L’ispettore generale di Nikolaj Vasil’evič Gogol’ TEATRO GOLDONI-VENEZIA 29 gen-2 feb.2014

La Stagione di Prosa del Teatro Goldoni di Venezia prosegue mercoledì 29 gennaio alle ore 20.30 con la nuova produzione dello Stabile del Veneto con il Teatro Stabile dell’Umbria, L’ispettore generale di Nikolaj Vasil’evič Gogol’ con la regia di Damiano Michieletto, che ha esordito con grande successo in prima assoluta la settimana scorsa al Verdi di Padova. Regista ormai affermato nel panorama della lirica internazionale, dopo il successo de Il Ventaglio, Michieletto torna con lo Stabile del Veneto per raccontare una storia ambientata in una provincia di un indeterminato paese dell’est.16_20140110 _IspettoreGenerale100114_FOTO DI SERENA PEA Un luogo dove la sfera pubblica e privata si confondono e si contaminano, un luogo che rivela il tono gretto e piccino di questa umanità. Un luogo reale e immaginario allo stesso tempo, in grado di creare una visione graffiante per il pubblico di oggi.Lo spettacolo è interpretato da Alessandro Albertin, Luca Altavilla, Alberto Fasoli, Emanuele Fortunati, Michele Maccagno, Fabrizio Matteini, Eleonora Panizzo, Silvia Paoli, Pietro Pilla, Alessandro Riccio e Stefano Scandaletti e resterà in scena a Venezia fino al 2 febbraio per poi partire in tournée nazionale.

                                                                                           L’ispettore generale

                                                                                            di Nikolaj Vasil’evič Gogol’

11_20140110 _IspettoreGenerale100114_FOTO DI SERENA PEApersonaggi e interpreti

Anton Antonovič, Sindaco         Alessandro Albertin Anna Andreevna, sua moglie              Silvia Paoli Mar’ja Antonovna, sua figlia              Eleonora Panizzo Luka Lukič, ispettore scolastico – commissario di polizia – mercante     Fabrizio Matteini Ammos Fёdorovič, il giudice – mercante                                   Alberto Fasoli Artemij Filippovič, sovrintendente alle opere pie – mercante                    Michele Maccagno Ivan Kuz’mič, ufficiale postale – servitore – mercante                           Alessandro Riccio Pëtr Ivanovič Dobčinskij                     Luca Altavilla Pëtr Ivanovič Bobčinskij                     Emanuele Fortunati  Ivan Aleksandrovič Chlestakov          Stefano Scandaletti Osip – moglie ispettore scolastico       Pietro Pilla   adattamento drammaturgico Damiano Michieletto scene Paolo Fantin  costumi Carla Teti disegno luci Alessandro Carlettiregia Damiano Michieletto




PRIGIONIERO DELLA SECONDA STRADA 1 feb. TEATRO GIOVANNI DA UDINE

Lui, il marito, è un piccolo uomo onesto; lei, la moglie, una donna coraggiosa che sa volare alto, come solo le donne sanno fare. La pièce prende il via in una serata estiva, tremendamente calda, a New York. Sul divano di casa sua, sulla Seconda Strada, Mel non riesce a dormire funestato da diversi, esilaranti contrattempi condominiali, ma soprattutto dal problema di come non dire alla moglie di essere stato appena licenziato, cosa di cui si vergogna enormemente. PRITITOLOL’affettuosa moglie Edna cerca di carpire il motivo della sua dichiarata insoddisfazione verso il lavoro di dirigente d’azienda che compie onestamente da ventidue anni. Dopo che i ladri svaligiano interamente la casa, non resta al povero Mel che affidarsi a “terapie psicologiche” che lo lasceranno ancora più solo; tocca a lei, ora, sostenere la famiglia, ma…PRIG
Commedia tra le più amare di Neil Simon, la più amata dall’autore, Prigioniero della Seconda strada ritrae un’umanità ferita dalla società, ma sempre capace di riscatto, in un ritmo dove il comico è come una luce sulle difficoltà dei rapporti umani e sul sollievo per la rivelazione che alla fine, a contare sono proprio solo quei rapporti di vicinanza difficile che, pur nel conflitto, si dimostrano amorevoli e veritieri e motori di autentico riscatto.

CROSSOVER Teatro del territorio

sabato 1 febbraio 2014·h 20.45

PRIGIONIERO DELLA SECONDA STRADA
di Neil Simon

con Maurizio Casagrande e Tosca D’Aquino

e Adriano Giraldi

musiche di Massimiliano Forza
scene Alessandro Chiti
costumi Alessandra Ricci
regia di Giovanni Anfuso

produzione: La Contrada-Teatro Stabile di Trieste

Alberta Gallo




Furia avicola DA TEATRO CONTATTO AL Teatro S. Giorgio-Udine 30-31 gen.1 feb.

L’opera drammaturgica di Rafael Spregelburd si sta diffondendo molto, dal suo Paese, l’Argentina, anche in Italia, e il carattere complesso e multiforme della sua opera ha attratto di recente anche un regista come Luca Ronconi (Il Panico – Premio Ubu 2013), mentre il suo talento è valso ai suoi testi ben due Premi Ubu consecutivi, nel 2010 e 2011, come miglior novità straniere. Furia avicola riunisce due atti unici della sua recente produzione, La fine dell’arte e Burocrazia, in una versione con attori italiani e portoghesi da lui stesso diretti con Manuela Cherubini. La fine dell’arte è un testo scritto nel 2012 durante l’esperienza di formazione europea dell’Ecole des Maîtres, diretta in quell’anno da Spregelburd in collaborazione con Manuela Cherubini, la regista e traduttrice che messo in scena in Italia alcuni dei suoi testi più interessanti. Burocrazia fa parte dell’opera teatrale tripartita, Tutto del regista e drammaturgo argentino Rafael Spregelburd.  In ciascuna delle tre storie di Tutto si sviluppa un “tema”, dichiarato in primo piano da un sistema di titoli, a partire da tre domande e con un’impronta discorsiva: perché tutto nello ‘Stato’ diventa burocrazia? perché tutta l’arte diventa commercio? perché ogni religione diventa superstizione?
In Burocrazia alcuni caratteristici burocrati decidono di dar fuoco ai propri uffici, ma non capiscono mai il perché…

Venerdì 31 gennaio, al termine dello spettacolo, Rafael Spregelburd, Manuela Cherubini e la compagnia incontrano il pubblico

testo di Rafael Spregelburd  traduzione Manuela Cherubini

regia Rafael Spregelburd e Manuela Cherubini

interpreti Rita Brütt, Fabrizio Lombardo, Laura Nardi, Deniz Özdogan, Amândio Pinheiro, 

video Igor Renzetti  immagini Ale Sordi

produzione co-produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG / Fattore K.




Nuda proprietà con Lella Costa, Paolo Calabresi TEATRO VERDI GORIZIA il 28 gen.2014

Nuda proprietà è la commedia del sorriso, della forza della leggerezza e della libertà, contro gli stereotipi. Tutto comincia con una stanza in subaffitto. Iris la offre a Carlo, psicanalista sfrattato del pianoterra. Intanto lei, rimasta senza un soldo, vende in nuda proprietà la casa. Mentre Carlo scopre di essere malato, Iris si accorge che non può più fare a meno di lui, della sua intelligenza, della sua ironia, della sua capacità di decifrare la vita per quello che è. Carlo è affascinato da questa donna scombinata e vitale, che si espone, si dichiara, senza farsi mortificare dalle convenzioni. Decidono di vivere insieme tutto quello che resta da vivere. In due riescono a guardare in faccia la realtà, a chiamare per nome tutte le loro paure e a riderci sopra. Innamorarsi a 60 anni è una sfida, una forma d’arte, un capolavoro che l’autrice Lidia Ravera sa raccontarci con emozione. La regista Emanuela Giordano dirige due attori conosciutissimi dal pubblico italiano: Lella Costa, non più one-woman-show, e il camaleontico Paolo Calabresi, giunto alla grande notorietà grazie a due ruoli televisivi di grandissimo successo: l’elettricista Augusto Biascica della sit-com Boris e quello di iena ufficiale dell’omonima trasmissione televisiva.

NUDA PROPRIETA‘ di Lidia Ravera
con Lella Costa, Paolo Calabresi
scene Francesco Ghisu
musiche Antonio di Pofi
regia Emanuela Giordano
produzione La Contemporanea e Mismaonda




CIVIDALE DEL FRIULI : Al via il 26 gennaio la rassegna teatrale per grandi e piccini

Appuntamento a teatro per genitori e bimbi. A Cividale del Friuli, infatti, è tutto pronto per la rassegna dedicata a grandi e piccini che, dal 26 gennaio, è in programma al teatro “Adelaide Ristori”. L’evento, giunto alla sua quindicesima edizione e organizzato dall’assessorato comunale alla Cultura, prevede cinque rappresentazioni e nel 2014 prevede tante novità.

FAMIGLIE “PREMIATE” E TANTE NOVITÀ

Anzitutto, il Comune ha deciso di incentivare la partecipazione delle famiglie con la formula “quattro entrano, tre pagano”: ogni nucleo familiare che decide di aderire, infatti, potrà godere di un ingresso omaggio. La filosofia a monte di questa decisione è ben precisa: «Il teatro – sottolinea il sindaco di Cividale, Stefano Balloch – non è un luogo di cultura di nicchia, ma anche un importante luogo di aggregazione sociale. La rassegna dedicata a genitori e ragazzi, organizzata da molti anni dal Comune, punta a essere sia un momento di promozione culturale, sia un’esperienza da vivere nel contesto familiare, condividendo momenti ricchi di fascino e suggestione». Oltre a questa vantaggiosa proposta, e accanto alla tradizionale prosa per ragazzi, sono previste altre iniziative: interessante lo spettacolo-laboratorio dedicato ai cento anni delle marionette di Podrecca, al quale si affiancano un musical e uno spettacolo di danza per i giovanissimi.

 

IL CARTELLONE

Domenica 26 Gennaio 2014 :LA CAMICIA DELL’UOMO CONTENTO

Combriccola di Animazione Teatrale “Cosmoteatro”

Domenica 2 Febbraio 2014 :PIGIAMI Fondazione Teatro Ragazzi Giovani

Domenica 9 Febbraio 2014   : MARY POPPINS

Domenica 16 Febbraio 2014 :DAI 3 AI 93 “OMAGGIO A VITTORIO PODRECCA”

Domenica 23 Febbraio 2014 : VITA DA GATTI (danza) Compagnia Simona Bucci

Ingresso unico (dai 3 anni): 4 euro – Speciale famiglia: su 4 ingressi paganti, il 4° è gratis

Informazioni: Ufficio Cultura 0432/710350, via mail a cultura@cividale.net o sul sito www.comune.cividale-del-friuli.ud.it.




Qui e Ora CON Valerio Mastandrea e Valerio Aprea DAL 24 AL 26 GEN Politeama Rossetti

Valerio Mastandrea ritorna al Politeama Rossetti dove mancava dal 2007 quando come protagonista di uno spettacolo di Mattia Torre, autore e regista, ottenne alla Sala Bartoli una serie notevolissima di calorose accoglienze e di “sold out” con il monologo Migliore. Il ritorno a teatro con Qui e Ora – in Sala Assicurazioni Generali per la Stagione Prosa da venerdì 24 gennaio – è valso all’attore romano, uno fra i più ricercati artisti di teatro e del cinema della sua generazione, il Premio Hystrio 2013 per l’interpretazione. Anche per l’altro attore in scena, Valerio Aprea, si tratta di un ritorno al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Infatti nel 2005 aveva calcato il palco e ricevuto l’apprezzamento del pubblico della Sala Bartoli nel monologo In mezzo al mare, vincitore della rassegna “Attori in cerca d’autore” nel 2003. Anche in questo caso il testo e la regia erano firmati da Mattia Torre.aprea_mastandrea_IMG_8784_ph_roberto_salgo DS «È curioso che i personaggi dei due attori assomiglino molto a quelli che hanno interpretato nei loro rispettivi monologhi», ha affermato Mattia Torre parlando di Qui e Ora. Un feeling artistico consolidato quello tra Valerio Mastandrea e Valerio Aprea con il regista e autore, che spiega come cerchi di «condividere la creazione degli spettacoli con gli artisti, creare una squadra che ha un intento comune. In particolare questi due attori sono due vulcani e il lavoro di regia è anche un lavoro di ascolto delle loro proposte e di mediazione». Mattia Torre è autore di spettacoli teatrali, ma anche televisivo e cinematografico: fa parte della squadra di autori di Parla con me di Serena Dandini e della serie tv Boris, di cui ha poi firmato anche la regia del film per il cinema. «Come in tutte le mie scritture ho cercato di impostare la scrittura in modo che la comicità sia usata come mezzo per raccontare cose spaventose» ha spiegato Mattia Torre parlando di Qui e Ora. «I protagonisti sono due individui che rimangono coinvolti in un incidente stradale su due grossi scooter. Per una serie di concause non verranno soccorsi immediatamente e noi vivremo in presa diretta l’attesa dei soccorritori. Lo spettacolo mette in scena un’impossibile convivenza e pacificazione tra due mondi diversi, tra due modi diversi di vedere la realtà: racconto quindi di un paese privo di coesione e comune visione delle cose».

Nonostante la durezza del testo, si ride molto con Qui ed Ora: si intraprende sorridendo un intrigante e significativo percorso critico e auto-critico (giacché i temi trattati ci riguardano molto) che curiosamente parte dalla “negazione” di un percorso, un incidente stradale in una via isolata, sperduta nell’anonima periferia romana a due passi dal Grande Raccordo Anulare.

Qui e Ora con Valerio Mastandrea e Valerio Aprea, scritto e diretto Mattia Torre è prodotto da BAM Teatro. Le scene sono di Beatrice Scarpato, i costumi di Alessandro Lai e le luci di Luca Barbati.

 Lo spettacolo va in scena al Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni, venerdì 24 gennaio alle ore 20.30, replica sabato 25 gennaio sempre alle ore 20.30 e domenica 26 gennaio alle ore 16.00.

 I biglietti si possono acquistare presso i consueti punti vendita del Teatro Stabile regionale, attraverso il sito www.ilrossetti.it, mentre informazioni sono disponibili anche al telefono chiamando il Teatro allo 040-3593511.

E.L.




L.I. Lingua Imperii Teatro Palamostre – Udine 25 gennaio 2014 [Teatro Contatto]

Uomini predatori di altri uomini annientati a milioni. La caccia più sanguinosa del XX secolo. #LinguaImperii è sconvolgente Memoria nazista

Accogliamo per la prima volta a Teatro Contatto una fra le formazioni più “colte” e innovative della scena emergente, Anagoor, con uno spettacolo che rinnova il ricordo storico, in occasione della Giornata della Memoria.
L.I. Lingua imperii è ispirato allo sconvolgente romanzo Le Benevole di Jonathan Littell, in cui drammatici episodi storici della seconda Guerra mondiale e della persecuzione degli ebrei emergono dai dialoghi fra due ufficiali nazisti, distaccati nel Caucaso, nel 1942.  L.I. Lingua Imperii si nutre anche del pensiero e delle opere di W.G. Sebald, Primo Levi, Eschilo, Martha C. Nussbaum, William T. Vollmann e molti altri autori.LI2

Ciò che ci sta a cuore è di operare, con una sorta di in-canto, l‘attivazione dei processi del ricordo attorno ad antiche odiose abitudini secondo le quali, nelle forme della caccia, alcuni uomini si sono fatti predatori di altri uomini e, ancora nel XX secolo, hanno intriso il suolo d‘Europa del sangue di milioni di persone: tanto il suo cuore civile, quanto le sue vaste e bellissime foreste, fino ai suoi estremi confini montuosi.
La forma teatrale scelta per questa creazione è quella del coro tragico dove il canto e la musica, il gesto e la visione totemica si intrecciano.
Una piccola comunità di donne e uomini di diverse età tende la voce-dardo al confine tra il sussulto al cuore, il lamento e il sogno.
LI1Mentre su un grande schermo emerge il volto molteplice della vittima, su due schermi a cristalli liquidi laterali si consuma l‘agone tra due ufficiali nazionalsocialisti campioni di pensieri divergenti.
testo :Simone Derai, Patrizia Vercesi

regia : Simone Derai

interpreti : Anna Bragagnolo, Mattia Beraldo, Moreno Callegari, Marco Crosato, Paola Dallan, Marco Menegoni, Gayanée Movsisyan, Eliza Oanca, Monica Tonietto e con Hannes Perkmann, Hauptsturmbannführer Aue Benno Steinegger, Leutnant Voss voci fuori campo di Silvija Stipanov, Marta Cerovecki, Gayanée Movsisyan, Yasha Young, Laurence Heintz

musiche originali: Paola Dallan, Simone Derai, Mauro Martinuz, Marco Menegoni, Gayanée Movsisyan, Monica Tonietto | non originali: Komitas Vardapet, musiche della tradizione medievale armena

traduzione e cosulenza linguistica Filippo Tassetto

costumi Serena Bussolaro, Silvia Bragagnolo, Simone Derai
produzione Anagoor 2012
coproduzione Trento Film Festival, Provincia Autonoma di Trento, Centrale Fies, Operaestate Festival



Il principe Raimondo di Sangro è redivivo nel Museo Cappella Sansevero.

“Benvenuti, signori… benvenuti!

Vi aspettavo… sono Raimondo di Sangro e sebbene al mio nome siano legate leggende e superstizioni io sono qui nel mio tempio dove le immagini, simili alle lettere, nella loro disposizione scrivono il mio testamento… di pietra”

Dall’alto spunta Antonio Perna con abiti e spirito illuminista, il soffio vitale del principe Raimondo di Sangro è redivivo nel Museo Cappella Sansevero.

Arte barocca e alchimia senza tempo, voluta in ogni suo particolare dal settimo Principe di Sansevero, era già meta ambita durante il viaggio  detto “Grand Tour” compiuto dai ricchi giovani dell’aristocrazia europea  del XVII secolo.

“Agli occhi del popolo, ignorante e bacchettone, divenni uno STREGONE. Dissero che avevo costruito 7 seggiole con le ossa di altrettanti cardinali e la cui stoffa era la loro stessa pelle; dissero che rapivo povera gente per usarla come cavie per i miei “esperimenti infernali” DSC_5842nart

I testi di Febo Quercia sono un manto di cultura che rendono preziose  le visite teatralizzate di NateA, e Domenica 19 gennaio 2014, l’iniziativa è riuscita, come sempre del resto, con grande spessore. In un luogo così eccezionale, nessun plagio e nessuna maldestra emulazione potrebbe azzardare la perla storica e teatrale di questa associazione e del suo lavoro.

La Pietatella, gruppi scultorei, reti di marmo, simboli massonici, angeli e aneddoti ci sono presentati con coscienza dall’ esperta guida Alessia Zorzenon, preparata alle tante domande di un pubblico esperto oltre che attento.

L’atmosfera tra ironia e magia ripercorre i momenti salienti della vita del Principe. I personaggi sono studiati e introiettati nel minimo dettaglio; Di Perna e il suo Di Sangro incutono reverenza, qualcuno tra il pubblico sussurra: “Raimondo proteggici tu”! Un’eredità mentale che fa sorridere a pensarci a freddo, ma che esprime il senso di un evento che ha saputo sfruttare pienamente le potenzialità della location, pur lasciandola protagonista indiscussa, come merita.

Incalzanti i dialoghi, credibile, oltre che seducente, l’ “apparizione” del medico palermitano Giuseppe Salerno interpretato da Stefano Ferraro.

La godibilità della visita alle macchine anatomiche, è stata supportata dalla presenza casuale di un medico ricercatore, il quale condividendo con tutti gli astanti i risultati di uno studio per l’anatomia del sistema circolatorio, pubblicato a dicembre 2013, ci svela che  osservando a computer le macchine anatomiche di Raimondo di Sangro, è possibile dedurre che almeno per quanto riguarda il circolo coronarico, il Principe aveva realmente trovato una tecnica iniettiva in grado di mantenere integre vene ed arterie.

DSC_5922nartInsomma, è lecito ritenere che, almeno alcune piccole parti di quei corpi siano autentiche? Il mistero continua ed evolve, almeno finché la gioia della cultura che genera cultura, è così fervida.

 I due “studi anatomici” come li chiamava Raimondo e il suo medico, sono stati più volte usurpati, in passato, allo scopo di scoprirne il segreto. Del feto della donna non resta che uno squarcio amaro, eppure le emozioni sono complete, inaspettate. Risalendo in Cappella troviamo Antimo Casertano illuminato di dolore nelle vesti dello scultore del Cristo velato:  “Chi c’è sotto quel velo? Tu che dormi e aspetti la luce di tuo Padre, o c’è la vita di un umile modellatore di presepi? Dimmelo! Dimmi se quella sindone ricopre il volto di Cristo o di Giuseppe Sanmartino…Perché non mi rispondi?”. L’identificazione, la suspance, la suggestione di sentirsi privilegiati è palpabile. Siamo di fronte ad una scultura marmorea irriproducibile, intorno a cui un attore interpreta, egregiamente, il monologo del suo scultore, dei cui pensieri è stato medium un giovane autore contemporaneo, nascosto tra labirinti di un testamento di pietra.DSC_5954nartbn

 “La conoscenza è stata un ossessione di tutta una vita. La mia unica colpa è che mi sono divertito alle spalle dell’ignoranza, ma la verità, signori, è che sono nato nell’epoca sbagliata….nonostante le sue imperfezioni, io, sono un fanatico dell’uomo!”

Anita Laudando




SORRISI A DENTI STRETTI CON I “COMMEDIANTI” DI PIRANDELLO

E’ in scena al Nuovo di Udine, fino a  sabato 18 gennaio “L’uomo, la bestia e la virtù” di Luigi Pirandello tratta dalla novella “Richiamo all’obbligo”. Commedia grottesca quanto mai attuale, porta sul palcoscenico miserie e virtù che, anche se ben celate, appartegono ad ogni individuo. L’intreccio è molto semplice: il rispettabile professor Paolino (l’uomo) dà lezioni private e diventa l’amante della signora Petrella (la virtù), mamma di un suo allievo, trascurata e ignorata dal marito (la bestia), lupo di mare rozzo e violento sempre lontano da casa che ha un’altra famiglia a Napoli.

La tranquillità del ménage è interrotta dalla improvvisa e indesiderata gravidanza della signora Petrella, così il  professore per salvare l’onore dell’amante agli occhi della società, fa preparare una torta afrodisiaca affinchè il marito, di ritorno da un suo viaggio compia il dovere coniugale. In questo modo tutto può tornare al suo posto, in ordine, il bambino avrà un padre legittimo, la virtù della signora Petrella sarà salva così come la rispettabilità del professor Paolino.

Lo spettacolo è racchiuso in un enorme armadio dove le ante si aprono per lasciar vivere i personaggi con le loro voci, suoni e sentimenti. Personaggi che utilizzano  un linguaggio talvolta molto ricercato e formale per nascondere la vera natura scurrile e oscena di ogni individuo. L’uomo è una persona che soffre dell’ipocrisia del  mondo, secondo cui essere ben educati vuol dire essere dei “commedianti”. L’uomo vorrebbe relazionarsi con gli altri in modo sincero ma, per salvare onore e virtù non esita a ricorrere a qualsiasi espediente. Il professore, infatti, consiglierà alla signora Petrella di mettere in mostra “i tesori” di grazia e bellezza tenuti “gelosamente e santamente” custoditi e la truccherà in modo vistoso da donna di facili costumi per far rinvigorire nel marito la fiamma dell’amore.

Ottimo spunto di riflessione: nel teatro della vita, uomo virtù e bestia si tengono buona compagnia, e francamente è molto difficile condannare l’uno a scapito dell’altro. Coinvolgente l’interpretazione degli attori,  meritati gli applausi. Buona visione.

Maria Teresa Ruotolo

 




PORDENONE – 99mq Teatro Laboratorio

Da sabato 18 gennaio due laboratori al via: teatro (con Viviana Piccolo e Francescopaolo Isidoro) e scrittura creativa (a cura di Silvia Lorusso)

 

Con il nuovo anno riprendono anche le attività al Teatro Laboratorio 99mq di via Chiesa di Rorai a Pordenone. Preceduto da un mini corso intensivo (sabato 18 e domenica 19 gennaio) propedeutico (per chi si fosse perso le lezioni del primo trimestre), parte  il 20 gennaio la seconda sessione del laboratorio Dal corpo al testo, a cura dell’attrice Viviana Piccolo, di ritorno da Roma dove al TeatroDue  ha presentato il suo spettacolo firmato Zanussi/Familiari

viviana piccolo

viviana piccolo

“Donne allo specchio”: 10 incontri al lunedì sera. Il 23 gennaio riprendono invece gli incontri del giovedì a cura di Francescopaolo Isidoro, attore, regista e pedagogo specializzato nella tecnica della biomeccanica teatrale.

Il 5 febbraio, novità per l’anno in corso, partirà invece il corso di scrittura creativa a cura di Silvia Lorusso Del Linz, scrittrice, drammaturga e regista: 10 appuntamenti al mercoledì sera, durante i quali si compirà un viaggio attraverso le parole, acquisendo consapevolezza della propria scrittura e della propria voce narrante, sviluppando la capacità di inventare storie. Info e iscrizioni: info@99mq.it, www.99mq.it, 346 – 6757859.