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Gestire economicamente un Comune intervista a Cinzia Del Torre, assessora per il Bilancio nella Giunta comunale di Udine

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Bilancio, spending review, tasse: gestire economicamente un Comune non è cosa da poco. In un momento di crisi come questo poi, evitare che l’ago della bilancia precipiti nella “zona rossa”, in deficit, rappresenta un’impresa titanica. Lo sa bene Cinzia Del Torre, assessora per il Bilancio nella Giunta comunale di Udine, con deleghe quali gestione risorse umane, organizzazione, rapporti sindacali, formazione del personale, pari opportunità, servizi veterinari. Un’occasione perfetta per fare il punto su fronti che riguardano in prima persona moltissimi udinesi.

Iniziamo dal bilancio: qual è la situazione del Comune?

Abbiamo un bilancio assolutamente solido, soltanto che siamo in una situazione in cui le entrate sono sempre minori ed è necessario tagliare i costi, per evitare di aumentare le tasse. Le entrate sono meno dell’anno scorso per cui dobbiamo risparmiare e ci ritroviamo a tagliare sui tagli: lavoriamo infatti su spese che già erano state abbondantemente limitate negli anni passati. Per cui quest’anno appare molto difficile chiudere il bilancio, lo faremo in pareggio com’è previsto, ma sicuramente le difficoltà ci sono. Il Comune ha comunque una situazione d’equilibrio, visti anche gli anni passati; tant’è che da due anni di fila non assumiamo mutui nuovi, le tasse comunali sono ferme da diversi anni. L’addizionale IRPEF è allo 0,2 per mille, al minimo, e non l’abbiamo mai aumentata. Il gettito complessivo della TASI è uguale, anzi leggerissimamente inferiore a quello che davano le precedenti IMU e ICI, e fino ad ora, forse ci ragioneremo, non abbiamo aumentato le tariffe per i servizi come le mense: tutte quelle attività che i cittadini pagano gravano sulle casse comunali. Non abbiamo intenzione di aumentare le tasse, vista la situazione di crisi non sarebbe giusto chiedere ai cittadini uno sforzo ulteriore. La facoltà dei Comuni, dal punto di vista giuridico, comunque c’è: lo Stato prevede di finanziarsi attraverso l’aumento delle imposte. Ma è una libertà solo sulla carta, è ovvio che noi non siamo portati a farlo.

Quali sono le spese che gravano di più sul bilancio? C’è un settore che la Giunta si è prefissata di non tagliare?

Le voci come macro-aggregati che pesano di più sono quelle del personale e dei servizi sociali, che da sempre abbiamo deciso di non tagliare. Una riorganizzazione di questi sicuramente ci sarà, ci stiamo ragionando; le voci che riguardano il personale sono importanti, sempre in costante ma lenta diminuzione per via del blocco delle assunzioni. Per cui i dipendenti che vanno in pensione o vengono a mancare non vengono sostituiti, se non in piccolissima parte. Adesso stiamo effettuando assunzioni solo di categorie protette, ossia di personale con qualche disabilità, perché c’è un obbligo di legge che invita ad assumerli, com’è giusto che sia. Ma altre, se non a tempo determinato per tamponare carenze indispensabili, non ne stiamo facendo.

Quali politiche vengono attuate contro l’evasione fiscale?

Allora, lì non è facile. Si possono adottare delle misure per quanto riguarda le imposte comunali, che sono quelle ICI, IMU, TASI piuttosto la TARI, che è quella sui rifiuti. E su questo c’è l’ufficio delle imposte sugli immobili che si occupa del recupero dell’evasione, ossia chiede ai cittadini quello che negli anni scorsi possono non aver pagato: qualcuno se l’è semplicemente dimenticato, qualcuno invece non ha pagato volutamente. Non abbiamo grossissimi numeri di evasione, si tratta di un trend fisiologico, anche perché si tratta di imposte sugli immobili e sono molto più difficili da evadere. Per quanto riguarda l’addizionale IRPEF, si calcola sulla dichiarazione dei redditi e quindi potrebbero esserci dichiarazioni infedeli che non abbiamo strumenti per controllare.

Tanti Comuni hanno problemi con il Patto di Stabilità: Udine che situazione ha?

Il Patto di Stabilità negli ultimi anni ha certamente rallentato o bloccato molte attività. Richiede una collaborazione, così come lo richiede la nuova contabilità, tra la parte tecnica (gli uffici tecnici che seguono le opere pubbliche) e la ragioneria, quelli che materialmente pagano. Tutto questo ha un impatto in parte organizzativo, e in parte di necessità di rallentare le opere. Che possono essere programmate solo nel momento in cui siamo sicuri di avere la possibilità di pagare. Tra l’altro, nel 2015 sembra che i parametri di calcolo del Patto stiano cambiando e ciò è un altro motivo d’incertezza per la chiusura del bilancio. Ci siamo trovati, quando siamo entrati in  carica nella primavera del 2013, con tante, tantissime opere che erano in corso di conclusione o comunque ben avviate, e da pagare tra il 2013 e 2014: questo è stato complicato ma l’abbiamo gestito bene, organizzandoci tra avanzamenti dei lavori e pagamenti. Oggi, una difficoltà è prevedere nuove, grandi opere: per lo più si sta provvedendo solo a piccoli interventi, asfaltature, manutenzioni straordinarie, perché il Patto di Stabilità limita molto. Questo impedisce anche di contrarre nuovi mutui: come dicevo prima, sono tre anni che non lo facciamo e impedisce poi, di fatto, di programmare opere di un certo respiro.

Lasciando stare il lato economico, lei si occupa anche delle Pari Opportunità: quali sono gli ostacoli maggiori nel Comune per un’uguaglianza di genere pressoché totale in questo ambito?

Nel Comune, come territorio, non siamo molto diversi da tante altre zone. Siamo comunque in una situazione per cui le donne si trovano con una difficoltà maggiore, rispetto agli uomini, sia per quanto riguarda il primo accesso nel mondo del lavoro che alla possibilità carriera, pur a fronte di una capacità indiscussa e dimostrata a proposito dei titoli di studio e voti. Le grandi difficoltà poi si riscontrano nel mondo del lavoro con i carichi familiari, figli, genitori o anziani che pesano ancora, per cultura o mille ragioni, sulle donne, tutto ciò rende molto più difficile la capacità lavorativa e di carriera. Il Comune è anche datore di lavoro, dal nostro interno abbiamo dei dati per cui circa il 60% del personale, assunto tramite concorso, è femminile ma questo dato cambia quando se si sale: la dirigenza ha una prevalenza maschile. Con il primo accesso al mondo del lavoro tramite concorso le donne riescono anche meglio degli uomini ma nel momento in cui il lavoro richiede una quantità di tempo ed energie superiori, diventa molto più difficile. Al di fuori del pubblico la situazione è anche peggiore.

Lei ha anche la delega per le Politiche Veterinarie. Sono previste iniziative in questo ambito e saranno coinvolti anche i canili?

Sì, l’anno scorso abbiamo individuato, insieme all’assessorato che si occupa del verde pubblico, delle aree verdi destinate alla socializzazione e allo sgambamento dei cani, cioè dove questi possono essere lasciati liberi di correre, mentre normalmente possono entrare nelle aree verdi ma al guinzaglio. In una delle prossime iniziative, il 27 marzo, noi con l’associazione La Fenice (associazione cinofila regionale, ndr) andremo a spiegare quali sono i modi migliori per utilizzare queste aree, cioè il modo migliore di educare il proprio cane in questi posti. Il 28 marzo, invece, ci sarà un incontro per informare i cittadini sulle conseguenze dei sequestri di animali, cosa che nella nostra Regione capita spesso a causa di innumerevoli traffici che passano da noi. Molti di questi cani, una volta ritirati dalle forze dell’ordine, vengono adottati gratuitamente o quasi dai cittadini ma non tutti sanno i problemi che ciò può comportare: chi erano i suoi genitori, se ha contratto malattie in passato, per cui noi faremo questo incontro per informare. È inoltre in programma la realizzazione di un regolamento di tutela degli animali, già in bozza con la giunta precedente ma fu ostacolato dalle opposizioni e, dato che mancavano meno di sei mesi alla fine del mandato, non fu possibile emanarlo. Ora i lavori vanno a rilento.

Fu una scelta soltanto politica quella delle opposizioni o era in merito al regolamento stesso?

Penso entrambe, ma sicuramente il regolamento era complesso perché non ne esiste ancora uno  regionale. Doveva prevedere tutto, era molto articolato e per nulla semplice, ma adesso la Regione sta procedendo a formularne uno a livello regionale, per cui è meglio attendere la conclusione dei lavori per continuare quello comunale.

Quando ha iniziato questo lavoro, si aspettava tutte le difficoltà connesse? E come sono state scelte i suoi incarichi (Bilancio, Pari Opportunità, Politiche Veterinarie, ecc…)?

Il mio ruolo precedente, quanto era in carica la  precedente giunta, era quello di Consigliera Comunale, ruolo che ho ricoperto per 5 anni. Questo lavoro è impegnativo ma me lo aspettavo, non pensavo nulla di meno, anche se ci sono giorni in cui è difficile mantenere la lucidità, vista la grande mole di lavoro a cui si è sottoposti ogni giorno. Per quanto riguarda le mie deleghe, in passato avevo già seguito il bilancio di genere, cosa che si ricollega al Bilancio e alle Pari Opportunità. Ho lavorato inoltre nei servizi finanziari della Regione, sono ancora l’unico dipendete della Regione che fa parte della Giunta, e ho ricoperto la carica di Presidente della Commissione per le Pari Opportunità dal 2003 al 2008. Quella per gli animali è invece una passione: feci richiesta espressamente io al Sindaco e lui mi disse che, essendo animata dalla passione, sarei stata la persona giusta per questo incarico.

Intervista a cura di Timothy Dissegna

About Timothy Dissegna

Diplomato nel 2015 al liceo Scienze Umane "Uccellis" di Udine, nasce giornalisticamente parlando dalle pagine del Messaggero Veneto Scuola. Diventa arbitro di calcio a fine 2012 e qualche anno dopo inizia a collaborare con diversi siti online, guardando con estremo interesse al sociale. Ha una penna nel cuore, ecco.

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