Il potere e gli onori

Non ricordo che trasmissione fosse. Di fatto Gad Lerner disse:”stasera parleremo di potere, economia e politica” come se potere e politica non fossero poi così correlati. Forse fu solo un lapsus o forse la sua sbadata affermazione nascose qualcosa di veritiero. Prendiamo il caso di Berlusconi, un caso più che mai attuale. La parabola politica di quest’uomo sembra giunta al termine e sono stati i guai finanziari del suo paese a portarlo al capolinea. Non un qundicennio di lotte giudiziarie. Non i più recenti scandali sessuali. Non è caduto quando la crisi mordeva i lavoratori dipendenti con contratto a tempo determinato ed indeterminato. Nemmeno quando le piccole e medie imprese sono state costrette a mettere gli operai in cassa integrazione. Per lui la crisi non c’era ed al G20 non ha avuto problemi a dichiarare che lui i ristoranti li vede sempre pieni. Ma quando le grandi industrie, i grandi investitori e le banche non si sono più fidati di lui, solo allora ha vacillato. E continua a vacillare paurosamente, pronto ad una caduta pilotata. I veri poteri a cui si riferiva Lerner forse sono proprio questi colossi finanziari. Forti abbastanza da zittire i media di un presidente spropositato utilizzatore di propaganda via etere, industrie banche ed investitori, in vista di grandi perdite, hanno potuto decidere chi resta e chi se ne va.

Ora bisogna recuperare. Perchè non si può smettere di crescere. Sembra sia sfumata la modifica dell’articolo 18, sembra che i licenziamenti non saranno facili come sperava la Marcegaglia. Però l’età pensionabile sarà alzata. Più accise sulla benzina (paghiamo ancora quelle del 1911). Pare paghino sempre i soliti noti quando c’è da pagare.

Nell’antica Atene, nella culla della democrazia, cinquemila cittadini si riunivano in assemblea e decidevano le sorti della città. Il totale dei cittadini considerati liberi era di circa ventimila. Se contiamo, nel loro complesso, tutti gli abitanti di Atene arriviamo a quasi centomila persone. È certo che Atene prosperasse perché manteneva il controllo su altre centocinquanta città stato da cui esigeva i tributi e i cui cittadini non avevano diritto di contestare l’autorità della grande polis protettrice. Grandi vantaggi per Atene, grandissimi vantaggi per i ventimila cittadini liberi che a rotazione facevano parte dell’assemblea dei cinquemila. Ai tempi nostri grandi vantaggi per gli investitori, per i banchieri, per le aziende. Ma quando ad Atene c’erano dei guai erano i potenti ed i ricchi a pagare per tutti. Come onere dei loro grandi privilegi avevano delle grandi responsabilità, in pace come in guerra. Al giorno d’oggi sembra che a più privilegi corrispondano più privilegi e a noi, che abbiamo l’illusione di poter decidere, sempre gli oneri.

Luca Artico

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