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L’Erdisu dà luce ai giovani

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Nell’ambito della “Fiera del Lavoro”, promossa sabato 12 novembre dall’ALIg, la direttrice dell’Erdisu di Udine Magda Uliana ha introdotto l’esperienza dell’apprendistato pubblico da parte dei giovani laureati Matteo Segatto e Francesco Vezzi.

Matteo Segatto, laureato in Filosofia a Udine e dottorando di ricerca a Verona, ha esposto alla “Fiera del Lavoro” la sua esperienza di tirocinio presso l’Erdisu nell’ambito della comunicazione, delle relazioni pubbliche e dell’amministrazione.

Qual è il valore aggiunto che ti ha dato lo studio della filosofia?

Lo studio filosofico è uno studio molto settoriale, nel senso che nel momento in cui vai a studiare un pensatore o una corrente di pensiero hai a che fare con tutta una serie di problemi di cui le altre discipline difficilmente si occupano se non in modo teorico. Penso alla matematica, quando si parla di fondamenti della matematica allora ci si chiede che cosa sono i numeri. Però, al di là delle conoscenze e delle competenze, il suo pregio è che dovrebbe abituare ad una forma di riflessione che porta ad acquisire una forma mentis, chiamamola, che secondo me si può rendere in qualche modo versatile cioè applicare effettivamente alle problematiche anche spicciole della vita quotidiana nel senso che quanto meno dovrebbe aiutare ad affrontare le questioni da molteplici punti di vista.

Poliedricità quindi?

Sì poliedricità, molteplicità dei punti di vista e comunque la capacità di applicare la riflessione alle cose senza fermarsi a soluzioni standardizzate o preconfezionate.

Dopo il dottorato quali sono le ambizioni?

Distinguiamo il piano dell’essere da quello del pover essere o del doter essere nel senso che nell’ambito filosofico. Dopo gli studi universitari, il dottorato non è un percorso di formazione che è direttamente spendibile nel mondo del lavoro, è il preludio per la carriera universitaria. Il mio auspicio è di rimanere in tale ambito, visto però che siamo persone consapevoli e sappiamo che  l’accesso all’Università italiana è una questione molto complicata non chiudo nessuna porta, anzi sono veramente convinto che l’esperienza che ho fatto all’Erdisu, proprio in termini di acquisizione di competenze giuridiche, economiche, amministrative debba costituire una base che andrà ripresa in mano, andrà rafforzata e di conseguenza diverrà, spero, la chiave per rendermi versatile nel mondo del lavoro accoppiando sia queste competenze sia quelle di natura filosofica che abbiamo visto prima.

Francesco Vezzi, laureato in Informatica e dottorando di ricerca a Udine, tirocinante all’Erdisu nell’ambito informatico.

Di che cosa si occupa un informatico?

Il mio curriculum studiorum è sempre stato molto teorico, sugli algoritmi essenzialmente. Gli algoritmi per fare le cose: io ho un problema e so dare i passi esatti per risolverlo con una determinata efficienza che posso calcolare in anticipo. In particolare mi occupo di algoritmi e informatica, in particolar modo per la ricostruzione delle sequenze genomiche cioè del dna e per la ricerca di determinate sequenze all’interno di un genoma di riferimento. Esempio: il genoma umano è già stato risequenziato, di un determinato essere umano di riferimento, vogliamo risequenziare anche il tuo e vogliamo cercare le differenze tra il genoma di riferimento ed il tuo. C’è molta biologia ma anche molta informatica. Io ne so molto poco di biologia, il minimo che mi permette di parlare con un biologo, come un biologo per parlare con me deve sapere un po’ di informatica. L’interazione che si crea è però davvero molto bella.

Andrai in Svezia per il post dottorato, cosa ti aspetta?

In questo momento sto facendo ricerca nel campo pubblico che è quello che ti dà massima libertà, non mi dispiacerebbe dopo la Svezia andare nel campo privato, non nego che mi attira la remunerazione. In Svezia ho già lavorato per un mese per conoscere il gruppo con cui collaborerò. Mi aspetto di continuare la mia ricerca, ho un paio di linee di ricerca in questo momento, una iniziata nel periodo di tre mesi alla New York University Courant Institute, ho intenzione di continuare la ricerca sulla ricostruzione di genomi, sono convinto che quello che sto facendo può cambiare il senso della medicina e le applicazioni mediche dei prossimi dieci anni. Quelli che utilizziamo noi sono gli strumenti di nuova generazione che diventeranno strumenti standard nei prossimi dieci anni. Un esempio: cinque anni fa, per sequenziare il tuo genoma, servivano cinque milioni di euro, oggi costa otto mila euro, entro cinque anni costerà mille euro, poi diventerà un esame di routine in ospedale.

Un’ultima battuta alla direttrice dell’Erdisu, dott.ssa Magda Uliana, che così ha commentato l’impegno dell’ente verso gli studenti.

L’obiettivo dell’Erdisu è coinvolgere direttamente i ragazzi a livelli diversi, in questo caso parliamo di professionalità alte che entrano in contatto con un mondo che potrebbe essere lontano ed invece può dare molti spunti interessanti per il proseguio della carriera lavorativa. L’idea era anche quella di orientare l’attività dell’ente su altri servizi. Esempi: portinerie, servizi agli studenti su modelli nord europei per cui i servizi li eroghiamo tramite gli studenti che si mettono a disposizione; studenti che quindi studiano e lavorano. Il fatto di acquisire gente giovane ha dato una faccia giovane all’Erdisu. Su questa linea di innovazione posso mettere la nuova casa dello studente ora in costruzione. Si tratta infatti di un intervento che renderà “campus” l’area del polo scientifico dei Rizzi.

 

Federico Gangi
federico.gangi@ildiscorso.it

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About Federico Gangi

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Pubblicista iscritto all'albo Fvg dall'aprile 2013 Diplomato al liceo classico “J. Stellini”, attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Trieste. Agli studi universitari ha affiancato diverse attività lavorative nel Triveneto. Ideatore della Fedarmax, direttore della Calcetto Udine e promotore del giornale on-line Il Discorso, di cui è direttore editoriale.

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