martedì , 3 Agosto 2021
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GRANDE GUERRA: PRESENTATA LA MOSTRA “FRAMMENTI DI MEMORIE” DA SABATO 24/1 A CIVIDALE DEL FRIULI

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CIVIDALE – Ricostruire, a cent’anni dall’entrata dell’Italia nella Grande Guerra, l’Annus Horribilis dell’occupazione austroungarica in Friuli e a Cividale. Con uno sguardo retrospettivo sulla città e i luoghi legati al primo conflitto mondiale sul confine di nord-est, ma anche alla società duramente provata dagli eventi, alle innovazioni tecnologiche che irrompevano con clamore negli scenari bellici, agli assetti istituzionali precari che in molti casi portarono i parroci al governo delle municipalità in guerra. Questo l’obiettivo della mostra multimediale “Frammenti di memorie. Cividale del Friuli e la Società Operaia durante la Prima Guerra Mondiale”, che si aprirà sabato 24 gennaio a Cividale del Friuli, nella Chiesa di Santa Maria dei Battuti, su ideazione, progetto e realizzazione della Società Operaia di Mutuo Soccorso ed Istruzione di Cividale del Friuli, nell’ambito del progetto “I luoghi della Guerra visti con gli occhi della Pace“, che, per il sostegno della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Cultura, vede capofila il Comune di Cividale del Friuli e partner la stessa SOMSI. Un percorso espositivo che si schiuderà come un grande racconto per immagini, molte delle quali inedite così come parecchi documenti esposti in mostra, rintracciati grazie a un certosino lavoro d’archivio.

Linea ferroviaria Cividale-Susida in località Pulfero

Linea ferroviaria Cividale-Susida in località Pulfero

La Grande Guerra in Friuli, dunque, e il tragico asse Cividale – Caporetto per ritrovare la cittadina agricola e artigianale che, agli albori del Novecento, si trasformava in presidio di guarnigione e comando del fronte bellico sull’alta valle dell’Isonzo. La SOMSI ha voluto accendere un focus speciale sulla comunità cividalese per ritrovare i luoghi della quotidianità negli anni del conflitto, raccontati con documentazione d’archivio, diaristica e apparati iconografici e documentali inediti. «Il racconto di quegli anni difficili e della irrazionalità e brutalità della guerra – spiega il presidente SOMSI Mauro Pascolini – culminerà in un suggestivo e simbolico percorso di pace, messaggio sulla inutilità e disumanità di tutte le guerre e sprone alle generazioni future per scelte di tolleranza, convivenza, pace, libertà e solidarietà: temi che sono patrimonio intrinseco alla Società Operaia e di Mutuo Soccorso di Cividale che è realtà di riferimento per quel periodo. Ritroveremo nella mostra i progetti di ferrovia Udine- Cividale- Caporetto e Cividale – Canale d’Isonzo, la visita del Federmaresciallo Von Boroevic, il “leone dell’Isonzo”, a Cividale per l’inaugurazione del ricostruito Ponte del Diavolo e l’acquartieramento logistico dell’esercito italiano a Soravilla di Sanguarzo, con una ventina di eccezionali foto inedite dell’epoca dell’archivio privato di Giuseppe Furlan; dalla ricerca documentale d’archivio emergeranno documenti inediti legati al racconto drammatico dell’occupazione della cittàfatto da Mons. Valentino Liva, quale il primo manifesto bilingue affisso a Cividale dagli occupanti austro-ungarici, con provvedimenti inerenti l’ordine pubblico, custodito nell’Archivio Capitolare della Parrocchia di Cividale; attraverso la mostra si toccherà un aspetto poco approfondito dalla storia e storiografia legata al Friuli: quello della profuganza da Cividale e dal territorio verso Firenze, Roma e altre città italiane. Proprio a Roma trovò ospitalità la stessa SOMSI. Poco esplorato, dalla storiografia sul periodo, anche il fenomeno sulle municipalità friulane affidate al governo dei loro parroci, in un periodo decisamente convulso per l’evoluzione degli assetti istituzionali e territoriali».

Cividale_Passaggio delle truppe italiane sul ponte del diavolo dopo il 24 maggio

Cividale_Passaggio delle truppe italiane sul ponte del diavolo dopo il 24 maggio

Ha curato il progetto della mostra un comitato tecnico scientifico composto dal presidente SOMSI Cividale Mauro Pascolini, da Renato Danelone direttore Centro Ricerca e Documentazione SOMSI, da Eva Monai e Giulia Sattolo del CdA SOMSI, con il docente Andrea Zannini dell’Università di Udine. Su coordinamento di Giulia Sattolo hanno collaborato, per ricerche storiche, documentali, iconografiche e redazione testi, Annalisa Bonfiglioli, Maura Monti Cavaler, Elisa Morandini, Marta Pascolini, Eleonora Stabile. Progetto e coordinamento dell’allestimento a cura di Eva Monai, progetto grafico di Renato Danelone, ideazione, progetto e realizzazioni multimediali a cura di Filippo Di Primio. Sono stati consultati l’Archivio di Stato di Udine, l’Archivio Capitolare della Parrocchia di Cividale, l’Archivio del Comune di Cividale, la Biblioteca e il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli, l’Archivio SOMSI Cividale, la fototeca dei Musei Civici di Udine, l’Ente Friuli nel Mondo, il Museo Nazionale del Risorgimento di Roma, il Museo storico italiano della Guerra di Rovereto e i musei sloveni di Caporetto e Lubiana, nonché numerosi e ricchi archivi privati.

 Visitabile fino al 29 marzo 2015la mostra si articola in CINQUE SEZIONI, uno spazio per proiezioni multimediali, uno spazio espositivo di oggetti della memoria, per la memoria della profuganza e un percorso conclusivo dedicato alla pace.

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