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LE PAROLE E IL VENTO, INSEGUENDO AQUILONI Live performance all’Opificio Golinelli di Bologna – sabato 22 gennaio ore 19

Sabato 22 gennaio 2022, Bologna, Centro Arti e Scienze Golinelli – ore 19

LE PAROLE E IL VENTO, INSEGUENDO AQUILONI

Un progetto inedito di Fondazione Golinelli: performance di arte, scienza, musica e poesia e un’installazione site specific di Michelangelo Penso

 Sabato 22 gennaio, alle ore 19 all’Opificio Golinelli, va in scena un evento fuori dall’ordinario: LE PAROLE E IL VENTO, INSEGUENDO AQUILONI, una performance di arte, scienza, musica e poesia che vedrà protagonisti un collettivo di artisti visivi, poeti, scienziati, narratori, attori e musicisti. Per l’occasione, Michelangelo Penso realizzerà un’istallazione site specific presso il Centro Arti e Scienze Golinelli.

Sceneggiatura e regia sono di Antonio Danieli, Carlo Fiorini e Andrea Zanotti. Parteciperanno: i poeti Franco Arminio e Gian Ruggero Manzoni, l’artista Alessandro Bergonzoni; gli scienziati Matteo Cerri e Mirko Degli Esposti; l’ingegnere “umanista” Antonio Danieli; il filosofo Adriano Fabris; i musicisti Federico Poggipollini e Walter Zanetti; il giurista Andrea Zanotti e il Coro della SOSAT.

La performance si svolgerà nel Centro Arti e Scienze Golinelli e potrà essere seguita a distanza in tutta Italia poiché sarà trasmessa anche in diretta streaming sul sito di Fondazione Golinelli.

Nel nuovo mondo che il dominio tecnico ha inaugurato rischiano di rimanere neglette la parola e le arti: bagaglio, viceversa, di vitale importanza da portare con noi nel futuro. È dunque necessario riproporre l’antica alleanza tra arte e scienza: patto che ha consentito il progresso dell’uomo mantenendone la misura e la dignità. È l’immaginazione che guarda al cielo a muovere pensieri e intuizioni, sulla scia degli aquiloni che i bimbi lanciano al vento.

Non sarà dunque una semplice esibizione quella a cui si assisterà all’Opificio Golinelli, ma un esperimento di trasmissione sinergica di parole, suoni e immagini per comunicare sentimenti, oltre che concetti, di fiducia nel presente che stiamo vivendo e nel futuro, seppur imprevedibile, che ci attende.

La performance, a ingresso libero su prenotazione, si articolerà in cinque parti: un prologo, tre atti centrali e un epilogo. Ciascuna parte vedrà un intrecciarsi e ripetersi ritmico di interventi, contributi scientifici, letture di poesie, esecuzioni di brani musicali e corali. Il prologo riguarderà il “Principio” e avrà al centro il concetto di parola come principio di ordine e dominio, dono di Dio all’uomo al momento della creazione. A seguire il primo atto dedicato al “Creato” in cui Michelangelo Penso illustrerà la genesi e il senso della sua opera site specific. Il secondo atto è dedicato al “Presente” e il terzo sarà incentrato sul “Futuro”. L’ epilogo cercherà di ritrovare, nel segno della bellezza, un cielo dove volare, un orizzonte dove esprimere la propria identità, come si intravvede nelle parole di Andrea Zanotti. Esso si concluderà con le note di The sound of silence sprigionate dalle chitarre di Poggipollini e Zanetti e con il canto del Coro della SOSAT Terra di Libertà.

Le luci andranno poi a illuminare l’opera site specific di Penso Physarum polycephalum, 2022 (omaggio a Gaston De Pawlowsky), che sarà presentata al pubblico e che resterà permanentemente esposta al Centro Arti e Scienze Golinelli.

Gli aquiloni sono oggetti pieni di grazia ma ferocemente determinati: puntati al cielo, pronti a captare ogni refolo o turbolenza, determinati a trovare nell’immensità una via. Le parole sono come aquiloni: e gli artisti, non meno degli scienziati, ne tengono in mano il filo, per farle volare, superare lo spazio e il tempo alla ricerca di mondi altri.

Come spiega il Presidente di Fondazione Golinelli, Andrea Zanotti: «La parola ci ha aiutato a nominare le cose, a uscire dal caos, a innalzarci. Oggi abbiamo più che mai bisogno di immaginare e costruire un futuro possibile. Occorre dare una speranza alle giovani generazioni che si nutra di pensiero e bellezza, che ne alimenti la cifra di creatività. Non basta interrogarsi sulla ricostruzione economica: dobbiamo fornire ai ragazzi un alimento spirituale più forte ed esigente. Bisogna insegnare loro la voglia di tornare a innalzarci seguendo il filo sottile delle parole e delle note, lasciandoci trasportare dove l’immaginazione, distillato prezioso dei meandri della nostra mente, può più del dominio tecnico».

«Diviene poi urgente, in un momento nel quale l’assedio del Covid torna a farsi stringente – prosegue Zanotti – dare un segnale di speranza non solo ai giovani, ma a tutti. Per questo – rispettando naturalmente ogni norma di sicurezza e di garanzia prescritta – abbiamo deciso di confermare questa iniziativa già programmata nel contesto di Arte Fiera – Art City: giacché, citando Kafka, “qualcuno deve vegliare, qualcuno deve essere presente”».

Titolo: LE PAROLE E IL VENTO, INSEGUENDO AQUILONI

Un progetto di: Fondazione Golinelli

Sceneggiatura e regia: Antonio Danieli, Carlo Fiorini e Andrea Zanotti

Sede: Centro Arti e Scienze Golinelli – Via Paolo Nanni Costa, 14, Bologna

Data: sabato 22 gennaio performance dalle ore 19 alle 20.30.

Per partecipare alla performance è necessario prenotare su: www.fondazionegolinelli.it

Ingresso libero fino ad esaurimento posti nel rispetto delle vigenti norme anti Covid.

Per informazioni: https://fondazionegolinelli.it/it




Geronimo Stilton. Brescia Musei Adventures: il topo giornalista più famoso della letteratura protagonista dell’app-gam

Un’esclusiva mondiale:
il topo giornalista più famoso della letteratura protagonista dell’app-game museale promossa da
Fondazione Brescia Musei

Da mercoledì 15 dicembre, il topo giornalista più amato dai bambini di tutto il mondo arriva nei musei di Brescia. Geronimo Stilton – personaggio nato dalla penna di Elisabetta Dami, diventato un fenomeno globale con 175 milioni di libri venduti in tutto il mondo – sarà protagonista per la prima volta in assoluto di un’app-game museale dedicata ai bambini a partire dai 6 anni dal titolo Geronimo Stilton. Brescia Musei Adventures, promossa da Fondazione Brescia Musei in collaborazione con Atlantyca Entertainment.

Il progetto – vincitore del bando “Per la cultura” di Fondazione Cariplo per il rilancio delle attività culturali dopo l’emergenza sanitaria – accoglie e sperimenta linguaggi contemporanei con un’applicazione interattiva e ludo-educativa.

Edutainment e gamification sono i principi ispiratori dell’app, che stimola le piccole visitatrici e i piccoli visitatori ad apprendere attivamente attraverso il linguaggio che meglio conoscono: quello del gioco. Inoltre, l’app mira a incoraggiare la precoce e costante educazione al patrimonio, in un percorso di crescita culturale e civile, personale e collettiva, stimolando fantasia, creatività e conoscenza.

Basteranno uno smartphone o un tablet per prendere parte a tre emozionanti avventure, guidati dal direttore dell’Eco del Roditore: dal Museo di Santa Giulia con il suo Parco Archeologico e con la nuova casa della Vittoria Alata in Capitolium, alla Pinacoteca Tosio Martinengo, fino al Museo “Luigi Marzoli”.

Per informazioni su date e orari d’apertura, visitate il sito: www.bresciamusei.com




Mostra Permanente per Giovanni Canciani e Cecilia Boschetti a Cercivento

Domenica 19 dicembre_ultimo atto de I Concerti di San Martino in Carnia

Domenica 19 dicembre alle ore 16 nel Centro espositivo di Cercivento in via taviele, adiacente la Cjase da Int, verrà inaugurata la “Mostra permanente Giovanni Canciani – Cecilia Boschetti”, ultimo appuntamento della diciannovesima edizione della storica rassegna musicale “I Concerti di San Martino in Carnia” diretta da Alessio Screm. Una iniziativa quella della mostra dedicata, fortemente voluta dal Comune di Cercivento e iniziata dall’allora sindaco, ora consigliere regionale, Luca Boschetti a memoria e gloria di due grandi personalità della montagna friulana. «È un significativo atto di riconoscimento verso due persone, due artisti del nostro territorio che hanno portato i valori culturali e artistici della Carnia in tutta la regione e ben oltre», commenta Boschetti. «Ancora oggi sono un faro, un riferimento per le attuali e confidiamo con queste proposte anche per le prossime generazioni. Giovanni Canciani (1936-2018), il sommo Maestro della Carnia, è portatore di una profonda cultura umanista, esemplare artista, compositore e artigiano di immenso sapere, molto legato alla comunità di Cercivento. Cecilia Boschetti (1937-2017), la compaesana fisarmonicista della Carnia, è un riferimento imprescindibile del saper fare al femminile, creativa ed estrosa, amatissima da tutti e musicista di talento».

Due figure che vengono ricordate attraverso una mostra dedicata che raccoglie testimonianze fotografiche, documentali e alcuni cimeli dei due artisti carnici, tra cui due strumenti musicali, un pianoforte verticale e un coda Bluthner, della collezione La Mozartina.

Un’inaugurazione che verrà realizzata con un concerto che vedrà la partecipazione di diversi ospiti: il Corut di Paularo diretto da Daniel Canciani Procházka, figlio adottivo del Maestro Canciani, nell’esecuzione di canti corali composti dal padre delle Mozartine; il cantautore Gigi Maieron, figlio di Cecilia, in trio con il fratello Daniele e Roberto Selenati, con un programma musicale di opere del cantautore carnico, ed infine il talentuoso pianista Luca Chiandotto, in un recital dedicato a Chopin con l’esecuzione in chiusura del brano vincitore del Primo Concorso Internazionale di Composizione Pianistica “Giovanni Canciani”: “Luminescence, passacaglia for piano” del compositore di San Benedetto del Tronto Stefano Travaglini. «Un appuntamento importante a corona di una straordinaria edizione dei Concerti di San Martino», commenta il direttore artistico Alessio Screm, «una manifestazione che concretizza la cultura anche e soprattutto attraverso i grandi esempi e le importanti eredità del patrimonio materiale ed immateriale della Carnia». L’ingresso all’inaugurazione della Mostra Permanente “Giovanni Canciani – Cecilia Boschetti” è libero nel rispetto delle normative vigenti e fino ad esaurimento posti (lamozartina.it).

Alessio Screm




A Udine la mostra “Fotografia come Testimonianza. Friuli 1960 -1980”

fotografia come testimonianza - Friuli 1960 - 1980

Ha aperto al pubblico a Udine la mostra “Fotografia come Testimonianza. Friuli 1960 – 1980”, nella chiesa di San Francesco, nel cuore della città di Udine. L’ingresso è libero e l’area espositiva è visitabile fino al 9 gennaio 2022, dal martedì al venerdì dalle ore 16.00 alle ore 19.00, il sabato e la domenica dalle 11.00 alle 19.00, mentre è chiusa il lunedì.

La mostra è stata organizzata dall’IRPAC (Istituto Regionale di Promozione e Animazione Culturale), ed è il risultato di un approfondito lavoro di ricerca, realizzato in sinergia con molteplici istituzioni pubbliche e private del Friuli Venezia Giulia.

Archivio Claudio Ernè

Archivio Claudio Ernè – Bagnoli della Rosandra, Operazione dei vigili del fuoco durante il rogo del tank dell’oleodotto Trieste-Ingolstadt provocato dai terroristi palestinesi di “Settembre nero”, 1972

L’idea di fondo è di realizzare una narrazione iconografica di un periodo storico carico di eventi per la regione. Un ventennio che ha profondamente cambiato il Friuli, che ha conosciuto il boom economico e demografico, con il superamento della società tradizionale basata prevalentemente sull’agricoltura, grazie anche allo sviluppo di poli industriali che hanno cambiato completamente il mondo del lavoro.

In particolare negli anni Sessanta la nostra regione ha visto una drastica riduzione del fenomeno migratorio, grazie allo sviluppo della piccola e media industria e dell’artigianato, che hanno avuto un ruolo essenziale per terminare la fase della ricostruzione postbellica, e poi nel rilancio dell’edilizia pubblica e privata.

Questo decennio è stato caratterizzato da un aumento esponenziale delle nascite, alla crescita del livello medio di istruzione, allo sviluppo della rete stradale necessaria a supportare la motorizzazione di massa, resa possibile dalla commercializzazione di automobili a prezzi accessibili.

Archivio Famiglia Pavonello - Vigile Urbano in Piazza Libertà

Archivio Famiglia Pavonello – Vigile Urbano in Piazza Libertà, anni ’60

Nello stesso periodo sono fiorite parallelamente le manifestazioni studentesche e la sindacalizzazione degli operai, alla ricerca di condizioni lavorative e di vita sempre migliori, con le conseguenti manifestazioni, contestazioni e scioperi.

Tutto questo fino al 1976, anno spartiacque per storia regionale, colpita quell’anno da terremoto, che ha mietuto mille vittime. Un evento tragico, ancora scolpito nella nostra memoria collettiva, che tuttavia si è trasformato in un’ulteriore occasione di sviluppo e rinascita.

Tutti questi eventi hanno lasciato una profonda traccia iconografica, grazie anche allo sviluppo della fotografia nella seconda metà del Novecento. Visitare questa mostra è un’occasione per gettare uno sguardo sul Friuli di questo periodo storico, attraverso la visione di un selezionato campione di immagini fotografiche.

E’ anche disponibile un interessante catalogo, realizzato a cura di Alvise Rampini, con tre saggi di Claudio Domini, Paolo Medeossi e Alvise Rampini.

L’accesso alla mostra è consentito solo ai visitatori muniti di green pass.




La mostra Punto, linea e superficie. Kandinsky e le avanguardie alla Galleria Comunale Contemporanea di Monfalcone 18 dic.

La mostra Punto, linea e superficie. Kandinsky e le avanguardie si apre alla Galleria Comunale Contemporanea di Monfalcone sabato 18 dicembre 2021, promossa dal Comune di Monfalcone in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia, con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e con il supporto di diverse importanti realtà del territorio, quali la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, PromoTurismoFVG, Banca di Credito Cooperativo di Staranzano e Villesse (main sponsor), Il Piccolo e Messaggero Veneto (media partner), Nord Composites Italia e Pragotecna (sponsor).

Punto, linea e superficie. Kandinsky e le avanguardie – afferma l’Assessore alla Cultura del Comune di Monfalcone, Luca Fasan – “è un evento di altissimo profilo, inserito in una visione strategica ben definita dall’Amministrazione comunale, volta a promuovere la cultura a livello nazionale e internazionale, grazie a una programmazione condivisa con prestigiose istituzioni, come la Fondazione Musei Civici di Venezia, raggiunte grazie a un enorme lavoro di rinnovamento dell’identità culturale di Monfalcone e alle relazioni costruttive avviate da questo Assessorato, dalle quali sono nate grandi opportunità culturali e artistiche per la città e la regione in piena espansione culturale e turistica”.

L’importante mostra, a cura di Elisabetta Barisoni, il cui titolo Punto, linea e superficie è tratto da un celebre libro scritto da Kandinsky nel 1926, uno dei testi capitali della moderna teoria dell’arte, propone quaranta opere di grandi artisti delle Collezioni di Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte moderna, fra le quali alcune eccezionali degli anni Venti e Trenta del padre dell’astrattismo, in un percorso espositivo suddiviso in quattro sezioni:

NASCITA DELL’ASTRAZIONE, opere di Wassily Kandinsky, Lyonel Feininger;

LE AVANGUARDIE ASTRATTE E SURREALISTE, opere di Jean Arp, Alexander Calder, Max Ernst, Joan Miró, Enrico Prampolini, Antoni Tàpies, Luigi Veronesi;

ASTRAZIONE NEL SECONDO DOPOGUERRA, opere di Karel Appel Deluigi, Ben Nicholson, Tancredi, Mark Tobey, Emilio Vedova;
LA SCULTURA VERSO IL MINIMALISMO, opere di Mirko Basaldella, Eduardo Chillida, Bruno De Toffoli, Julia Mangold, Luciano Minguzzi, Richard Nonas.

Dopo la prima parte dedicata alla Nascita dell’astrazione la mostra presenta, sempre attraverso i capolavori di Ca’ Pesaro, Le avanguardie astratte e surrealiste. Sulla linea tracciata da Klee e Kandinsky, durante gli anni Venti si inseriscono le sperimentazioni del Surrealismo di Joan Miró, Max Ernst, Antoni Tàpies, la scultura astratta di Arp e di Alexander Calder, le analogie cosmiche di Enrico Prampolini e le forme musicali di Luigi Veronesi. La terza parte della mostra esplora la persistenza dell’Astrazione nel secondo dopoguerra. Negli anni Quaranta la lezione di Kandinsky si declina nel mondo inglese con l’esperienza di Ben Nicholson, nelle esperienze internazionali dell’Espressionismo astratto e in Italia del Fronte Nuovo delle Arti e dell’Astrattismo segnico. Da Emilio Vedova a Mario Deluigi e Tancredi, da Karel Appel a Mark Tobey, le forme dell’astrazione nella seconda parte del ‘900 si collocano a metà tra Informale, suggestione lirica e gestuale. La mostra si chiude con una preziosa selezione di scultura, LA SCULTURA VERSO IL MINIMALISMO, che completa il percorso con capolavori di Mirko Basaldella, Eduardo Chillida, Luciano Minguzzi e Bruno De Toffoli, a testimoniare la persistenza del dialogo tra astrazione e biomorfismo verso gli anni Cinquanta. Infine la ripresa di un’astrazione radicale, quasi ascetica, si fa strada con le esperienze minimali di Richard Nonas e di Julia Mangold, che introducono il visitatore nel pensiero degli anni Settanta, alla ripresa di una nuova vita dell’arte e delle forme astratte.

 

Orari di apertura

La mostra alla Galleria d’Arte Comunale di Monfalcone è visitabile fino al 2 maggio 2022, con orari d’apertura:
lunedì, mercoledì, giovedì dalle 15.00 alle 19.00;

venerdì, sabato e domenica dalle 10.00 alle 19.00.

Nel rispetto delle vigenti normative atte a prevenire la diffusione del Covid–19, è necessario esibire il Green Pass Rafforzato per le persone sopra i 12 anni.

 

Visite guidate su prenotazione
info: galleria.didattica@comune.monfalcone.go.it – 0481 494177 / 371

 

Informazioni

Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone
Piazza Cavour, 44
Tel.0481.494177 / 371 / 358
galleria@comune.monfalcone.go.it
www.comune.monfalcone.go.it

 




Presentate LA Fiera del Radioamatore e Games&Co. in programma nel weekend alla Fiera di Pordenone

In arrivo Radioamatore 2 con in contemporanea Fotomercato e l’evento novità Games&Co.
Appuntamento il 20 e 21 novembre alla Fiera di Pordenone con la mostra mercato di
dell’elettronica di consumo e informatica low cost. Nel ricco palinsesto della manifestazione
anche eventi e aree espositive dedicati agli appassionati di fotografia, cosplay, games,  fantasy e comics


L’atteso appuntamento con il mondo dell’elettronica di consumo, dell’informatica low cost e del
materiale per radioamatori, torna il 20 e 21 novembre alla Fiera di Pordenone. La 23^ edizione di
Radioamatore 2, in arrivo questo week end, è attesissima dai tanti appassionati dopo 2 anni di
stop; l’ultima edizione della manifestazione che ha due appuntamenti annuali alla Fiera di
Pordenone si è tenuta nel novembre 2019. Storicamente Fiera del Radioamatore raccoglie un
pubblico numerosissimo di visitatori che supera i 20.000 ingressi.
Per rendere minimo il rischio di assembramenti dei visitatori alle biglietterie prima dell’ingresso in
fiera è stata attivata una promozione per incentivare l’acquisto on line del ticket e la relativa
registrazione per il tracciamento covid: solo 6 € per il biglietto comprato con l’e-commerce che dà
la possibilità di scaricare il titolo di ingresso che permette l’accesso diretto ai padiglioni, invece dei
10 € se l’acquisto viene fatto in fiera. Il successo dell’iniziativa, promossa con una campagna web
capillare, è stato esplosivo: 6.000 biglietti acquistati ad oggi con un crescendo che nelle ultime
settimane ha portato a quasi mille registrazioni al giorno. La promozione si chiude alle ore 23.59 di
venerdì 19 novembre. Tutte le informazioni nel sito radioamatore2.it  3 manifestazioni, 5 temi: un unico biglietto per visitare tutto.
Il biglietto on line diventa ancora più conveniente se si considera l’offerta di questa edizione di
Fiera del Radioamatore 2 che si tiene in contemporanea con altre due manifestazioni:
Fotomercato, rassegna di materiale fotografico digitale e vintage e la novità Games&Co, fiera del gioco, fumetto, fantasy e cosplay.
7 padiglioni coinvolti, 2 km e mezzo di banchi espositivi, 200 aziende presenti, 5 eventi tematici:
questa è l’edizione che segna il grande ritorno di Fiera del Radioamatore.
Un’occasione di scambio e confronto tra collezionisti e appassionati unica nel panorama delle fiere
italiane, il Mercatino del Radioamatore si tiene al padiglione 9. Qui è possibile acquistare
direttamente da privati collezionisti: vecchie apparecchiature per radioamatori, pezzi di ricambio,
antenne e componenti, vecchie radio, grammofoni e hi-fi di ogni epoca e stile.
Fotomercato, la grande mostra mercato dedicata agli appassionati del mondo della fotografia,
porta in mostra al padiglione 8 apparecchi e materiali per fotografia digitale e analogica, libri
fotografici, nonché apparecchiature e materiali per sala posa e camera oscura. Ritorna anche la
mostra di full plate; apparecchi a banco ottico di grande formato presentati dai rispettivi proprietari.
I padiglioni 5, 6, 7 sono dedicati al grande market di Radioamatore 2 che trasforma la Fiera di
Pordenone in un grande outlet low-cost di materiale informatico ed elettronico con proposte tra
nuovo ed usato per tutte le tasche. Ovviamente smartphone, tablet, pc e dispositivi per riprodurre
musica sono tra i prodotti più richiesti dai visitatori che vogliono comprare in fiera i regali di Natale
risparmiando. Questa fiera è anche un evento dedicato a coloro che amano cimentarsi nel fai da
te elettronico, per riparare i propri dispositivi o creare qualcosa di nuovo con le proprie mani. Tra i
banchi si possono fare acquisti di materiale nuovo e usato, trovare componentistica non facilmente
reperibile sul mercato, pezzi di ricambio, accessoristica di vario genere. Fiera del Radioamatore
pone particolare attenzione anche al mondo del software libero, protagonista assoluto della Linux
Arena al padiglione 5: un ampio spazio espositivo e una fitta scaletta di talk e workshop, realizzati
in collaborazione con Pordenone Linux User Group rivolta sia agli storici sostenitori del panorama
Open Source e delle tecnologie basate sul kernel Linux che a curiosi e neofiti.

 




dal 21 novembre PORDENONE Le collezioni museali Inaugurazione mostra opere ‘900 in Galleria Bertoia

La mostra IL SOGNO DELLE COSE – quadri e sculture moderne delle collezioni civiche di
Pordenone – allestita in Galleria Harry Bertoia , in corso Vittorio Emanuele II 60 sarà inaugurata sabato 20
novembre alle ore 18 alla presenza del sindaco Alessandro Ciriani e dell’assessore alla cultura Alberto Parigi.
Sono esposte 122 opere tra cui quadri, sculture, produzioni grafiche, tutte realizzate nel corso del XX
secolo di diversi artisti fra i quali Chagall, Picasso, Braque, De Chirico, Sironi, Guttuso.
La mostra sarà visitabile dal 21 novembre 2021 al 13 febbraio 2022.




“I Canti di Eurasia”, la mostra experience Cappella Orsini – ROMA dal 4 novembre 2021 al 30 marzo 2022

Viaggiare con l’idea di trovarsi su una sorta di tappeto volante pronti ad attraversare l’Asia attraverso le sue meraviglie, tra sculture, maschere, manoscritti, strumenti musicali, bassorilievi costumi. Un vero e proprio tour experience quello previsto dalla mostra “I Canti di Eurasia”,  promossa da Fondazione Maitreya, Istituto di Cultura Buddhista, in collaborazione con  Cappella Orsini Lab, ed esposta dal 4 novembre al 30 marzo presso la suggestiva Cappella Orsini, situata in via di Grotta Pinta 21, che permetterà ai visitatori di potersi calare davvero nei panni di “viaggiatori” grazie ad una speciale App immersiva e adattata alle specifiche esigenze in grado di animare e far suonare gli strumenti. Ben 250 le opere che, partendo dall’Oceano Pacifico, riportano fino al Mediterraneo facendo capire quanto la musica sia il denominatore comune che riunisce i Papua della Nuova Guinea con i pastori dell’Etna. Un confronto tra le diverse culture, in un’ambientazione sospesa tra spazio e tempo, nella quale sarà possibile assistere a vari appuntamenti ed affascinanti performance che avranno per protagonisti, nelle varie giornate, numerosi personaggi:
Pejman, uno dei massimi esperti di musica persiana e sufi in Italia; Oscar Bonelli, collezionista di strumenti musicali che suonerà uno a uno regalando l’impressione di trovarsi di fronte ad una vera orchestra; Barbad Project,  i fratelli Mohssenipour rappresentano un nucleo artistico e anche spirituale della loro terra d’origine che mettono sapientemente in scena; Evelina Meghnagi con le sue melodie sefardite e yemenite che hanno conquistato da Liliana Cavani a Giuseppe Bertolucci; Marta Bifano, con la sua storia di un personaggio leggendario della prima donna arrivata illegalmente in Tibet Alexandra David Neel; Cafè Loti, storie nell’antico Cafè Loti di Istanbul dove i viaggiatori si fermavano a parlare, si conoscevano; Shuluq, ovvero Calogero Giallanza che reinterpreta suoni e ritmi del Mediterraneo; Nadia Slimani e Amjed Rifaie, l’incontro tra l’arte della calligrafia araba e il corpo femminile che attraverso la danza esprime la sua prorompente forza interiore. Nella giornata inaugurale prevista in anteprima ad inviti il 3 novembre, ore 18.30, sarà tra l’altro presentato l’omonimo libro “I Canti di Eurasia”, scritto da Roberto Lucifero, direttore artistico dello spazio culturale, per una riflessione collettiva sulle culture di Roma come città del dialogo.
Cappella Orsini  Via di Grotta Pinta,21 –  Roma Infoline 347 485 6302



La Pop Art che scava nei ricordi: a Siena in mostra la pittura di Lorenzo Crivellaro

A Siena dal 5 al 27 novembre la galleria Beaux Arts propone “Happy memories”, la mostra personale dedicata alla pittura di Lorenzo Crivellaro (sede espositiva in via Cecco Angiolieri 13 – Ingresso libero).

È un universo pittorico profumato di vintage e velato di nostalgia quello di Crivellaro, un artista che fa proprio il linguaggio della Pop Art per scavare nei ricordi e recuperare la quotidianità. Marchi storici, prodotti, slogan, fumetti diventano occasioni per evocare atmosfere di un passato recente che grazie alla sua pittura acquisisce un valore iconico. Ogni tela è lavorata a lungo con stucchi e colore, quasi scolpita: Crivellaro scava la materia oppure la stratifica suggerendo così infinite possibilità di trasformazione. Ogni sua opera diventa una sorta di scatola cinese che schiude ricordi, odori, emozioni. Nato a Milano nel 1961 e diplomato all’Istituto Europeo di Design, Crivellaro inizia la sua attività tra agenzie pubblicitarie e l’attività del padre che lo avvicina al mondo dell’antiquariato e del restauro. Questa sua formazione lo porta a sviluppare un linguaggio pittorico personale che dopo aver sperimentato varie forme espressive, trova una sua peculiare forza comunicativa in un lessico che si ispira alla Pop Art.  Crivellaro espone in diverse gallerie, ha partecipato a mostre ed eventi ed è autore di un’opera pubblica inaugurata nel 2013 a San Giuliano Milanese.

HAPPY MEMORIES

Galleria Beaux Arts (via Cecco Angiolieri, 13 – Siena).

Ingresso libero.

Orario: dal lunedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 13.00 e dalle 16.00 alle 19.30; domenica chiuso.

Info: tel 0577 280759;  www.artsiena.com

 




A Milano la Mostra fotografica ‘125 anni (+1) di Giochi’ – The Warehouse dall’11 al 22 novembre 2021

125 anni (+1) di Giochi

Una mostra fotografica per scoprire gli uomini e le donne dietro ai campioni, la bellezza e la gioia del gesto atletico lungo tutta la storia delle Olimpiadi

The Warehouse 

Via L. Settala, 41 –  Milano

11-22 novembre 2021

INGRESSO GRATUITO

Si inaugura giovedì 11 novembre alle 15.00 presso The Warehouse, in Via L. Settala, 41 a Milano, la mostra 125 anni (+1) di Giochi organizzata dall’agenzia di comunicazione Theoria con la collaborazione di RAI Teche e Sport Movies & TV e le stampe a cura di Epson Italia.

Tokyo 01/08/2021 Olimpiadi Estive Tokyo2020, Olympics Game Tokyo2020, Nella foto: Gianmarco Tamberi e Marcell Jacobs, 1.class finale salto in alto e 100mt – Foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo
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Rivivremo le emozioni del sogno olimpico attraverso le foto dei Giochi di Tokyo del noto fotografo sportivo Giancarlo Colombo. La rassegna storica includerà invece immagini di tutte le passate edizioni delle Olimpiadi, andando a ritroso fino al 1896, con le immagini dell’agenzia Omega Fotocronache.

Dalle prime Olimpiadi moderne di Atene 1896 fino a Tokyo 2020, le foto sono state selezionate non tra le più famose, ma tra quelle che meglio catturano in uno scatto l’essere umano prima ancora dell’atleta con tutte le sue emozioni.

La sezione storica della mostra è stata realizzata grazie al contributo di RAI Teche, ora proprietaria del Fondo Fotografico Liverani, che ha gentilmente fornito una selezione del vastissimo archivio accumulato nella sua carriera da Vito Liverani, fondatore dell’agenzia Omega e capostipite dei fotografi sportivi italiani.

La Mostra, in collaborazione con la FICTS – Fédération Internationale Cinéma Télévision Sportifs, è organizzata nell’ambito di “SPORT MOVIES & TV 2021” in programma a Milano dal 9 al 14 Novembre.

125 anni + (1) di Giochi sarà aperta dall’11 al 22 novembre, dal lunedì al sabato, con i seguenti orari:

  • 11 novembre dalle 15.00 alle 19.00
  • 12-22 novembre, 10.00-13.00 e 15.00-19.00
  • sabato 13 e 20 novembre, dalle 15.00 alle 19.00

Informazioni su Theoria

Theoria opera sul mercato da 25 anni e vanta tra le proprie referenze brand quali Dazn, Google, YouTube, Facebook, Instagram, Epson, Fedrigoni, Fabriano, TheFork (Gruppo TripAdvisor). I suoi servizi spaziano dalle relazioni pubbliche agli eventi, dalle campagne social al digital marketing, alla creatività in tutte le sue forme.