Corpo a Corpo:Omaggio a Pippo Delbono

Trieste 18 novembre 2014 Stamattina, presso la sala ristoro del teatro Miela a Trieste  si è svolta la conferenza stampa di presentazione degli spettacoli di Pippo Delbono. Attore  fra i principali esponenti del“Corpo a Corpo” una inedita forma teatrale reduce da un notevole successo avuto in Slovenia. Dopo l’introduzione da parte di Milos Budin, presidente del Teatro Stabile Friuli Venezia Giulia e di Breda Pahor, presidente del Teatro Stabile Sloveno sono intervenuti a turno Fabio Amodeo, presidente del Teatro MielaDaniele Terzoli, presidente della casa del cinema , Ales Doktoric, presidente del Kinoatelje, Franco Però, direttore del Teatro Stabile Friuli Venezia Giulia, Valentina Repini, direttrice organizzativa del Teatro Stabile Sloveno e Francesco De Luca, direttore del Teatro Miela. Sarà un momento di notevole segno artistico il ritorno a Trieste di Pippo Delbono, che – in programma nel cartellone altri percorsi del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – proporrà il  25 e 26 novembre il suo ultimo emozionante spettacolo, “Orchidee”.delbono4

“Orchidee”, andrà in scena al Teatro Sloveno di Trieste, una cornice molto adatta alla miglior fruizione dello spettacolo: ciò nell’ambito dell’importante collaborazione avviata fra Teatro Stabile regionale e Stabile sloveno, a livello di produzione artistica, di scambio e di organizzazione culturale.
Attorno all’opera e alla presenza di Pippo Delbono, questo tessuto di cooperazione si arricchisce dell’apporto della Casa del Cinema, del Kinoatelje e del Teatro Miela: istituzioni del territorio che ognuna nel proprio specifico contribuiranno a realizzare un’interessante omaggio a questo grande artista, dalla poetica singolare e affascinante, apprezzata a livello internazionale: la rassegna CORPOaCORPO.
Il personalissimo percorso cinematografico di Pippo Delbono, una delle più grandi voci “poetiche, polemiche e politiche che la cultura italiana ha saputo esprimere nell’ultimo decennio”, si snoda parallelamente a quello teatrale, con una medesima tensione alla ricerca di nuovi linguaggi espressivi. La rassegna CORPOaCORPO percorre la produzione del regista a ritroso, partendo dai suoi ultimi lavori per arrivare agli esordi, attraverso sei titoli ai quali si aggiunge la proiezione del docufilm di Mario Brenta e Karine de Villers  _Corps à Corps_ (CORPOaCORPO), girato nel corso dell’allestimento dello spettacolo _Orchidee_.
La rassegna si apre LUNEDÌ 24 NOVEMBRE ALLA SALA BARTOLI, ALLA PRESENZA DI PIPPO DELBONO, con i suoi ultimi due lavori cinematografici: ALLE ORE 19 _Amore Carne_ (2011), piccola opera girata con un cellulare e una videocamera, un viaggio in soggettiva, «che abdica la distanza e avvicina la realtà» passando per l’addio alla grande Pina Bausch,incontrando Tilda Swinton, Marisa Berenson e tantissimi altri personaggi; un percorso in cui Delbono, accompagnato da Marie-Agnès Gillot, dall’inseparabile Bobò e da straordinari musicisti come Alexander Balanescu e Laurie Anderson, dipinge un ritratto insolito e affascinante della contemporaneità; ALLE ORE 21 _Sangue_ (2013),presentato al Festival di Locarno, film che testimonia l’incontro, alla fine del 2011, tra Pippo Delbono e Giovanni Senzani, ex leader delle Brigate Rosse recentemente uscito di prigione, mentre decidono insieme di tornare sul loro rapporto con la violenza, con i sogni di rivoluzione, con il mondo d’oggi e l’Italia in rovina.
pippo-delbono-La rassegna CORPOaCORPO si trasferisce nei due giorni successivi al RIDOTTO DEL TEATRO STABILE SLOVENO, arricchendo le due serate teatrali dedicate alla rappresentazione di _Orchidee_. MARTEDÌ 25 NOVEMBRE ALLE 19, il programma propone _Paura_ (2009), terzo lungometraggio di Delbono, interamente girato con un telefonino e premiato a Locarno dalla critica indipendente; a seguire, il cortometraggio _Blue Sofa_, firmato assieme a Lara Fremder e Giuseppe Baresi, vincitore Grand Prix a Clermont Ferrand. MERCOLEDÌ 26 NOVEMBRE ALLE ORE 19 sarà proiettato _Grido_ (2003), secondo lungometraggio di Delbono, presentato alla Festa del Cinema di Roma: una realizzazione autobiografica durata due anni, l’essenza di una storia di vita molto più lunga, che raggiunge l’apice nell’incontro con Bobò, piccolo uomo sordomuto e analfabeta, incontrato nel manicomio di Aversa, che grazie a un formidabile e istintivo talento attoriale diventerà protagonista dello spettacolo _Barboni_.
Ultimi appuntamenti della rassegna GIOVEDÌ 27 NOVEMBRE AL TEATRO MIELA:ALLE ORE 20.30 in programma CORPOaCORPO (_Corps à Corps_, 2014) di Karine de Villers e Mario Brenta, ALLA PRESENZA DEI DUE AUTORI, film realizzato a quattro mani dopo cinque settimane intense di riprese alle prove per _Orchidee_, annullando i confini tra il dentro e il fuori dal palco; ALLE 22.30 l’omaggio si conclude con _Guerra_ (2003), opera prima del regista premiata con il Donatello come miglior documentario 2004, nata sull’onda della tournée con lo spettacolo teatrale omonimo della Compagnia Pippo Delbono in Palestina e in Israele.
La rassegna CORPOaCORPO, è curata da: Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Slovensko Stalno Gledališce – Teatro Stabile Sloveno,Bonawentura – Teatro Miela, Casa del Cinema, Kinoatelje.


L’ ingresso alle proiezioni avrà il prezzo di 5 euro (valido per entrambi i film trasmessi nella stessa serata); il prezzo ridotto per ititolari di biglietti/abbonamenti validi per lo spettacolo _Orchidee_sarà di 3 euro. 

I biglietti per lo spettacolo teatrale _Orchidee _si possono già acquistare presso tutti i punti vendita dello Stabile regionale, ed i consueti circuiti e accedendo attraverso il sito www.ilrossetti.it [1] alla vendita on line. Ulteriori informazioni al tel 040-3593511. La prevendita presso la biglietteria del Teatro Stabile Sloveno è aperta dal lunedì al venerdì con orario 10.00-15.00. Nei giorni di spettacolo anche un’ora e mezza prima dell’inizio. Tel 040 2452616/ numero verde 800214302

Andrea Forliano




Debutta in prima nazionale, venerdì 21 nov. alle 20.30 l Teatro Bobbio,2^ produzione della Contrada per la stagione 2014/15: “Triestiner”

Coloro che abitano a Londra si chiamano Londoners, ma come possono chiamarsi quei triestini che sono andati a stare nella capitale inglese? Per Massimiliano Forza, autore del testo, non ci sono dubbi. Sono Triestiner“Triestiner” è la storia surreale e poetica di una piccola comunità di triestini che nella capitale britannica conducono una sorta di esistenza bohémien. Quasi fossero incapaci di affrontare la realtà, i triestiner se ne inventano una del tutto personale, vivendo Londra quasi fosse Trieste, sforzandosi di replicare ogni particolare della quotidianità triestina, ritrovandola TRIEST03trasfigurata in una tassonomia personale che li riporta sempre lì, a Trieste, città amata/odiata ma di cui parlano di continuo, crocevia di insanabili e gustose contraddizioni, metro di misura del mondo, della superficialità e del disamore.  Uno sfogo caustico e divertente sulla triestinità, su quel mondo di frontiera fatto di donne algide e di uomini fragili, forse incapaci di vivere senza un confine. Uno scavo sincero, surreale nella sua verità, dove la magia inconfondibile di Londra si fonde ai colori e ai sapori di Trieste, in un modo così vivido che sembra di passeggiare contemporaneamente nelle due città.  Giuseppe Emiliani firma la regia dello spettacolo che viene affidato al talento di Ariella Reggio e Virgilio Zernitz affiancati da Paolo Fagiolo, Marzia Postogna, Francesco Godina, Gualtiero Giorgini, Franko Korosec, Myriam Cosotti e Laura Antonini.

Le scene e i costumi sono di Andrea Stanisci, le musiche originali sono di Massimiliano Forza con gli arrangiamenti di Fabio Valdemarin, il disegno luci di Bruno Guastini. “Triestiner” è il secondo spettacolo in abbonamento della Stagione 2014/2015. Lo spettacolo debutta venerdì 21 novembre alle 20.30 e rimane in scena, con delle repliche fuori abbonamento, fino a domenica 30, con i consueti orari del Teatro Bobbio: serali 20.30, martedì e festivi 16.30, riposo giovedì 27.

Prevendita dei biglietti, prenotazione dei posti e cambi turno presso la biglietteria del Teatro Bobbio (tel. 040.390613/948471 – orari: 8.30-13.00; 15.30-18.30) o al TicketPoint di Corso Italia 6/C (tel. 040.3498276/3498277 – orari: 8.30-12.30; 15.30-19.00). Prevendita On Line: Circuito VIVATICKET by Charta (vivaticket.it) anche attraverso il sito www.contrada.it.

Informazioni: 040.948471 / 948472 /390613; contrada@contrada.it; www.contrada.it.




Da giovedì 20 nov. in scena al Teatro Nuovo«Il mercante di Venezia»di Shakespeare con Silvio Orlando, regia di Valerio Binasco.

Da giovedì 20 a sabato 22 novembre, alle ore 20.45, andrà in scena al Teatro Nuovo Giovanni da Udine «Il mercante di Venezia» di Shakespeare affidato all’interpretazione di Silvio Orlando e della Popular Shakespeare Kompany, per la regia di Valerio Binasco, in una produzione di Veronica Mona con Oblomov Films srl e Compagnia Enfi Teatro. Composta tra il 1596 e il 1598 e rappresentata a Corte per la prima volta nel 1605, la Commedia appartiene al genere shakespeariano detto «Commedie Romantiche», tese, attraverso l’intrattenimento a «far partecipare il pubblico al gioco della vita» (G. Melchiori), dove il tema classico dell’amore viene in subordine rispetto ai contenuti «romanzeschi». Amore e denaro, si intrecciano attorno alla vicenda di Shylock, un mercante ebreo molto maltrattato ed emarginato dalla società di Venezia, che presta una somma di denaro ad Antonio pretendendo come pegno una libbra di carne del suo corpo. In questa edizione, il regista vuole fare del Mercante: «una grande favola, e una festa del teatro. Cioè della speranza. L’essenziale – scrive Binasco – riguardo a Shylock, non è che sia un eretico o un ebreo, ma che sia un outsider. Outsider, qui, vuol dire qualcosa di più di diverso. Vuol dire proprio straniero. Estraneo». Ed è proprio il teatro, appunto, a poter ricomporre, nella festa, ogni diversità.

Venerdì 21 novembre, alle 17.30 nel Foyer del Teatro Nuovo sarà Renata Molinari scrittrice e «dramaturg» la protagonista del prossimo appuntamento, a ingresso libero, di Casa Teatro. L’incontro, che fa parte del ciclo «Classici e contemporanei, Dramaturg vs Drammaturgo», a cura di Mario Brandolin, si intitola «Sembra semplice, ma è tutto così inafferrabile», sarà una conversazione tra Renata Molinari e Mario Brandolin che vedrà coinvolti gli attori della Popular Shakespeare Kompany de «Il mercante di Venezia». L’autore e il suo testo sono sempre assoggettati alla resa dell’attore e del regista. Durante le prove si creano rapporti infuocati, passioni condivise, tensioni esplosive, tra tutti coloro che collaborano alla nascita dello spettacolo. Tutto può, da un momento all’altro, andare all’aria, ma può anche amalgamarsi una feconda collaborazione di cui il pubblico percepirà alla fine unicità e bellezza. Talvolta, poco in Italia, molto di più all’estero, tra l’autore e la compagnia che realizza il suo testo si insinua un mediatore, il «dramaturg». Alla scoperta dell’importanza del ruolo di questo minatore e miniatore del testo e dell’importanza del suo ruolo nella nascita dello spettacolo dal vivo ci guiderà Renata Molinari, pioniera in Italia della figura e dell’attività del «dramaturg» e della sua teorizzazione.




Le Avventure delle Super Sisters Venerdì 21 nov. e Sabato 22 nov. ore 21 al Te.Co. Teatro di Contrabbando – NAPOLI

Dopo due millenni di dominio praticamente incontrastato, la Chiesa Cattolica per la prima volta è in pericolo e a rischio sparizione. Laddove c’è un crollo di fede, laddove un’altra religione si impone su quella cattolica… ecco che intervengono le Suuuuuuuuper Sisters! Due suore dall’identità segreta e dall’apparenza gradevole e inoffensiva, sono chiamate dal Vaticano per lottare contro tutte le forme di peccato e contro tutti i mali che minacciano la Chiesa.  Usando i loro superpoteri tra cui l’invincibile Amenpower, riescono a sconfiggere la pratica di religioni alternative, l’utilizzo della pillola del giorno dopo ed illuminano il cammino delle sentinelle in piedi ma… la strada è ancora lunga, perché la “conoscenza” si diffonde e contrasta il Cattolicesimo il cui destino resta sempre appeso a un filo. Riusciranno le nostre super eroine nel loro intento?

È gradita prenotazione ai seguenti recapiti: teatrodicontrabbando@gmail.com – 334 214 2550  Biglietto: 10 euro con (h)ostia inclusa

INFO :Mail: teatrodicontrabbando@gmail.com  Recapito Telefonico: 334 214 2550  

 




21 novembre Guintche danza a Contatto

È una camaleontica trasfigurazione quella che avviene sotto gli occhi di chi guarda Marlene Monteiro Freitas danzare in Guintche : venerdì 21 novembre ore 21 al Teatro Palamostre di Udine per Teatro Contatto . Un corpo passa attraverso diversi stadi dell’umano e dell’animale e sprigiona una potenza magnetica e affascinante, dalla quale non si riesce a distogliere lo sguardo. È danza contemporanea, la sua, con dentro un’anima esotica dove fa eco Capo Verde, il paese da cui Marlene arriva. Una danza anche furiosa, ritmica, colorata come un carnevale. Il magnetismo di questa danzatrice ci spinge a seguirla nella sua danza ipnotica e rituale, anche senza sapere dove questo ci porterà.

Energia, danza, vitalità in continua trasformazione. Un corpo di donna ondeggia sui fianchi al ritmo incessante di tamburi. Flash luminosi accompagnano cambiamenti di stato di un volto che passa dall’essere donna a vari stadi dell’animale, in una progressione di transizioni sensuali e selvaggie: è Guintche, la performance della danzatrice e coreografa portoghese Marlene Monteiro Freitas, enfant terrible della nuova danza contemporanea europea prossima ospite di Teatro Contatto 33, venerdì 21 novembre, al Teatro Palamostre (inizio ore 21). E’ dunque una camaleontica trasfigurazione quella che avviene sotto gli occhi di chi guarda Marlene Monteiro Freitas danzare. Il suo corpo fiero e potente sa sprigionare una potenza magnetica e affascinante, dalla quale non si riesce a distogliere lo sguardo. Impossibile non riconoscere nella sua danza contemporanea un’anima esotica dove fa eco Capo Verde, il paese da cui Marlene arriva, lo stesso di Cesaria Evora. Una danza anche furiosa, ritmica, colorata come un carnevale. Il magnetismo di questa danzatrice ci spinge a seguirla nella sua danza ipnotica e rituale, anche senza sapere dove questo ci porterà. Creato nel 2010 e rappresentato con successo nei festival europei, Guintche deriva dall’immagine di una persona, disegnata da Marlene come ricordo di un concerto. Lentamente la figura maschile, a cui l’artista ha dato il nome di Guintche, ha iniziato a crescere, a prendere vita propria, a farsi autonoma, a ribellarsi e a dare vita a personaggi autonomi. Esseri il cui destino è precisamente quello di tradire le aspettative: Guintche è, in questo senso, la forma di vita intensa nata e partita da quell’essenza originale e informe. Non più la continuazione di un pensiero, ma una danza.

Marlene Monteiro Freitas nasce a Capo Verde dove a soli 14 anni ha fondato la sua prima compagnia. Trasferitasi a Lisbona ha studiato danza alla Fundação Calouste Gulbenkian e poi al P.A.R.T.S. (Bruxelles). Lavora regolarmente con, tra gli altri, Emmanuelle Huynn, Loïc Touzé, Tânia Carvalho, Boris Charmatz. Guintche è il suo terzo a solo come coreografa, assieme a creazioni realizzate anche assieme ad altri danzatori come Paradiso – collezione privata (2014), (M)imosa (2011), A Seriedade do Animal (2009-10), Uns e Outros (2008), A Improbabilidade da Certeza (2006), Larvar (2006), Primeira Impressão (2005). Fa parte del collettivo Bomba Suicida di Lisbona.

Informazioni e prevendite: Udine, Teatro Palamostre, piazzale Diacono 21, dal martedì al sabato, ore 17.30-19.30- tel. 0432.506925; biglietteria@cssudine.it. Prevendite online vivaticket.itcssudine.it




Teatro Verdi di Gorizia : SILVIO ORLANDO INAUGURA IL CARTELLONE DI PROSA In scena mercoledì 19 “Il mercante di Venezia”

Si alza il sipario sul cartellone di Prosa al Teatro Verdi di Gorizia. Mercoledì 19, come di consueto con inizio alle 20.45, sarà portata in scena una delle opere più note di William Shakespeare, ovvero “Il mercante di Venezia”. Un testo capace di suscitare riflessioni di straordinaria attualità, messo in scena a Gorizia da una compagnia nuova e talentuosa: la Popular Shakespeare Kompany. Nel ruolo del controverso Shylock, usuraio ebreo della Venezia del XVI secolo, Silvio Orlando, pluripremiato per i suoi ruoli teatrali e cinematografici. Un classico a cui assisteranno anche molti studenti e allievi delle scuole cittadine.

Orlando2La Popular Shakespeare Kompany si impegna ogni anno a mettere in scena un classico, con l’intento di continuare a offrire al pubblico grandi testi, con modalità produttive nuove, che trasformino la crisi in occasione di rinnovamento e creatività. Siamo a Venezia, è il XVI secolo. Bassanio, giovane gentiluomo veneziano, vorrebbe la mano di Porzia, ricca ereditiera di Belmonte. Per corteggiarla degnamente, chiede al suo carissimo amico Antonio, il mercante di Venezia,tremila ducati in prestito. Antonio non può prestargli il denaro poiché ha investito in traffici marittimi. Garantirà per lui presso Shylock, usuraio ebreo, che non sopporta lo stesso Antonio, poiché presta denaro gratuitamente, facendo abbassare il tasso d’interesse nella città. Nonostante ciò, Shylock accorda il prestito a Bassanio. L’ebreo però, in caso di mancato pagamento, vuole una libbra della carne di Antonio, richiesta che alla fine gli si rivolgerà contro.

Nella messa in scena diretta da Valerio Binasco si indaga profondamente nelle categorie di ‘bene’ e di ‘male’ fino a rimescolarle: fondamentaleorlando diventa allora lo scontro tra una moltitudine di uguali – i cristiani di Antonio -, e il singolo diverso – l’ebreo Shylock. Il male c’è, ma è il denaro in sé. “Nel Mercante, tutto gira intorno a un gruppo di amici”, spiega nelle note di regia Binasco: “Gli eroi di questa storia non sono degli eroi. Stanno in seconda e terza fila nella vita. Ma hanno delle inquietudini, una spinta che li porta al gesto rischioso. Tuttavia, il fatto che siano sempre avventure condivise con gli amici fa di loro degli eroi un po’ paesani, creatori di aneddoti più che di leggende. Con Silvio Orlando ritroviamo in scena attori che hanno partecipato alle regie shakespeariane di Binasco, come Andrea Di Casa, Fabrizio Contri, Milvia Marigliano, Nicola Pannelli. E poi: Fulvio Simone Luglio, Pepe, Barbara Ronchi, Roberto Turchetta, Ivan Zerbinati, Elena Gigliotti sarà nel ruolo di Porzia, Sergio Romano in quello di Lancillotto, Andrea di Casa di Bassanio, mentre Nerissa è interpretata da Milvia Marigliano, Antonio da Nicola Pannelli.

Continua intanto la prevendita dei biglietti e degli abbonamenti per la stagione 2014/2015: il botteghino del Verdi, in corso Italia (tel. 0481/383602), è aperto da lunedì a sabato dalle 17 alle 19.




Martedì 25 e mercoledì 26 novembre ore 21.00 Teatro Miela “INNAMORATI OPERA ROCK

Firma la regia di “Innamorati Opera Rock” Luca Ferri, che dopo aver portato in scena un Amleto senza Amleto nella scorsa stagione, conduce la compagnia verso un testo completamente differente che esplora i colori della commedia. Una lettura registica giovane e moderna che propone un alternarsi di elementi classici ad attimi estremamente moderni.  Il testo parte dall’opera Goldoniana ma in scena è portato un adattamento per creare un linguaggio più diretto e vicino alla realtà contemporanea.  Giocare con il classico per modernizzarlo senza dimenticare che il pubblico deve comprendere il procedimento espressivo e lo spettacolo nella sua interezza…è questo uno degli obiettivi di Innamorati Opera Rock! La scena, il testo, i costumi e le musiche partono dalle origini iconografiche della commedia dell’arte e non solo, per svilupparsi in un esperimento teatrale che ne dimostra l’attualità dei contenuti. La scenografia si presenta come una grande struttura di tubi innocenti sulla quale gli attori e la Band salgono, suonano e recitano; ma la scena principale si sviluppa su di una piattaforma in legno che ricorda il tradizionale palchetto di commedia dell’arte, con tanto di ribaltine trasformate in luci d’avanspettacolo. I costumi, ideati e realizzati da Emmanuela Cossar, ricordano gli abiti dell’epoca ma completamente rivisitati e modernizzati, ricchi di colori, di policromie e di materiali non tipicamente settecenteschi, come le futuristiche parrucche che rendono i personaggi insoliti ed inaspettati. A cornice dello spettacolo, una colonna sonora originale creata e suonata dal vivo dalla rock band Evenfall, che grazie alla soprano Elena Pontini contamineranno le classiche composizioni verdiane con ritmi e  sonorità rock. Nell’insieme “ Innamorati Opera Rock” si presenta come uno spettacolo unico ed adatto a tutta le età con un occhio di riguardo alle giovani generazioni, rappresentando l’evoluzione naturale del concetto stesso di teatro dell’arte. Appaiono in scena i personaggi della tradizione goldoniana ma in realtà sono i giovani d’oggi, talmente innamorati da temere in ogni istante di perdere il loro amore, talmente innamorati da rischiare di perderlo davvero. Ci sono tutti da Eugenia (Claudio del Toro) dal carattere complicato e dai modi un po’ rudi ma che in realtà servono solo a nascondere un animo buono è pieno d’amore, a sua sorella Flamminia (Stefania Maffeis), talmente saggia ed assennata da rischiare di perdere la testa, da Lisetta (Miriam Scalmana) la cui freschezza e dolcezza hanno fa battere il cuore di molti, a Tognino birichino araldo portatore di frutti e notizie, da Roberto (Fabio Bonora) giovane hidalgo dalle mille risorse e dal grande cuore, a Fabrizio (Luca Ferri) astuto zio conoscitore di tutti i proverbi e poi Fulgenzio(Luca Marchioro) dal cuore puro e dal forte senso dell’onore. Mentre tutti questi personaggi svolgono l’intricato intreccio che li porterà al giusto lieto fine, accade una magia, la musica, non quella barocca così cara al Goldoni, ma il rock, quello degli Evenfall, quello di una chitarra elettrica, di un basso e di una batteria suonati come si confà alla voce incredibile di Elena Pontini.  Anà-Thema Teatro nasce nel 2006 ad Udine per volontà di un gruppo di giovani attori professionisti diplomati nelle prestigiose Accademie Teatrali Nazionali e diviene un nuovo punto di riferimento per il teatro giovane ed innovativo nella Regione FVG ed in Italia. Anà-Thema lavora con importanti strutture teatrali e gestisce il Teatro della Corte di Osoppo, sede di produzione e residenza della compagnia.  Capolavoro della maturità goldoniana, dalla sua prima rappresentazione al teatro San Luca di Venezia nel 1759, ha goduto di una costante fortuna scenica. Dalla seconda metà del Novecento, in concomitanza con una radicale revisione critica dell’opera goldoniana, la pièce è stata indagata secondo due prospettive solo apparentemente in conflitto e che ritroviamo nel lavoro sperimentale di Anà-Thema Teatro: quella della commedia dell’arte (che costituisce il substrato di molte opere goldoniane e la sapienza scenica degli attori di tradizione con cui il drammaturgo veneziano si rapportava) e del realismo psicologico (che contraddistingue la famosa “riforma” goldoniana); interrogati da questo duplice punto di vista i personaggi e la loro vicenda rivelano una ricchezza e una complessità imprevedute. I due protagonisti Eugenia e Fulgenzio incarnano la passione giovanile nel suo universale carattere di assolutezza, liricità, drammaticità, così come i loro turbamenti e le loro “follie” sono espressione di un disagio la cui peculiarità è determinata dalla diversa appartenenza di classe, condizione familiare e carattere personale. 

Organizzazione : Anà-Thema Teatro/ Bonawentura  Prevendita c/o biglietteria del teatro tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00; www.vivaticket.it

ANDREA  F.




“Dopo i successi raccolti in tournée ritorna allo Stabile regionale dal 18 al 23 novembre Una giovinezza enormemente giovane di Gianni Borgna

Dopo il successo ottenuto lo scorso anno in apertura della stagione altripercorsi e dopo gli applausi scroscianti ottenuti al piccolo Teatro di Milano, all’Argentina di Roma e al Bellini di Napoli, tre prime prestigiose tappe della tournée 2014-2015, ritorna in scena alla Sala Bartoli Una giovinezza enormemente giovane, produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con uno straordinario Roberto Herlitzka a dar voce – diretto da Antonio Calenda – all’intuizione, alla poesia, alla sapienza pasoliniana. Repliche da martedì 18 a domenica 23 novembre.«Pasolini oggi è più vivo che mai. Si discute, ci si confronta, si litiga ancora sulle sue tesi, sulle sue previsioni, sulle sue metafore. Ma cosa direbbe Pasolini di noi, dei nostri tempi oscuri e confusi? E cosa direbbe di sé, della sua vita e anche della sua morte? Cosa lo spinse, ad esempio, a andare fino all’Idroscalo di Ostia quella tragica notte di tanti anni fa? Da queste domande è nata l’idea di questo spettacolo-monologo. Ho immaginato che improvvisamente, anche soltanto per un giorno, Pasolini tornasse tra noi e ci parlasse, con la stessa passione, la stessa lucidità d’allora, ma anche con quel distacco, quell’humour sottile di chi non è più coinvolto nelle cose terrene. Cómpito tutt’altro che facile, perché dovevo a un tempo non forzare gli scritti e i pensieri del poeta ma anche lavorare di fantasia, e sia pure con la massima verosimiglianza, per colmare i vuoti inevitabili e riempire le pagine lasciate involontariamente bianche. Il monologo non è infatti una sequenza di testi pasoliniani, ma la riscrittura di brani, testi, pensieri della più diversa provenienza, rifusi e rielaborati fino a farne un testo assolutamente originale e autonomo».

Con queste parole, lo scorso anno, Gianni Borgna presentava il proprio attento lavoro di drammaturgia alla base di Una giovinezza enormemente giovane. Riproporlo in cartellone allo Stabile regionale ad un anno di distanza è un dono agli spettatori (molti non erano riusciti a vederlo), ma anche un omaggio a questo preparatissimo autore, mancato purtroppo pochi mesi fa. Una giovinezza enormemente giovane è un monologo presago, quasi divinatorio che da un lato evoca il pensiero di Pier Paolo Pasolini attraverso la sua opera letteraria e poetica, e dall’altro sancisce la grande capacità profetica dello scrittore, sul piano sociale e politico. Di questo “vedere politicamente”, Gianni Borgna, è stato testimone culturale prima con la sua reale vicinanza a Pasolini nell’ambiente della FGC romana, poi attraverso lo studio della figura e del pensiero dello scrittore friulano, di cui è stato profondamente competente. Roberto Herlitzka, con la sua espressività profonda, con la sua incisività è, in scena, Pasolini: guarda un corpo, malconcio sulla spiaggia – forse il suo? – nella notte di quell’assassinio rimasto oscuro. Attorno a quest’immagine forte, seguendo l’intuizione del regista Calenda, si sviluppa lo spettacolo che progredisce in un flusso di riflessioni sul mondo che Pasolini ha pasolinilasciato e sulle sue evoluzioni di cui non potrà più essere il testimone critico e acuto, pur avendole intuite: l’immagine di una Roma così diversa dalla sua, città multietnica, con l’idea che il bene più grande sia la ricchezza, che la storia e la cultura non possano essere che quelle borghesi… Temi con cui oggi quotidianamente ci confrontiamo, confliggiamo e che il suo pensiero, la sua ricchezza poetica, ci insegnano ancora ad attraversare con la necessaria consapevolezza. «In una metafisica evocazione della morte di Pasolini – spiega Antonio Calenda – immaginiamo che lo scrittore abbia a vedere sé stesso massacrato sulla spiaggia dell’Idroscalo di Ostia. Lo spettacolo parte da qui. Oggi Pasolini avrebbe 91 anni e questa rivisitazione immaginaria vuol essere omaggio al suo pensiero antesignano, profetico sul piano sociale e politico, e assieme una ricapitolazione  dei momenti più importanti della sua testimonianza civile e poetica nell’ambito della grande tradizione italiana».
Lo spettacolo nasce dalla sinergia fra Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e Mittelfest 2013 (che ne ha ospitato l’anteprima nazionale) e grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste).
Protagonista del monologo scritto da Gianni Borgna e diretto da Antonio Calenda è Roberto Herlitzka. Le scene sono di Paolo Giovanazzi, le luci di Nino Napoletano.
Durante le repliche al Teatro Argentina di Roma, Una giovinezza enormemente giovane è stato registrato da Rai 5, che nei prossimi mesi lo trasmetterà: un ulteriore motivo d’orgoglio per la produzione.



Trst mesto v vojni-Trieste una città in guerra

Ieri mattina, nella sala conferenze del Teatro Stabile Sloveno di Trieste c’è stata la conferenza stampa di presentazione dello spettacolo “Trst mesto v vojni – Trieste una città in guerra”, un progetto realizzato dalla fondazione del teatro sloveno, in collaborazione con il Politeama Rossetti e la Casa del lavoratore teatrale. Ad Introdurre la Conferenza vi erano i rispettivi presidenti: Breda Pahor per quanto riguarda il Teatro Sloveno ,Milos Budin per il Politeama Rossetti e Maurizio Zacchigna della Casa del lavoratore teatrale; infine sono intervenuti Eduard Miller coordinatore artistico del Teatro Sloveno, Franco Però direttore del Teatro Stabile Friuli-Venezia Giulia e Igor Pison regista dello spettacolo. Questa realizzazione è una versione inedita e alquanto veritiera su come il popolo della città di Trieste sentiva la Grande Guerra; scoppiata appunto 100 anni fà considerando che in quell’epoca Trieste era una città multietnica e multiculturale e svolgeva un ruolo di primo piano all’interno dell’Impero Asburgico. La guerra si combatteva sulle alture del Carso Goriziano, abbastanza distante dalla città Giuliana, dalla quale si potevano scorgere i fuochi in lontananza e la popolazione era divisa fra i lealisti che comprendevano gente di lingua italiana, slovena e tedesca e gli irredentisti che erano effettivamente una minoranza, rappresentati da Matteo Renato Imbriani, Scipio Slapater e Nazario Sauro. Trieste all’epoca era quasi equamente divisa fra le popolazioni di lingua italiana, di lingua slovena e tedescofone; la città diventerà a maggioranza italiana a causa delle successive politiche del regime fascista e inseguito all’arrivo in città dei profughi istriani dopo il 1945. Dopo la conferenza stampa è andato in scena un’anteprima della rappresentazione dedicato alla stampa; è stato molto interessante in quanto si notava lo scambio di opinioni, sia in lingua slovena che in dialetto triestino, riguardo al conflitto in corso. Lo spettacolo andrà in scena oggi 14 novembre e domani 15 e i giorni 20,21,22,28 e 29 novembre alle 2o,30 e il 23 e il 30 novembre alle ore 16 presso la Sala Ridotto del teatro Stabile Sloveno, in via Petronio 4 a Trieste. Inoltre lo stesso spettacolo andrà in scena tutti i giorni dal 2 al 22 dicembre presso la Sala Bartoli del Politeama Rossetti; l’orario dell’inizio sarà alle ore 21,eccetto il 7 e il 14 dicembre che è prevista la messa in scena alle ore 17 e 16 e il 22 dicembre che incomincerà alle ore 21,30.

Andrea Forliano




UDINE: Teatro d’Autunno in friulano, domenica 16 DICEMBRE al Menossi “Une sblancjade di Pasche”


Proseguono gli appuntamenti della rassegna “Teatro d’autunno”, il cartellone teatrale promosso dall’assessorato al Decentramento del Comune di Udine nei diversi quartieri cittadini. Domenica 16 novembre alle 17 nell’Auditorium Menossi verrà proposto lo spettacolo “Une sblancjade di Pasche”, commedia di Maria Gioitti Del Monaco messa in scena dalla Compagnia Teatrale Baraban per la regia di Cladio Mezzelani. La pièce, che rientra all’interno del programma di teatro friulano e delle lingue minoritarie promosso dal circolo culturale ricreativo “Sant’Osvaldo”, è a ingresso libero.

 

Per informazioni è possibile telefonare al PuntoInforma del Comune di Udine (tel. 0432-414717) o visitare il sito www.comune.udine.it.