Una favola può essere tale anche senza lieto fine?

E’ un modo un po’ alternativo per intitolare un articolo che ha a che fare con una partita di calcio, ma racchiude più che altro la stagione di una delle principali protagoniste della serie B, il Pordenone.

Quei ramarri al primo anno fra i cadetti, partiti per salvarsi e fare un campionato tranquillo, arrivati a giocarsi la finale per la promozione in serie A. A Trieste però non è arrivato il lieto fine con gli uomini di Tesser eliminati da un Frosinone che ha sfruttato i primi 15 minuti non particolarmente buoni dei padroni di casa portandosi sul doppio vantaggio con le reti di Ciano al 7’ e Novakovich al 15’. E così l’1 a 0 di Frosinone che avrebbe permesso ai friulani di raggiungere un’altra favola stagionale, lo Spezia, nella finale per la massima categoria si è infranta in una non particolarmente fresca sera d’estate.

Neroverdi poco propositivi nel resto del primo tempo ma capaci nella ripresa di creare diverse palle gol. Tentativi di testa di Bocalon, punizione di Burrai deviata in angolo e ancora Bocalon. Ci provano ancora Tremolada e due volte Strizzolo con l’ultimo tentativo di testa al 95’ che esce di un nulla e mette la parola fine su una favola chiamata serie A.

Nel titolo ci siamo chiesti se c’è il lieto fine, il punteggio del campo dice di no, sarebbe bastato solo un gol al Pordenone per continuare nei playoff, ma la stagione del club del presidente Lovisa può essere comunque considerata una favola, per quanto dimostrato sul campo, per la compattezza difensiva e il buon gioco, per l’attaccamento alla maglia e per essere riusciti a far conoscere una realtà di provincia fatta di programmazione, buone idee, dedizione al lavoro e voglia di stupire mantenendo sempre i piedi per terra senza parole fuori posto o petto in fuori quando la classifica diceva, per diversi tratti del campionato, secondo posto e promozione diretta.

Nel girono di ritorno e dopo la pausa forzata il rendimento del Pordenone è calato, certo, ma il quarto posto mettendo diverse squadre più blasonate e con l’obiettivo vero serie A, alle spalle dà il giusto tributo a quanto fatto dagli uomini di Tesser che ancora una volta, dalla panchina, è riuscito a stupire e dare del filo da torcere a tutti.

L’epilogo non è un lieto fine ma l’accoglienza dei tifosi a notte fonda di rientro da Trieste sa comunque di successo per tutto il club che è riuscito ad accendere i riflettori su un pezzettino di mondo dove il lavoro viene molto prima delle chiacchiere e dei proclami.

Ora dopo il normale dispiacere c’è da ributtarsi su una stagione di B che inizia fra poco più di 40 giorni augurandoci che gli elementi cardine di questa favola restino al proprio posto, che la soluzione stadio possa accontentare tutti e che si continui a mantenere l’attenzione su una bella realtà.

Dall’inviato a Trieste

Rudi Buset

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Match-ball salvezza fallito per l’Udinese: vince la Sampdoria

Dopo la convincente vittoria per 3 a 0 di Ferrara contro la SPAL l’Udinese prova a chiudere il discorso salvezza ospitando la Sampdoria dietro a 3 lunghezze di distanza.

Solita formazione per Gotti con Musso in porta, Troost-Ekong, Nuytinck, Samir in difesa, centrocampo con Larsen, De Paul, Jajalo, Walace e Sema con Nestorovski e Lasagna. 4-4-2 per Ranieri, in tribuna per squalifica, con Audero in porta, Bereszynski, Yoshida, Colley, Augello in difesa, Depaoli, Thorsby, Ekdal e Linetty in mezzo al campo con Ramirez a supporto dell’amato ex Quagliarella.

Inizio di gara non particolarmente emozionante con Sampdoria maggiormente pericolosa: dopo appena 2 minuti ci prova Linetty, attento Musso in due tempi. A cavallo del quarto d’ora due tentativi di Quagliarella, prima di testa da pochi passi, a lato, poi da fuori area, sempre presente Musso. A metà tempo si fa viva l’Udinese con una conclusione dalla sinistra di Sema, deviata in angolo e sucessivamente con un colpo di testa di Walace che finisce di poco a lato. Al 37’ l’episodio che sblocca il match: palla in profondità di Larsen per Lasagna che sfugge alla marcatura di Yoshida e di sinistra, da fuori area, fulmina un incolpevole Audero, per il vantaggio dei bianconeri. Ultimo squillo nel primo tempo nei secondi finali: palla di Thorsby per una torre in area di rigore per l’accorrente Quagliarella per il più classico dei gol dell’ex che rimette il risultato in parità.

Ripresa al piccolo trotto con qualche sprazzo da una parte e dall’altra senza pericoli costanti. Ci prova Bonazzoli per la Samp, palla deviata in corner, Udinese vicina al gol con una deviazione ravvicinata di Lasagna, si supera Audero. Ancora Udinese con un tentativo impreciso di De Paul e una conclusione da posizione impossibile di Lasagna, bloccata senza problemi dal portiere ospite. La Samp si fa viva con un tiro di Gabbiadini, si rifugia in corner un attento Musso che due minuti più tardi, all’84’ non può nulla su una bella rovesciata ravvicinata di Bonazzoli che sfrutta un pasticcio di Troost-Ekong e Samir in difesa e porta in vantaggio i suoi. Tentativo di reazione degli uomini di Gotti che provano confusamente a riacciuffare il pari ma il gol di Nuytinck è viziato da un fallo di mano dello stesso difensore. Al 94’ la difesa bianconera si addormenta su una punizione di Yoshida che trova Gabbiadini che con un tiro a giro supera Musso e scrive la parola fine sulla gara con un 1 a 3 forse eccessivo.

Sconfitta che frena i sogni di una salvezza virtuale anticipata per Gotti che non sfrutta appieno una settimana di scontri diretti (4 punti sui 9 disponibili con i 2 persi domenica scorsa contro il Genoa che gridano vendetta!), prima di un trittico particolarmente complesso che vedrà passare sotto l’arco del Friuli Lazio e Juventus e l’insidiosa trasferta di Napoli.

Il margine sulla terz’ultima, ora il Lecce, è ancora buono, 6 punti, ma manca ancora qualche punto per dirsi al sicuro. Peccato perché contro un avversario alla portata, l’Udinese, anche a detta del suo mister, è apparsa stanca e a tratti non particolarmente concentrata.

C’è da sperare che le partite contro le genovesi non risultino determinanti per il finale di stagione.

 

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Dall’inviato a Udine

Rudi Buset

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Udinese: la solita legge dell’ex

Una buona Udinese quella vista oggi contro l’Atalanta ma le solite imprecisioni offensive non consentono di portare a casa punti.

3-5-2 classico per Gotti che deve rinunciare a Mandragora (infortunio al crociato con stop di 6 mesi) e allo squalificato De Paul. Musso in porta, difesa con Troost-Ekong, Nuytinck e Samir, metà campo con Larsen, Walace, Jajalo, Fofana e Sema con Teodorczyk con Lasagna in avanti. Per gli ospiti Gollini in porta, Toloi, Caldara e Djmsiti in difesa, Hateboer, Pasalic, Freuler e Castagne a metà campo con Malinovsky a sostegno di Gomez e Zapata.

Prima opportunità bianconero con Fofana lanciato a rete, ma Gollini salva tutto. Dopo 9 minuti però va in vantaggio l’Atalanta con Zapata trovato libero in area da un filtrante di Gomez, tiro a botta sicura su cui Musso, bravo in precedenza su Malinovski e Gomez. Primo tempo che prosegue senza molte opportunità con l’Udinese che prova timidamente a fare il match e l’Atalanta che si difende con ordine. Al 31’ ripartenza friulana con palla a tagliare il campo di Fofana per Lasagna che di destro supera Gollini riportando il match in parità. Finale di tempo con un’occasione per parte: Malinovski per gli uomini di Gasperini, bravissimo Musso in angolo, dall’altra parte ancora il solito Lasagna che per poco non trova il raddoppio con un pallonetto che esce di un nulla sopra la porta.

Ripresa accesa con l’Atlanta che prova a riportarsi in vantaggio ma è l’Udinese che va più vicina alla rete con due azioni simili sull’asse Sema-Walace con il centrocampista che va al tiro in due occasioni senza trovare il pertugio vincente. Cambi vari alla mezz’ora, due decisivi con Becao nelle file bianconere e Muriel per i bergamaschi. Al 71’ fallo del difensore di casa su Gomez, punizione di Muriel che passa nella barriera e trafigge Musso. L’Udinese subisce il secondo vantaggio ospite e rischia di andare ancora sotto con una conclusione di Gomez e due dello stesso Muriel, su cui è bravissimo Musso. Al 79’ però dalla coppia Gomez-Muriel arriva l’1 a 3 con un potente tiro dell’ex bianconero che si infila alla sinistra di Musso. Partita finita? No, Zeegelar, entrato nella ripresa, pennella un perfetto cross dalla sinistra per la testa di Lasagna che trova il 2 a 3 e rende più vivaci gli ultimi minuti con l’Udinese che però non riesce a creare ulteriori pericoli.

Sesta vittoria di fila per un’Atalanta cinica in zona gol e con qualche amnesia difensiva. Buona prestazione di un’Udinese che non ha subito l’avversario e ha controllato la gara in diversi momenti mancando di precisione in alcune occasioni, peccato mortale per una squadra che, com a Torino, ha fatto gioco e che esce però dal campo con 0 punti.

Ora per i bianconeri arriva la trasferta non così semplice contro la Roma, prima di un trittico chiave in fase salvezza (sempre a 3 punti di distanza), le gare casalinghe contro Genoa e Sampdoria e la trasferta di Ferrara contro la SPAL. Gare da non sbagliare per allontanarsi prima di un finale di stagione impegnativo in cui passeranno a Udine le due contendenti dello scudetto.

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Dall’inviato a Udine

Rudi Buset

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Pari Udinese, sconfitta Pordenone!

Altra giornata non esaltante quella delle friulane in A e B, contro avversari non particolarmente semplici da affrontare però.

1 punto per i bianconeri che nel lunch match di domenica nel derby del triveneto contro l’Hellas Verona trovano uno 0 a 0 che muove una classifica resasi meno tranquilla dalle vittorie di Lecce e Genoa con il margine sulla terzultima ridotto ora a solo 4 lunghezze di vantaggio.

La gara del Friuli non si può considerare particolarmente vivace con le due squadre che pensano più a controllare il risultato che a spingersi troppo in attacco. Prima opportunità per il Verona con Borini, attento Musso in angolo. Per i bianconeri tentativi di Okaka, Mandragora, Fofana e Lasagna ma le conclusioni, non particolarmente pericolose, trovano attento il portiere Silvestre o non hanno molta precisione. Nel finale di tempo una bella percussione di Lasagna con tiro deviato in angolo, per il Verona un colpo di testa di Kumbulla su cui si supera Musso. Ripresa con lo stesso filo conduttore, partita poco spettacolare con pari che va bene ad entrambe. Tentativi bianconeri di Larsen, colpo di testa di Becao e un gol annullato per fuorigioco di Lasagna. L’azione più pericolosa della gara è sui piedi degli ospiti con Zaccagni che va al tiro a Musso battuto ma la difesa di casa fa muro e porta a casa un punto prezioso, senza subire più di tanto contro una squadra al nono risultato consecutivo e capace di fermare Milan, Lazio e Juventus.

Soddisfatto per la prestazione mister Gotti, per una partita gagliarda che i suoi hanno cercato di vincere. Manca ancora un po’ di precisione negli ultimi metri ma il lavoro che fanno gli attaccanti è prezioso per tutta la squadra e grazie a questo è migliorato il gioco dell’intera formazione bianconera.

Sconfitta per 2 a 1 del Pordenone contro la capolista, schiaccia sassi, Benevento. In Campania i neroverdi giocano una buona gara creando molto in entrambe le frazioni di gioco ma il portiere di casa e qualche imprecisione di troppo non ha permesso agli uomini di Tesser di portare a casa qualcosa di più. I padroni di casa di Inzaghi, avviati ad una scontata quanto meritata promozione in A, sbloccano la gara solo con una perfetta punizione di Viola al 37’. Ad inizio ripresa ancora padroni di casa che cercano di chiudere il match con la rete di Insigne al 60’. Il Pordenone non sta a guardare e cerca di riaprire la gara con numerose palle gol concretizzate con un colpo di testa vincente di Bocalon, al primo gol con la nuova maglia, al 91’. Troppo tardi per provare ad impattare sul pari. Terza sconfitta in 5 gare per Tesser che vede allontanarsi il secondo posto ma è saldo in zona playoff.

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Rudi Buset

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Doppio pari per le friulane

Due pareggi in A e B per Udinese e Pordenone.

Ancora a secco nel 2020 i neroverdi di Tesser che in casa non riescono a supera l’ultima in classifica, il Livorno. Gara fin dall’avvio complicata per i padroni di casa, allo stadio Friuli. Iniziano meglio gli ospiti con qualche buone trame che non sortiscono conclusioni pericolose. Per i neroverdi tentativo di Burrai sul fondo e di Strizzolo parato facilmente da Plizzari, portiere scuola Milan dalle belle speranze. La gara scivola senza molte emozioni e al 40′ arriva il vantaggio del Pordenone con Gavazzi che sfrutta al meglio un bel controllo e passaggio di Strizzolo imbeccato bene dal nuovo acquisto Tremolada. Ci si aspetta che nella ripresa gli uomini di Tesser sfruttino il fattore campo e “mettano in ghiaccio” il match ma il Livorno non sta a guardare e al 53′ Bogdan di testa supera Di Gregorio. 14 minuti più tardi arriva l’inaspettato 1 a 2 di Marras che va di tap in vincente. Pordenone spaesato e Livorno che rischia di chiudere la pratica ancora con Marras ma Di Gregorio salva tutto. Forcing finale dei padroni di casa che non vogliono la terza sconfitta consecutiva che non arriva grazie ad una conclusione da fuori di Chiaretti all’83’ che sorprende l’estremo difensore toscano. L’ultima occasione è degli ospiti con la girata di Silvestre su cui è ancora attento Di Gregorio.

Secondo punto in queste prime 4 gare del 2020 per Tesser che vede sfuggire la seconda posizione in classifica distante un punto prima della trasferta, non particolarmente agevole, contro la super capolista Benevento.

1 a 1 per l’Udinese sul campo del Brescia che interrompe l’emorragia di sconfitte degli uomini di Gotti. Buona prestazione dei bianconeri che mettono sotto il Brescia nel primo tempo e vanno più volte vicino alla rete. Inizio pericoloso con la trasferta di Lasagna poi il portiere di casa, Joronen, si supera in particolari sulle conclusioni di Okaka, lo stesso Lasagna e Fofana. Per i padroni di casa tentativi di Tonali e Balotelli, ma Musso ci arriva senza grossi affanni. Ripresa che segue lo stesso filone: occasioni in avvio di tempo per Lasagna e Mandragora, sempre bravo Joronen. Seconda traversa bianconera al 67′ con De Paul, ancora bravissimo Joronen nell’occasione. Si fa vedere con maggior convinzione il Brescia ma si registra solo una conclusione di Ayè. All’81’ errore della difesa di Gotti con Musso che non chiama palla e la coppia De Maio/Troost-Ekong che non riesce a liberare l’area con Bisoli che non si fa pregare e di destro fulmina Musso per il vantaggio delle rondinelle. Il Brescia ha l’opportunità di chiudere il match con Ayè e il nuovo entrato Donnarumma ma Musso c’è. La partita sembra finita ma il cuore friulano c’è e al 92′ dopo un’azione insistita arriva la conclusione vincente di De Paul per il meritato pari. Ultimissima occasione bianconera con il colpo di testa del nuovo entrato Nestorovski che non trova la porta.

Punto importante per la classifica dei bianconeri che non perdono uno scontro salvezza importante ma vedono ridurre a 6 i punti di vantaggio sula terz’ultima con le vittorie di Sampdoria, Lecce e Genoa che non permettono di avere quella tranquillità sperata sul tema salvezza. Nel prossimo match al Friuli arriverà il Verona capace di fermare Lazio e Juve in 4 giorni, non certo l’avversario più semplice da affrontare in questo momento, ma anche un buon banco di prova per provare a rendere il finale di stagione un po’ più tranquillo degli ultimi anni, sperando magari migliori un po’ la precisioni degli attacchi friulani.

Rudi Buset

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Udinese: seconda vittoria consecutiva

Seconda vittoria consecutiva per l’Udinese, per la prima volta in questo campionato.

Solito 3-5-2 scelto da Gotti per la gara di Lecce con Musso in porta, terzetto difensivo composto da De Maio, Troost-Ekong e Nuytinck, centrocampo con Larsen, De Paul, Mandragora, Fofana e Sema con Okaka e Nestorovski in attacco.

Parte meglio il Lecce che si farà preferire in quasi tutto il primo tempo: primo tentativo per Falco, Musso arriva sul pallone. Al 21′ padroni di casa vicini al gol con un gran tiro di Babacar che si stampa sulla traversa, sulla ribattuta Mancosu trova pronto Musso. Ancora Babacar alla conclusione poco più tardi, senza però trovare la porta. Doppia opportunità nel finale di tempo, prima Mancosu per il Lecce con la palla che non trova la porta e poi con Mandragora che al tiro da fuori, Gabriel si rifugia in angolo.

Inizio di ripresa ancora con Mancosu al tiro, la palla prende una traiettoria strana complice il vento, ma non sorprende Musso. Udinese che spinge molto di più in questa parte del match e va in rete due volte ma l’arbitro, con l’aiuto della VAR, annulla entrambe le marcature di Okaka per fuorigioco. In mezzo alle due reti annullate un tiro di De Paul alto di poco sopra la traversa. Al 69′ arriva anche la rete di Babacar, anche in questo caso annullato per fallo su Troost-Ekong. L’Udinese ci prova ancora prima con un tiro di Mandragora che trova l’esterno della rete e poi con Fofana bloccato in due tempi da Gabriel. Dopo un tiro di Petriccione per i padroni di casa, palla sopra la traversa, la grande occasione sui piedi del neoentrato Lasagna, ma Gabriel salva il risultato. I friulani non demordono e provano a portare a casa l’intera posta in palio: colpo di testa di Nuytinck con palla deviata in corner. All’88’ la rete decisiva: palla che resta in area per il controllo e il tiro di De Paul con la palla che si insacca alla sinistra di Gabriel. Non bastano i 6 minuti di recuperi per il Lecce per provare a rimettere in sesto la partita con l’Udinese che sbanca il campo pugliese.

Vittoria meritata quella dei friulani e importante per la classifica che ora dice 21 punti ad una giornata dalla fine del girone d’andata e un +7 sulla terz’ultima in classifica. Margine che non può dirsi ancora della tranquillità, mancano ancora un sacco di partite, ma che può far vivere con maggior tranquillità questo inizio di 2020.

Ora per i bianconeri arriva un’altra sfida salvezza sotto l’arco del Friuli contro il Sassuolo, per provare c conquistare ancora qualche punto per chiudere bene la prima metà di campionato.

 

Rudi Buset

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Ancora super Pordenone al Friuli

Dopo la pesante sconfitta di Salerno torna alla vittoria fra le mura amiche il Pordenone contro una Cremonese attrezzata per un campionato di altre aspettative, non da salvezza come costretta.

Inizio con gli ospiti pericolosi con un tentativo di Ceravolo, bravo in due tempi Di Gregorio. Alla prima opportunità offensiva arriva il vantaggio neroverde con Ciurria che al 10′ supera, con un sinistro dal limite il portiere Agazzi. La gara prende la giusta piega per gli uomini di Tesser con la Cremonese che prova a riprendere il punteggio con Ceravolo e Gustafson al tiro, sempre preciso il portiere di casa. De Agostini va al tiro per i friulani, con la palla che non trova la porta. Lombardi pericolosi con una conclusione di Piccolo che finisce in rimessa laterale e con un colpo di testa di Dezi deviato in angolo.

Ripresa con lo stesso copione, ospiti più propositivi, padroni di casa che ci provano in contropiede. Per i primi tentativi di Migliore di testa e di Piccolo da fuori, palla deviata in angolo. Per il Pordenone va subito al tentativo il nuovo entrato Gavazzi, sventa la difesa ospite. In mezzo ai cambi ci provano Bianchetti per gli ospiti e Ciurria per i padroni di casa, nessun pericolo per i portieri. Doppia opportunità per gli ospiti con Ciofani prima e una bella punizione di Piccoli con palla di poco a lato. Finale con qualche occasione in più per i neroverdi, prima con Candellone che gira debolmente un bel cross dalla sinistra di Mazzocco, poi con lo stesso Mazzocco che va al tiro/cross sempre dalla sua fascia, attento Agazzi in corner. Ci prova anche De Agostini di testa, palla sul fondo. Nel recupero tentativi della Cremonese con Ciofani, Gustafson e Ceravolo ma Di Gregorio e scarsa precisione non fanno cambiare il risultato.

Ottava vittoria su dieci partite per i neroverdi che chiudono il girone d’andata al secondo posto a quota 34 punti, con 3 lunghezze di distanza dalla terza, il Crotone e 8 sulla nona, la prima esclusa dai playoff.

Un girone d’andata, unito alla cavalcata dell’anno scorso verso la B che fanno l’anno solare 2019 del Pordenone come il più bello della sua storia.

Sprizza felicità il presidente Lovisa contento anche della risposta del pubblico, oggi quasi 7.000 presenze, oltre che soddisfatto per i bellissimi risultati che arrivano da un lavoro di programmazione di dieci anni.

Soddisfatto anche mister Tesser per aver portato a casa una partita di sacrificio contro un signor avversario. 9,5 il voto che dà a questo 2019 con l’obiettivo che però rimane sempre la salvezza, fare quei 10 punti che mancano per centrarlo per poi continuare a fare bene. Da sottolineare l’affetto nei confronti del mister anche dei tifosi della Cremonese, sua squadra fino al 2018.

Ora la B si prende due week end di pausa per ricominciare con la sfida fra neroverdi e Frosinone, in casa di quest’ultimi.

Rudi Buset

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Udinese e Pordenone, doppia vittoria per un bel Natale

Finalmente una doppia vittoria sotto l’arco del Friuli, con i tifosi friulani che possono godersi un bel Natale. Impegni non semplici per Udinese e Pordenone contro la rivelazione Cagliari e contro un Ascoli sempre in zona playoff.

Ha iniziato l’Udinese sabato pomeriggio, volenterosa di rifarsi dopo la sconfitta di Torino contro la Juve. Buon inizio bianconero con un colpo di testa di Troost-Ekong e due percussioni che Lasagna non riesce a concludere in porta. Il Cagliari non sta a guarda e dopo una punizione sul fondo va vicina al gol con Naingollan prima con un esterno sul fondo e al 25’ con un palo a Musso battuto. Al 39’ la sblocca De Paul con un bel destro sul secondo palo che supera il portiere ospite. Buona partenza dei friulani anche nella ripresa con un colpo di testa sul fondo di Nuytinck e una conclusione da fuori di Mandragora, sempre a lato. Il Cagliari non sta a guardare e Joao Pedro va vicino al tap in vincente, bravo Musso. Ci prova anche Faragó di testa, palla sul fondo. Qualche contropiede bianconero da un lato, Cerri e Joao Pedro per gli ospiti, conclusioni di poco a lato. Finale movimentato: all’84’ arriva il pareggio ospite con Joao Pedro che raccoglie un bel cross di Faragò, si gira in area e fredda Musso. Partita finita? Per nulla, l’Udinese vuole vincerla e appena un minuto é Fofana a siglare il gol della vittoria con un tiro forte da pochi passi dopo un’incursione di Okaka che non era riuscito a concludere a rete. Il finale vede solo l’espulsione del cagliaritano Pisacane per doppio giallo con qualche tentativo degli ospiti che non riescono ad impattare sul 2 a 2.

Bella e convincente vittoria dei bianconeri contro un avversario non semplice alla prima sconfitta fuori casa. 18 punti in cascina per una pausa un po’ più tranquilla in vista delle sfide salvezza contro Lecce fuori casa e Sassuolo fra le mura amiche.

2 a 1 casalingo anche per il Pordenone che continua a fare benissimo in casa e si conferma al secondo posto della B con ben 5 lunghezze di vantaggio sulle terze in classifica. Inizio con qualche patema d’animo: doppio colpo di testa di Brosco per l’Ascoli su cui è bravo il portiere Di Gregorio. Pericolo scampato con il Pordenone che guadagno campo mettendo sotto gli ospiti. Vanno alla conclusione Burrai, Ciurria, De Agostini e Pobega, senza trovare la porta. Il gol del vantaggio arriva al 34’ con una magia di destro dal limite dell’area. Passano appena 3 minuti e arriva il raddoppio con il colpo di testa di bomber Strizzolo che approfitta di un bel cross di Ciurria. Ascoli tramortito che non riesce a costruire palle gol per quasi tutto il resto del match, con il Pordenone che controlla e agisce in contropiede rendendosi maggiormente pericoloso. Colpo di testa di Chiaretti è punizione di Burrai dalla distanza con il risultato che non cambia. Cambia al 90’ con il gol di Cavion che con un destro supera Di Gregorio dopo una bella giocata di Da Cruz. L’Ascoli prova a trovare il gol del pari ma non riesce a costruire pericoli permettendo ai neroverdi di conquistare la settimana vittoria in nove gare casalinghe e di godersi la classifica prima della trasferta di Salerno a Santo Stefano e la gara di domenica 29 in casa contro la Cremonese.

Tesser predica calma confermando l’obiettivo salvezza ma i 31 punti in classifica, il fantastico rendimento in casa e il calcio proposto fanno sperare in qualcosa di più.

Tempo al tempo, il campionato è ancora lungo, ma sotto l’arco del Friuli si vedono un bel po’ di sorrisi, per un Natale positivo per i tifosi bianconeri e neroverdi.

Rudi Buset
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Lezione Juve all’Udinese: le partite non durano venti minuti

TORINO
Partita di test importanti per la Juventus, di prova psicologica per l’Udinese. Entrambe sufficienti con riserva si potrebbe dire secondo queste due prospettive. Esame di tenuta mentale davanti ad una probabile sconfitta per i bianconeri del 1896 dell’ex vice di Sarri al Chelsea e campione di Europa League 2019 Luca Gotti, ancora ad interim in attesa di una decisione di Pozzo e Marino.
Vittoria scontata per la Juventus ma l’Udinese deve comunque essere apprezzata per la voglia e la determinazione messa in campo solo nel secondo tempo, purtroppo. Lasagna molto buono se non fosse per un quasi immacolato Buffon, battuto al 94′ dal secondo migliore in campo dell’Udinese Pussetto. De Paul inconsistente, Okaka nervoso.
La Juventus ha sperimentato oltre che dominato, a grandi tratti divertito. Il tridente Dybala, Higuain e Ronaldo è esaltante e non supera i due tocchi come da indicazioni di Sarri, il centrocampo li supporta molto bene con un convincente Rabiot, il solido Matuidi e la sostanza di Betancur. In difesa nel finale Sarri prova la possibile coppia del futuro con Demiral e De Ligt insieme in campo.
Partita bella e frizzante, Ronaldo segna una doppietta letale e tira più volte nello specchio trovando il palo o Musso, Dybala è delizioso segna anche su pallonetto ma la rete è palesemente irregolare, Higuain potente.
L’Udinese nel primo tempo viene schiacciato e annichilito trovando il primo tiro in porta al 31′ con Mandragora. Più vivace nel finale ma per due volte un super Gigi Buffon respinge su Lasagna e va in rete al penultimo minuto con Pussetto che sfrutta una sbavatura di Demiral. In difesa la Juve è tonica, va a segno con Bonucci per il 3-0 di testa, attacca bene sia con Danilo che con De Sciglio e recupera benissimo qualche sbavatura di Rabiot e Betancur. Gli ultimi 25 minuti fanno arrabbiare Sarri che inserisce De Ligt, Bernardeschi e Douglas Costa per Bonucci, Dybala e Higuain ma lamenta una squadra troppo spezzata, subendo le iniziative di Nestorovski, Lasagna e Pussetto.
Lezione di stile e filosofia più colorata che in bianco e nero ad un allievo attento e consapevole ma di un’altra categoria. Lo scenario dell’Allianz Stadium è davvero eccellente, fa da modello in ogni dettaglio con cura e precisione. Siamo vicini al giro di boa e sia a Torino che a Udine si respira aria di rincorsa ma tutto sommato serena, sempre che gli uomini di Gotti imparino finalmente la lezione e con il Cagliari non aspettino gli ultimi venti minuti per approcciare la gara in modo convincente.
Dal nostro inviato :Federico Gangi
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PARI PER UDINESE E PORDENONE NEL MARTEDI’ DI CAMPIONATO

Due punti in due partite per le friulane impegnate nella quinta giornata di A e B.

I bianconeri di Tudor non vanno oltre allo 0 a 0 nella trasferta di Verona contro una diretta concorrente per la salvezza. Buon primo tempo dei friulani che ci provano con un colpo di testa di Barak dopo 10 minuti, bravo il portiere scaligero Silvestri. Lo stesso centrocampista va al tiro più tardi, bravo ancora Silvestri che si ripete su un tiro debole di Lasagna al 33’. Ultimo squillo bianconero ancora con Lasagna impreciso con una girata da buona posizione. Ancora Lasagna protagonista al 54’: l’attaccante è a tu per tu con il portiere di casa ma non trova la porta. Da quest’azione in poi però è solo Verona che cresce sempre di più con il passare dei minuti: al 63’ diagonale di Amrabat con parata facile di Musso, bravo pochi minuti più tardi anche su Verre. Al 76’ autentico miracolo dell’estremo difensore argentino su un colpo di testa di Stepinski mandato sulla traversa e sul palo evitando la capitolazione bianconera. L’ultima occasione del match è sul piede di Verre che però non trova la porta. Pareggio giusto per quanto visto in campo con un’Udinese che preoccupa per l’atteggiamento arrendevole della seconda fase del match e per la terza gara consecutiva senza andare in rete. Lasagna e compagni ora sono attesi dall’altra sfida salvezza di domenica contro il Bologna.

Punto che fa sorridere, invece, in casa Pordenone contro la capolista Benevento. Pronti via e al 12’ arriva il vantaggio ospite con un ottimo tiro ad incrociare di Kragl che si insacca alla destra del portiere Di Gregorio. Il Pordenone non si disunisce e prova a rimettere in sesto il match. Tentativi di Burrai su punizione, di Pobega di testa e di De Agostini da lontano. Per gli ospiti allenati da Inzaghi ci provano Coda e il pericolo Kragl con Di Gregorio che evita il raddoppio. Al 40’ arriva il pareggio neroverde con il difensore Camporese bravo a insaccare di testa sfruttando al meglio il corner battuto da Burrai. Secondo tempo vivace che non cambia però le sorti del match. Buoni tentativi da ambo i lati con il Benevento maggiormente pericoloso. Per i padroni di casa si segnalano i tentativi di Ciurria da dentro l’area, di Monachello che non trova la porta e la conclusione finale di Gavazzi respinta in corner. Per gli ospiti pericoloso in modo particolare Coda che ci prova da fuori, di tacco e di testa, ma Di Gregorio è sempre attento. L’ultima occasione della gara è ancora sui piedi di Kragl che non trova per poco l’angolino vincente. Contento il mister neroverde Tesser alla fine dei 90 minuti. Il tecnico ha visto i suoi fare una buonissima gara contro un avversario forte, una prestazione di un’intensità incredibile che fa ben sperare per il proseguo del campionato. Per i neroverdi il calendario prevede altre due sfide insidiose, la trasferta veronese contro il Chievo e la gara in casa contro l’Empoli, due squadre appena scese dalla A.

Rudi Buset

rudibuset@live.it

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