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Emergenza neve!!!

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Febbraio 2011 (proverbio sacrosanto “fevrarut pies di dut”!) emergenza neve nella gran parte d’Italia, specialmente il centro-sud.
Autunno 2010:emergenza alluvioni nel versante nord occidentale delle coste italiane. Dobbiamo continuare ancora in questo penoso elenco delle emergenze climatico-ambientali che si susseguono ormai sempre più spesso, diamo quindi per scontato che gli stravolgimenti della natura dovuti all’uomo, all’effetto serra, alla casualità, ormai non hanno più niente di eccezionale ma si fanno prepotentemente largo nella nostra quotidianità. La normalità non è più normale. Non possiamo allora permetterci di vivere da “normali” in un contesto che ci mette troppo spesso a confronto con gli avvenimenti cosiddetti straordinari. L’Italia per la sua configurazione geologica ha da sempre avuto una serie di incognite che periodicamente, con l’andare del tempo non ha fatto altro che aumentare la frequenza e la gravità degli eventi catastrofici, possiamo capire subito che non è più il momento di stare a guardare con le mani in mano.

Di sicuro non sono in grado di stabilire come le istituzioni debbano meglio comportarsi di fronte a tali eventi, ma in questi giorni di maltempo così pesante e diffuso, guardando solamente le immagini televisive, non si poteva fare a meno di farsi delle domande sul “ come -dove-quando e perché”. E visto che il tempo e la natura seguono il loro corso, bello e brutto, e stanno su questa terra da prima del genere umano, sarà giunta l’ora che l’uomo capisca che deve essere lui ad adeguarsi ad assecondare i movimenti della terra. Costruire case e paesi dove è più giusto e sicuro deve essere ormai una priorità rispetto al dove più ci pare e piace. Prepararsi con anticipo, grazie alle tecnologie e le conoscenze moderne, agli eventi atmosferici e geologici dovrebbe essere proprio un obbligo, una necessità automatica da sviluppare in ogni persona.

E allora? Che cosa dovremmo aspettare, per risolvere un qualsiasi “ evento eccezionale”, la manna dal cielo o meglio la Protezione Civile ad ogni 10 cm di neve in città? Bisogna sempre partire da un presupposto di base, che altre volte ho sostenuto: l’Italia è nostra, questo paese è “casa nostra”, il nostro habitat quotidiano. Quindi, dato che non tutti hanno la domestica filippina, per le pulizie di casa, di norma esiste la regola che se io spazzo la polvere trovo pulito, se io lavo e stiro ho tutto a posto. La famosa regola friulana del “ o fasin di besoj” resta pur sempre un pilastro del modus operandi nella nostra regione. Partendo quindi da quanto ho visto e vissuto fino ad ora rafforzo sempre più l’idea che l’autonomia del sapere dire e fare è fondamentale nel nostro quotidiano, e su questo sono decisa ad insistere con le nuove generazioni. Credo infatti che la maggior parte dei ragazzi sia poco allenata ad usare pale, picconi, corde, o altra attrezzatura. Così esperti di internet e telefonia ma davanti ad un rastrello da giardino o una mucca in una stalla si crea un vuoto cosmico. Per non parlare poi di una qualche emergenza di fronte ad un incidente o un infortunio o ad una scossa di terremoto o ad un incendio. Ad onor del vero magari noi friulani nelle scuole facciamo qualche minima esercitazione, memori di un triste 6 maggio 1976, comunque sempre pochino rispetto a quello che secondo me sarebbe giusto ed utile per tutti.

Se pensiamo che da molti anni ormai, per fortuna, è stato soppresso il servizio militare obbligatorio, vediamo che mancano le occasioni per ragazzi e ragazze di fare certe esperienze di autonomia e di sperimentare anche solo la lontananza dalla famiglia e doversi “arrangiare” e rispondere in prima persona anche di eventuali decisioni di emergenza o di errori.

Proposta: istituiamo l’obbligo per tutti (maschi- femmine, più o meno forti, più o meno abili) di corso di 2/3 mesi di “ Protezione Civile”. Dai 16 ai 2o anni durante l’estate, si può fare tranquillamente questa esperienza di crescita, di conoscenza , di studio, di socializzazione e di saper far fronte ad una qualsiasi evenienza di pronto soccorso, di evacuazione edifici; insomma di saper dove e come muoversi in caso di qualsiasi evento. Dato che ormai a scuola non si trova più spazio per materie collaterali, per approfondire tematiche fuori dalprogramma, a volte nemmeno la geografia si riesce a impararla bene si crea proprio la necessità di fare qualcosa in più. Una bella vacanza estiva ricca di sport, studio del territorio, vita in comunità, nozioni base di pronto soccorso e di quant’altro sia utile ad essere autonomi nella gestione di se stessi e magari anche la propria famiglia nel momento del bisogno.

Da qui si potrebbe ripartire per ricostruire” da dentro di noi “ tutti i buchi e i ruderi di quest’Italia spesso così sfortunata e trascurata.

AlGa

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