Il congresso IFOTES 2019 – Uscire dalla Solitudine alla ricerca di volontari

Congresso IFOTES:

si cercano volontari per accogliere i quasi mille ospiti

 

Gli organizzatori sono alla ricerca di giovani maggiorenni curiosi, entusiasti, con una gran voglia di mettersi in gioco e vedere il dietro le quinte di un evento di portata internazionale

 

UDINE Il congresso IFOTES 2019 – Uscire dalla Solitudine, costruire relazioni è sempre più vicino e gli organizzatori hanno deciso di lanciare una call per la ricerca di volontari che possano contribuire all’evento – realizzato con la collaborazione e il sostegno di Comune di Udine – Progetto OMS ‘Città Sane’, Regione Friuli Venezia Giulia, Promoturismo Fvg e Università di Udine -, in programma a Udine dal 3 al 7 luglio. In quelle giornate il capoluogo friulano si trasformerà in un grande luogo di incontro dove potersi raccontare e dove poter ascoltare. La città sarà crocevia per centinaia di persone (ne sono previste circa mille) provenienti da 20 paesi europei ed extra, si potranno parlare e udire moltissime lingue e vivere in un contesto multiculturale. Centro nevralgico dei 5 giorni di studio sarà il Teatro Nuovo, ma il programma prevedrà anche numerosi appuntamenti aperti alla cittadinanza ed eventi collaterali.

 

DI CHE COSA SI PARLERÀ AL CONGRESSO? Per stare bene le persone hanno bisogno di relazioni significative. Il sentirsi soli o isolati è strettamente collegato al dolore sociale. Oggigiorno però in molti soffrono di solitudine. La città di Udine diventerà un laboratorio di connessioni sociali e creatività, un luogo da cui trarre ispirazione e rafforzare il proprio impegno nell’ambito della salute emozionale e del benessere sociale. Il tutto grazie a IFOTES – International Federation of Telephone Emergency Services – che dal 1967 associa 32 helpline in 25 paesi nel mondo con oltre 20 mila volontari che offrono supporto emozionale.

 

I VOLONTARI – Gli organizzatori sono alla ricerca di giovani – maggiorenni – curiosi, entusiasti, con una gran voglia di mettersi in gioco e vedere il dietro le quinte di un evento di portata internazionale. L’impegno minimo è di due turni (7 ore in totale). Per candidarsi (entro il 2 giugno 2019) basta compilare il form online. Sono richieste buona conoscenza della lingua inglese, o tedesco e francese, e buona capacità di relazionarsi con le persone di cultura e provenienza differenti. Per i volontari sarà l’occasione per avvicinarsi a un tema di cui non si parla molto ma anche di mettere in campo le proprie competenze relazionali e migliorare quelle linguistiche. Potranno cimentarsi nell’accoglienza, logistica, segreteria, comunicazione (indicando due attività preferite), ma anche partecipare ad alcune sessioni e workshop tra quelli dedicati esclusivamente ai congressisti.

 

PER LA CANDIDATURA: https://forms.gle/3YUcRjjK5PFddhkC8

INFO: https://udine-2019.ifotes.org/it/volontari  – info@art-ess.org




LINK FESTIVAL CHIUDE DOMANI A TRIESTE

Grandi protagonisti per la giornata conclusiva di Link 2019, festival del buon giornalismo del Premio Luchetta. Domenica 12 maggio nella Fincantieri Newsroom in piazza Unità si parte alle 9.30 con l’Edicola di Link, caffè e cornetto e la rassegna stampa a cura di Giovanni Marzini, direttore editoriale Link, con ospiti e voci del festival. Fra gli eventi più attesi, domani alle 11.30, la consegna del Premio UNICEF I nostri Angeli 2019 a  Enrico Mentana,  direttore del Tg La7 “per la lungimiranza e la visione dimostrata quale artefice del giornale online OPEN”, la nuova realtà editoriale digitale concepita per una fruizione giovane e mobile, fondata e finanziata dal grande giornalista italiano

Emma D’Aquino

che, dopo decenni di brillante carriera ha deciso di “restituire” a chi si affaccia al giornalismo le chance che la professione sempre più spesso nega agli esordienti. Seguirà il talk con Serena Bortone, conduttrice Agorà Rai. «Felice e orgoglioso di questo premio – ha dichiarato Enrico Mentana – perché OPEN nasce dall’esigenza di saldare un debito generazionale, Volevamo produrre un giornale scritto, ma anche letto dai giovani per consentire a un quotidiano online di diventare il riferimento per le nuove generazioni».

E alle 18.30 i riflettori di Link si sposteranno su un altro storico riconoscimento, il Premio Crédit Agricole FriulAdria Testimoni della Storia, promosso dal Premio Giornalistico internazionale Marco Luchetta su impulso di Crédit Agricole FriulAdria, d’intesa con il festival pordenonelegge. Va a Gian Antonio Stella l’8^ edizione «per aver saputo non solo raccontare il suo, il nostro tempo, ma anche e soprattutto indicare, con sguardo pionieristico, le parabole del malcontento sociale che avrebbero ridisegnato l’evoluzione politica del Paese». Subito dopo Stella sarà protagonista di un dialogo condotto dal caporedattore Cultura del Gr Rai Bruno Ruffolo, sui temi dell’attualità: dalle ‘macerie’ della casta alle mille burocrazie italiane.  «Fare bene questo mestiere significa metterci la faccia ha commentato Gian Antonio Stella – È la prima regola del buon giornalismo, e per chi la rispetta ci sarà sempre spazio».

Link esplora domani alle 12.30 le ‘nuove strade tv’: torna al festival Alberto Matano, conduttore dell’edizione serale del Tg1 ma anche protagonista sulla terza rete Rai: dopo il successo di “Sono innocente”, quest’anno è reduce da “Photoshow”, il format ‘a tutto social’ che ha giocato col costume, le mode, le manie e la vanità del nostro tempo. Proprio della sperimentazione per proporre nuovi format tv e coinvolgere nuovi target, converserà domani con Stefano Coletta, Direttore Rai3, e con Luca Bottura, giornalista, scrittore, conduttore radiofonico e autore televisivo ma anche un maestro della satira. Alle 10.30 il festival affronta la “professione freelance” con il direttore di Radio Bullets Barbara Schiavulli, Premio Luchetta 2007, giornalista indipendente che ha passato sei settimane in Venezuela nel periodo più duro della crisi, lavorando sotto copertura. Di questo mestiere, così importante e così rischioso, converserà con Maria Concetta Mattei, conduttrice del Tg2 e curatrice della rubrica “Storie” i racconti della settimana. Il gran finale del festival, domani alle 19.30, sarà siglato

Andrea Segrè

dalla presentazione di un nuovo manuale edito Bur Rizzoli, “Il metodo spreco zero”, firmato dall’agro-economista Andrea Segrè, fondatore dell’impegno contro lo spreco in Italia. Il libro, che porta l’economia circolare nelle nostre case e insegna a prevenire lo sperpero del cibo, sarà raccontato in dialogo con Massimo Cirri, ‘icona’ di Caterpillar su Radio2 Rai, autore della postfazione che racconta la genesi della campagna Spreco Zero. E sempre in libreria: Link festival presenta domani “Ancora un giro di chiave. Nino Marano, una vita fra le sbarre”, l’opera prima della giornalista e conduttrice del Tg1 Emma D’Aquino (Baldini & Castoldi), che ne parlerà alle 16.30 con il Provveditore alle Carceri della Regione Lombardia Luigi Pagano, in un dialogo condotto da Roberto Vitale, editorialista de il Gazzettino. Una storia umana appassionante quella di Nino Marano, il più ‘longevo’ detenuto per reati commessi in carcere: entrato da giovane per aver rubato melanzane e peperoni e poi rimasto fra le sbarre per un’eternità. Dalle foibe all’esodo: una ferita aperta della storia italiana” (Solferino) titola invece la riflessione del giornalista del Corriere della Sera Dino Messina. L’autore ne converserà alle 17.30 con lo storico e saggista Raoul Pupo e con il presidente Irci Franco Degrassi, nel talk condotto dal presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia Cristiano Degano. L’impegno della ricerca, in Italia, si scontra però sempre più spesso con i “Cervelli in fuga”: ne parlerà domani a Link lo scienziato e Dg ICGEB Mauro Giacca – cervello ‘internazionale’, come si racconta dopo la nomina a direttore della Scuola di Medicina Cardiovascolare del King’s College di Londra – insieme al presidente Fondazione Internazionale Trieste – Esof 2020 Stefano Fantoni, coordinati dal giornalista Roberto Morelli.

Foto2015 Luca d’Agostino / Phocus Agency

Gli incontri di Link Festival sono aperti al pubblico gratuitamente, fino ad esaurimento dei posti disponibili. Il programma del festival su www.luchettaincontra.it     Link Festival 2019 è promosso dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin con il pieno sostegno di Fincantieri, l’apporto della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, il contributo di Crédit Agricole FriulAdria, della Fondazione CRTrieste e la coorganizzazione del Comune di Trieste. Realizzato a cura di Francesca Fresa, per la direzione editoriale di Giovanni Marzini e organizzato da Prandicom, Link è realizzato con la collaborazione della FNSI e dell’Ordine dei Giornalisti con la main media partnership della RAI e delle sue testate Rainews24, Rai TGR e Rai Friuli Venezia Giulia. Anche per questa edizione il quotidiano Il Piccolo è al fianco di Link con la diretta streaming sul proprio sito degli incontri in programma.




Anche il Friuli-Venezia Giulia partecipa al Festival dello sviluppo sostenibile

Nel Friuli-Venezia Giulia sono previsti 14 eventi

Dal 21 maggio al 6 giugno torna la manifestazione, unica nel suo genere nel panorama internazionale, sui temi della sostenibilità ambientale, economica e sociale. Centinaia di eventi su tutto il territorio nazionale per fare il punto sulla posizione dell’Italia rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.

Roma, 2 maggio 2019 – È la più grande manifestazione internazionale sulla sostenibilità ed è italiana. Il Festival dello sviluppo sostenibile, che si svolge in tutta Italia per ben 17 giorni, tanti quanti sono gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 sottoscritta da 193 paesi nel 2015, torna a coinvolgere imprese, società civile, istituzioni e cittadini proprio nel momento in cui l’interesse per il futuro del pianeta e dei sistemi economici e sociali raggiunge livelli mai visti finora, al punto che quasi l’85% degli italiani risulta a favore di politiche per lo sviluppo sostenibile (fonte: Fondazione Unipolis).

Nel Friuli-Venezia Giulia sono in programma 15 eventi. E’ il caso di “Magnifici incontri Crui” del 29 e 30 maggio a Udine, un appuntamento promosso dalla Crui con il patrocinio del Miur che quest’anno affronterà il tema “Le università per la sostenibilità”. Oppure de Il valore dei vaccini, in programma il 22 maggio 2019 a Gorizia, organizzato dall’Università degli studi di Udine, Centro polifunzionale di Gorizia. E ancora Economia circolare e produzione sostenibile,organizzato il 31 maggio a Pordenone dall’Univ. di Trieste Dip. Ingegneria Architettura (UniTS-Dia), Consorzio universitario di Pordenone, Unione industriali Pordenone Patrocinio già ottenuto da Esof2020-Trieste.

Il Festival 2019, presentato questa mattina durante una conferenza stampa ospitata dalla RAI, sottolinea l’urgenza di un impegno forte, generale e condiviso, per cambiare il modello di sviluppo e produrre quella transizione necessaria per garantire la sostenibilità economica, sociale, ambientale e istituzionale e quindi un futuro di benessere a questa e alle nuove generazioni. E per fare questo l’ASviS, che con le oltre 200 organizzazioni aderenti è la più grande rete della società civile mai creta in Italia, chiama tutti a partecipare attivamente al Festival, in un momento cruciale per il futuro dell’Unione Europea.

Lotta al cambiamento climatico e transizione energetica, innovazione tecnologica e futuro del lavoro, lotta alla povertà e alle disuguaglianze, salute e sicurezza alimentare, educazione e formazione continua, cooperazione internazionale, infrastrutture e mobilità sostenibile, dialogo interreligioso e futuro dell’Europa, protezione dell’ambiente e sviluppo economico. Il Festival 2019 affronta le grandi sfide per l’Italia di oggi e di domani che sono al centro del dibattito culturale e politico, coinvolgendo i cittadini e, in particolare, i giovani.

Il claim del Festival 2019 “Mettiamo mano al nostro futuro” chiama tutti all’azione individuale e collettiva, dal mondo economico e imprenditoriale a quello della politica e delle istituzioni, dalle scuole alle università, dai cittadini agli operatori della cultura e dell’informazione. Tutti siamo invitati a mobilitarci per contribuire a cambiare passo verso uno sviluppo sostenibile che non lasci nessuno indietro, come ricorda l’Agenda 2030. Dal 21 maggio al 6 giugno in tutto il Paese si terranno centinaia di eventi(convegni, seminari, workshop, mostre, spettacoli, eventi sportivi, presentazioni di libri, documentari ecc.) collegati agli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Il Festival, il cui catalogo è disponibile sul sito www.festivalsvilupposostenibile.it, costituisce un format unico a livello globale, al punto da essere stato selezionato tra i tre finalisti (con IBM e la città di New York, su 2.000 progetti esaminati) della categoria Connector del premio istituito dal Segretariato delle Nazioni Unite “SDG Action Awards”, destinato a iniziative innovative e d’impatto per stimolare il cambiamento delle società verso gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, la cui assegnazione avverrà oggi pomeriggio, a Bonn.

“Il Festival è diventato il punto di riferimento nazionale per un dibattito sempre più aperto e inclusivo sui temi dello sviluppo sostenibile, fondamentali per il presente e il futuro del nostro Paese, dell’Europa e del mondo intero”, ha sottolineato il Presidente dell’ASviS,Pierluigi Stefanini. “Gli ‘scioperi per il clima’ degli studenti, hanno richiamato i decisori alle proprie responsabilità ed hanno ottenuto una visibilità mediatica imponente. Ora non si può più far finta di niente, ora è il momento di realizzare il cambiamento. Il Festival rafforzerà questo messaggio”.

 

Per Enrico Giovannini, Portavoce dell’ASviS, “la stragrande maggioranza dei cittadini chiede politiche per lo sviluppo sostenibile perché consapevoli che sono l’unica strada percorribile per garantire crescita e benessere. Questo chiederanno a chi li rappresenterà nelle istituzioni nazionali ed europee. Il Festival è un’occasione straordinaria per ribadire ai politici, ai manager, agli amministratori che l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile è la cornice nella quale progettare il futuro del nostro Paese e dell’Europa”.

 

IL PROGRAMMA

L’inaugurazione del Festival dello Sviluppo Sostenibile si svolgerà in un momento decisivo per l’Unione europea, a pochi giorni dalle elezioni per il Parlamento Ue. Infatti, il primo dei tre eventi del Festival organizzati direttamente dall’ASviS si terrà il 21 maggio all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Al convegno internazionale “Per un’Europa campionessa mondiale di sviluppo sostenibile” parteciperanno il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e personalità di rilevanza internazionale per dibattere sulle politiche che l’Unione europea dovrà mettere in campo all’indomani delle elezioni. Nella serata del 21 maggio si terrà, sempre presso l’Auditorium, il “Concerto per un’Europa sostenibile”, eseguito dai giovani musicisti del complesso d’archi della European Union Youth Orchestra (EUYO) e trasmesso in diretta su Radio 3. Si tratta di un evento dal forte valore simbolico, caratterizzato da un alternarsi di brani musicali e letture di testi, al quale parteciperà anche il Maestro Michelangelo Pistoletto.

Il secondo evento organizzato dall’ASviS si terrà il 28 maggio a Milano, presso l’Auditorium di Assolombarda e affronterà il tema “Le imprese e la finanza per lo sviluppo sostenibile. Opportunità da cogliere e ostacoli da rimuovere”. All’evento prenderanno parte i vertici di alcune delle più grandi aziende e organizzazioni imprenditoriali. Il Festival si concluderà con il terzo degli eventi dell’ASviS, il 6 giugno alla Camera dei Deputati, dove verranno presentati alle istituzioni i risultati, le idee e le proposte emerse durante i 17 giorni del Festival. I programmi degli eventi dell’ASviS sono consultabili all’indirizzo http://festivalsvilupposostenibile.it/2019/gli-eventi-asvis/.

Il Festival prevede, inoltre, 17 eventi nazionali di alto livello, dedicati ai temi chiave dello sviluppo sostenibile e ai diversi Obiettivi dell’Agenda 2030, organizzati dagli aderenti dell’Alleanza, con il contributo dei gruppi di lavoro dell’ASviS. Assisi, Genova, Matera, Napoli, Roma, Torino, Udine sono tra le città italiane che ospiteranno queste iniziative i cui programmi sono disponibili all’indirizzo: http://festivalsvilupposostenibile.it/2019/gli-eventi-nazionali/.

Anche quest’anno il Festival prevede una forte collaborazione con la Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile (Rus), al fine di rendere protagonisti gli studenti, e con l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci) per valorizzare l’esperienza dei “Festival cittadini” coinvolgendo la popolazione in varie iniziative locali. In particolare, le amministrazioni comunali di Bologna, Milano, Palermo, Parma, Roma e Torino hanno deciso di promuovere il Festival a livello cittadino, con numerose iniziative di valore culturale e simbolico. Inoltre, il Festival sarà connesso con manifestazioni concomitanti che si terranno in altri Paesi in occasione della European Sustainable Development Week (Esdw), dal 30 maggio al 5 giugno.

Sono poi previste varie collaborazioni con enti e istituzioni per iniziative sullo sviluppo sostenibile, dai Civil Society Days del Comitato Economico e Sociale Europeo al Premio “Forum PA” per le pubbliche amministrazioni innovative, dalla piattaforma “Obiettivo 2030” al percorso espositivo della Peggy Guggenheim Collection, dal Salone Internazionale del Libro di Torino all’Associazione Parchi e Giardini d’Italia.




MARTEDI 23 APRILE 2019 All You Need is Book! GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO Nasce a Napoli la ‘Biblioteca di Lucrezia

All You Need Is Book!“: regala un libro e partecipa anche tu alla creazione della ‘Biblioteca di Lucrezia‘, uno spazio gratuito dedicato alla lettura che nascerà a partire dal 23 APRILE, Giornata Mondiale del Libro, all’interno di Caffè Lucrezia, in via Posillipo 414/416 – Napoli.
Dalle 8.30 d martedì 23 aprile sarà possibile regalare un libro per controbuire alla nascita di una piccola grande biblioteca che sarà a disposizione dei clienti gratuitamente.
Ad ogni persona che regalerà un libro verrà offerta una degustazione gratuita di un dolce al bicchiere [presente in vetrina]: panna cotta o tiramisù!
Ogni libro riceverà una speciale timbratura che indicherà il nome del donatore e la data di donazione del volume scelto.
L’iniziativa è promossa dal Maestro Pasticciere Lucrezia Cerulli di Caffè Lucrezia.
La Giornata Mondiale del Libro e del diritto d’autore è un evento promosso dall’UNESCO per incoraggiare a scoprire il piacere della lettura e valorizzare il contributo che gli autori danno al progresso dell’umanità.
Il 23 aprile è stato scelto perchè è il giorno in cui sono morti nel 1616 tre importanti scrittori: lo spagnolo Miguel de Cervantes, l’inglese William Shakespeare e il peruviano Inca Garcilaso de la Vega.
#lucreziacerulli #caffelucrezia #allyouneedisbook #giornatamondialedellibro #bookday #internationalbookday #posillipo #



A VICINO/LONTANO 2019 ANCHE LA GIORNALISTA FLORIANA BULFON, PREMIO LUCHETTA 2016

La legalità come filo rosso nel programma della 15^ edizione del festival Vicino/Lontano, in programma dal 16 al 19 maggio a Udine: nel conto alla rovescia per la presentazione del cartellone, che sarà illustrato dai promotori mercoledì 17 aprile, è questo uno dei leitmotiv legati alla stretta attualità di cronaca. Nei giorni in cui si moltiplicano gli episodi di intimidazione ai danni della stampa a “schiena dritta” – fra gli altri, i giornalisti Floriana Bulfon e Giovanni Taormina, autori di inchieste coraggiose sulla criminalità organizzata – Vicino/Lontano annuncia fra i suoi protagonisti la giornalista Federica Angeli, che dal 2013 vive sotto scorta dopo le minacce ricevute per le sue inchieste sulla mafia di Ostia. Premio Falcone e Borsellino (2016) e Premio Nazionale Borsellino (2017), nel 2016 è stata nominata Ufficiale della Repubblica Italiana al Merito. Racconta la sua storia nel suo ultimo libro, “A mano disarmata” (Baldini&Castoldi 2018). Venerdì 17 maggio Federica Angeli sarà fra i protagonisti dello storico format “Il piacere della legalità? Mondi a confronto”, che festeggia il traguardo della 12^ edizione, come sempre coordinata dalla docente Liliana Mauro. Scuole e studenti in prima linea in un’agorà aperta su una questione decisiva del nostro tempo, la battaglia per la legalità. «Sono centinaia – spiega Federica Angeli a vicino/lontano – i giornalisti e i blogger che ogni anno subiscono minacce e intimidazioni in Italia a causa delle loro inchieste e che, senza censurarsi o farsi intimidire, continuano a raccontare verità scomode». Al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, dalle 8.15, insieme a Federica Angeli interverranno anche il docente Francesco Barone quale portavoce del Nobel per la Pace Denis Mukwege, Pierluigi Di Piazza, l’ingegnere informatico John Mpaliza, originario della Repubblica Democratica del Congo e messaggero di pace, Beppe Pagano, fondatore della cooperativa Nco-Nuova Cucina Organizzata di Aversa e il rapper friulano DJ Tubet. Nella serata di venerdì 17 maggio Federica Angeli sarà tra i protagonisti, alle 21.30 nella chiesa di San Francesco, di un dibattito dedicato a “Mafie. Il sistema del malaffare”, coordinato dal giornalista Giorgio Zanchini, autore e conduttore dello storico programma “Radio anch’io” di Radio1 Rai. Il libro “A mano disarmata” ripercorre la storia di Federica Angeli che, all’indomani di una notte di “ordinaria” criminalità fra i palazzi di Ostia decideva di denunciare ciò che aveva visto.La sua vita veniva così stravolta: per la sua incolumità le veniva assegnata una scorta, eppure nessuna intimidazione ha mai fatto vacillare la sua fede nell’impegno per la legalità. Federica Angeli è riuscita a resistere con l’unica arma che possiede, la penna, e in queste pagine racconta le tappe di una vera e propria sfida alla malavita, nel solco di un giornalismo nobile, illuminato di etica civile, che non si mette al servizio di nessuno se non della verità, con una coerenza a tratti severa. Proprio da questo libro è tratto il film “A mano disarmata”, in uscita imminente nelle sale italiane: una produzione diretta da Claudio Bonivento, con Claudia Gerini e Rodolfo Laganà, Nini Salerno, Francesco Pannofino. Per ritrovare sul grande schermo la sua testimonianza e la vicenda di una donna, giornalista e insieme madre e moglie contesa alla serenità familiare. E accanto a Federica Angeli, il percorso legalità di Vicino/Lontano 2019 vedrà protagonista anche la giornalista Floriana Bulfon, Premio Luchetta 2016: vittima di ripetute aggressioni e intimidazioni per il suo lavoro sulla criminalità organizzata e il clan dei Casamonica, Floriana Bulfon solo pochi giorni fa ha rinvenuto una bomba molotov nella sua macchina. Racconta le sue inchieste nel libro “Casamonica, la storia segreta (Rizzoli 2019): un documento straordinario che utilizza con maestria dati giudiziari, intercettazioni, elementi di cronaca e la sua testimonianza diretta di infiltrata nel territorio della “Famiglia”. Lo presenterà al festival insieme alla giornalista Luana de Francisco. Domenica 19 maggio nella Chiesa di San Francesco alle 18, saràproiettata la sua video-inchiesta “Vite sospese”, realizzata in collaborazione con Unicef per la regia di Ivan Corbucci. Un focus dedicato a un’emergenza trascurata: storie di bambini e ragazzi italiani e di origine straniera accomunati dalla marginalità, da Palermo a Milano, da Trieste a Napoli passando per le viscere di Roma. Ragazzini invisibili in guerra tra loro per pochi spiccioli, che sognano un futuro da boss, bambine già madri in cerca d’aiuto, altre pronte a vendere il proprio corpo per un vestito firmato. Al termine della proiezione, Floriana Bulfon converserà con il portavoce Unicef Andrea Iacomini e con l’avvocato di diritto minorile Marco Scarpati, con il coordinamento del giornalista Danilo De Biasio, curatore del Festival per i Diritti Umani. Info www.vicinolontano.it




Presentato oggi LA TERZA EDIZIONE DEL Brescia Photo Festival (2-5 maggio)

La terza edizione del Brescia Photo Festival, rassegna internazionale di fotografia con la direzione artistica di Renato Corsini, si terrà a Brescia da giovedì 2 a domenica 5 maggio 2019 (www.bresciaphotofestival.it).

Promosso da Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei e Ma.Co.f. – Centro della fotografia italiana, esplorerà per quattro giornate molteplici aspetti del vastissimo universo femminile affiancando allo sguardo di grandi artisti della fotografia dall’Ottocento a oggi – da Man Ray a Robert Mapplethorpe, da Vanessa Beecroft a Francesca Woodman, da Julia Margaret Cameron a Mihaela Noroc ed Elisabetta Catalano – riflessioni e progetti inediti che indagano la complessità del femminile nella società contemporanea.

10 sedi – per un totale di 4.000mq espositivi – nel centro storico di Brescia e in provincia ospiteranno 19 esposizioni – tra mostre tematiche, monografiche e one-off, in gran parte produzioni originali – che valicheranno i confini temporali del festival e proseguiranno fino all’estate; talk con gli artisti; workshop; concerti; proiezioni cinematografiche e visite guidate. Saranno coinvolte anche le gallerie d’arte di Brescia, le librerie e le biblioteche con progetti sul tema: il festival vuole infatti essere anche un momento di festa per esplorare lo straordinario patrimonio artistico e architettonico del capoluogo lombardo e il suo territorio.

«Fondazione Brescia Musei rinnova, con la terza edizione, il format del Photo Festival realizzando una vera e propria invasione fotografica cittadina di grande qualità e in linea con le idee al centro del dibattito dell’agenda internazionale, dell’opinione pubblica e dei media – dichiara Stefano Karadjov, nuovo direttore di Fondazione Brescia Musei – un’avventura di Festival da non perdere concentrata in un weekend di eventi e feste ma che proseguirà, fino a settembre inoltrato, con la tenuta delle mostre per una estate a tutta immagine».

La rassegna fotografica sarà un’importante occasione per valorizzare il patrimonio museale di Brescia. Pertanto il biglietto d’ingresso alle mostre allestite al Museo di Santa Giulia permetterà di accedere anche al complesso museale; viceversa il pubblico del museo, con una minima integrazione del biglietto, avrà la possibilità di visitare le 9 mostre.

GLI EVENTI DEL FESTIVAL

Giovedì 2 maggio alle 18 il concerto per pianoforte di Alessandro Taverna, offerto dal Festival Pianistico Internazionale, inaugura il Brescia Photo Festival. Il giovane pianista veneziano, insignito del Premio Presidente delle Repubblica 2012, si esibisce al Museo di Santa Giulia per una straordinaria preview delle 9 mostre del festival allestite nel museo. L’ingresso è libero (max 100 posti, prenotazione obbligatoria).

Sarà inoltre indagato il rapporto tra donne e musica con due eventi in programma domenica 5 maggio alle ore 18.30 al Salone delle Danze del Ma.Co.f.: la presentazione del libro Riot Not Quiet di Laura Pescatori e lo spettacolo L’altra metà del cielo. Le donne nelle copertine dei dischi di Paolo Mazzuchelli.

Un’occasione di incontro e dialogo con grandi esponenti della fotografia italiana saranno i Talking heads on photography, al Museo di Santa Giulia, al Ma.Co.f. e all’Università Cattolica di Brescia.

Letizia Battaglia, Monica Bulay, Maurizio Galimberti, Giovanni Gastel, Uliano Lucas, Donata Pizzi e altri interpreti parleranno al pubblico di arte, fotogiornalismo e ricerca fotografica. Nell’ultimo giorno del festival, domenica 5 maggio alle ore 11, le fotografe, le cui opere sono esposte nelle numerose mostre allestite in città, saranno protagoniste di una tavola rotonda.

I fotografi esordienti avranno inoltre la possibilità di mostrare i loro lavori a fotografi professionisti e, per i più giovani di loro, in calendario un progetto di street photography, per raccontare il festival, le inaugurazioni, i talk con gli autori. I loro lavori saranno raccolti nella mostra I Giorni del Festival, che sarà successivamente allestita presso lo spazio Bunker (produzione Brescia Photo Festival).

Le donne saranno raccontate anche attraverso una rassegna cinematografica e documentaristica, al Cinema Nuovo Eden. Si inizia giovedì 2 maggio alle ore 21 con The Connection, lungometraggio d’esordio di Shirley Clarke, una delle filmmaker più influenti del New American Cinema. Si prosegue venerdì 3 maggio alle ore 21.15 con l’ultimo lavoro di Laetitia Carton Le grand Bal, un inno senza tempo alla magia del ballo e all’armonia di anime e corpi nella diversità. Si conclude domenica 5 maggio alle ore 21 con Franca. Chaos and creation di Francesco Carrozzini, un ritratto intimo di Franca Sozzani, madre del regista e leggendaria direttrice di Vogue Italia. Un’icona che ha dettato lo stile degli ultimi venticinque anni da sempre impegnata nell’esplorare tematiche off-limits al fine di scuotere lo status quo e ridefinire il concetto di bellezza.

E infine per le famiglie con bambini saranno organizzati laboratori al Museo di Santa Giulia per conoscere grandi fotografi, scoprendone il linguaggio, il lavoro, l’estetica e la grammatica attraverso immagini intense che restituiscono una visione della donna da molteplici punti di vista.

Nel workshop Un reportage sensazionale si potrà scoprire come l’osservazione attenta di una fotografia permette di immergerci in essa; i partecipanti del laboratorio Espansioni arriveranno ad agire sulle foto “pittoricamente” e il fotomontaggio, tecnica artistica facile da utilizzare che spalanca le porte all’immaginazione, sarà il protagonista di Uno, dieci, cento scatti per divertirsi a smontare le fotografie esposte e crearne di nuove attraverso sovrapposizioni, ritagli, interventi pittorici.

LE MOSTRE

MUSEO DI SANTA GIULIA

Il Museo della città, un antico monastero femminile di origine longobarda, accoglie Da Man Ray a Vanessa Beecroft, un percorso di 9 mostre: un trittico tematico dedicato al rapporto tra donne e obiettivo fotografico; 3 monografiche dedicate al ritratto dal XIX al XXI secolo; un’installazione che ripercorre la vita e la carriera di oltre trenta fotografe italiane, dall’inizio del secolo ad oggi e due progetti one-off, omaggio a grandi artisti contemporanei.

Il trittico

Donne davanti l’obiettivo, a cura di Mario Trevisan, racconta il nudo femminile con 110 straordinari scatti di artisti di fama internazionale dagli albori della fotografia a oggi, passando dagli anni ’20 e dalla Parigi del periodo surrealista all’America Latina degli inizi del ‘900, non dimenticando il Giappone e la sua cultura. Tra i fotografi in mostra: Marina Abramovic, Vanessa Beecroft, E.J. Bellocq, Bill Brant, Robert Mapplethorpe, Elmut Newton, Man Ray, Peter Witkin, Francesca Woodman (inedita, produzione Brescia Photo Festival).

Dietro l’obiettivo. Fotografe italiane 1965-2018, dalla collezione Donata Pizzi, a cura di Alessandra Capodacqua, conta 100 immagini di 70 tra le più importanti fotografe italiane appartenenti a generazioni e ambiti espressivi diversi, tra cui: Paola Agosti, Marina Ballo Charmet, Letizia Battaglia, Silvia Camporesi, Lisetta Carmi, Gea Casolaro, Anna Di Prospero, Adelita Husni-Bey, Allegra Martini, Paola Mattioli, Marialba Russo, Alba Zari. Attraverso le opere in mostra – da quelle di reportage a quelle più spiccatamente sperimentali – affiorano i mutamenti concettuali, estetici e tecnologici che hanno caratterizzato la fotografia italiana dell’ultimo cinquantennio.

Autoritratto al femminile, a cura di Donata Pizzi e Mario Trevisan, chiude idealmente il trittico e ammicca alla cultura del selfie con 50 opere che non si fermano alla semplice e formale produzione del ritratto ma sono caratterizzate da una forte ricerca nella rappresentazione intimista del soggetto/oggetto. In mostra, tra gli altri, scatti di Marcella Campagnano, Paola De Pietri, Florence Henry e Carolee Schneemann (inedita, produzione Brescia Photo Festival).

Le monografiche

Due le esposizioni dalla collezione di Massimo Minini, entrambe per la prima volta in Italia: Julia Margaret Cameron, con 25 fotografie vintage della storica fotografa inglese, la più importante ritrattista di epoca vittoriana, ed Elisabetta Catalano. Ritratti dell’arte: 30 scatti di una delle più importanti fotografe italiane che, attraverso i ritratti di grandi personaggi del Novecento, si è fatta testimone della storia d’Italia dagli anni Settanta ai giorni nostri.

Un’altra eccezionale prima per il nostro Paese: Mihaela Noroc. The Atlas of Beauty, a cura di Roberta D’Adda e Katharina Mouratidi, con la collaborazione della galleria berlinese f3 – freiraum für fotografie. La fotografa romena – che dal 2013 viaggia in tutti gli angoli del pianeta per catturare, con i suoi scatti, la varietà del nostro mondo, attraverso ritratti di donne – espone a Brescia 44 opere. Il suo Atlante della bellezza è un progetto aperto che, a oggi, conta oltre 2.000 ritratti da più di 50 paesi e che, attraverso volti e storie, testimonia come la bellezza non abbia etnia né confini geografici ridefinendo il concetto di bellezza multiculturale.

L’installazione

Parlando con voi, ideata dal fotografo Giovanni Gastel, ripercorre, attraverso un suggestivo approccio multimediale, la vita e la carriera di oltre 30 fotografe italiane, dall’inizio del secolo ad oggi. Composta da trenta schermi nei quali scorrono interviste esclusive e sequenze di opere e pubblicazioni, l’installazione consente al visitatore di scoprire e approfondire l’esistenza delle artiste coinvolte e la loro esperienza di donne originali e coraggiose. È promossa da AFIP International (Associazione Fotografi Professionisti) e CNA Professioni (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola Impresa) in collaborazione con Superstudio Group e Metamorphosi Editrice.

I progetti One-Off

A completare questo percorso artistico-culturale due progetti speciali, con altrettante opere uniche poste in dialogo immateriale con il patrimonio museale e i suoi modelli senza tempo.

L’esposizione Dea. La Vittoria alata dalle immagini d’archivio a Galimberti è dedicata alla straordinaria statua di bronzo, simbolo della città di Brescia, temporaneamente in restauro. Nella sezione romana del Museo di Santa Giulia a immagini dell’Archivio fotografico dei Musei Civici, che ripercorreranno la storia della Vittoria alata, si affiancano tre opere inedite di Maurizio Galimberti, realizzate con la tecnica del fotocollage (produzione Brescia Photo Festival).

In VBSS.002, Vanessa Beecroft ritrae se stessa come una Madonna che allatta due gemelli neri anziché un bambino bianco. Si tratta di un simbolo da una parte di colonizzazione, violenza etnica e predominanza, dall’altra emblema di un amore puro e istintivo come quello materno e di congiunzione tra tutti i popoli. La foto è eccezionalmente collocata nella Basilica di San Salvatore, dal 2011 Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, grazie alla collaborazione con la Fondazione San Patrignano.

PINACOTECA TOSIO MARTINENGO

Un ulteriore progetto one-off, che si può ammirare nella Pinacoteca Tosio Martinengo, da poco riaperta dopo un lungo restauro, è Ma-donne. Un meraviglioso scatto di Tazio Secchiaroli con Sophia Loren nell’inedita veste di una Madonna, icona per eccellenza della femminilità, si inserisce in un dialogo senza tempo con le opere della collezione permanente di pittura raffiguranti la Madonna, in un percorso trasversale a epoche e stili. Ai dipinti del percorso museale si aggiunge, in occasione della mostra, la Vergine consolatrice di Francesco Hayez, opera dipinta negli anni 1851-1853 su commissione del Comune di Brescia e ispirata alla grande tradizione del Rinascimento (inedita, produzione Brescia Photo Festival).

Tutte le mostre al Museo di Santa Giulia e alla Pinacoteca Tosio Martinengo inaugurano in occasione del Brescia Photo Festival e saranno aperte al pubblico fino all’ 8 settembre 2019.

Ma.Co.f. – CENTRO DELLA FOTOGRAFIA ITALIANA

Al Ma.co.f. – Centro della fotografia italiana, situato nel barocco Palazzo Martinengo Colleoni, 4 mostre indagano il ruolo della donna nella società e nel mondo del lavoro negli ultimi 70 anni, in Italia e all’estero.

Happy Years. Sorrisi e malizie nel mito di Betty Page e nel mondo delle pin up, a cura di Renato Corsini e Francesco Fredi, espone una trentina di fotografie vintage degli anni ’50: immagini di Betty Page scattate da Paula Claw, insieme a un inedito reportage realizzato da Nicola Sansone sull’America di quel periodo e pubblicazioni e documenti originali d’epoca che parlano dell’affermazione dei diritti femminili e del ruolo della donna nell’America postbellica (inedita, produzione Brescia Photo Festival).

Una, nessuna, centomila, a cura del Collettivo Donne Fotoreporter, racconta l’esperienza di 10 fotografe italiane, tra cui Kitti Bolognesi, Marcella Campagnano e Giovanna Calvenzi, che nel 1976 indagarono la relazione fra donna e fotografia, giocando con ruoli e stereotipi propri dell’immaginario femminile e ironizzando sui luoghi comuni legati al mestiere di fotografo.

La rivoluzione silenziosa. Donne e lavoro nell’Italia che cambia, a cura di Tatiana Agliani, è un racconto fotografico corale della storia del lavoro delle donne in Italia e dei cambiamenti che ha portato nella condizione femminile, in un paese in trasformazione. Un centinaio di immagini, dai maestri del neorealismo agli autori contemporanei come Paola Agosti, Federico Garolla, Uliano Lucas, Giorgio Lotti, Paola Mattioli, Nino Migliori, Carlo Orsi, Ferdinando Scianna, delineano aspirazioni e desideri che mutano, limiti e condizionamenti sociali, concezioni di sé e del proprio ruolo nella società, nuove possibilità, orizzonti culturali e prospettive di vita di quattro generazioni di donne (inedita, produzione Brescia Photo Festival).

A chiusura una monografica, a cura di Carolina Zani, che omaggia il fotografo bresciano Gian Butturini. Donne, lo sguardo, le storie: 35 fotografie in bianco e nero raccolte tra quelle dei suoi numerosi reportage, raccontano la sua visione dell’universo femminile. Le protagoniste di questa mostra sono donne rappresentate dall’artista nella loro tenerezza e sensibilità, forza e passione, senza pose o rigorosi canoni estetici, ma attraverso semplici gesti e sguardi. Un universo femminile che combatte, soffre, manifesta, lavora, testimone di storie, emozioni, sentimenti che si mescolano tra loro.

Tutte le mostre al Ma.Co.f. inaugurano in occasione del Brescia Photo Festival e saranno aperte al pubblico fino al 31 luglio 2019.

LA METROPOLITANA, LE PIAZZE DELLA CITTÀ e SPAZIO CONTEMPORANEA

Belle dentro. Racconti di libertà sospesa dal carcere femminile di Verziano è un portfolio inedito di Renato Corsini con testi di Carlo Alberto Romano realizzato all’interno della Casa di reclusione femminile di Verziano, frazione di Brescia, che offre al pubblico l’occasione di riflettere sulla condizione carceraria. Il progetto ha dato ad alcune detenute la possibilità di essere “straordinarie” davanti all’obiettivo di un fotografo, dopo essere state preparate al set da truccatori e parrucchieri. Ritratti che si contrappongono a quelli segnaletici che hanno formalizzato il loro ingresso in cella: un’occasione per vivere un’esperienza fuori dall’ordinaria e frustrante quotidianità della vita carceraria. 15 di questi ritratti, a partire dal 3 maggio, saranno esposti, grazie al contributo di Brescia Mobilità, nelle principali stazioni della metropolitana di Brescia, in una sorta di mostra diffusa nella quale i volti di queste donne prendono il posto della comunicazione pubblicitaria.

L’intero reportage di Belle dentro. Racconti di libertà sospesa dal carcere femminile di Verziano, che conta oltre 150 ritratti della vita di detenute, sarà poi esposto allo Spazio Contemporanea, dall’11 maggio al 14 luglio (produzione Brescia Photo Festival).

Nelle stesse date, lo Spazio ospita anche un secondo concept, un progetto di comunità di grande valenza sociale sulle nuove cittadinanze realizzato in collaborazione con Fondazione ASM – Gruppo A2A: Plurale al femminile, un lavoro originale di street photography a cura di Laura Bergami e Anna Peroni realizzato nei giorni del festival che fotografa donne delle diverse nazionalità – 140 quelle registrate – che fanno di Brescia una città multietnica e cosmopolita. Le principali piazze e le sedi museali della città diventano eccezionalmente il teatro di posa di Claudio Amadei (inedita, produzione Brescia Photo Festival).

Le mostre Belle dentro. Racconti di libertà sospesa dal carcere femminile di Verziano e Plurale al femminile saranno aperte al pubblico dall’11 maggio al 14 luglio 2019.

Il Brescia Photo Festival esce dai confini della città:

MUSEO LECHI (Montichiari)

La mostra Hollywood versus Cinecittà, a cura di Renato Corsini e Margherita Magnino, mette a confronto le fotografie dei paparazzi della Roma della Dolce Vita con quelle della stampa hollywoodiana dell’America degli anni ’30. Due modi diversi di rappresentare il divismo: quello patinato e celebrativo made in USA e quello curioso e scandalistico dei paparazzi italiani nelle immagini delle attrici più note dell’epoca e delle firme più prestigiose della fotografia da rotocalco, tra cui Tazio Secchiaroli, Giuseppe Palmas e i fotografi dell’agenzia Dufoto (inedita, produzione Brescia Photo Festival).

La mostra sarà aperta al pubblico dall’11 maggio al 15 settembre 2019.

GALLERIA CIVICA PALAZZO TODESCHINI (Desenzano del Garda)

Miss Italia. Miti e leggende dell’era delle Miss, a cura di Renato Corsini, racconta i miti e le leggende del celebre concorso, oltre all’evoluzione dell’estetica femminile, attraverso gli scatti di due grandi maestri della fotografia italiana, Federico Patellani e Gianni Berengo Gardin. La rappresentazione fotografica del concorso è sempre stata quella ufficiale, con gli scatti in posa destinati ai rotocalchi o alle dirette televisive, questa mostra vuole invece indagare dietro le quinte scoprendo i retroscena del concorso (inedita, produzione Brescia Photo Festival).

La mostra sarà aperta al pubblico dall’11 maggio al 28 luglio 2019.

Informazioni su: www.bresciaphotofestival.it

 




Il potere del corpo femminile nell’arte: doppio appuntamento a Forlì

Doppio appuntamento, sabato 13 aprile a Forlì, a cura di Francesca Leoni e Davide Mastrangelo, Direttori Artistici di Ibrida – Festival delle Arti Intermediali, come preludio alla quarta edizione del Festival (in programma dal 26 al 28 aprile).

Dalle 10.30 alle 13, negli spazi di Palazzo Romagnoli, avrà luogo la conversazione Il potere del corpo (femminile): «L’incontro sarà dedicato all’influenza e al potere del corpo, in particolare quello femminile, nella sperimentazione audiovisiva contemporanea» suggeriscono i Direttori Artistici «Alla fine degli anni Sessanta nasce la video performance nella quale l’artista contemporaneo, in particolare di sesso femminile, finalmente si riconosce e rivendica il proprio corpo come forma più alta d’espressione artistica. Ecco che il corpo diventa ora una tela sulla quale dipingersi, ora un oggetto da mettere alla prova. Il video diventa una seconda pelle». Sul tema dialogheranno Bruno Di Marino, storico dell’immagine in movimento, Elisabetta Di Sopra, video artista, e i due Direttori Artistici di Ibrida Festival Francesca Leoni e Davide Mastrangelo.

Alle ore 17, presso la Libreria d’arte contemporanea Marmo è in programma la presentazione del volume Segni, sogni, suoni. Quarant’anni di videoclip da David Bowie a Lady Gaga di Bruno Di Marino (Meltemi Editore, 2018): «Dopo oltre trentacinque anni dalla nascita di MTV – la prima emittente mondiale dedicata alla musica da vedere – il linguaggio del videoclip è totalmente mutato, amplificando sempre di più le interferenze con gli altri media e gli intrecci con il contesto delle arti visive».

 
Ingresso libero e gratuito a entrambi gli appuntamenti.   Palazzo Romagnoli si trova in Via Cesare Albicini, 12 a Forlì.                                                                                                                                                                              La Libreria d’arte contemporanea Marmo si trova in Corso Garibaldi 152 a Forlì.                                                        Info e programma dettagliato: ibridafestival@gmail.com, http://www.vertovproject.com/ibrida-festival.html.




#thinkpoetic: Street Art a Roma

…Aspettando che il muro giusto si spalanchi davanti a noi

Al via la campagna di crowdfunding per #thinkpoetic: Street Art a Roma, il documentario di Luca Immesi che vuole scoprire e raccontare i mille colori della Street Art. Punto di partenza Roma con la sua scuola totalmente fuori dalle righe: ironica, provocatoria, colta e al contempo popolare. Protagonisti di questo racconto Qwerty, duo surrealista e visionario, e Pino Volpino, con i suoi animali e i suoi messaggi dissacranti. “Da tempo – spiega lo stesso Immesi – volevo scoprire questa forma d’arte urbana ed incontrarne i personaggi. Con loro faremo un viaggio nel quale vogliamo coinvolgere il pubblico. Per quelli che ci sosterranno ci sono vari tipi di ricompense come il link al film in streaming, i ringraziamenti sui titoli di coda e l’ingresso alla proiezione al Nuovo cinema Aquila a Roma. Inoltre per le donazioni maggiori gli artisti protagonisti del documentario hanno scelto di donare alcune loro opere”. Per dettagli sulla campagna direttamente sulla pagina dedicata.


Qwerty
è un duo che si è formato a Roma. Il nome deriva dal più comune schema per tastiere alfanumeriche, utilizzato nella maggior parte dei computer e cellulari. Affermano che la natura della Street Art è donazione, quando si dona qualcosa non si chiede nulla in cambio. Il duo porta avanti un’arte surrealista, con messaggi e slogan poetici e visionari: Pensa poetico, Migrant 4 life, il Cristo con la scritta provocatoria Cedesi attività e molti altri. Pino Volpino è un artista che vive a Roma da circa una decina di anni. Il suo nome d’arte deriva dal cane che ha vissuto con lui per quattordici anni. I suoi lavori e i suoi messaggi richiamano spesso vari animali ma non solo. In giro per Roma ci si può imbattere in varie sue opere fra cui la “Merda di Street Artist” che fa il verso provocatoriamente alla “Merda d’artista” di Piero Manzoni o alla “Venere della monnezza”, una venere botticelliana che troneggia su mucchi (tristemente autentici) di immondizia lasciata in giro per Roma.

E.L.




Al PAFF! un fine settimana tra musica, danza, laboratori e visite guidate

Ancora un week end ricchissimo al PAFF! di Pordenone il 9 e 10 febbraio.

Per la prima volta anche la musica dal vivo riempie le bellissime sale del Palazzo del Fumetto, fondendosi con le straordinarie opere del serbo Smudja.

 

Sabato 9 febbraio, alle 21 “Cello at an Exhibition” vede protagonista Riccardo Pes.
E sempre nel week end anche laboratori per bambini, workshop di danza e le immancabili visite guidate

Si intitola “Cello at an Exhibition” ed è il primo evento musicale del progetto “PAFFsonic” che inizia da sabato 9 febbraio (ore 21) a portare la musica all’interno degli spazi espositivi del PAFF!. Ospite del primo incontro è il violoncellista Riccardo Pes che propone una rivisitazione moderna del grande repertorio classico per violoncello, alternato a brani di propria composizione. Accanto a lui sono l’attrice e performer Giulia Pes e Roberto Viola alle tastiere, per la direzione musicale di Michele Giacalone. L’evento è aperto a soli 60 spettatori, ed è sviluppato come una sorta di commento sonoro e gestuale al percorso espositivo di Gradimir Smudja, allestito al PAFF! dallo scorso tutte le informazioni per i biglietti sono su www.paff.it.

“Riccardo Pes è davvero un violoncellista e un compositore creativo. Il suo modo di suonare

è una perfetta combinazione di conoscenza, competenze tecniche, naturale lirismo, suono

fluente e raffinato istinto musicale” così ha detto Giovanni Sollima del giovane musicista spilimberghese, oggi impegnato al Royal College of Music di Londra dove frequenta il primo anno del corso Artist, dopo essersi specializzato anche a Santa Cecilia e aver seguito decine di master internazionali. Ha suonato con i Solisti Veneti di Scimone e insieme a Mario Brunello e Giovanni Sollima e con il pianista Matteo Andri compone un consolidato duo.

Sempre sabato, ma al mattino (dalle 10 alle 13), si tiene anche il primo appuntamento del workshop Incontro Danzateatro, che attraverso l’arte della danza esplora e sviluppa le potenzialità comunicative del corpo, dal gesto simbolico alle azioni più quotidiane, il suo rapporto con l’altro e lo spazio che lo circonda, senza perdere il proprio centro e le proprie radici. La danzateatro pone come traguardo artistico la composizione coreografica. Quello di sabato 9 febbraio è il primo di una serie di incontri a cadenza bimestrale che compongono il percorso didattico-creativo ospitato dal PAFF!.

Domenica 10 febbraio torna anche il laboratorio dedicato ai bambini dagli 8 agli 11 anni su “La Paura”. A partire dalle ore 16 i bambini (massimo 12 partecipanti) possono realizzare un “amuleto” speciale che cattura le loro paure, con vari materiali che andranno a costruire il rifugio per le paure stesse: la realizzazione del laboratorio sarà un “luogo” in cui le paure del bambino, rese esplicite, possano essere mandate a riposare e farlo sentire più consapevole e coraggioso.

Continuano, come sempre, anche le visite guidate che ogni sabato e domenica alle ore 15.00 e alle ore 18.00 propongono il giro della mostra di Gradimir Smudja,

INFO

Le informazioni per entrambi i corsi sono si trovano su www.paff.it/didattica/ oppure scrivendo a info@paff.it.

Andrea Forliano




Presentato ADOTTA UN FILOSOFO_ progetto di formazione della Fondazione Campania dei Festival

ADOTTA UN FILOSOFO
progetto di formazione rivolto alle scuole superiori della Campania

Più di venti filosofi impegnati in un ciclo di lezioni per affidare la memoria della storia europea alle nuove generazioni

Parte a febbraio Adotta un filosofo, progetto di formazione, a cura di Massimo Adinolfi, rivolto agli istituti superiori statali e paritari, organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival, istituzione culturale presieduta da Alessandro Barbano, che da anni promuove e organizza il Napoli Teatro Festival Italia, diretto da Ruggero Cappuccio.

Professori e studiosi campani come Biagio De Giovanni, Aldo Masullo, Fulvio Tessitore, Vincenzo Vitiello e altri faranno visita agli studenti e alle studentesse dei licei e istituti superiori della Campania per discutere del processo di costruzione politica dell’Europa e del suo avvenire: l’obiettivo è promuovere un ciclo di lezioni, rivolto alle nuove generazioni di europei, con il fine di mantenere in vita l’eredità storica e spirituale dell’Europa e dei suoi padri fondatori.

Con il nostro contributo cercheremo di aiutare le nuove generazioni a tener viva e vitale la memoria della storia europea e del processo politico che ha portato alla sua formazione – sottolinea Massimo Adinolfi, curatore del progetto – per dare ai nostri ragazzi un’opportunità di conoscere l’Europa e le sue istituzioni attraverso l’elaborazione critica del pensiero, una delle forme più alte di espressione, e invitarli a ragionare con maggiore consapevolezza sul suo futuro”.

L’iniziativa è destinata a 60 scuole superiori della regione Campania, selezionate tra quelle che entro fine gennaio presenteranno la propria candidatura attraverso la compilazione del form disponibile al link https://www.fondazionecampaniadeifestival.it/adotta-un-filosofo/. Secondo un calendario che sarà stilato al termine della scadenza per l’adesione al progetto, nei mesi di febbraio e marzo gli alunni degli ultimi anni incontreranno i filosofi per discutere insieme del significato della cittadinanza europea e ripercorrere i momenti fondanti della sua identità.

Abbiamo scelto di comunicare il progetto con un linguaggio vicino a quello dei ragazzi: un’immagine ironica, quasi irriverente, che ritrae 4 dei 21 filosofi in posa con dei cartelli, accompagnati da uno slogan originale dichiara Alessandro Barbano, presidente della Fondazione Campania dei Festival . Ci proponiamo di portare gli accademici dalla cattedra universitaria ai banchi delle scuole superiori, per mettere a disposizione dei giovani una cassetta di attrezzi del sapere dove riporre gli strumenti basilari di conoscenza per diventare i cittadini europei del futuro”.

A conclusione del ciclo di incontri, i ragazzi e le ragazze saranno chiamati a produrre – singolarmente o in gruppi di due o tre studenti – un elaborato testuale o multimediale da sviluppare sulla base dei temi affrontati: ogni istituto invierà alla Fondazione Campania dei Festival il lavoro scelto per partecipare alla selezione finale. Una commissione composta dagli stessi filosofi giudicherà i 6 migliori lavori. A tre studenti di ogni scuola vincitrice sarà offerta la possibilità di partecipare a un viaggio di istruzione presso le istituzioni dell’Unione Europea.

Adotta un filosofo è un progetto dedicato alla naturale vocazione che la Fondazione Campania dei Festival sviluppa sul fronte della formazione delle nuove generazioni spiega Ruggero Cappuccio I filosofi e gli studenti potranno lavorare a quella che dovrebbe essere la missione preminente della scuola: la realizzazione dei sentimenti nell’individuo e la conoscenza di essi grazie alla più antica e più forte delle forme di relazione umana: il dialogo”.

I migliori lavori saranno premiati con una cerimonia pubblica: in quell’occasione tutti gli studenti coinvolti riceveranno una card, valida per due persone, che consentirà l’accesso gratuito a tutti gli spettacoli del Napoli Teatro Festival Italia e la possibilità, per un anno, di accedere gratuitamente alle mostre allestite presso il Madre – Museo d’Arte contemporanea Donnaregina.