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Autori all’esordio: “Diecimila Li” di Sara Nicastro

Si è tenuta sabato 1 dicembre presso la Casa del Volontariato di Sacile la presentazione diDiecimila Li”, libro d’esordio della giovane pordenonese Sara Nicastro. Alle letture di brani dell’opera si è alternato l’accompagnamento musicale di Roberto De Santa, che ha proposto al pubblico musiche di recente composizione. La serata si è svolta in questo dialogo, tra parola scritta e parola suonata, tra immagini evocate dalla scrittura e immagini e concetti frutto della combinazione tra pensiero d’autore e strumento musicale.

Sara, nata a Montebelluna nel 1995, trascorre l’infanzia a Udine. Dal 2001 risiede a Pordenone, dove frequenta le scuole dell’obbligo per poi approdare per gli studi superiori prima al Liceo “Pujati” di Sacile e successivamente al Liceo Scientifico “Grigoletti” di Pordenone. Ha partecipato ad alcuni concorsi con racconti e manoscritti. Altri racconti sono contenuti nell’Opuscolo del Liceo “Pujati” di Sacile. Ha partecipato al concorso nazionale “Scendi in campo 2012” del Liceo Leopardi Majorana di Pordenone classificandosi al terzo posto. “Diecimila Li” è invece il suo libro d’esordio, con il quale ha partecipato anche al concorso nazionale “Il mio esordio 2012”, indetto della Scuola Holden di Torino.

La scrittrice ha raccontato la genesi della sua opera, scritta in sei mesi ma frutto di un periodo di incubazione molto più lungo. L’autrice rivela di avere ricavato molti spunti di riflessione dall’opera “L’arte della guerra” di Sun Tzu, trattato di strategia militare composto in Cina circa 500 anni prima della nascita di Cristo. È questo il testo che ha costituito l’architettura di base per la sua opera. “Diecimila Li” appartiene al genere Fantasy, ma contiene temi molto attuali, concetti e riflessioni che si possono adattare al nostro presente. In un mondo destinato alla distruzione a causa di divinità corrotte ma attraverso gli uomini stessi, solo l’amore di uno di essi può cambiare la situazione. Per salvare la sua amata l’eroe sarà disposto a tutto, con azioni che avranno conseguenze inimmaginabili. Divinità rivali tra loro, malvagità umana, guerre in nome della religione: sono questi gli ingredienti narrativi del romanzo.

“La difficoltà principale è consistita – ammette Sara – nel giostrare le vicende di più personaggi e tirare le fila narrative in un tessuto uniforme”. Malgrado qualche difficoltà nel costruirla, come lei stessa ha confessato, la macchina narrativa ha una sua tenuta. Nella sua attività di composizione e di editing Sara è stata supportata dal fratello, che ha seguito pedissequamente l’evolversi del processo scrittorio. Ma amici e parenti hanno svolto un’azione positiva nello spronare la giovane scrittrice a portare a termine il romanzo. A chi le chiede qual è la componente autobiografica che sta dietro al libro, Sara ha risposto che con la scrittura di questo romanzo ha voluto veicolare un messaggio che può essere valido per tutti in particolari momenti dell’esistenza: “se stai facendo qualcosa che non ti piace, devi trovare la forza per cambiare”. Sara ha scelto per questa sua prima pubblicazione di appoggiarsi alla piattaforma ilmiolibro.it. Il libro è acquistabile in tutte le librerie Feltrinelli o direttamente sul sito stesso della Feltrinelli.

La presentazione è stata introdotta e affiancata dall’accompagnamento musicale di Roberto De Santa. Appassionato di musica, ha iniziato a suonare il basso a quattordici anni esibendosi nelle balere. Ha cominciato a comporre i primi brani a diciotto anni e, trasferitosi Bologna, ha avuto modo di collaborare con alcuni big della canzone d’autore. Ha studiato contrabbasso  e suonato in alcune formazioni jazz. I brani proposti durante la serata appartengono al genere della musica di meditazione e hanno riscosso finora un ottimo successo in rete. Roberto, infatti, ha scelto internet come canale di diffusione della sua musica: “sul sito myspace.com i miei brani – ha commentato – hanno avuto un buon riscontro, hanno avuto circa 4800 visitatori”. Un significativo “esordio in rete”, dunque. Sara e Roberto rappresentano due storie diverse, ma a loro modo emblematiche, dell’importanza della rete come strumento “democratico” di diffusione e promozione di esperienze culturali, letterarie, artistiche o musicali che siano.

Vito Digiorgio