mercoledì , 19 Maggio 2021
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Trieste

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L’anima di Trieste emerge perfettamente in una celebre poesia del suo più illustre cantore, Umberto Saba, che ne descrive la “scontrosa grazia” evidenziando la sua bellezza brusca e schiva. La prima impressione che offre al forestiero, infatti, non è quella di una città che lo accoglie a braccia aperte, piuttosto si presenta con un’aria distaccata, quasi fosse una gran dama che ama farsi corteggiare per concedersi al suo amante un po’ alla volta; ed è proprio questo che la rende affascinante, tanto che chi ci viene per trascorrere un periodo che non resti delimitato entro un fine settimana se la porta dietro per tutta la vita.

La Barcolana che si svolge ogni fine estate

Al turista che arriva dalla statale 14 della Venezia Giulia, Trieste appare, tra l’Adriatico e le alture carsiche, come una perla incastonata tra il blu del mare e del cielo, candida e brillante grazie alla pregiata “pietra di Aurisina” presente in quasi tutti i suoi edifici storici.
Trieste si svela poco a poco al visitatore che, per assaporare appieno il suo fascino, deve andare alla ricerca degli angoli più nascosti; l’itinerario ideale dovrebbe partire dal colle di San Giusto, il cuore antico della città. Qui sono ancora visibili i resti della basilica forense

La magnifica piazza Unità d'Italia

dell’antica Tergeste, divenuta colonia dei romani nel 52 a.c.; vi sono anche la famosa cattedrale, costruita sui resti di una basilica paleocristiana ed il castello, sede di un museo civico; sotto il colle troviamo il “Teatro Romano”, il più prezioso ed il meglio conservato
tra i reperti dell’epoca. Passeggiando tra le viuzze della “città vecchia”, si giunge nella famosa piazza dell’Unità d’Italia, il salotto di Trieste, con splendidi palazzi su tre lati e con il quarto aperto sul mare; non ne esistono di simili nel Mediterraneo! Tutta la zona che si estende da qui fino a piazza della Libertà, detta “borgo Teresiano”, merita una visita attenta sia per la ricchezza di maestosi palazzi neoclassici, testimonianza dell’epoca aurea della città quando questa era il porto franco dell’Impero Austro-Ungarico, sia per la presenza di chiese delle più svariate religioni che stanno a sottolineare il carattere cosmopolita e mitteleuropeo di Trieste; tra queste, assolutamente da non perdere quella ortodossa di San Spiridione, con le cupole e l’iconostasi dorata come al Cremlino. Da qui il percorso potrebbe proseguire percorrendo, a bordo di un comodo autobus, il meraviglioso lungomare di Barcola che nelle giornate più terse offre la possibilità di spaziare con lo sguardo dalle sponde slovene dell’Istria alla laguna di Grado, per arrivare alla baia di Grignano dove, sull’estremità di un piccolo promontorio
a picco sul mare, si erge “Il Castello di Miramare”.

Il famoso Castello di MIramare

Il Carducci lo definì “nido d’amore costruito invano” per la triste storia della coppia che avrebbe dovuto stabilirsi in tale lussuosa dimora: Carlotta del Belgio e Massimiliano d’Asburgo. Questi, partito per il Messico in cerca di gloria, trovò invece la morte lasciando prematuramente la sua amata che impazzì per il dolore. Per concludere questo ideale itinerario attraverso la storia, non si può lasciare Trieste senza aver visitato i due “monumenti” che testimoniano tutto l’orrore del suo periodo più buio: la “Risiera di San Sabba” unico lager nazista con forno crematorio e camere a gas in
territorio italiano e la “Foiba di Basovizza”, cavità carsica dove vennero gettati centinaia di italiani solo per il fatto di essere tali, dagli sgherri del maresciallo Tito.  Oggi che, per fortuna, nazionalismi, fascismi e comunismi sono un lontano ricordo, è riemerso il carattere universale e cosmopolita di Trieste, dove convivono  diverse anime ed il “melting pot” culturale è una delle più grandi ricchezze sulle quali porre le basi per un futuro di crescita e sviluppo.

 Daniele Rossini

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