martedì , 3 Agosto 2021
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Natale, un libro può essere più utile del non far ballare il tavolino

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Ad alcuni fa brillare gli occhi, ad altri viene l’orticaria al solo pensiero. Le reazioni di fronte al Natale, la festa dei regali per eccellenza, sono molteplici e ogni anno si rinnovano sorrisi e bronci di fronte a vetrine illuminate a giorno, zeppe di fiocchi e pacchetti regalo con promozioni super imperdibili. Un tram tram irrefrenabile di gente che entra ed esce dai negozi, alla ricerca della vera offerta dell’ultima ora per risparmiare.

Nemmeno la crisi ammazza il Natale. I negozi sono comunque aperti, decorati, pieni di curiosi che sbirciano qua e là e, a volte, comprano addirittura. Non è sicuramente lo shopping di qualche tempo fa, la cinghia la tirano tutti e i negozietti low cost spopolano. Per non parlare dell’e-commerce, cercando i regali perfetti dal divano e scontati, sui vari Amazon, EBay e simili che in situazioni come queste sono manna dal cielo: niente file, paghi quando vuoi e in pace.

In tv, comunque, ricomincia l’annuale carrellata di pubblicità e film legati al 25 dicembre, con tanto di fiocchi bianchi in abbondanza e Babbi Natale belli pasciuti: come se questa estate non fosse stata già fredda abbastanza. Per il resto, i valori tanto richiamati cadono sempre in quelle frasi da film americani triti e ritriti: stare tutti insieme, la magia degli affetti, il volersi bene…Puntualmente ti imponi di non guardare nessuna assurda pellicola simile, e matematicamente ti ritrovi di fronte allo schermo a guardare “Una poltrona per due”. E pensare che questa festa è nata in una stalla, sempre al freddo. Si può dire di tutto: che l’Italia da Paese laico non dovrebbe festeggiarla, che la smania consumistica è assurda e insensata, che in realtà Cristo nacque verso marzo e il Natale di oggi deriva da un’antica festa latina. Ma alla fine si va comunque a comprare il regalo per la morosa, il pandoro per il cenone e ci si offende pure se non si riceve nulla. E non è neanche tutto così brutto, anzi ti sembra di fare una cosa grandissima quando trovi un bel dono a poco prezzo.

Natale è anche la data in cui si vendono più libri. Spesso e volentieri, sono un gentile ripiego per gente senza idee, nella speranza magari di fare pure la figura dell’intellettuale. Questa, trovo personalmente, è la più grande tristezza del Natale: regalare un libro senza magari sapere di cosa parli, ma solo perché la copertina è bella. Se, da occasioni simili, la gente cogliesse l’opportunità di arricchirsi con qualche lettura in più, magari dignitosa, allora non sarebbe solo l’albero ad illuminarsi. E per non far ballare più il tavolo si possono anche usare i feltrini…

 

Timothy Dissegna

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