TORINO 2 UDINESE 3 – TERZA VITTORIA DI FILA DELLE ZEBRETTE

Una partita al cardiopalma, in poco più di cinque minuti tre gol che decidono il risultato a favore dell’Udinese. I friulani, padroni del campo per buona parte del match, subiscono un blackout a metà del secondo tempo che permette al Torino di recuperare i due gol di svantaggio in meno di tre minuti. Per fortuna l’ingresso  di Nestorovski risolve la partita a due minuti dall’ingresso in campo.

Apre  la partita al 24′ Pussetto e raddoppia De Paul al 54′. Poi i friulani sembrano imbambolati e in due minuti vengono raggiunti con i gol di Belotti (al 66′) e Bonazzoli (67′). L’ingresso di Nestorovski sigilla al 69′ il risultato su 3 a 2 per lUdinese.

Redazione sportiva.




Udinese-Milan 1-2: i rossoneri avanti grazie a una prodezza di Ibra

Manca qualcosa all’Udinese in questo momento: è la convinzione di poter ribaltare la posizione in classifica e con un duro lavoro risalire la china. Certo la posizione dell’Udinese non fotografa l’effettiva forma della squadra, ma troppi risultati negativi e pochi gol cominciano a far prevedere un bruttissimo campionato.

Sul risultato finale del confronto con il Milan potremmo dire sicuramente che l’Udinese è stata sfortunata, se non ci fosse stato l’errore della difesa e di Musso la partita avrebbe potuto finire con  un pari più equo per quanto dimostrato dalle squadre in campo.

E veniamo alla partita: subito buio per l’Udinese con la doccia fredda di Kessie che al 18′ mette in salita i ragazzi di Gottti, per buona parte del primo tempo i rossoneri controllano il match con i padroni di casa che solo nel finale alzano la testa e producono un gioco più fluido.

Il momento buono dell’Udinese prosegue all’inizio del secondo tempo con un entusiasmante segno di vita di  De Paul che alminuto  da la sensazione che i friulani siano in partita, un’errore di Pussetto regala un rigore  ai bianconeri che l’argentino non sbaglia. Il Milan in questa fase sembra aver perso un po’ dello smalto iniziale dimostrandosi meno combattivo e un po’ confusionario. Ci pensa però il grande Ibra a ridare il vantaggio ai rossoneri, all’83′ infatti si inventa una mezza rovesciata su una palla vagante spegnendo le velleità dei friulani. Il goal di Ibrahimovic porta così altri tre punti al Milan e la testa della classifica.

L’Udinese ha perso finora 5 partite, probabilmente non se lo meritava e forse dovrebbe aver avuto qualche punto in più ma – come diceva quello – la palla è rotonda. Venerdì l’anticipo con il Sassuolo: la classifica obbliga a fare punti.

LA FORMAZIONE UFFICIALE DELL’UDINESE(4-3-3): Musso; Larsen, Becao, De Maio, Samir; Pereyra, Arslan, De Paul; Pussetto, Okaka, Deulofeu. All. Gotti

MILAN :  (4-2-3-1): G. Donnarumma; Calabria, Kjaer, Romagnoli, Hernandez; Bennacer, Kessie; Saelemaekers, Calhanoglu, Leao; Ibrahimovic. All. Pioli

ARBITRO: Di Bello di Brindisi.

MARCATORI: 18′ Kessie (M), 48′ su rig. De Paul (U), 83′ Ibrahimovic (M)

NOTE: Ammoniti Becao, Arslan (U); Hernandez. G.Donnarumma (M). Recupero 0′ e 4′.

La redazione sportiva

 

 

 




Udinese-Parma 3-2, decisivo Pussetto all’88°

Alla Dacia Arena brutta partita tra una Udinese senza punti e con l’ossessione dell’ultimo posto in classifica, alla fine però le zebrette friulane la spuntano contro il Parma.

Dopo il vantaggio dei gialloblù con Hernani, arriva il pareggio dei padroni di casa con Samir due minuti dopo, quasi a volersi far perdonare subito dell’errore che aveva permesso al Parma di andare in vantaggio.  Udinese avanti grazie a un autogol di Iacoponi ma viene poi raggiunta dalla rete di Karamoh.

Nel finale all’88° è Pussetto a regalare i tre punti alla formazione di Gotti con una rasoiata imprendibile che con questo risultato smuove finalmente la classifica dei friulani.

UDINESE-PARMA 3-2

26′ Hernani (P), 28′ Samir (U), 53′ aut. Iacoponi (P), 70′ Karamoh (P), 89′ Pussetto (U)

UDINESE (3-5-2): Nicolas; Becao, De Maio, Samir; Ter Avest, De Paul, Arslan (67′ Makengo), Pereyra (78′ Deulofeu), Ouwejan (78′ Forestieri); Okaka, Lasagna (67′ Pussetto). All. Gotti

 

PARMA (4-3-1-2): Sepe; Laurini, Iacoponi, Gagliolo, Pezzella; Hernani (80′ Grassi), Brugman (64′ Cyprien), Kurtic (64′ Sohm); Kucka; Gervinho, Karamoh. All. Liverani

Per la redazione sportiva E.L.




Una favola può essere tale anche senza lieto fine?

E’ un modo un po’ alternativo per intitolare un articolo che ha a che fare con una partita di calcio, ma racchiude più che altro la stagione di una delle principali protagoniste della serie B, il Pordenone.

Quei ramarri al primo anno fra i cadetti, partiti per salvarsi e fare un campionato tranquillo, arrivati a giocarsi la finale per la promozione in serie A. A Trieste però non è arrivato il lieto fine con gli uomini di Tesser eliminati da un Frosinone che ha sfruttato i primi 15 minuti non particolarmente buoni dei padroni di casa portandosi sul doppio vantaggio con le reti di Ciano al 7’ e Novakovich al 15’. E così l’1 a 0 di Frosinone che avrebbe permesso ai friulani di raggiungere un’altra favola stagionale, lo Spezia, nella finale per la massima categoria si è infranta in una non particolarmente fresca sera d’estate.

Neroverdi poco propositivi nel resto del primo tempo ma capaci nella ripresa di creare diverse palle gol. Tentativi di testa di Bocalon, punizione di Burrai deviata in angolo e ancora Bocalon. Ci provano ancora Tremolada e due volte Strizzolo con l’ultimo tentativo di testa al 95’ che esce di un nulla e mette la parola fine su una favola chiamata serie A.

Nel titolo ci siamo chiesti se c’è il lieto fine, il punteggio del campo dice di no, sarebbe bastato solo un gol al Pordenone per continuare nei playoff, ma la stagione del club del presidente Lovisa può essere comunque considerata una favola, per quanto dimostrato sul campo, per la compattezza difensiva e il buon gioco, per l’attaccamento alla maglia e per essere riusciti a far conoscere una realtà di provincia fatta di programmazione, buone idee, dedizione al lavoro e voglia di stupire mantenendo sempre i piedi per terra senza parole fuori posto o petto in fuori quando la classifica diceva, per diversi tratti del campionato, secondo posto e promozione diretta.

Nel girono di ritorno e dopo la pausa forzata il rendimento del Pordenone è calato, certo, ma il quarto posto mettendo diverse squadre più blasonate e con l’obiettivo vero serie A, alle spalle dà il giusto tributo a quanto fatto dagli uomini di Tesser che ancora una volta, dalla panchina, è riuscito a stupire e dare del filo da torcere a tutti.

L’epilogo non è un lieto fine ma l’accoglienza dei tifosi a notte fonda di rientro da Trieste sa comunque di successo per tutto il club che è riuscito ad accendere i riflettori su un pezzettino di mondo dove il lavoro viene molto prima delle chiacchiere e dei proclami.

Ora dopo il normale dispiacere c’è da ributtarsi su una stagione di B che inizia fra poco più di 40 giorni augurandoci che gli elementi cardine di questa favola restino al proprio posto, che la soluzione stadio possa accontentare tutti e che si continui a mantenere l’attenzione su una bella realtà.

Dall’inviato a Trieste

Rudi Buset

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Match-ball salvezza fallito per l’Udinese: vince la Sampdoria

Dopo la convincente vittoria per 3 a 0 di Ferrara contro la SPAL l’Udinese prova a chiudere il discorso salvezza ospitando la Sampdoria dietro a 3 lunghezze di distanza.

Solita formazione per Gotti con Musso in porta, Troost-Ekong, Nuytinck, Samir in difesa, centrocampo con Larsen, De Paul, Jajalo, Walace e Sema con Nestorovski e Lasagna. 4-4-2 per Ranieri, in tribuna per squalifica, con Audero in porta, Bereszynski, Yoshida, Colley, Augello in difesa, Depaoli, Thorsby, Ekdal e Linetty in mezzo al campo con Ramirez a supporto dell’amato ex Quagliarella.

Inizio di gara non particolarmente emozionante con Sampdoria maggiormente pericolosa: dopo appena 2 minuti ci prova Linetty, attento Musso in due tempi. A cavallo del quarto d’ora due tentativi di Quagliarella, prima di testa da pochi passi, a lato, poi da fuori area, sempre presente Musso. A metà tempo si fa viva l’Udinese con una conclusione dalla sinistra di Sema, deviata in angolo e sucessivamente con un colpo di testa di Walace che finisce di poco a lato. Al 37’ l’episodio che sblocca il match: palla in profondità di Larsen per Lasagna che sfugge alla marcatura di Yoshida e di sinistra, da fuori area, fulmina un incolpevole Audero, per il vantaggio dei bianconeri. Ultimo squillo nel primo tempo nei secondi finali: palla di Thorsby per una torre in area di rigore per l’accorrente Quagliarella per il più classico dei gol dell’ex che rimette il risultato in parità.

Ripresa al piccolo trotto con qualche sprazzo da una parte e dall’altra senza pericoli costanti. Ci prova Bonazzoli per la Samp, palla deviata in corner, Udinese vicina al gol con una deviazione ravvicinata di Lasagna, si supera Audero. Ancora Udinese con un tentativo impreciso di De Paul e una conclusione da posizione impossibile di Lasagna, bloccata senza problemi dal portiere ospite. La Samp si fa viva con un tiro di Gabbiadini, si rifugia in corner un attento Musso che due minuti più tardi, all’84’ non può nulla su una bella rovesciata ravvicinata di Bonazzoli che sfrutta un pasticcio di Troost-Ekong e Samir in difesa e porta in vantaggio i suoi. Tentativo di reazione degli uomini di Gotti che provano confusamente a riacciuffare il pari ma il gol di Nuytinck è viziato da un fallo di mano dello stesso difensore. Al 94’ la difesa bianconera si addormenta su una punizione di Yoshida che trova Gabbiadini che con un tiro a giro supera Musso e scrive la parola fine sulla gara con un 1 a 3 forse eccessivo.

Sconfitta che frena i sogni di una salvezza virtuale anticipata per Gotti che non sfrutta appieno una settimana di scontri diretti (4 punti sui 9 disponibili con i 2 persi domenica scorsa contro il Genoa che gridano vendetta!), prima di un trittico particolarmente complesso che vedrà passare sotto l’arco del Friuli Lazio e Juventus e l’insidiosa trasferta di Napoli.

Il margine sulla terz’ultima, ora il Lecce, è ancora buono, 6 punti, ma manca ancora qualche punto per dirsi al sicuro. Peccato perché contro un avversario alla portata, l’Udinese, anche a detta del suo mister, è apparsa stanca e a tratti non particolarmente concentrata.

C’è da sperare che le partite contro le genovesi non risultino determinanti per il finale di stagione.

 

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Dall’inviato a Udine

Rudi Buset

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Udinese: la solita legge dell’ex

Una buona Udinese quella vista oggi contro l’Atalanta ma le solite imprecisioni offensive non consentono di portare a casa punti.

3-5-2 classico per Gotti che deve rinunciare a Mandragora (infortunio al crociato con stop di 6 mesi) e allo squalificato De Paul. Musso in porta, difesa con Troost-Ekong, Nuytinck e Samir, metà campo con Larsen, Walace, Jajalo, Fofana e Sema con Teodorczyk con Lasagna in avanti. Per gli ospiti Gollini in porta, Toloi, Caldara e Djmsiti in difesa, Hateboer, Pasalic, Freuler e Castagne a metà campo con Malinovsky a sostegno di Gomez e Zapata.

Prima opportunità bianconero con Fofana lanciato a rete, ma Gollini salva tutto. Dopo 9 minuti però va in vantaggio l’Atalanta con Zapata trovato libero in area da un filtrante di Gomez, tiro a botta sicura su cui Musso, bravo in precedenza su Malinovski e Gomez. Primo tempo che prosegue senza molte opportunità con l’Udinese che prova timidamente a fare il match e l’Atalanta che si difende con ordine. Al 31’ ripartenza friulana con palla a tagliare il campo di Fofana per Lasagna che di destro supera Gollini riportando il match in parità. Finale di tempo con un’occasione per parte: Malinovski per gli uomini di Gasperini, bravissimo Musso in angolo, dall’altra parte ancora il solito Lasagna che per poco non trova il raddoppio con un pallonetto che esce di un nulla sopra la porta.

Ripresa accesa con l’Atlanta che prova a riportarsi in vantaggio ma è l’Udinese che va più vicina alla rete con due azioni simili sull’asse Sema-Walace con il centrocampista che va al tiro in due occasioni senza trovare il pertugio vincente. Cambi vari alla mezz’ora, due decisivi con Becao nelle file bianconere e Muriel per i bergamaschi. Al 71’ fallo del difensore di casa su Gomez, punizione di Muriel che passa nella barriera e trafigge Musso. L’Udinese subisce il secondo vantaggio ospite e rischia di andare ancora sotto con una conclusione di Gomez e due dello stesso Muriel, su cui è bravissimo Musso. Al 79’ però dalla coppia Gomez-Muriel arriva l’1 a 3 con un potente tiro dell’ex bianconero che si infila alla sinistra di Musso. Partita finita? No, Zeegelar, entrato nella ripresa, pennella un perfetto cross dalla sinistra per la testa di Lasagna che trova il 2 a 3 e rende più vivaci gli ultimi minuti con l’Udinese che però non riesce a creare ulteriori pericoli.

Sesta vittoria di fila per un’Atalanta cinica in zona gol e con qualche amnesia difensiva. Buona prestazione di un’Udinese che non ha subito l’avversario e ha controllato la gara in diversi momenti mancando di precisione in alcune occasioni, peccato mortale per una squadra che, com a Torino, ha fatto gioco e che esce però dal campo con 0 punti.

Ora per i bianconeri arriva la trasferta non così semplice contro la Roma, prima di un trittico chiave in fase salvezza (sempre a 3 punti di distanza), le gare casalinghe contro Genoa e Sampdoria e la trasferta di Ferrara contro la SPAL. Gare da non sbagliare per allontanarsi prima di un finale di stagione impegnativo in cui passeranno a Udine le due contendenti dello scudetto.

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Dall’inviato a Udine

Rudi Buset

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Pari Udinese, sconfitta Pordenone!

Altra giornata non esaltante quella delle friulane in A e B, contro avversari non particolarmente semplici da affrontare però.

1 punto per i bianconeri che nel lunch match di domenica nel derby del triveneto contro l’Hellas Verona trovano uno 0 a 0 che muove una classifica resasi meno tranquilla dalle vittorie di Lecce e Genoa con il margine sulla terzultima ridotto ora a solo 4 lunghezze di vantaggio.

La gara del Friuli non si può considerare particolarmente vivace con le due squadre che pensano più a controllare il risultato che a spingersi troppo in attacco. Prima opportunità per il Verona con Borini, attento Musso in angolo. Per i bianconeri tentativi di Okaka, Mandragora, Fofana e Lasagna ma le conclusioni, non particolarmente pericolose, trovano attento il portiere Silvestre o non hanno molta precisione. Nel finale di tempo una bella percussione di Lasagna con tiro deviato in angolo, per il Verona un colpo di testa di Kumbulla su cui si supera Musso. Ripresa con lo stesso filo conduttore, partita poco spettacolare con pari che va bene ad entrambe. Tentativi bianconeri di Larsen, colpo di testa di Becao e un gol annullato per fuorigioco di Lasagna. L’azione più pericolosa della gara è sui piedi degli ospiti con Zaccagni che va al tiro a Musso battuto ma la difesa di casa fa muro e porta a casa un punto prezioso, senza subire più di tanto contro una squadra al nono risultato consecutivo e capace di fermare Milan, Lazio e Juventus.

Soddisfatto per la prestazione mister Gotti, per una partita gagliarda che i suoi hanno cercato di vincere. Manca ancora un po’ di precisione negli ultimi metri ma il lavoro che fanno gli attaccanti è prezioso per tutta la squadra e grazie a questo è migliorato il gioco dell’intera formazione bianconera.

Sconfitta per 2 a 1 del Pordenone contro la capolista, schiaccia sassi, Benevento. In Campania i neroverdi giocano una buona gara creando molto in entrambe le frazioni di gioco ma il portiere di casa e qualche imprecisione di troppo non ha permesso agli uomini di Tesser di portare a casa qualcosa di più. I padroni di casa di Inzaghi, avviati ad una scontata quanto meritata promozione in A, sbloccano la gara solo con una perfetta punizione di Viola al 37’. Ad inizio ripresa ancora padroni di casa che cercano di chiudere il match con la rete di Insigne al 60’. Il Pordenone non sta a guardare e cerca di riaprire la gara con numerose palle gol concretizzate con un colpo di testa vincente di Bocalon, al primo gol con la nuova maglia, al 91’. Troppo tardi per provare ad impattare sul pari. Terza sconfitta in 5 gare per Tesser che vede allontanarsi il secondo posto ma è saldo in zona playoff.

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Rudi Buset

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Doppio pari per le friulane

Due pareggi in A e B per Udinese e Pordenone.

Ancora a secco nel 2020 i neroverdi di Tesser che in casa non riescono a supera l’ultima in classifica, il Livorno. Gara fin dall’avvio complicata per i padroni di casa, allo stadio Friuli. Iniziano meglio gli ospiti con qualche buone trame che non sortiscono conclusioni pericolose. Per i neroverdi tentativo di Burrai sul fondo e di Strizzolo parato facilmente da Plizzari, portiere scuola Milan dalle belle speranze. La gara scivola senza molte emozioni e al 40′ arriva il vantaggio del Pordenone con Gavazzi che sfrutta al meglio un bel controllo e passaggio di Strizzolo imbeccato bene dal nuovo acquisto Tremolada. Ci si aspetta che nella ripresa gli uomini di Tesser sfruttino il fattore campo e “mettano in ghiaccio” il match ma il Livorno non sta a guardare e al 53′ Bogdan di testa supera Di Gregorio. 14 minuti più tardi arriva l’inaspettato 1 a 2 di Marras che va di tap in vincente. Pordenone spaesato e Livorno che rischia di chiudere la pratica ancora con Marras ma Di Gregorio salva tutto. Forcing finale dei padroni di casa che non vogliono la terza sconfitta consecutiva che non arriva grazie ad una conclusione da fuori di Chiaretti all’83’ che sorprende l’estremo difensore toscano. L’ultima occasione è degli ospiti con la girata di Silvestre su cui è ancora attento Di Gregorio.

Secondo punto in queste prime 4 gare del 2020 per Tesser che vede sfuggire la seconda posizione in classifica distante un punto prima della trasferta, non particolarmente agevole, contro la super capolista Benevento.

1 a 1 per l’Udinese sul campo del Brescia che interrompe l’emorragia di sconfitte degli uomini di Gotti. Buona prestazione dei bianconeri che mettono sotto il Brescia nel primo tempo e vanno più volte vicino alla rete. Inizio pericoloso con la trasferta di Lasagna poi il portiere di casa, Joronen, si supera in particolari sulle conclusioni di Okaka, lo stesso Lasagna e Fofana. Per i padroni di casa tentativi di Tonali e Balotelli, ma Musso ci arriva senza grossi affanni. Ripresa che segue lo stesso filone: occasioni in avvio di tempo per Lasagna e Mandragora, sempre bravo Joronen. Seconda traversa bianconera al 67′ con De Paul, ancora bravissimo Joronen nell’occasione. Si fa vedere con maggior convinzione il Brescia ma si registra solo una conclusione di Ayè. All’81’ errore della difesa di Gotti con Musso che non chiama palla e la coppia De Maio/Troost-Ekong che non riesce a liberare l’area con Bisoli che non si fa pregare e di destro fulmina Musso per il vantaggio delle rondinelle. Il Brescia ha l’opportunità di chiudere il match con Ayè e il nuovo entrato Donnarumma ma Musso c’è. La partita sembra finita ma il cuore friulano c’è e al 92′ dopo un’azione insistita arriva la conclusione vincente di De Paul per il meritato pari. Ultimissima occasione bianconera con il colpo di testa del nuovo entrato Nestorovski che non trova la porta.

Punto importante per la classifica dei bianconeri che non perdono uno scontro salvezza importante ma vedono ridurre a 6 i punti di vantaggio sula terz’ultima con le vittorie di Sampdoria, Lecce e Genoa che non permettono di avere quella tranquillità sperata sul tema salvezza. Nel prossimo match al Friuli arriverà il Verona capace di fermare Lazio e Juve in 4 giorni, non certo l’avversario più semplice da affrontare in questo momento, ma anche un buon banco di prova per provare a rendere il finale di stagione un po’ più tranquillo degli ultimi anni, sperando magari migliori un po’ la precisioni degli attacchi friulani.

Rudi Buset

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Udinese: seconda vittoria consecutiva

Seconda vittoria consecutiva per l’Udinese, per la prima volta in questo campionato.

Solito 3-5-2 scelto da Gotti per la gara di Lecce con Musso in porta, terzetto difensivo composto da De Maio, Troost-Ekong e Nuytinck, centrocampo con Larsen, De Paul, Mandragora, Fofana e Sema con Okaka e Nestorovski in attacco.

Parte meglio il Lecce che si farà preferire in quasi tutto il primo tempo: primo tentativo per Falco, Musso arriva sul pallone. Al 21′ padroni di casa vicini al gol con un gran tiro di Babacar che si stampa sulla traversa, sulla ribattuta Mancosu trova pronto Musso. Ancora Babacar alla conclusione poco più tardi, senza però trovare la porta. Doppia opportunità nel finale di tempo, prima Mancosu per il Lecce con la palla che non trova la porta e poi con Mandragora che al tiro da fuori, Gabriel si rifugia in angolo.

Inizio di ripresa ancora con Mancosu al tiro, la palla prende una traiettoria strana complice il vento, ma non sorprende Musso. Udinese che spinge molto di più in questa parte del match e va in rete due volte ma l’arbitro, con l’aiuto della VAR, annulla entrambe le marcature di Okaka per fuorigioco. In mezzo alle due reti annullate un tiro di De Paul alto di poco sopra la traversa. Al 69′ arriva anche la rete di Babacar, anche in questo caso annullato per fallo su Troost-Ekong. L’Udinese ci prova ancora prima con un tiro di Mandragora che trova l’esterno della rete e poi con Fofana bloccato in due tempi da Gabriel. Dopo un tiro di Petriccione per i padroni di casa, palla sopra la traversa, la grande occasione sui piedi del neoentrato Lasagna, ma Gabriel salva il risultato. I friulani non demordono e provano a portare a casa l’intera posta in palio: colpo di testa di Nuytinck con palla deviata in corner. All’88’ la rete decisiva: palla che resta in area per il controllo e il tiro di De Paul con la palla che si insacca alla sinistra di Gabriel. Non bastano i 6 minuti di recuperi per il Lecce per provare a rimettere in sesto la partita con l’Udinese che sbanca il campo pugliese.

Vittoria meritata quella dei friulani e importante per la classifica che ora dice 21 punti ad una giornata dalla fine del girone d’andata e un +7 sulla terz’ultima in classifica. Margine che non può dirsi ancora della tranquillità, mancano ancora un sacco di partite, ma che può far vivere con maggior tranquillità questo inizio di 2020.

Ora per i bianconeri arriva un’altra sfida salvezza sotto l’arco del Friuli contro il Sassuolo, per provare c conquistare ancora qualche punto per chiudere bene la prima metà di campionato.

 

Rudi Buset

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Ancora super Pordenone al Friuli

Dopo la pesante sconfitta di Salerno torna alla vittoria fra le mura amiche il Pordenone contro una Cremonese attrezzata per un campionato di altre aspettative, non da salvezza come costretta.

Inizio con gli ospiti pericolosi con un tentativo di Ceravolo, bravo in due tempi Di Gregorio. Alla prima opportunità offensiva arriva il vantaggio neroverde con Ciurria che al 10′ supera, con un sinistro dal limite il portiere Agazzi. La gara prende la giusta piega per gli uomini di Tesser con la Cremonese che prova a riprendere il punteggio con Ceravolo e Gustafson al tiro, sempre preciso il portiere di casa. De Agostini va al tiro per i friulani, con la palla che non trova la porta. Lombardi pericolosi con una conclusione di Piccolo che finisce in rimessa laterale e con un colpo di testa di Dezi deviato in angolo.

Ripresa con lo stesso copione, ospiti più propositivi, padroni di casa che ci provano in contropiede. Per i primi tentativi di Migliore di testa e di Piccolo da fuori, palla deviata in angolo. Per il Pordenone va subito al tentativo il nuovo entrato Gavazzi, sventa la difesa ospite. In mezzo ai cambi ci provano Bianchetti per gli ospiti e Ciurria per i padroni di casa, nessun pericolo per i portieri. Doppia opportunità per gli ospiti con Ciofani prima e una bella punizione di Piccoli con palla di poco a lato. Finale con qualche occasione in più per i neroverdi, prima con Candellone che gira debolmente un bel cross dalla sinistra di Mazzocco, poi con lo stesso Mazzocco che va al tiro/cross sempre dalla sua fascia, attento Agazzi in corner. Ci prova anche De Agostini di testa, palla sul fondo. Nel recupero tentativi della Cremonese con Ciofani, Gustafson e Ceravolo ma Di Gregorio e scarsa precisione non fanno cambiare il risultato.

Ottava vittoria su dieci partite per i neroverdi che chiudono il girone d’andata al secondo posto a quota 34 punti, con 3 lunghezze di distanza dalla terza, il Crotone e 8 sulla nona, la prima esclusa dai playoff.

Un girone d’andata, unito alla cavalcata dell’anno scorso verso la B che fanno l’anno solare 2019 del Pordenone come il più bello della sua storia.

Sprizza felicità il presidente Lovisa contento anche della risposta del pubblico, oggi quasi 7.000 presenze, oltre che soddisfatto per i bellissimi risultati che arrivano da un lavoro di programmazione di dieci anni.

Soddisfatto anche mister Tesser per aver portato a casa una partita di sacrificio contro un signor avversario. 9,5 il voto che dà a questo 2019 con l’obiettivo che però rimane sempre la salvezza, fare quei 10 punti che mancano per centrarlo per poi continuare a fare bene. Da sottolineare l’affetto nei confronti del mister anche dei tifosi della Cremonese, sua squadra fino al 2018.

Ora la B si prende due week end di pausa per ricominciare con la sfida fra neroverdi e Frosinone, in casa di quest’ultimi.

Rudi Buset

rudibuset@live.it

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