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BASALDELLA: STOP ALLE CODE CON RISERVE A MARGINE

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L’incrocio più insolito, il semaforo rosso più lungo, il nodo più problematico del traffico di Udine da oggi, 15 settembre 2011, finalmente non esiste più. Già da un anno gli automobilisti, provenienti dalla A23, non dovevano più tenere il conto dei minuti di attesa per il verde ma ora due ampie corsie renderanno quelle attese un ricordo. Alla presenza del presidente della Provincia Pietro Fontanini, dell’assessore regionale Riccardo Riccardi, del presidente del Consiglio regionale Maurizio Franz e delle principali autorità del territorio, è stata inaugurata questa opera, attesa da molti anni, che modificherà i tragitti tra Udine e Campoformido, gli accessi alla tangenziale e il traffico di tutt a la zona.Se prima dei lavori di abbassamento della tangenziale a livello dell’auto strada era possibile acced ere  alla bretella in direzione del casello di Udine Sudda da Basaldella (via Verdi), ora sarà necessario utilizzare gli altri accessi più a nord. La nuova rotonda che incrocia via Verdi con la statale 353 permetterà al traffico di proseguire verso nord abbattendo, si può dire, le “ barriere semaforiche”.  

Nell’occasione il presidente Fontanini si è detto soddisfatto della conclusione dei lavori rapida e priva di incidenti, inoltre ha ricordato l’impegno dell’amministrazione provinciale nelle opere di miglioramento della viabilità in più zone dell’udinese, ha perfino annunciato l’imminente avvio dei lavori di un’altra importantissima opera, da anni attesa e promessa: l’eliminazione del passaggio a livello di Santa Caterina.
Il Sindaco di Campoformido Andrea Zuliani ha voluto precisare che il progetto realizzato è stato avviato dieci anni fa ed è stato portato a termine con la collaborazione di tutte le istituzioni.

 

 

Ad abbassare i toni trionfalistici della circostanza e di questo stesso articolo ci hanno pensato i manifestanti di Legambiente che, a margine della cerimonia, hanno esternato il loro disappunto. Secondo le opinioni dei presenti a protestare “Il traffico sarà anche stato sgomberato da questa zona, ma senza un adeguato collegamento con la tangenziale verrà semplicemente smistato in altre zone, creando disagi e ritardi.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

Carlo Liotti
carlo.liotti@ildiscorso.it

 

© Riproduzione riservata

About Carlo Liotti

Carlo Liotti
Giornalista Pubblicista iscritto all'Albo dei giornalisti da Aprile 2013. Dottore in Scienze e Tecnologie Alimentari. Appassionato di fotografia e di viaggi, capo redattore de ildiscorso.it, reporter/collaboratore per altri canali di comunicazione.

Un commento

  1. Avatar
    Bruno Repezza

    La notizia dell’inaugurazione di un’opera pubblica può essere molto qualificata se spiega anche le ragioni di coloro che (da 6 anni) protestano dicendo che è sbagliata.
    Nel suo piccolo, quest’opera, come il c.d. “svincolo Bernini” di Mestre, finirà presto nei testi universitari che si occupano di ingegneria dei trasporti come esempio di “follia progettuale”. Infatti nell’occasione di dover risolvere con l’interramento della tengenziale un pericoloso e assurdo (da trent’anni) incrocio “a raso” i politicuzzi locali hanno pensato bene di ridurre drasticamente lo scambio di traffico fra le viabilità secondarie e la tangenziale in quel punto. Naturalmente nel frattempo non hanno realizzato nulla che compensasse questa perdita di accessibilità. Così l’opera stravolge la funzione della tangenziale che è quella di sollevare e drenare il territorio urbano da traffico che non le appartiene (detto “di attraversamento”) anzi libera un punto del territorio urbano ma coinvolge un’area 100 volte più estesa con traffico che. tra l’altro, allunga di parecchio i propri percorsi (inquinamento, rumore, pericolo sono proporzionali a n.veicoli*velocità diviso unità di tempo*unità di superficie). E’ un’opera che facendo il contrario di quello che dovrebbe fare fa il contrario dell’interesse pubblico che dovrebbe soddisfare.

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