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Intervista all’Assessore alla Cultura Federico Pirone

Continua il percorso della redazione de “Il Discorso” all’interno dell’amministrazione del Comune di Udine. Dopo le parole dell’Assessore al Bilancio e all’Efficacia Organizzativa Cinzia Del Torre è ora il turno di Federico Pirone, Assessore alla Cultura, a cui ci rivolgiamo con un’intervista di metà mandato, strumento sintetico eppur (si spera) esaustivo, per raccogliere sensazioni, aspettative e programmi in uno dei settori in più entusiastico movimento.

Un’esperienza nuova con un ottimo risultato elettorale: quali le tue impressioni e come hai intrapreso questo percorso?

Premesso che è sempre difficile parlare di sé, sono fermo nel sostenere che l’entusiasmo e l’impegno rispetto a questa bellissima responsabilità affidatami dal sindaco sono stati e sono tutt’ora assolutamente massimi. Quindi da questo punto di vista potremmo dire che rispetto al primo giorno non sia cambiato nulla.

Pensi di essere riuscito ad incidere rispetto a chi ti ha preceduto? Il tuo programma in pillole

Ho cercato di dare subito un indirizzo forte verso una politica accessibile a tutti e soprattutto aperta. Fondamentale è stato capire anzitutto quale ruolo potesse giocare la cultura nel contesto cittadino, un ruolo che ho ritenuto dovesse essere moderno e dinamico, spinta alla coesione e alla formazione, con un occhio di riguardo al miglioramento della qualità della vita.

Vedo come sfida attuale e di prospettiva la possibilità per la cultura di diventare elemento “competitivo”, o meglio attrattore-formatore, per questa città. Obiettivo da raggiungere da un lato allargando la base di coloro che ne usufruiscono, dall’altro impegnandosi nel sostenere una strategia di sistema per valorizzare al meglio Udine e il suo patrimonio, proiettandosi indi per cui ad una dimensione non soltanto locale.

Per fare una cartolina, un’istantanea del tuo mandato, quale iniziativa ricordi con più soddisfazione?

“La notte dei lettori” è forse il più idoneo e rappresentativo manifesto, non solo dell’azione dell’amministrazione, ma anche delle potenzialità delle città. Udine dispone di una ricchezza di realtà letterarie davvero invidiabile e del tutto rara a livello nazionale: nostro compito è quello di stimolare, far crescere e sostenere una comunità di lettori come la nostra.

In generale credo che in una situazione di crisi come quella odierna risulti indispensabile elaborare dei punti fermi e chiari al fine di mettere in sicurezza il consolidato; e tuttavia è allo stesso tempo necessario introdurre elementi di innovazione e di nuova articolazione. Udine pullula piacevolmente di associazioni culturali, esposte purtroppo al rischio attuale della prevalenza di una sana autosufficienza piuttosto che la messa in campo di nuove progettualità. Ritengo perciò essenziale dar calore alle attività contaminatrici, valorizzando le collaborazioni tra esperienze diverse, sinergie di operatori che concorrono ad un obiettivo comune. E “La notte dei lettori”, grazie al concerto tra Comune e altre realtà locali, è la più fervida dimostrazione di questi valorosi intenti.

E per il futuro?

Viste le ottime premesse, sono convinto nel sostenere che la città di Udine in questi cinque anni possa crescere nella cultura, in particolare a livello di benessere e di comunità, avendo anche a disposizione degli assi nella manica da poter svelare per affermarsi e proporsi come città di cultura, come città europea.

Gabriele Franco