sabato , 6 Marzo 2021
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A proposito di idee

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Gentile direttore,

i periodi di crisi economica, sociale e culturale possono sfociare in estremismi pericolosi. Razzismi e intolleranze, possono attecchire più facilmente. Movimenti come Alba dorata e Jobbik giocano su un assunto universale: è più facile gettare fango sugli individui, sui popoli e sulle idee, per ottenere consenso degli elettori, piuttosto che trovare soluzioni ai problemi. Domenica 27 gennaio, giorno della Memoria, Silvio Berlusconi, l’uomo più ricco e potente d’Italia, affermava che Mussolini si era dovuto piegare a un’alleanza con Hitler e che l’unica sua colpa era stata quella di aver sottoscritto le leggi razziali. La reazione dalla comunità internazionale e dell’Unione Europea, non si è fatta attendere, nonostante le “precisazioni” dell’ex ministro Renato Brunetta secondo il quale Berlusconi aveva semplicemente interpretato il pensiero degli italiani. A Novara il coordinatore cittadino del Pd, Biagio Diana, attraverso una lettera alla stampa locale, stigmatizzava giustamente l’ennesima bugia berlusconiana. Mi preme solo sottolineare che chi parla di bonifiche e di autostrade per giustificare un regime dittatoriale dovrebbe trovare argomentazioni più solide. Mussolini ha la responsabilità di aver condannato a morte avversari politici come Matteotti, Gobetti, Gramsci. Di avere deciso lo sterminio e il massacro col gas del libero popolo etiopico. Di aver contribuito a trasformarela Spagnain una dittatura (un milione di morti nella guerra civile). Di  aver condiviso e alimentatola Seconda Guerramondiale (60 milioni di morti) e tutti i suoi orrori, trascinando la nazione in un conflitto che non poteva vincere. Di aver ridotto la cultura italiana a barzelletta e fondale di cartapesta. Le parole di Berlusconi oltre che false, sono tristi e codarde perché servono solo da paravento ideologico per il vuoto politico che lo contraddistingue. Il fascismo è il contrario della democrazia. Perciò ogni italiano che ami la democrazia non può che essere antifascista. Non è questione di opinioni.

 Roberto Leggero – NOVARA

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