo, in un’ottica di multidisciplinarietà che caratterizza la conoscenza oggi. “Rivolgo un sentito ringraziamento a tutte le colleghe ed i colleghi dell’Università di Trieste che si sono prodigati prima e durante la manifestazione per la sua riuscita. Resto in fervida attesa della prossima edizione di Trieste Next che si preannuncia ricca di eventi e di accese discussioni auspicando che il progetto possa assumere una dimensione sempre più internazionale” conclude il Rettore.“La positiva sorpresa dello scorso anno ha trovato una nuova conferma in questa seconda edizione di Trieste Next” commenta Filiberto Zovico, direttore Trieste Next – “Un ringraziamento va a tutti gli enti di ricerca, alle realtà economiche ed imprenditoriali di tutte le Venezie, che hanno lavorato in rete per costruire tale successo. Ma voglio rivolgere un ringraziamento particolare agli oltre 200 ragazzi volontari che sono stati il vero motore di questa complessa macchina organizzativa che è Trieste Next. Si tratta continua Zovicodi un successo misurabile non solo nelle migliaia di visitatori che hanno affollato gli stand di Piazza Unità d’Italia: la presenza di centinaia di imprenditori, giovani ricercatori, opinion-makers, ha confermato che Trieste può diventare sempre più punto di riferimento per sperimentare nuove modalità di incontro tra ricerca scientifica e impresa. Per farlo, tuttavia, l’intero sistema che ha contribuito al successo anche di questa seconda edizione deve porsi l’ambizioso obiettivo di farla diventare non solo una grande manifestazione nazionale ma anche internazionale” conclude Zovico.

E.L.