La Bohème torna alla Fenice di Venezia

Recensione – Torna alla Fenice di Venezia La Bohème di Puccini nell’allestimento firmato da Francesco Micheli già proposto, con grande successo, durante la scorsa stagione. Lo spettacolo è fresco, giovanile, coinvolgente nella sua bozzettistica semplicità. Non una Bohème sconvolgente o che si proponga chissà quali orizzonti interpretativi ma, cosa forse ancor più difficile, originale senza sconvolgere drammaturgia ed ambientazione. Le scene firmate da Edoardo Sanchi propongono una Parigi da vendere ai turisti, immaginata piuttosto che veritiera, uno sfondo fumettistico che accompagna e racconta da vicino le sfortunate storie dei Bohémiens pucciniani. La vicenda è incastonata in una cornice di simboli che rimandano alla Ville Lumière, dalla Tour Eiffel alle Folies Bergère, il tutto a costellare i luoghi che prescrive il libretto e che si è abituati ad associare all’opera. Insomma c è tutto quello che ci si aspetterebbe di trovare in una Bohème, dalla soffitta alla neve del terzo atto, ma non solo. Ed è questa la giusta dimensione cui si deve puntare nel momento in cui si decide di mettere in cartellone un titolo tra i più celebri ed inflazionati dell’intero repertorio, l’originalità onde evitare l’ennesima riproposizione di un rito museale già saputo e risaputo prima ancora di andare in scena. Anche il secondo atto è magnificamente risolto senza scadere nei zeffirellismi in sedicesimo di facile effetto che si vedono un po’ dappertutto.

Quello che forse manca nel complesso è la tanto celebrata poetica delle piccole cose, sacrificata in favore di un approfondimento quasi cinematografico del sentimentalismo. La Parigi da cartolina, stereotipata, che viene proposta necessariamente tende a mitigare la pulsione naturalista dell’opera, spostandola su un livello favolistico o quantomeno romanzesco. La regia di Micheli, in perfetta sintonia con l’ambientazione, è scorrevole, spontanea ed immediata, coinvolgente e simpatica pur concedendosi alcuni siparietti di forzata comicità di cui non si sarebbe sentita la mancanza.

Trionfatrice della serata è stata il soprano statunitense Kristin Lewis che si è rivelata un’ottima Mimì. La cantante ha dimostrato di possedere, oltre a mezzi privilegiati per volume e colore, una solida tecnica di canto grazie alla quale ha saputo affrontare la parte con sicurezza, potendosi permettere smorzature ad alta quota di realizzazione impervia quanto suggestive. Soltanto i passaggi più concitati di canto di conversazione hanno messo in difficoltà il soprano, non sempre a proprio agio con la pronuncia e con la gestione ritmica della frase.

Non del tutto convincente viceversa il Rodolfo di Khachatur Badalyan che è parso affaticato non riuscendo a trovare la giusta proiezione della voce, troppo in gola e povera di squillo. Va detto che la perfettibile prova vocale è stata in buona parte compensata da una recitazione spigliata e ben calibrata.

Vigoroso ed energico nella vocalità come nel fisico il Marcello di Simone Piazzola, giovane baritono di grande talento che ha esibito una vocalità preziosa per volume e timbro, sicura su tutta la gamma, nonché un’invidiabile verve scenica. Deliziosa ed ottimamente cantata la bella Musetta del soprano Francesca Sassu come ottimo è stato il Colline di Gianluca Buratto, basso dotato di voce di grande volume e bel colore che ha raccolto applausi a scena aperta al termine dell’aria del quarto atto. Vocalmente e scenicamente inappuntabile lo Schaunard di Armando Gabba. Eccellenti tutti i comprimari.

La direzione, affidata al maestro Daniele Callegari, non si segnala per particolari pregi od innovazioni. Il maestro ha il merito di trarre un bel suono dall’orchestra del teatro veneziano e di evitare il sentimentalismo caramelloso in cui è facile inciampare, forse in misura fin troppo oltranzista così che sono mancati sia la poesia nei passi più lirici o malinconici sia la leggerezza, soprattutto nel primo atto. Più centrato è parso il terzo atto in cui la tinta cupa che il maestro Callegari ha saputo cavare dall’orchestra pareva sposarsi alla perfezione con il clima invernale e crepuscolare del momento. Non sempre impeccabile l’accompagnamento alle voci, spesso sovrastate dal volume orchestrale o perse per strada (ad onor del vero la gran parte delle volte per responsabilità dei cantanti).

Ottima la prova del coro, lungamente applaudito a fine secondo atto.

Al termine dello spettacolo applausi calorosi per tutti con qualche isolata contestazione al tenore e punte di entusiasmo per la Lewis.

Paolo Locatelli
paolo.locatelli@ildiscorso.it
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al Teatro Greco di Siracusa le Baccanti di Euripide per la regia di Antonio Calenda

Si apre nel segno di una grande offerta culturale il 48° ciclo di Rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa: sabato 12 maggio debutta Baccanti di Euripide per la regia di Antonio Calenda, direttore dello Stabile del Friuli Venezia Giulia. Lo spettacolo sarà rilevato e circuitati dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia”.

Si apre nel segno di una grande offerta culturale il 48° ciclo di Rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa. Tre le opere in cartellone per la stagione 2012 dell’Istituto Nazionale del Dramma antico 
«Tre spettacoli di pari dignità – ha esordito il sindaco Roberto Visentin, presidente dell’Inda -: Prometeo di Eschilo, Baccanti di Euripide e Uccelli di Aristofane in scena da venerdì 11 maggio al 30 giugno prossimo». A firmare la regia delle Baccanti è stato chiamato – dopo i successi ottenuti in passato con le tre tragedie dell’Orestea ed i Persiani di Eschilo – Antonio Calenda il direttore del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Lo spettacolo, vede impegnato un raffinato cast di interpreti capeggiato da Maurizio Donadoni (che interpreta Dioniso, dio della rinascita, dell’eros, del teatro) e in cui compare anche la Martha Graham Dance Company che darà corpo e movimento alle furiose Baccanti, il coro tutto femminile che connota fortemente questa tragedia euripidea. «È una tragedia magica e misteriosa e il nostro compito è restituire questa magia, illuminare questo mister, esplicitare le rifrazioni e le riflessioni che questo testo effonde sulla contemporaneità. Nella splendida, antica cornice del Teatro Greco, affrontiamo con grande impegno ed entusiasmo quest’opera che è fondamento di tutta la cultura occidentale» Baccanti di Euripide nella regia di Antonio Calenda debutta sabato 12 maggio nella  prestigiosa cavea dell’Antico Teatro Greco che si annuncia completamente esaurito. Dopo l’esordio estivo nell’ambito della rassegna dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico, lo spettacolo potrà essere rilevato dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia che riadattandolo per una messinscena non più “open air” lo inserirà nelle proprie prossime stagioni e circuiterà in tournée.




TEATRO DI VOCI: lo spettacolo finale sabato 12 maggio a Cormons

CormonsTeatro di voci è il progetto dedicato al teatro e al coro promosso dall’ERT Ente Regionale Teatrale, nell’ambito delle attività di teatroescuola, con il sostegno e la collaborazione dell’USCI Unione delle Società Corali del Friuli Venezia Giulia e il patrocinio del Comune di Cormons.  A conclusione di un intero anno di lavoro, sabato 12 maggio alle 17, i cori scolastici delle scuole primarie Gabelli di Porcia, Garibaldi di Fiumicello e Dante Alighieri di Gradisca d’Isonzo saliranno sul palcoscenico del Teatro comunale per presentare “I capelli del diavolo”, fiaba musical-teatrale ispirata dai fratelli Grimm, scritta da Roberto Piumini, poeta e autore per l’infanzia, e musicata da Andrea Basevi.  Lo spettacolo è il frutto di un lungo percorso collettivo – inizialmente autonomo dei 3 gruppi, successivamente congiunto – che ha portato i 100 ragazzi partecipanti a lavorare sia sull’aspetto musicale sia su quello teatrale e narrativo dell’opera. Accompagnati dai loro insegnanti e dagli operatori dell’ERT Michele Polo e Denis Monte, i tre cori approdano ora alla messa in scena finale dando vita con voce e corpo ad uno spettacolo colorato e coinvolgente, che fonde i linguaggi del teatro e della musica.  Teatro di Voci nasce nel 2005 come progetto di educazione all’uso della voce, al canto corale e all’utilizzo del coro in forma teatrale, con l’obiettivo di far vivere ai ragazzi una forte esperienza collettiva attraverso la musica. Giunto alla settima edizione, il progetto coinvolge ogni anno cori scolastici di tre diverse province della regione che lavorano su un progetto di messa in scena comune.

Per maggiori informazioni su tutte le attività del progetto teatroescuola visitare il sito www.teatroescuola.it.




Ecole des Maitres ritorna in Italia il corso itinerante per attori iscrizioni entro il 25 maggio

Ritorna l’Ecole des Maitres , il corso internazionale di perfezionamento teatrale a carattere itinerante per attori di Italia, Francia, Belgio e Portogallo. Il corso è accessibile ad attori fra i 24 e i 32 anni che si siano diplomati in un’accademia d’arte drammatica o scuola di teatro riconosciuta e abbiano già un’esperienza professionale di scena. Per formulare la propria candidatura (leggi il bando ) ci sarà tempo ancora fino al 25 maggio. Maestro della nuova edizione il regista e drammaturgo argentino Rafael Spregelburd . Dal 24 agosto, i 16 allievi selezionati nelle prossime settimane, si ritroveranno a Udine, al Teatro S. Giorgio, per iniziare la prima parte del corso (la seconda sarà a Coimbra dal 6 al 18 settembre) e lavorare sotto la guida del regista in un atelier composito intitolato Cellule teatrali: macchine per produrre catastrofi . Il corso propone l’uso degli attori come autentici drammaturghi della scena e per un mese si opererà in condizioni di laboratorio, ma con un orientamento alla scrittura e alla produzione di uno spettacolo finale i cui esiti in forma di dimostrazione aperta verranno presentati a settembre a Coimbra, Roma, Liegi, e a dicembre a Reims.




avviata una promozione per Elisabeth Per le ultime quattro repliche

Elisabeth : Die letzte Chance!” Per le ultime quattro repliche del musical de Kunze e Levay allo Stabile regionale viene avviata una promozione che risponde all’entusiasmo che il pubblico fino ad ora ha dimostrato per lo spettacolo. Solo 25 euro per un biglietto di platea a chi ritorna a vedere il musical da venerdì 4 a domenica 6 maggio”  Ultime quattro recite di Elisabeth – il musical di Kunze e Levay – a Trieste, dove è in scena, in esclusiva nazionale da giovedì 26 aprile: lo spettacolo saluterà lo Stabile regionale replicando ancora venerdì 4 maggio alle 20.30, sabato 5 alle ore 16 e alle 20.30 e domenica 6 ancora in pomeridiana.  Rispondendo all’accoglienza calorosa ed entusiasta ricevuta dal pubblico che fino ad oggi ha visto il musical, lo Stabile regionale avvia per la prima volta una particolare promozione rivolta proprio a coloro che desiderano applaudire ancora lo spettacolo, il più ricco e imponente mai ospitato al Politeama Rossetti.  Elisabeth: die letzte Chance!, dunque, ultima opportunità per applaudire il favoloso cast e lasciarsi cullare e accendere da una colonna sonora che intreccia rock e brani di intenso romanticismo: per coloro che sceglieranno da venerdì di “rivedere” Elisabeth il biglietto di platea costerà soltanto 25 euro (contro il prezzo originario di 65 euro). Per usufruire della promozione sarà necessario recarsi alla Biglietteria del Politeama Rossetti con il biglietto già usufruito la prima volta o potendo dimostrare di aver già visto il musical in una delle precedenti repliche triestine.




TRIESTE TEATRO: È scomparso lo scenografo Sergio D’Osmo.

 

È venuto a mancare lo scenografo Sergio D’Osmo, personalità di spicco del teatro triestino. Colpito da emorragia cerebrale due giorni fa, D’Osmo è morto nella notte fra il 1° e il 2 maggio. Come amava ricordare, Sergio D’Osmo fu affascinato dal teatro grazie alla zia Ersilia, la stessa che lo soprannominò “Dodo”, il nomignolo con cui sarebbe stato conosciuto in tutto l’ambiente teatrale. Dopo gli studi di architettura a Venezia, Dodo fu nel 1954 tra i fondatori del Teatro Stabile Città di Trieste, divenuto in seguito Stabile del Friuli Venezia Giulia. All’epoca, nella Trieste ancora occupata dagli alleati, si cercava una sede dove creare il nuovo teatro stabile di prosa; la scelta cadde su una piscina di fronte al Liceo Dante che i militari avevano trasformato in sala teatrale. Dodo ottenne lo spazio, grazie anche all’avvallo dell’allora sindaco Bartoli, e per i successivi trentaquattro anni fu il direttore dello Stabile regionale, divenendone il centro vitale e organizzativo. Nel corso della sua direzione ha firmato scene e costumi per decine di spettacoli di prosa, lirici e d’operetta. In seguito ha collaborato per quattro anni con il Teatro Biondo di Palermo e per altri tre con il Teatro Argentina, sede del Teatro di Roma, lavorando con registi quali Ronconi, Strehler, Missiroli, Squarzina. È stato per molti anni direttore degli allestimenti scenici del Teatro dell’Opera di Roma e del Teatro Verdi di Trieste. Con il Teatro La Contrada ha collaborato fin dalla sua fondazione, nel 1976, per lo spettacolo inaugurale della compagnia, “A casa tra un poco”. Tra i numerosi allestimenti ideati per lo Stabile privato triestino, “L’Americano di San Giacomo” (1998) e “I ragazzi di Trieste” (2004) di Tullio Kezich, “Sorelle Materassi” di Fabio Storelli (1998), “Piccole donne: il musical!” di Tonino Pulci e Stefano Marcucci (2000), “Classe di ferro” di Aldo Nicolaj (2000), “I rusteghi” di Goldoni (2002), “Cosa dirà la gente?” di Carpinteri e Faraguna (2004), “Sariandole” di Roberto Curci (2006), “Vola colomba” di Pierluigi Sabatti (2007), “Remitur” di Ugo Vicic (2009), “Fuori i secondi” (2010) e “Svola cicogna” (2011) di Enrico Luttmann.  Instancabile e sempre attivissimo, Dodo stava collaborando alla mostra personale che il Museo Teatrale “Carlo Schmidl” gli avrebbe dedicato nelle prossime settimane e stava lavorando all’ideazione delle scenografie del prossimo spettacolo dialettale della Contrada.  Il vuoto, professionale e umano, che la scomparsa di Sergio D’Osmo lascia nell’ambiente teatrale è incolmabile

Al cordoglio del mondo teatrale di trieste si unisce anche l’Ente dello stabile :

Affetto, profondo rimpianto e riconoscenza: è attraverso queste emozioni che il Presidente e il Direttore del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, unitamente al consiglio d’amministrazione e al personale tutto ricorderanno sempre Sergio D’Osmo, figura fondamentale nella storia dello Stabile regionale. 

Chiunque ami il teatro, sentirà incolmabile la nostalgia di Sergio D’Osmo, del suo generoso lavoro, della sua presenza sapiente e attenta nelle prime file delle nostre platee.

 





L’OPERA ELISIR D’AMORE A UDINE il 2 maggio e a GORIZIA il 3 maggio

Banca Mediolanum, grazie all’impegno del Family Banker® Marco Spessot e del suo staff, sponsorizza l’opera “Elisir d’Amore” di Gaetano Donizetti per il progetto “Ragazzi all’…Opera”.

Gli appuntamenti:     il 2 maggio ore 20 al Teatro Nuovo Giovanni da Udine di Via Trento, 4 a Udine, ° 3 maggio ore 20 al Teatro Kulturni Dom di Via Brass Italico, 20 a Gorizia
Con il Patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale del Friuli Venezia Giulia e il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, la rappresentazione è organizzata dall’Accademia Lirica Santa Croce di Trieste per far conoscere e divulgare la cultura musicale nel mondo dei ragazzi, avvicinarli alla musica lirica e corale sperimentando il palcoscenico sotto la direzione del Maestro Alessandro Svab. Un momento d’incontro tra cultura e spettacolo attraverso il quale Banca Mediolanum intende confermare ancora una volta l’importanza di andare oltre la consueta relazione tra Banca e cliente. Un’occasione in più per consolidare ulteriormente il dialogo con la propria community, che nel corso del 2011 ha dato vita a oltre 5400 eventi a cui  hanno partecipato più di 260.000 persone.




Sesto Campus Teatrale Internazionale “Progetto Shakespeare”

Dopo le cinque edizioni precedenti che hanno visto tra i loro partecipanti giovani attori provenienti da tutta Italia, Grecia, Brasile, Russia, Spagna, Croazia e Slovenia; la compagnia Anà-Thema Nuova Compagnia Teatro d’Arte organizza il Sesto Campus Teatrale Internazionale. Il Progetto Campus nasce dall’esigenza di intraprendere un percorso artistico, sociale e culturale di elevato livello professionale, per giungere alla realizzazione di uno spettacolo finale. Anche quest’anno il Campus si avvarrà della collaborazione con importanti realtà teatrali nazionali ed internazionali. Un campus per creare un giovane gruppo di lavoro internazionale che vivrà e studierà l’arte teatrale, e che affronterà l’esperienza della “compagnia” nella condivisione delle giornate. Il lavoro intensivo si articolerà in 3 settimane di studio sul “Teatro di Shakespeare” in particolare sui suoi personaggi, traendo ispirazione dai capolavori di Caravaggio + una settimana facoltativa gratuita di perfezionamento durante la quale la “compagnia del campus” parteciperà alla realizzazione concreta di un nuovo spettacolo. Si articoleranno percorsi di approfondimento e ricerca con i diversi docenti del campus, incontri con professionisti dello spettacolo e prove aperte al pubblico renderanno il campus ancora più completo.  Parte integrante del percorso sarà lo spettacolo che debutterà il 21 e 22 luglio ad Udine una prestigiosa ed insolita location. Proseguirà poi il percorso del campus con la creazione di un nuovo spettacolo con la “compagnia del campus” che debutterà presso il Castello di Udine nella stagione di Udinestate il 27,28 e 29 luglio. Durante il Campus gli attori parteciperanno attivamente alle attività correlate al progetto, intervenendo in letture e  performance organizzate dalla compagnia.   Anà-Thema Teatro ha più volte selezionato tra gli allievi dei campus nuovi attori per le produzioni della compagnia.

 

Date Progetto: 

Arrivi al Campus domenica 1 luglio

dal 2 luglio al 22 luglio CAMPUS

dal 2 luglio 20 luglio LEZIONI

21 e 22 luglio SPETTACOLO su Shakespeare

dal 23 al 26 luglio settimana facoltativa di preparazione nuovo spettacolo

27,28 e 29 luglio nuovo SPETTACOLO in UDINESTATE

30 luglio Partenze

 

Il Campus si svolgerà a Villalta di Fagagna (UDINE) presso Cjase di Catine, Sede di AnàThema Teatro, spazio polifunzionale composto da sale teatrali, sale studio ed alloggi con spazio cucina.

8 ore giornaliere di lavoro con i diversi docenti

il programma con i diversi docenti prevede:  Conduzione dello studio e regia  a cura di Luca Ferri,  Tecniche di voce e canto corale con Maria Giovanna Michelini, Tecniche di movimento e danza con Fabiana Dallavalle, Marta Massarutti, Critica con Mario Brandolin, Storia del Teatro con il dott. di ricerca Lorenzo Mucci, Laboratorio di scenotecnica con Claudio Mezzelani, Principi di anatomia dell’apparato Locomotore con la Dott.ssa Ilaria Armellini, Storia dell’arte a cura della dott.ssa Alma Maraghini ed inoltre,  principi di anatomia del corpo umano, Training 1 Tecnico, Training 2 Creativo, Training 3 Esercizi di stile tecnico-creativo, Esercizi sulla Griglia Psico-Fisica applicata al personaggio, Elementi d’improvvisazione tecnica e creativa, Tecniche di analisi teoriche, Analisi dinamica del testo, Lezioni teoriche di Storia del Teatro, Analisi e critica teatrale, Tecniche di recitazione corale, Tecniche di movimento, Danza e Pilates, Tecniche vocali, Tecniche di canto, Composizione dei parametri del personaggio, Tecniche di dialogo, Tecniche di regia, Allestimento dello spettacolo

Il campus è rivolto ad attori ed allievi con età maggiore di 18 anni, uomini e donne, che abbiano già avuto esperienze in campo  teatrale.

Al termine del campus sarà rilasciato un attestato di  frequenza

Il costo del campus è € 440  comprensivo di alloggio con utilizzo cucina e trasferimenti dalla stazione al campus.

Per candidarsi inviare due foto e curriculum alla mail:

organizzazione.anathema@gmail.com              specificando come oggetto “candidatura campus”

SEGRETERIA CAMPUS: Tel.  3453146797  /   04321740499    www.anathemateatro.com




GRANDE AFFLUENZA DI PUBBLICO PER IL MUSICAL Elisabeth CON APPLAUSI A SCENA APERTA

“È ormai avvenuto il debutto allo Stabile regionale di Elisabeth, del musical di Michael Kunze e Sylvester Levay presentato dal 26 aprile, in esclusiva per l’Italia. Un evento kolossal – il più imponente mai andato in scena al Politeama Rossetti – e molto atteso che ha entusiasmato gli spettatori della serata di prima esibizione l’invito rivoltoe ai bambini, ha prodotto oltr un migliaiio di disegni esposti nei corridori del teatro  e soprattutto – grazie alla collaborazione dell’Associazione Commercianti al Dettaglio della Confcommercio Provinciale – le vetrine di quasi 80 negozi evocano un’atmosfera “asburgica” e riportano immagini di Sissi in tutta Trieste”

[nggallery id=33]  Foto di scena

Un evento straordinario, per la qualità del cast e l’imponenza dell’allestimento (il più grande mai ospitato sul palcoscenico del Politeama Rossetti) costruito per celebrare il ventennale del debutto di Elisabeth e destinato ai grandi teatri tedeschi, con l’unica eccezione di Trieste. Sono attesi spettatori da tutt’Italia, si annunciano pullman per le serate di replica dalla vicina Svizzera e dalle lontane città di Bari, Pescara e Veneto. Notizia appresa ieri in conferenza stampa l’allestimento proposto al Rossetti di Trieste è lo stesso che vedrà protagonisti Mark Sebert (La morte)  e Kurosch Anìbbasi ( Luigi Lucheni) nella inaugurazione del musical il 3 settembre 2012 a VIENNA.

Attraverso la musica di Kunze e Levay  nella trsposizione scenica si ripercorre l’esistenza dell’Imperatrice Sissi e una significativa fase della storia dell’Impero Asburgico che ha profondamente coinvolto anche Trieste: tema che appare particolarmente vicino alla storia e alla cultura di questo territorio. Tanto che  l’arrivo dello spettacolo in città è stato segnato come una festa, che possa coinvolgere tutti, grandi e bambini, pubblico attento e appassionato e anche chi – magari un po’ più distratto – si troverà a incontrare la bella Sissi magari semplicemente passeggiando fa le vetrine del centro…Il direttore organizzativo dello Stabile Stefano Curti  ha ringraziato l’entusiamo profuso dai due interpreti maschile del musical che si sono mostrati entusiasti dell’accoglienza raccolta a Trieste.Le vetrine dei negozi aderenti all’invito dello Stabile  con  materiale promozionale del Musical, ed immagini di Sissi hanno  saputo ispirare – ognuno nella propria specificità – quella atmosfera “asburgica” che fa sognare. Il lavoro è un  grande spettacolo – che vede la collaborazione fra tecnici e artisti di circa 120  persone che lavoreranno al Politeama Rossetti a partire dal 23 aprile e fino all’ultima replica di Elisabeth – e per far sentire l’attesa della città per un evento “da non perdere”.La prima serata ha visto il debutto del piccolo  Gabriele Pacini nel ruolo di Rudolph bambino e la sua esibizione ha prodotto un mare di applausi. Uno dei brani rock più celebri dello spettacolo si intitola Kitsch e ricorda come Sissi sia stata un’antesignana anche come ispiratrice di oggetti e souvenir… un po’“kitsch”: cartoline, piattini, cioccolatini, tazzine portavano già allora la sua immagine.L’ allestimento che ha toccato i teatri tedeschi più grandi e all’avanguardia, da Berlino a Brema, passando per palcoscenici l’Alten Oper Frankfurt e il Deutschen Theater di Monaco e che ci porrà davanti a un assieme di costumi, parrucche luci, effetti notevolissimi, a videoproiezioni e a una scenografia mobile e soprelevata di grande effetto. Se da un lato la messinscena a Trieste del musical Elisabeth rappresenta una grande occasione sul piano artistico  e teatrale, dall’altro lo è anche dal punto di vista turistico, per il richiamo che questo titolo può suscitare nel pubblico italiano ma anche delle vicine Austria e Slovenia, e per la evidente ricaduta che avrà la permamenza del cast e dello staff tecnico in città (oltre 120 persone).  Un cast dunque numeroso e di assoluto livello, di cui anticipiamo i nomi dei due protagonisti, la bellissima Annemieke van Dam che interpreta Elisabeth e Mark Seibert nel ruolo seducente della Morte: entrambi sono vere star nel mondo del musical europeo.  Il musical Elisabeth è prodotto da Andrea Friedrichs per La Belle Tournee con i Vereinigten Bühnen Wien: l’allestimento del tour e resta fedelissimo a quello originale che dal 1992 ha stregato per oltre dieci anni il pubblico di tutto il mondo a Vienna al Theater an der Wien ed è firmato dagli stessi nomi, oltre a Kunze e Levay autori di partitura e libretto figurano infatti fra i creatori il regista Harry Kupfer e lo scenografo Hans Schavernoch.  Elisabeth va in scena al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste.  Il Teatro può essere contattato telefonicamente al centralino 040.3593511.

Enrico Liotti

enrico.liotti@ildiscorso.it

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CIVICI MUSEI E TEATRO, BINOMIO VINCENTE IN NOME DELL’ARTE

Domenica 29 aprile alle 17 nel Salone del Parlamento in castello

Un museo non è solo uno spazio dove poter ammirare delle opere, ma può trasformarsi anche in luogo vivo dove le varie forme d’arte e le persone s’incontrano, in un reciproco scambio all’insegna della cultura nella sua accezione più ampia. È questa la filosofia che, dopo altre fortunate simili iniziative, ha spinto i Civici Musei del Comune di Udine ad ospitare domenica 29 aprile alle 17 nel prestigioso Salone del Parlamento in castello, lo spettacolo “Romeo e Giulietta, l’origine friulana del mito”. Un’occasione per abbinare una visita alle collezioni permanenti della Galleria d’Arte Antica per poi immergersi nelle atmosfere romantiche della novella di Luigi Da Porto e del testo teatrale di William Shakespeare.  A far rivivere l’amore eterno ed impossibile dei due innamorati sarà la compagnia Anà-Thema Teatro, che dopo una lunga e fortunata tournèe, torna nel capoluogo friulano per una replica straordinaria dello spettacolo che ha riscosso un notevole successo di pubblico e critica in tutta la regione. Gli attori Luca Marchioro, Elena Strada e Lucia Mezzelani, con la regia di Luca Ferri, daranno così vita a un percorso di ricerca sulle origini del mito, analizzato attraverso i personaggi di Lucina/Giulietta e Luigi/Romeo.  Uno spettacolo suggestivo e ricco di immagini che compongono la storia di due giovani innamorati. Un susseguirsi di quadri onirici, scolpiti nel gioco di luci ed ombre. Due giovani amanti, amici e attori che giocano a rincorrersi, innamorarsi ed amarsi con la spensieratezza dei bambini che costruiscono castelli di sabbia sulla spiaggia.  Uno studio teatrale, ad opera di Luca Ferri che firma regia e adattamento e che analizza la novella di Luigi Da Porto ed il testo teatrale di William Shakespeare rendendo omaggio a questi due grandi scrittori che insieme hanno fatto di questa vicenda un mito, uno dando alla luce la storia di un amore contrastato e l’altro rendendola immortale con la poesia delle sue parole.  Luigi Da Porto, friulano da parte di madre, era uomo di lettere ma anche capitano d’armi e si trovava a Cividale al comando di 50 cavalleggeri per combattere al fianco dello zio Antonio Savorgnan del ramo Della Torre, uomo, quest’ultimo, di fiducia di Venezia nel controllo della Patria del Friuli, schierato tra le fila dell’esercito veneziano contro lo schieramento imperiale asburgico. All’epoca dei fatti storici Lucina Savorgnan aveva appena 15 anni quando conobbe Luigi Da Porto in un ballo in maschera la sera del 26 febbraio 1511, esattamente cinquecento anni fa, in Palazzo Savorgnan a Udine.  Fu amore a prima vista. Un amore tormentato e mai realizzato. La loro storia fu raccontata dallo stesso Da Porto in una novella intitolata “Giulietta”. Oggi Lucina Savorgnan e Luigi Da Porto entrano nel mito di “Giulietta e Romeo” di cui Udine, secondo molti, può vantarne la paternità. Galeotto fu il ballo in maschera durante il quale Da Porto si innamorò della giovane Lucina, del ramo Del Monte. E  da qui comincerà l’esplorazione della vicenda e lo spettacolo.  Vista la limitata capienza del Salone del Parlamento è consigliata la prenotazione telefonando al numero 04321740499.