lunedì , 8 Marzo 2021
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Gusti di Frontiera, il day-after La carica dei 300mila per le strade di Gorizia

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E’ stata la festa di tutti. Dei goriziani, ma anche dei turisti. E dei quasi trecento espositori, che per quattro giorni hanno trasformato il centro storico di Gorizia. La decima edizione di Gusti di Frontiera, conclusasi ieri a Gorizia, è stata quella dei record, con un fiume di gente che si è riversato nelle piazze e nelle strade del capoluogo isontino. Alla fine, tutto si è svolto regolarmente, anche sotto il profilo dell’ordine pubblico, con pochi accessi al Pronto soccorso per eccesso di assunzione di sostanze alcoliche. « Come accade in occasione di ogni manifestazione anche questa volta assistiamo a un balletto di numeri. Diciamo che le presenze sono state molto superiori a quelle del 2012, edizione che sotto questo profilo era già stata entusiasmante», ha commentato il sindaco Ettore Romoli, senza scendere nel dettaglio Complessivamente i visitatori nei quattro giorni sono stati 306mila, stando ai dati elaborati grazie al sistema di rilevazione messo a punto dai responsabili della sicurezza, che hanno controllato i sette varchi d’accesso presidiati. La giornata con la maggior affluenza è stata quella di sabato, con 140mila presenze e colonne d’auto in ingresso alla città, che attendevano di partecipare alla festa.
QUALITA’ E QUANTITA’ – «I numeri sono importanti, ma non sono tutto – ha ripreso Romoli -. L’offerta è stata più qualificata, scelta che ci ha premiato e che intendiamo elevare ulteriormente il prossimo anno.
Da segnalare la sostanziale correttezza dei presenti e l’assoluto rispetto dei limiti posti alle emissioni sonore da parte degli standisti. Per la prima volta non ci sono state proteste per schiamazzi né telefonate ai Carabinieri, a dimostrazione del fatto che i goriziani sono disposti ad accettare la festa se si rispettano i limiti». Promosso a pieni voti anche il piano della sicurezza, mentre il sindaco ha voluto tributare un ringraziamento speciale ai volontari selezionati dal Comune, «che hanno dimostrato professionalità, entusiasmo, capacità di relazionarsi. Hanno avuto a che fare col pubblico sempre con il sorriso e con gentilezza, lavorando gratis». Una festa che non è stata solo enogastronomica, ma anche culturale. «Quello che abbiamo realizzato è stato straordinario, sono convinto che Gorizia abbia fatto un salto di qualità. Ha dimostrato che è una città accogliente, che non esclude. Forse siamo riusciti a creare un ambiente nuovo, indicando la via da seguire in futuro».
VERSO GUSTI 11 – Messa in archivio l’edizione del decennale, si guarda già al futuro. «Per il prossimo anno intendiamo crescere ulteriormente, sempre privilegiando la qualità – ha insistito Romoli -. Dal momento che puntiamo ad avere ancora più visitatori, cercheremo di perfezionare la questione parcheggi, per esempio utilizzando i piazzali della Sdag collegati al centro con i bus navetta». Ma Gusti di Frontiera ha offerto idee da sviluppare anche all’esterno dei quattro giorni della manifestazione: «Ora svilupperemo due spunti: via Rastello e l’ex mercato all’ingrosso. Nell’attesa del bando per la gestione dell’area vi collocheremo un palco per dare vita a un’area giovani, limitando le emissioni sonore».
IL TRIONFO BALCANICO – In attesa di scoprire quale sarà il padiglione ad assicurarsi il titolo di stand del decennale, i numeri certificano ancora una volta il successo del Borgo Balcani. Ancor più organizzato e rumoroso (con orchestrine e cartelli autoprodotti che segnalavano l’ingresso alla Balkan street), il drappello balcanico ha sbancato Gusti di Frontiera: sono state cucinate migliaia di pljeskavice, con oltre una tonnellata di carne andata in fumo (nel senso culinario del termine, of course), in quattro giorni. Già sabato a pranzo alcuni degli stand serbi avevano finito le scorte. E’ andata bene anche in Borgo Austria, dove complessivamente sono state vendute circa 7.500 porzioni di salsiccia, wienerschnitzel, maiale arrosto e
patate, con oltre 10mila litri di birra spinata. Successo anche per la Via del Pane e della Pasta in corso Verdi: il forno a legna posizionato a ridosso di via Contavalle vantava costantemente una fila di quindici-venti persone, desiderose di assaggiare soprattutto il pane al sale e le bruschette. Felicissimi anche i rappresentanti olandesi, che hanno venduto oltre 6mila porzioni delle originali crepes. E’ andata decisamente meglio dello scorso anno in Borgo Francia: meno champagne (circa 120 bottiglie) ma molti più dolci, prodotti da forno (venduti circa un quintale tra croissant, baguette ed enclaires) e formaggi spariti. Soddisfazione anche in Borgo Alto Adriatico, dove sono state vendute circa 15mila porzioni di pesce. Gongolano anche gli espositori di Borgo Britannia, per la prima volta sul palcoscenico di Gusti di Frontiera: i cupcakes sono andati via a migliaia, così come decine sono stati i fusti di Guinness, birra tipica irlandese, a essere stati spinati. Via Rastello ha calamitato l’attenzione di goriziani e forestieri, con Casa Zoran (ex Larise) e altri locali sfitti tornati a vivere per quattro giorni all’insegna dei sapori.
I SOCIAL – Rispetto alla scorsa edizione, è quasi raddoppiata la platea di persone che si è affidata a Fa-cebook per reperire informazioni e curiosità. Sono oltre 9.700 i “mi piace” raccolti dalla pagina ufficiale dell’evento, con 13.009 persone coinvolte nell’ultima settimana, 648 commenti, 838 condivisioni e oltre 160mila clic sulla pagina soltanto negli ultimi sette giorni, con il boom finale fatto registrare domenica, quando soltanto il post di chiusura della manifestazione è stato visualizzato 6.632 volte, con oltre 430 “mi piace”. Fortissimo sono andati anche i profili Twitter e Instagram, con centinaia di scatti condivisi dagli amanti della fotografia armati di smartphone e tablet. E grande successo hanno riscosso anche le 16 web-cam turistiche utilizzate anche per monitorare l’andamento della manifestazione: soltanto nei primi due giorni della kermesse le visite al sito web di riferimento hanno superato quelle dell’intera edizione dello scorso anno.
SUCCESSO PER “GUARDARE DI GUSTO” – Tante persone hanno visitato in questi giorni anche la mostra “Guardare di Gusto”, inaugurata mercoledì scorso al museo di Santa Chiara e organizzata dal Comune con l’associazione culturale Prologo di Gorizia. Nei primi cinque giorni, l’esposizione è stata visitata da 625 per-sone, che hanno dimostrato di apprezzare le opere esposte nell’ex convento. Hanno riscontrato un buon successo di pubblico anche gli altri eventi collaterali promossi nell’ambito della kermesse. Moltissime per-sone sabato e domenica hanno visitato e partecipato alle dimostrazioni organizzate dal Bonsai Club Gorizia a Palazzo Municipio. E sold out sono andate anche le proiezioni a cura di Slow food e quelle dei film d’animazione “Turbo” e “Monster University”, proposte eccezionalmente al prezzo di due euro dal Kinemax di Gorizia.

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