martedì , 7 Dicembre 2021
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L’Europa al centro

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Atene risponde all’appello internazionale e si presenta all’Europa con un governo favorevole alla permanenza nella zona euro. Non si tratta di essere europeisti o meno, è una questione di responsabilità. L’Unione europea soffre sicuramente di un deficit di legittimità democratica e di leadership politica che rende la sua moneta più debole di fronte alle speculazioni, ma risulta ancora lungimirante come progetto di unione tra i popoli.

L’essere umano si sente rassicurato dall’essere circondato da suoi simili per lingua, cultura, opinioni ma, per fortuna, ha anche una forte tendenza alla conoscenza dell’ignoto e del diverso: l’Europa è simbolo universale di questi caratteri naturali. Se non si crede a una così spicciola e breve analisi, possiamo porre l’attenzione sul reale peso degli Stati nazionali rispetto a quello dell’Unione europea verso i cittadini e il territorio. Centri di formazione, parchi scientifici, imprese private, associazioni e molti altri attori visibili della creazione di ricchezza della nostra società nazionale vivono sui progetti resi disponibili dall’Unione europea, i cittadini nati tra gli anni ottanta e novanta lo sanno bene. I diritti dei cittadini e delle imprese godono di maggiori garanzie in sede europea piuttosto che sotto la tutela della legge italiana, sempre che si parli di diritti e non di favori.

Le crisi economiche sono cicliche per cui devono essere colte come opportunità e devono essere affrontate con un forte senso di responsabilità verso le generazioni future. Qualche ingranaggio si è rotto nel sistema dell’opulento mondo occidentale e verrebbe da dire “era ora!” considerando che le difficoltà che giovani e anziani stanno affrontando sono assai diverse da quelle che seguirono la crisi degli anni venti, i sistemi totalitari e la seconda guerra mondiale scoppiata in quei luoghi dove in questi giorni si stanno giocando gli Europei di calcio.

L’Europa ha responsabilità storiche, civili ed economiche verso il mondo intero e verso se stessa, ha il dovere di essere la prima promotrice della pace tra le nazioni perché di questo, in fondo, si tratta. A chi non crede che l’Europa esista consiglio un mese a Strasburgo al confine tra Francia e Germania, l’estate in Istria terra multiculturale da secoli, ma anche qualche giorno a Londra, dove la presenza di un emblema dei nazionalismi come la Corona non limita lo scambio, altra caratteristica naturale di noi esseri umani, fra noi cittadini europei.

Federico Gangi

federico.gangi@ildiscorso.it

© Riproduzione riservata

About Federico Gangi

Pubblicista iscritto all'albo Fvg dall'aprile 2013. Diplomato al liceo classico “J. Stellini”, laureato in Legge alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Trieste. Ideatore della Fedarmax e di Brainery Academy, co-fondatore e promotore del giornale on-line Il Discorso, di cui è direttore editoriale.

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