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NOVARA : «BALLARE… FATICA E SACRIFICIO PER AVERE RISULTATI»

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Grande successo per la quarta edizione del concorso nazionale di danza e coreografia “Novara in danza” che ha visto sfidarsi più di 900 ballerini di fronte agli occhi attenti di una giuria davvero prestigiosa. Testimonial un atleta di fama mondiale: Andre De La Roche

Quasi 900 ballerini, ancora più del previsto, hanno calcato il palcoscenico costruito “ad arte” all’interno del Palazzetto Stefano Dal Lago in viale Kennedy per la “due giorni del concorso “Novara in danza” promossa dal Centro Arte Danza di Barbara Gatto in collaborazione con il Comune di Novara poiché inserita nel macro progetto “Novara è sport”. Un successo confermato di una manifestazione che è diventata una buona abitudine della città e che ha condotto sotto la Cupola ballerini da tutta Italia: dalle regioni più vicine ma anche dal Centro Italia. Non solo per gareggiare ma anche per seguire gli stages dei maestri “big”, ingaggiati come giudici dalla direzione.

Due giornate molto intense che hanno alternato competizioni e lezioni in sala nel centro di via Corte degli Speziali: «Il nostro non è un mondo fatto di lustrini come spesso mostra la televisione nei suoi programmi più popolari ma, al contrario, è un mondo di grandi sacrifici»: a parlare è così è Bruno Vescovo, oggi Maitre de Ballet dopo aver percorso una carriera luminosa ed essere stato primo ballerino della Scala. Un personaggio di spicco che ha portato la sua maestria all’interno del concorso novarese insieme ad altri professionisti tra cui Alexandru Frunza, creatore dell’Accademia Ucraina di Balletto in Italia e Mauro Astolfi, che oggi si divide tra l’insegnamento del genere contemporaneo in Italia e all’estero, volto noto anche grazie alla tv: «Sono stato molto felice di tornare in qualità di giudice perché qui la qualità è alta. In Italia troppo spesso le scuole di danza vengono aperte da ragazzi e ragazze che hanno fatto poco più di qualche corso e che solo perché hanno le possibilità economiche, pensano di poter insegnare». Ludmill Cakalli, maitre de ballet dell’Opera di Tirana ha spiegato l’importanza delle borse di studio che vengono assegnate ai vincitori della competizione perché « un talento va cresciuto nel luogo idoneo e non si deve essere gelosi dei propri allievi; chi è bravo deve spiegare le ali e volare». Star della kermesse nonché testimonial dell’evento il ballerino/coreografo Andre De La Roche, conosciuto in tutto il mondo: «A 11 anni – racconta – ho cominciato a ballare e solo poco tempo dopo sono partito per Hollywood con in tasca trecento dollari, spinto da uno zio che aveva visto in me delle qualità. Ho visto una borsa di studio e a 15 anni ricordo che seguivo una quantità di ore di lezione indefinita perché avevo capito cosa volevo fare e soprattutto con il mio impegno desideravo ripagare mio padre della fatica che aveva fatto per me. A me la fama non interessava per niente, volevo solo lavorare e dimostrare il mio amore per il ballo che ancora oggi ha la stessa intensità». Grande soddisfazione per Barbara Gatto, ideatrice e motore di tutta la manifestazione:«Vedere che le scuole più importanti del Paese si iscrivono ogni anno – dice – è una bella sensazione. La qualità viene in primo luogo per noi e quest’anno abbiamo inserito anche due premi assoluti, uno per serata, per rendere ancora più evidente il valore della competizione. Oltre al denaro numerose borse di studio e gli stages estivi che sono un costo per le famiglie e che, però, sono indispensabili per gli allievi che vogliono farcela».

Gli ultimi complimenti sono proprio per lei, confezionati dal maestro Ludmill Cakalli: «Un concorso funziona – dice – quando è realizzato da una buona scuola. Barbara non si ferma mai, lavora per la scuola e per il concorso con la stessa passione. Quando ci si mette il cuore, si vede».

 

dai nostri corrispondenti

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