domenica , 24 Ottobre 2021
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Pordenone: Innovazione anche nelle proposte culturali

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Di solito al termine innovazione si associa  un processo evolutivo legato principalmente alla tecnologia,  o meglio ancora alle sue nuove frontiere,  la “piazza elettronica” , i social network,  la “navigazione in rete”,  il digitale, la domotica e alle  innumerevoli applicazioni . Questo  mutamento  nel modo di rapportarsi  dell’odierna società civile  privilegia  dunque il progresso tecnico,  che per altro contribuisce a far  vivere meglio, lasciando in posizione defilata altri aspetti della quotidianità, certamente non meno importanti. Uno degli aspetti che  pur rinnovandosi nelle espressioni, mantenendo comunque una sua ben precisa identità,   riguarda il tipo di rapporto che si instaura tra la società  e  l’arte nelle sue molteplici manifestazioni.
Pordenone, per l’offerta che propone,   senz’altro si pone come promotore e sostenitore di dinamiche iniziative  in questo campo, infatti sono visitabili  mostre che richiamano al concetto di modernità e quindi per la proprietà transitiva all’innovazione.
Nella vecchia villa Galvani  rimane aperta l’esposizione permanente   “Novecento “ dedicata al patrimonio  artistico del XX secolo del Museo Civico d’Arte di Pordenone che si è costituito nel tempo con donazioni, lasciti e acquisizioni. Queste raccolte forniscono un duplice panorama storico-artistico;  da una parte  “lavori” di artisti affermati a livello nazionale e internazionale,come Mario Sironi, Alberto Savinio,  Renato Guttuso, Filippo De Pisis, Corrado Cagli, Georges Braque, Paul Delvaux, Massimo Campigli, Roberto Crippa, Lucio Fontana,  dall’altra  “produzioni”  di artisti  friulani, giuliani e veneti a significare il legame  dell’arte con il proprio  territorio.
Nella sede di  PARCO – Galleria d’arte moderna e contemporanea  “A. Pizzinato”,  l’”innovazione” si  impone con altre due mostre,  che  propongono aspetti  inediti di famosi personaggi conosciuti per le loro attività in tutt’altri campi :  “Tonino Guerra- Diario di un poeta “  che espone  un centinaio di opere tra pastelli, dipinti, affreschi, acquarelli , grafiche , ceramiche e “Maceriaprima (accuse mosse) “ di Alessandro Bergonzoni  con una selezione della sua produzione artistica, la prima esposizione   in uno spazio museale italiano  scelto e sostenuto  dall’artista per la  volontà della città di imporsi sul panorama culturale con innovative proposte. Dall’apertura,  la prima il 3 e la seconda il 17 dicembre, ad oggi si è registrato l’afflusso di oltre 1200 visitatori.
Un’altra forma espressiva  è certamente l’architettura, dove creatività e innovazione si applicano al vivere quotidiano. In Via Bertossi,  la Rassegna biennale “Premio Marcello d’Olivo 2010”  in cui sono stati  presentati alcuni tra i più interessanti  progetti architettonici realizzati in Friuli dal 2002 ad oggi, in poco meno di un mese è stata visitata da oltre 600 persone ed una significativa presenza si è  registrata ai dibattiti  sulla specificità urbanistica ed architettonica di Pordenone, a cui hanno partecipato  valenti progettisti.
Significativo, perché celebra e valorizza  un artista locale impegnato da 50 anni sul territorio,  è anche il tributo  che la città offre a Giancarlo Magri, con due  mostre aperte lo scorso 3 gennaio; una è dedicata all’attività di restauratore  allestita nell’ex Convento di San Francesco e l’altra alla sua produzione  artistica proposta  negli spazi espositivi della Provincia.
Attorno alle mostre  però sono  fiorite altre interessanti e coinvolgenti iniziative; si sono costituite nuove associazioni culturali, le mostre sono valorizzate da concerti musicali , si  organizzano incontri su tematiche artistiche e ambientali e si organizzano visite guidate gratuite.
Innovazione  significa  anche  rapportarsi con altri istituti, infatti sono  frequenti i contatti con  il MACRO di Roma ,  la Fondazione Re Rebaudengo di Torino e con la vicina  Venezia.  Rinnovamento culturale a Pordenone è sinonimo anche di  valorizzazione di nuovi spazi come  quelli espositivi della Biblioteca Civica  dove,  appena terminata la mostra di Antonio Crivellari “Scritture”,  si sta preparando la personale di Matteo Menotto “Le città invisibili” .
Le mostre promosse dal Comune,  – commenta l’assessore alla cultura  Claudio Cattaruzza – sono un atto di coraggio, una sfida, forse una provocazione, ma  sono anche un preciso segnale che vuol trasmettere l’Amministrazione; questi  tempi difficili  vanno affrontati esplorando nuovi orizzonti., in ogni settore che coinvolge la res pubblica. –

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