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LACCI: Silvio Orlando a San Vito (lunedì 11 dic.) e Latisana (martedì 12 dic.) in esclusiva per l’ERT

LACCI: Silvio Orlando a San Vito (lunedì 11 dic.) e Latisana (martedì 12 dic.) in esclusiva per l’ERT

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Ritorna sui palcoscenici regionali l’affiatata coppia Domenico Starnone-Silvio Orlando. L’attore napoletano, dopo aver riproposto nelle scorse stagioni a distanza di vent’anni uno spettacolo di successo come La Scuola, affronta ora Lacci, un altro testo dello scrittore conterraneo. Lo spettacolo, diretto da Armando Pugliese, sarà ospite in esclusiva regionale del circuito ERT: lunedì 11 dicembre all’Auditorium Centro Civico di San Vito al Tagliamento e martedì 12 dicembre al Teatro Odeon di Latisana. Entrambe le repliche avranno inizio alle 20.45. Sui palchi dei due teatri regionali saliranno anche Pier Giorgio Bellocchio, Roberto Nobile, Maria Laura Rondanini, Vanessa Scalera e Matteo Lucchini.
Con il romanzo Lacci, Domenico Starnone ha scritto una storia emozionante e intensa, il racconto magistrale di una fuga, di un ritorno, di tutti i fallimenti, quelli che ci sembrano insuperabili e quelli che ci fanno compagnia per una vita intera. Che cosa siamo disposti a sacrificare, pur di non sentirci in trappola? E che cosa perdiamo, quando scegliamo di tornare sui nostri passi? Perché niente è più radicale dell’abbandono, ma niente è più tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre. E a volte basta un gesto minimo per far riaffiorare quello che abbiamo provato a mettere da parte.
In Lacci Starnone penetra da un’altra porta le crepe e le fragilità del mondo in cui viviamo: se nella Scuola aveva affrontato il microcosmo dell’educazione, questa volta i riflettori vengono diretti sul sistema della famiglia.
L’adattamento teatrale del testo è opera di Starnone stesso. Da un punto di vista drammaturgico la difficoltà risiedeva nel trasformare le riflessioni, le parole degli interpreti, espresse talvolta in forma di racconto, altre volte in forma epistolare, in una parola “agita”. Armando Pugliese ha pensato a questo lavoro come all’esecuzione di una sinfonia, che si struttura in cinque movimenti, che a loro volta contengono al loro interno delle variazioni. “Il contenuto del romanzo – spiega il regista – mi ha suggerito l’idea di una sinfonia del dolore, del dolore perché questa storia ci parla di un carico di sofferenza che da una generazione si proietta su quella successiva con il suo bagaglio di errori, infingimenti, viltà, abbandoni”.

Maggiori informazioni al sito www.ertfvg.it e chiamando l’Ufficio IAT di San Vito al Tagliamento (0434 80251) e il CIT di Latisana (0431 59288).

 

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