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I mercoledì della Fototeca & dei Civici Musei di Storia ed Arte

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Elisa Vecchione Trieste, Palazzo Gopcevich  Sala “Bobi Bazlen”

6 marzo 2013 17.30-18.30

Mercoledì 6 marzo 2013, alle ore 17.30, presso la sala “Bobi Bazlen” di palazzo Gopcevich in via Rossini 4 a Trieste, nell’ambito del ciclo di conversazioni Interno con figure. I mercoledì della Fototeca & dei Civici Musei di Storia ed Arte si terrà l’incontro Trieste cità vecia. Un viaggio tra i vicoli della città antica attraverso le immagini dell’Archivio storico della Fototeca a cura di Elisa Vecchione L’incontro vuole essere un omaggio alla città di Trieste. Figura centrale di questo incontro è Pietro Opiglia, un fotografo a tutt’oggi non ancora molto conosciuto, nonostante la sua opera compaia in innumerevoli pubblicazioni. Egli può a ragione essere considerato un protagonista inconsapevole della storia della fotografia triestina. Fu assunto dal Comune di Trieste nel 1908, in qualità di custode, e a lui vennero affidate varie mansioni tra le quali quella di documentare, attraverso la fotografia, le variazioni urbanistiche della città. Ed è proprio in qualità di fotografo che la sua carriera si lega a filo continuo con la nascita e la formazione dell’Archivio Fotografico Storico. Infatti, come si legge nell’Archeografo triestino del 1911, accanto all’intenzione, da parte della Direzione Museale, di assumere fotografie di luoghi e case che stavano per essere demoliti, i Musei ricevettero in dono, da parte della collettività, un innumerevole quantità di materiale, caratterizzato da disegni, schizzi, bozzetti, incisioni, fotografie, opere d’arte di vario genere, che venne raccolta e conservata a futura memoria dei luoghi scomparsi o in via di sparizione. Così ebbe luogo la formazione dell’Archivio Fotografico Storico e così iniziò la lunga collaborazione di Opiglia con gli istituti museali triestini. Nell’inverno tra il 1925-1926 egli viene incaricato di realizzare un reportage fotografico di “città vecchia”. Questo nucleo di fotografie, che nel suo complesso conta ben 363 positivi, documenta in maniera capillare la zona antica della città, prossima ad essere sostanzialmente modificata dai piani urbanistici del 1925-1939, che alterarono in maniera definitiva la fisionomia di quelle zone. Attraverso un’attenta ricostruzione, nella quale verranno utilizzate per la maggior parte le immagini appartenenti a questo nucleo fotografico, verrà ricomposto un itinerario attraverso i luoghi e la storia. L’attenzione verrà richiamata in particolar modo sulla zona che subì le maggiori trasformazioni, l’antica zona di Riborgo, dove era ben inserita e attiva la comunità ebraica triestina.  Nel suo complesso questo lavoro vuole essere un invito ad utilizzate gli archivi fotografici come fonte di documentazione per la storia

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