IL MAGO DI OZ Dal 28 ottobre al 16 novembre Teatro Rossetti – Sala Bartoli – Trieste

Ha ispirato il cinema, il teatro e il musical Il meraviglioso mago di Oz, primo dei quattordici libri di Oz dello scrittore statunitense L. Frank Baum: alla sua fantasia si ispira lo spettacolo confezionato dal direttore e regista Luciano Pasini con i 60 allievi del Laboratorio “StarTs Lab”, il cui impegno e la cui passione il pubblico dello Stabile ormai conosce bene. Sono ragazzi fra i 6 e i 18 anni che hanno IMG6460l’opportunità di imparare “sul campo” a conoscere ed amare il teatro, studiando recitazione, dizione, canto, coreografia e mettendo a frutto i loro sforzi in uno spettacolo finale, IMG6393-660x330rivolto sia al pubblico dei coetanei sia a quello degli adulti. Anche per Il Mago di Oz la chiave dello spettacolo sarà musicale: l’espressione teatrale a cui i ragazzi vengono impostati da Pasini, assieme a Noemi Calzolari e Daniela Ferletta, è infatti a 360 gradi. Le musiche arrangiate da Marco Steffé si compenetreranno dunque alla storia dove ritroveremo tutti i personaggi più amati di questo grande classico della letteratura e del mondo dello spettacolo: il leone pauroso, l’uomo di latta, assieme ad altre figure curiose e buffe accompagneranno in un’incredibile avventura la protagonista. Le incantevoli soluzioni sceniche, i bei costumi (vi hanno lavorato in modo eccellente gli allievi di alcune classi del Liceo artistico “Nordio” di Trieste) e la sorprendente scioltezza dei giovani attori, perfettamente a loro agio sul palco, trasporteranno gli spettatori in una dimensione da sogno, dove tutto è possibile e si riescono addirittura dimenticare le ansie della vita reale… Un po’ come fare una passeggiata sull’arcobaleno. Un lavoro d’equipe veramente ben preparato e ben adattato  che è un’espressione molto lodevole delle energie profuse da tutte le personalità che hanno allestito lo spettacolo, dalla regia di Luciano Parisi agli arrangiamenti musicali di Marco Steffè, alle luci di Davide Comuzzi, ed all’impegno di tutti gli allievi dell’ Associazione culturale Star TS Lab di cui si sono in particolare distinti gli allievi : Livia Peccianti, Volha Zhaunerka, Gianluca Persia, Antony Palma, Giulia Monteduro, Sophie Vinci,Nicole Pillepich, Lea Agostini, Maria Orrano, ed i docenti Noemi Calzolari per l’educazione al linguaggio e Daniela Ferletta per l’educazione musicale.

Uno spettacolo che merita certamente un pubblico attento e maturo, che sappia incoraggiare ed applaudire con simpatia ed entusiasmo il lavoro di gruppo e l’amore con cui è stato messo insieme questo bell’universo fra sogno e fiaba in cui si muovono gli allievi dell’ Associazione Star Ts Lab  che dopo un anno di formazione e prove sono stati  in grado di debuttare nella programmazione ufficiale del Teatro Stabile con la professionalità di una vera compagnia teatrale.  

 E.L.




Antonio Rezza/Mastrella: comicita doppia 30 ott. a Udine e 31 ott. a Cervignano CSS Teatro stabile di innovazione del FVG

Doppio spettacolo con la folle comicità di Antonio Rezza e Flavia Mastrella,  il 30 ottobre a Udine lo spettacolo 7 14 21 28 ospite di Teatro Contatto e  il 31 ottobre a Cervignano, Pitecus , per l’inaugurazione della stagione 18

rezza1L’inimitabile e folle comicità di Antonio Rezza e Flavia Mastrella protagonista di un doppio appuntamento, a Udine e a Cervignano. Antonio Rezza torna sui palcoscenici della Regione giovedì 30 ottobre ore 21 al Teatro Palamostre di Udine, per  la seconda tappa della nuova stagione di Teatro Contatto 33 , con un cavallo di battaglia del suo repertorio recente, ‘l’algebrico’ 7 14 21 28 , una sequenza matematica con cui scompaginare il senso del reale in un vortice di geniali trovate, anche con l’aiuto delle visionarie scenografie mobili create da Flavia Mastrella.
Il duo RezzaMastrella bissa a Cervignano venerdì 31 ottobre ore 21 con lo spettacolo a cui deve la sua notorietà teatrale, Pitecus , e con cui si inaugura la nuova stagione artistica del Teatro Pasolini .
Antonio Rezza
e Flavia Mastrella sono uniti da vent’anni da un sodalizio artistico genialmente folle, che  spazia dal teatro al cinema alla televisione. Rezza è un attore e performer sempre alla ricerca di nuove strade espressive, divertenti e antinarrative. Mastrella ha messo al servizio del teatro il suo talento di scultrice e artista visiva e, da dietro le quinte, crea le scene e le macchine celibi degli spettacoli di Rezza. Risultato: una comicità originale, visionaria, surreale e quasi apocalittica, che sa raccontare spesso meglio di ogni realismo una cultura in decadenza.




TRIP TEATRO / Teatro Ragazzi Indipendente alla sua prima uscita pubblica.29 ott.dalle 11,00 al Teatro Nuovo Giovanni da Udine

TRIP TEATRO/Teatro Ragazzi Indipendente è una rete da poco formatasi ufficialmente, che raccoglie sei realtà del Friuli Venezia Giulia, delle quali cinque specializzate nel teatro ragazzi e una attiva in laboratori, proposte educative, promozione della lettura: realtà professioniste, relativamente giovani ma già molto esperte, che nella qualità delle offerte e nella condivisione di una visione profonda dell’infanzia hanno il loro punto di incontro fondamentale e il centro del loro lavoro di ricerca e di condivisione.

 

SQUARCIAPACE

SQUARCIAPACE

Sono sei le compagnie di TRIP TEATRO (Teatro della Sete, Teatro al Quadrato, Associazione 0432, Michele Polo, La luna al guinzaglio e Teatro Positivo) e provengono da tutta la regione (dal Friuli a Trieste): sono tutte attive da molti anni nel campo dell’infanzia, hanno linguaggi diversi ma progetti convergenti, e sono tutte davvero fiere di essere state incluse tra i progetti produttivi segnalati da teatroescuola.
Con piacere, dunque, domani, mercoledì 29 ottobre 2014, a partire dalle 11 nel corso dell’inaugurazione delle giornate formative di “Fare Teatro a Scuola Secondo Noi” al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, presenteranno, in una performance insieme fresca e intelligente, il loro progetto e ne parleranno con gli operatori, gli educatori e gli “addetti ai lavori” – invitati d’eccellenza alle giornate – prima della presentazione ufficiale al pubblico e alla stampa, che avverrà nel mese di novembre.

PIU' BRUTTO il bestiolino

PIU’ BRUTTO il bestiolino

Per il primo incontro pubblico, TRIP ha deciso per una lettura recitata in rima, composta ad hoc dagli artisti e da loro esposta: con scanzonata ironia e acuti intendimenti, dunque, le sei compagnie spiegheranno le intenzioni del “viaggio” (Trip) appena intrapreso, e racconteranno come abbiano deciso di allearsi e rendersi complementari l’un l’altro con la precisa consapevolezza che una rete organizzata di realtà diverse ma condivise può diventare straordinariamente efficace, può accrescere esponenzialmente le capacità creative e generare confronti produttivi in continua crescita.

Perché … trip è teatro – ragazzi – indipendente / storie burattine, di bambini e luci regolate, maschere veneziane parole inventate / tappeti volanti strapieni di gente, fondali oscurati lucine nascoste, rime difficili da mandare a mente …




TEATRO COMUNALE DI CORMONS Giovedì 30 ottobre si inaugura la stagione con ‘Magazzino 18’ di e con Simone Cristicchi

C’è grande attesa per l’inaugurazione della Stagione artistica del teatro Comunale di Cormòns che alzerà il sipario giovedì 30 ottobre, alle 21, con Simone Cristicchi e il suo ‘Magazzino 18 – L’esodo di italiani cancellati dalla storia’. Un teatro affollatissimo è pronto ad accogliere ancora una volta l’autore romano che ha voluto raccontare uno dei capitoli più dolorosi della storia recente.

Al Porto Vecchio di Trieste c’è un “luogo della memoria” particolarmente toccante. Racconta di una pagina dolorosissima della storia d’Italia, ancor più straziante perché affida questa “memoria” non a un imponente monumento, ma a tante piccole, umili testimonianze che appartengono alla quotidianità: materassi, letti, stoviglie, fotografie, poveri giocattoli, altri oggetti, altri numeri, altri nomi… Oggetti comuni che accompagnano lo scorrere di tante vite: uno scorrere improvvisamente interrotto dalla Storia, dall’esodo. Con il trattato di pace del 1947 l’Italia perdette vasti territori dell’Istria e della fascia costiera, e quasi 300 mila persone scelsero – davanti a una situazione intricata e irta di lacerazioni – di lasciare le loro terre natali destinate ad essere jugoslave e proseguire la loro esistenza in Italia.  Simone Cristicchi è rimasto colpito da questa scarsamente frequentata pagina della nostra storia ed ha deciso di ripercorrerla in un testo che prende il titolo proprio da quel luogo nel Porto Vecchio di Trieste, dove gli esuli lasciavano le loro proprietà, in attesa di poterne in futuro rientrare in possesso: il Magazzino 18. Coadiuvato nella scrittura da Jan Bernas e diretto dalla mano esperta di Antonio Calenda, Cristicchi partirà proprio da quegli oggetti privati, ancora conservati al Porto di Trieste, per riportare alla luce ogni vita che vi si nasconde: la narrerà schiettamente e passerà dall’una all’altra cambiando registri vocali, costumi, atmosfere musicali, in una koinée di linguaggi che trasfigura il reportage storico in una forma nuova, che forse si può definire “Musical-Civile”. Lo spettacolo sarà punteggiato da canzoni e musiche inedite di Simone Cristicchi, eseguite dal vivo.




“7 14 21 28” Teatro Palamostre – Udine 30 ottobre 2014 [Teatro Contatto]

Ingabbiati dentro una sequenza matematica fatta di 7,14,21,28, Antonio Rezza e Flavia Mastrella scompaginano il senso del reale in un vortice di geniali trovate

Civiltà numeriche a confronto. La sconfitta definitiva del significato.

Malesseri in doppia cifra che si moltiplicano fino a trasalire: siamo a pochi salti di distanza dalla sottrazione che ci fa sparire. Oscillazioni e tentennamenti in ideogramma mobile.
Improvvisamente cessa il legame con il passato: corde, reti e lacci tengono in piedi la situazione. Si gioca alla vita in un ideogramma. Il tratto, tradotto in tre dimensioni, sviluppa volumi triangolari diretti verso l’alto che coesistono con linee orizzontali: ma in verticale si muove solo l’uomo.Qui non si racconta la storiella della buona notte, qui si porge l’altro fianco. Che non è la guancia di chi ha la faccia come il culo sotto. Il fianco non significa se non è trafitto.Con la gola secca e il corpo in avaria si emette un altro suono. Fine delle parole.Inizio della danza macabra.
La storia
In un paese allo sbando un Uomo è affascinato dallo spazio che diventa numero.La particella catastale dell’ingegno porta l’essere animato a fondersi con la civiltà numerica al declino.
Una donna bianca, vestita di rete e di illusione, rimpiange il tempo degli inizi, quando l’amore è solo affanno e poco ancora.Il non senso civico sfugge a chi governa come bestie questo ammasso di carne alla malora.Si vota con la gola gonfia delle urla di chi ha votato prima, ci si lascia sovrastaredall’istituzione che detta convenzione e cancella dignità.Il sollevatore di pesi solleva se stesso e la famiglia organizzata che sputa fiato su ogni collo alla deriva.Intanto la cultura si finanzia con i soldi del padrone: il servilismo non ha dote.Seduti nell’alto dei cieli ad aspettare il Dio mozzo che ci ha fatto a pezzi.E finalmente i numeri a rendere lo spazio fallace, in balia della cifra che lo schiaccia.Costretto a ragionare non per logica ma per sottrazione, l’uomo è improvvisamente migliore: sotto di lui non c’è la terra che lo seppellirà ma la tabella di uno spazio mai così confuso.Che poi si ride è un problema legato alla mercificazione della pelle macellata.In questo gioco macabro e perverso si affaccia la fiaba allucinata: altro che felici e contenti, qui la nevrosi insegue il capriolo: uno che scappa e l’altro che corre con due gambe che non ne fanno una.Fossimo zoppi faremmo più paura.

testo Flavia Mastrella, Antonio Rezza   interpreti: Antonio Rezza, Ivan Bellavista  scene/luci…e .. : disegno luci Maria Pastore  assistente alla creazione Massimo Camilli   consulente tecnico Mattia Vigo  organizzazione Stefania Saltarelli  produzione: RezzaMastrella – Fondazione Teatro Piemonte Europa – TSI La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello




Il Re Pastore di Mozart al Teatro Verdi di Trieste

C’è un filo sottile che collega Il Re Pastore con La Clemenza di Tito, opere mozartiane distanti nel tempo, meno nello spirito. Che poi, per ispirazione e riuscita complessiva, la seconda surclassi l’acerbo lavoro giovanile, è cosa davanti agli occhi di tutti.

Il teatro Verdi di Trieste, facendo di necessità virtù, propone un allestimento de Il Re Pastore che rispolvera le scene (molto belle) create da Pier Paolo Bisleri proprio per la Clemenza della scorsa stagione. Il risultato non solo convince ma ha appunto il merito di mettere in evidenza i nessi tra i due Mozart di derivazione metastasiana e di conseguenza l’evoluzione del linguaggio musicale e drammaturgico del compositore, delle sue ragioni più profonde, la mutazione del rapporto con una società in cambiamento ed un pensiero illuministico che entra in crisi. Il ritratto dell’età dei numi che esce dal Re Pastore, massimamente nelle figure di Alessandro ed Aminta, è caratterizzato da un’ingenuità quasi commovente ed un ottimismo che Mozart metterà progressivamente in discussione.

Elisabetta Brusa, regista dello spettacolo, congela l’azione in un teatro stilizzato ed olimpico; la scelta è quella di definire i personaggi quasi fossero archetipi, maschere di un gioco delle parti. La spontaneità della vita bucolica, cui Aminta si vede costretto a rinunciare, lascia il posto ad una recita sociale: l’uomo al di fuori del proprio ambiente, lontano dagli affetti, diviene un burattino senz’anima. L’impianto tuttavia, al di là dell’eleganza formale, mostra la corda nella rigidità dello scorrimento e nella staticità della narrazione.

Complessivamente positiva l’esecuzione musicale. Felix Krieger guidava un’orchestra in gran forma con gusto e carattere, evitando sbavature o scollamenti ma senza perdere di vista la narrazione: i tempi sono rapidi senza essere frenetici, il suono terso, il palco è assecondato con attenzione vigile ma non servile.
Alida Berti, Aminta, ha voce di bel colore, solida tecnica e sa tenere il palco con personalità. L’aria l’amerò, sarò costante, oltre ad essere uno dei vertici musicali dell’opera, è stata risolta dall’artista – di concerto con la regia – con grande intensità. Piaceva senza riserve Eva Mei, esperta mozartiana, cantante dalla vocalità levigata e tecnicamente rifinita, morbida nell’emissione e dall’intonazione impeccabile.
Convinceva Tony Bardon, Alessandro impacciato sulla scena ma vocalmente e musicalmente autorevole. Paola Antonucci al di là di qualche forzatura negli acuti, veniva a capo con sicurezza della parte di Tamiri. Alessandro Codeluppi, Agenore, deve ancora rifinire l’emissione ma evidenziava buon gusto e stile appropriato, soprattutto nei recitativi.
A fine recita ottima accoglienza per tutta la compagnia da parte dello scarso pubblico in sala.

Paolo Locatelli
paolo.locatelli@ildiscorso.it
© Riproduzione riservata




Oh my “Darling”: Ricci/Forte contro l’omologazione dei sentimenti al Palamostre per Teatro Contatto

É iniziata ieri sera al Palamostre di Udine la stagione numero 33 di Teatro Contatto. Una stagione decisamente promettente, già dall’esordio in grande stile con i ritmi e il dinamismo di Ricci /Forte, due amici di “Contatto” che anche nelle scorse stagioni (still life, imitathionofdeath) hanno fatto parlare – molto bene – di sè, e non solo in Italia. Un teatro quello di Ricci/Forte di grande impatto visivo e sonoro.  In “Darling” gli autori hanno preso spunto da Orestea di Eschilo, l’origine del teatro occidentale in cui si celebra la nascita del sistema democratico, per parlare del disagio dell’uomo d’oggi.

848_7674_fotoSulla scena c’è solo un container con due finestrelle protette da grate, una porticina e un tetto; solo, si fa per dire, perchè rispetto alle scene spoglie del passato la scena è piena (anche troppo) per consentire ai protagonisti movimenti non solo in orizzontale, ma anche dal basso verso l’alto e viceversa. Tutto è illuminato dalla luce fredda dei neon. Gli attori entrano da una porta laterale vestiti elegantemente ma con sulle spalle una coperta grezza, di quelle militari che vengono date ai superstiti di una tragedia mentre rumori non ben definiti di acqua, animali diventano via via più assordanti. Da sopra il container appare a poco a poco una damina del settecento, vestita di tutto punto con parrucca riccia che a gran fatica si mette a parlare e ciò che colpisce non è tanto ciò che dice quanto il modo, la difficoltà dell’uso della parola parlata sostituita in molti casi da un tweet o da un messaggio di Whatsapp. Quanto sia vuoto e ripetitivo l’utilizzo di emoticon che rappresentano sensazioni inconsistenti e svuotano di contenuti i sentimenti. Più espressiva e comprensibile è di certo una chiacchierata fatta di soli numeri, al posto delle battute: questa sì che è una chiacchierata “fisica” e fatta con il cuore.

Cambiare vestito, indossare tute da lavoro arancioni o tutù come fanno gli attori non cambia la sostanza delle848_7680_foto cose: “l’abito non fa il monaco” e le parole che dovrebbero differenziarci l’uno dall’altro difficilmente, in un mondo omologato, ci rendono diversi o “unici”. Il container è esso stesso scena: dapprima rimane chiuso e in esso si svolge una lotta tra i protagonisti che termina con una sorta di teatrino di marionette in cui Oreste spiega ad Elettra di voler uccidere la mamma, poi si apre a poco a poco per farne vedere l’interno. Impeccabile la scelta dei brani della colonna sonora che getta un filo nel passato lontano, un valzer di Strauss per poi passare a  Bacarach, Sinatra arrivando ad un periodo relativamente più recente con i Led Zeppelin e Mick Jagger.  Sensazionali gli attori/atleti Anna Gualdo, Giuseppe Sartori, Gabriel da Costa, Pierstein Leirom che con la loro fisicità interpretano perfettamente il teatro di Ricci/Forte.

848_7677_fotoDarling, caro, amore, porta in scena la banalizzazione di sentimenti, come l’ amore ma anche dei cardini della società come la democrazia. Quindi l’uomo si sente inadeguato, perennemente precario in una società che ti vuole omologato una sorta di prodotto coltivato. Illuminante a e allo stesso tempo inquietante è la “coltivazione in vaso” di bimbi/bambolotti che riempiono il palco nella scena finale, interrotta da una sorta di corto circuito con cui si chiude la rappresentazione. Ricci/Forte fanno capire che un “ti amo” twittato o whatsappato non vale una stretta di mano fra amici guardandosi negli occhi. In replica anche stasera al Palamostre alle 21.

Maria Teresa Ruotolo

foto di Piero Tauro




IL MAGO DI OZ per la regia di LUCIANO PASINI in scena alla Sala Bartoli da martedì 28 ottobre

IMG6460Il Mago di Oz per la regia di Luciano Pasini riporta in scena i giovani allievi dell’Associazione StarTs Lab che in seno al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dà formazione teatrale a ragazzi fra i 6 e i 18 anni. Lo spettacolo è proposto nella programmazione ufficiale dello stabile da martedì 28 ottobre al 2 novembre e poi dall’ 11 al 16 novembre alla Sala Bartoli.”

Fare teatro per imparare a conoscere ed amare il teatro. È questa la linea su cui da anni si muove l’Associazione StarTs Lab, che opera in seno allo Stabile regionale formando al teatro ragazzi fra i 6 e i 18 anni.
Una sessantina di allievi, dal notevole talento, daranno prova di bravura e di completezza quest’anno interpretando Il Mago di Oz per la regia di Luciano Pasini.
Lo spettacolo rientra nella ufficiale programmazione del Teatro Stabile regionale e va in scena alla Sala Bartoli da martedì 28 ottobre al 2 novembre e poi dall’11 al 16 novembre, indicatissimo ai giovanissimi che si entusiasmeranno per una storia adatta a loro e recitata da loro coetanei, ma anche al pubblico adulto che può passare una serata piacevole e spensierata immerso nell’entusiasmo dei giovani interpreti.IMG6342
«Da qualche parte al di là dell’arcobaleno,/c’è un paese di cui ho sentito parlare /una volta in una ninna nanna. /Da qualche parte al di là dell’arcobaleno /i cieli sono blu e i sogni che osi sognare /diventano davvero realtà»
Chi non ha sognato, davanti a momenti difficili, paurosi… o semplicemente assai noiosi, di fuggire in un mondo da sogno? Magari si trova oltre l’arcobaleno, come suggerisce Somewhere Over The Rainbow, colonna sonora del film Il Mago di Oz con l’indimenticabile Dorothy di Judy Garland… 
In questo universo fra sogno e fiaba si muovono anche gli allievi dell’Associazione StarTs Lab che dopo un anno di formazione e prove, e un’anteprima-saggio, sono in grado di debuttare ora con la loro edizione de Il Mago di Oz.
IMG6410Base del lavoro dei 60 ragazzi che si impegnano in scena, è stato Il meraviglioso mago di Oz dello scrittore statunitense L. Frank Baum, primo dei suoi ben 14 libri dedicati ad Oz che ha ispirato teatro, cinema, cartoni… Ma è il significato formativo della favola ad essere soprattutto importante: porge con il sorriso uno dei quesiti fondamentali nella formazione della propria personalità. Quanto è possibile migliorarsi lavorando su sé stessi? È questo il significato della ricerca del Leone Codardo che vorrebbe avere coraggio, dello Spaventapasseri che vorrebbe ragionare ma ha la testa piena di paglia, di Dorothy e dell’Uomo di Latta. Aiutati dagli splendidi costumi e dalle belle scene create dagli allievi di alcune classi del Liceo artistico “Nordio” i giovani attori danno vita a questi e a una miriade di altri personaggi, sicuri nella recitazione, nella dizione, nella musica e nel canto. Merito della squadra di insegnanti: accanto a Luciano Pasini, Noemi Calzolari e Daniela Ferletta.
Il Mago di Oz da L. Frank Baum si avvale dell’adattamento teatrale di Adriano Braidotti.
Ne sono interpreti Sara Aiello, Loris Alberti, Nassima Bakhti, Giulia Bernardi, Alessio Bernardi, Evita Bertolini, Enea Bordon, Daniele Bordon, Virgilio Bordon, Bianca Borghesi, Giorgio Borghesi, Laura Cecchelin, Angela Cotterle, Federica Crulci, Sara Despotovic, Erin Dorci, Carolina Fabbri, Camilla Fabris, Federico Fachin, Marco Fachin, Nicole Fernandelli, Beatrice Geletti, Margherita Girardelli, Sveva Grassi, Leonardo Iurada, Sofia Kravina, Virginia Lanza, Sofia Maiola, Elisa Manzin, Lorenzo Manzin, Matilde Marino, Valerio Marino, Giulio Marino, Petra Meneghetti, Thomas Menossi, Costanza Monti, Sofia Rosie Myers, Gabriele Pacini, Giorgia Pandullo, Stefano Parmesan, Letizia Paschina, Nicolas Pecar, Luca Predonzani, Francesca Radoicovich, Virginia Riolo, Francesco Rocchi, Luca Rocchi, Davide Rossi, Carlotta Ruta, Zoe Scarpa, Elisabeth Scherlich, Martina Stasolla, Samuele Steindler, Jennifer Stigliani, Riccardo Tamaro, Caterina Trevisan, Angelica Valerio, Nicolò Venezia, Giorgia Vinci, Anna Vlacci, Caterina Vogrig, Sara Volpe, Giulia Zerjal, Francesca Zetto, Caterina Zoppolato, Filippo Zoppolato.
Fondamentale il contributo scenografico e dei costumi concepiti e realizzati dagli studenti delle tre sezioni del LICEO ARTISTICO E.e U. NORDIO di Trieste. Hanno partecipato le classi: 2^SpA, IVC, IVB sezione ARTI FIGURATIVE; 5^A sezione DESIGN MODA E COSTUME; 4A sezione ARCHITETTURA E AMBIENTE, in particolare gli allievi Linda Peccianti, Volha Zhaunerka, Gianluca Persia, Antony Palma, Giulia Monteduro, Sophie Vinci, Nicole Pillepich, Lea Agostini, Maria Orrano con la collaborazione dei docenti: Marianna Staiano, Sara Peressin, Riccardo Scarcia, Renzo Grigolon, Antonio Volpicelli, con il coordinamento della prof.ssa Daniela Pachys.
Benedetta Schepis ha realizzato i costumi.
Le luci sono di Davide Comuzzi, il suono di Borut Vidau. 
Lo spettacolo è una nuova produzione:del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
 
Il Mago di Oz va in scena alla Sala Bartoli dal 28 ottobre al 2 novembre e poi dall’11 al 16 novembre. I biglietti sono disponibili presso tutti i punti vendita dello Stabile regionale. Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.

 




GASSMANN CANCELLA LA TOURNÈE DEL “RICCARDO III” A UDINE E PORDENONE SARÀ SOSTITUITO DAL “DON GIOVANNI” di Molière CON ALESSANDRO PREZIOSI.

Nei giorni scorsi al Teatro Giovanni da Udine e al Teatro Verdi di Pordenone, così come ad altri teatri italiani, è stata comunicata – da parte della Società per Attori, che produce lo spettacolo – la cancellazione della tournée di “Riccardo III”, diretto e interpretato da Alessandro Gassmann, nei mesi di gennaio e febbraio 2015 (a Udine era previsto dal 20 al 22 gennaio, a Pordenone dal 23 al 25 gennaio 2015).

Ciò è dovuto ad altri impegni internazionali dell’attore comunicati ai due teatri in tempi e modalità che non sono condivisibili, né compatibili con le normali relazioni professionali fra teatri e compagnie.

A seguito di un lavoro portato avanti in comune accordo fra Udine e Pordenone, lo spettacolo sarà comunque sostituito con un altro grande classico, il “Don Giovanni” di Moliére, che avrà come protagonista un attore altrettanto celebre, Alessandro Preziosi.

A Udine lo spettacolo sarà proposto il 24, 25 e 26 marzo, a Pordenone il 27, 28, 29 marzo 2015.

Tutte le informazioni sul “Don Giovanni” con Preziosi e sui turni d’abbonamento saranno disponibili nei siti dei due teatri: www.comunalegiuseppeverdi.it, www.teatroudine.it.




Continuano dal 28 fino al 31 ottobre 2014 le repliche di “SISSI A MIRAMAR” TEATRO BOBBIO – TRIESTE

sissi_a_miramarCon questa inedita opera teatrale, Sissi a Miramar, il castello di Miramare diventa teatro di una vicenda storicamente impossibile ma assolutamente esilarante. Alessandro Marinuzzi adatta per le scene e dirige il testo di Alessandro Fullin che riporta a Miramare la sua legittima proprietaria, Carlotta del Belgio; una Carlotta assolutamente sui generis, che deve fare i conti con la crisi economica e i costi di mantenimento di un castello vero e proprio, aperto alle visite turistiche e invaso da onnipresenti stormi di piccioni. Rimasta vedova con una sola domestica al seguito, Carlotta è ormai una donna senza peli sulla lingua, che non si ricorda quasi i tempi in cui era Imperatrice del Messico. Facile immaginare la sua sorpresa quando si ritrova di fronte a Sissi, la cugina Imperatrice d’Austria, che credeva assassinata in Svizzera. Un assassinio falso, come spiegherà Sissi, creato appositamente per liberarsi dagli obblighi e dalla noia della vita di corte. Le due donne si vedono costrette alla convivenza in castello, con le visite del medico come unico contatto con la realtà, finché un giorno un giovane patriota, Guglielmo Oberdan, non si introduce nella loro dimora.

Un racconto pieno di colpi di scena che sa essere irriverente e pungente al punto giusto, raccontando in un modo indiscutibilmente originale quelle persone che sono ormai entrate nella memoria della città e del territorio, che ancora oggi sente una forte appartenenza alle tradizioni Austriache.

Nato come testo radiofonico, trasmesso dalla sede RAI di Trieste, Sissi a Miramar è in seguito diventato un libro di successo, edito da MGS Press ed ha avuto nel novembre 2013 anche una prima trasposizione scenica “a leggìo”.