“OLTRE L’INVISIBILE” DEBUTTA IN PIAZZA A PORDENONE

Giovedì 11, in Piazza XX Settembre, presso il Chiostro della Biblioteca Civica di Pordenone, è andato in scena “Uno spettacolo nello spettacolo”. Con il patrocinio del Comune, la Compagnia “Oltre l’invisibile” dell’Anffas Onlus locale ha realizzato una performance di danceability e teatrodanza.

La danceability è un’espressione artistica e creativa che permette a persone abili e disabili di incontrarsi e ballare insieme, facendo risaltare le capacità fisiche ed espressive di ognuno. Lo scopo è rendere accessibile a tutti il linguaggio della danza, senza preclusioni di età, di esperienza o di condizione fisica e mentale. La prerogativa è proprio l’incontro tra diverse realtà. Muovendosi con l’altro, ognuno di noi può spingersi oltre i propri limiti e fare nuove esperienze delle sue abilità.

Danceability 1La scelta della suggestiva location è stata giustificata dalla volontà di dare un senso di maggiore integrazione al debutto della Compagnia.

Le splendide coreografie ideate da Lorella Ideari, coordinatrice dei servizi del Centro “Giulio Locatelli”, sono state molto apprezzate dalle oltre 250 persone presenti, che hanno seguito i danzatori con viva emozione e grande ammirazione.

L’accompagnamento è stato affidato all’eclettico Gianni Massarutto, artista di respiro internazionale che con la sua armonica a bocca ha reso gesti ed emozioni unici e indimenticabili.

Per la buona riuscita dell’evento un ringraziamento va anche alla voce narrante della serata, la dottoressa Nadia Sinicco, ai volontari, ai danzatori e a tutte le persone che, con grande partecipazione, hanno fatto sì che “L’Invisibile” colorasse la città.

massimiliano drigo




LA GRANDE GUERRA A PIEDI: IL VIAGGIO “CONTINUA” A PORTOGRUARO

Zaino, bastone, coltellino svizzero, telecamera e taccuino. Eccoli qui, i fedeli compagni di viaggio del giornalista triestino Nicolò Giraldi. Partito dal Regno Unito il  10  maggio  2014,  dopo  diversi  mesi  di allenamento, il giovane ha affrontato un intenso cammino lungo il fronte della Prima Guerra Mondiale, attraversando ben sette paesi prima di arrivare alla meta, Piazza Unità d’Italia a Trieste. Ma quello di Giraldi è stato prima di tutto un viaggio nella memoria, confluito, passo dopo passo, nel libro “La Grande Guerra a piedi. Da Londra a Trieste sui luoghi del primo conflitto mondiale”, edito dalla casa pordenonese “Biblioteca dell’Immagine”. Giovedì 11 giugno 2015 questo cammino nella storia passerà anche per Portogruaro, dove, dalle 20:30, presso il Caffè Letterario “Donati” si terrà la presentazione dell’opera.

la grande guerraNicolò Giraldi non poteva aspettare. Spinto dall’amore per la storia e dal desiderio di vivere l’Europa vera, quella che ha lottato e sofferto, ha inforcato le scarpe ed è andato lì, ad incontrare le persone che ogni giorno lavorano per conservare il ricordo dell’evento che ha lacerato intere nazioni.

Ispirato anche dal celebre scrittore e viaggiatore britannico Patrick Leigh Fermor, il giovane ha cominciato a camminare, inseguendo il fantasma dell’omonimo bisnonno istriano, fante austroungarico spedito da Pola sull’immenso e sconosciuto fronte orientale e fatto prigioniero dai Cosacchi.

«Nel suo viaggio in bilico fra due epoche, Giraldi compie l’unica scelta possibile. Evoca invece di commemorare. – spiega il giornalista Paolo Rumiz nella prefazione del libro – Chiama in causa i morti, cerca di parlare con loro. Va oltre il libro di storia. Si sforza di sentire prima di capire. I suoi scarponi diventano quelli del nonno, e così il fango, la pioggia, la sete, il cibo che contiene il sapore dei luoghi».

I due mesi vissuti da Nicolò Giraldi sono stati ricchi di esperienze ed emozioni, le stesse che vivono ancora tra le parole e che porteranno quanti lo vorranno oltre il proprio tempo, al di là delle linee di fuoco.

massimiliano drigo




“QUANDO ERAVAMO SWING”: I TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI E LA ABBEY TOWN JAZZ ORCHESTRA PARTONO DA SAN VITO AL TAGLIAMENTO

I Tre Allegri Ragazzi Morti, presa sottobraccio la Abbey Town Jazz Orchestra, hanno trascinato la calda notte di San Vito al Tagliamento in un vortice swing. Il 1 20150601_222246giugno la gremita Piazza del Popolo ha assistito alla prima data del tour promozionale di “Quando eravamo swing”, nuovo progetto nato dalla collaborazione del trio pordenonese con la grande orchestra jazz di Sesto al Reghena. Una location quasi d’obbligo: proprio il Teatro Arrigoni di San Vito ha ospitato un anno di registrazioni in presa diretta, poi rifinite presso l’Alambic Conspiracy Studio dalla mano esperta di Paolo Baldini. Dieci canzoni dei TARM hanno così ripreso vita sotto una nuova luce, ritrasformate grazie al lavoro del pianista Bruno Cesselli, direttore della ATJO, del trombettista Mirko Cisilino e dal sassofonista Igor Cecchini.

20150601_232057L’esibizione ha avuto inizio intorno alle 22:00. Dopo l’intro strumentale, l’ingresso di un impellicciato Davide Toffolo ha aperto le danze con “La mia vita senza te” e “Signorina Primavolta”, seguite a ruota dalle nuove tracce e da qualche arrangiamento non contenuto nell’album (“Il principe in bicicletta”). Verso metà concerto, il clima swing ha lasciato spazio a una dimensione un po’ più contenuta e in linea con il repertorio tradizionale della band (“Di che cosa parla veramente una canzone”, “La tatuata bella”). Lo spettacolo, infatti, ha voluto essere un’occasione per “raccontare” la musica, partendo da com’era negli anni Venti-Trenta fino ad arrivare ai giorni nostri. Durante la serata si sono alternati sul palco vari artisti, tra cui anche Maria Antonietta che ha prestato la sua voce per l’esecuzione della bella “Occhi Bassi”. A chiudere il concerto ci ha pensato il bis di “La mia vita senza te”, che ha riunito sul palco tutti i musicisti per il saluto al pubblico e i consueti bacini “rock’n’roll!”.

Il live ha sicuramente beneficiato della solidità tecnica della Abbey Town Jazz Orchestra. Tuttavia, mentre alcune tracce hanno piacevolmente sorpreso (“La faccia della Luna”, “Puoi dirlo a tutti” e la già citata “Occhi Bassi”), altre (“I cacciatori”, “Il mondo prima”) si sono dimostrate più difficili da seguire. Il contatto con il pubblico ha enfatizzato non solo il coraggio, ma anche lo sforzo notevole che sta dietro “Quando eravamo swing”. Se è evidente il pregevole tentativo di 20150601_232106conciliare sensibilità ed esperienze totalmente differenti, lo è altrettanto il fatto che, in alcuni momenti, gli arrangiamenti ricchi della big band sembrano guardare storto alla semplicità delle linee vocali di Toffolo e, in generale, a quello sguardo adolescenziale e romanticamente scanzonato che fa da sfondo a tutta la musica dei TARM.

Certo, bisogna tenere a mente che non stiamo parlando dell’ultimo disco dei Morti, ma di un progetto diverso e di più ampio respiro. Si tratta di una creatura nuova, che, nel bene e nel male, porta comunque avanti un messaggio importante: nella musica bisogna osare.

 

Massimiliano Drigo




MERAVIGLIOSA COMPLESSITA’ FESTIVAL – 2015 TRIESTE PARCO DI SAN GIOVANNI 6-7 GIUGNO 2015

Due giorni dedicati alla “Meravigliosa Complessità!”, nella suggestiva cornice del Parco di San Giovanni a Trieste che

Spazio Jack Villas

Spazio Jack Villas

si animerà per ospitare sabato 6 giugno e domenica 7 giugno il meeting dove la fisica incontra la medicina, l’arte e la spiritualità. Una piazza dove scambiare conoscenze e sapere tra diverse discipline che si intrecciano nella loro complessità. Nasce così la prima edizione del Festival “Meravigliosa Complessità!”, ideato da AMeC – Associazione Medicina Complessa con Smile Tech. AMeC, presieduta dal medico e ricercatore Fabio Burigana, festeggia così i suoi primi dieci anni di attività, con un evento ricco di spunti di riflessione. Fino dalla sua fondazione, l’associazione ha posto al centro l’integrazione degli approcci terapeutici affiancando alle cure tradizionali altre prospettive di trattamento, per ampliare le possibilità di aiuto ai pazienti anche affetti da patologie oncologiche e neurodegenerative croniche. Trieste città della scienza ma anche attenta alla diversità nelle sue mille sfaccettature diventa per due giorni il centro propulsore di un messaggio di libertà e benessere fruibile a tutti. Si parlerà di fisica, medicina, psicologia, benessere, alimentazione, salute, con più di 50 relatori che saranno i protagonisti di lezioni magistrali, reading, dialoghi, workshop, tavole rotonde. Ci sarà spazio anche per improvvisazioni musicali, spettacoli teatrali, seminari dedicati allo yoga, laboratori di pittura e fotografia, di medicina alternativa tutto all’insegna della complessità nell’intrecciarsi di vita e conoscenza.

Fabio Burigana

Fabio Burigana

«L’iniziativa – spiega il coordinatore Fabio Burigana – nasce dalla consapevolezza che le idee innovative fermentano e si producono quando discipline con storie e metodi diversi comunicano tra di loro. La complessità è chiave d’accesso privilegiata verso nuove vie e nuove scoperte: in questo senso, la fase iperspecialistica che alimenta la ricerca nel nostro tempo difficilmente potrà giovare all’ ampliamento di visione della realtà, e quindi alla capacità di risolvere i problemi che la nostra epoca richiede in maniera sempre più drammatica». Di qui il fitto programma di incontri che si svilupperanno nel corso dei due giorni di meeting a partire dalla complessità. Con Marinella De Simone, Presidente e Direttore Scientifico del Complexity Institute APS e docente della Complexity Management Business School, si parlerà di “Le intelligenze relazionali: un approccio complesso all’apprendimento“. Il sociologo Raffaello Maggian docente di Pianificazione sociale all’Università di Trieste, racconterà di “Trieste: una città ad elevata complessità sociale”. Ampio spazio sarà dato al dibattito attorno al bosone di Higgs sulle recenti scoperte e le future ricerche, con numerosi esperti tra cui il fisico teorico Abdelhak Djouadi medaglia d’argento del Cnrs. Ricco il programma dedicato alla psicologia dalle “Parole d’amore : il sacro e la trasformazione” con la psicologa e psicoterapeuta Mara Breno all’arteterapia nel seminario con Gloria Clauser sulla figura di Frida Khalo. Per gli appuntamenti rivolti al campo della medicina particolare attenzione sarà data ad una visione sistemica della cura di chi si prende cura di persone con disagio psichico: ne converserà Maurizio Cannarozzo, omeopata Medico del Lavoro e Vicepresidente Amec con la psicoterapeuta Ernestina CarielloAnche la musica sarà al centro del dibattito sulla complessità con un seminario dedicato all’Armonia e diversità del linguaggio comunicativo in musica con il bluesman Mike Sponza, la producer Laura Baruca, il musicista Moreno Buttinar e Alex Petroni, docente di Music management e Comunicazione presso il Saint Louis College of Music di Roma.

Spazio anche per le improvvisazioni musicali del gruppo Indie Rock Post-Antico Merovingi: Francesco Pelosi voce, – Enrico Fava tastiere, Gabriele Fava al sax, Salvatore Siracusa chitarra elettrica, Gianluca D’Alterio basso elettrico e Alessandro Aldrovandi alla

Giuseppe O. Longo

Giuseppe O. Longo

batteria che si esibiranno in concerto sabato 7 giugno. La narrazione sonora sarà introdotta da alcuni cenni ai simboli cui fanno riferimento i brani scelti. Il teatro recita la scienza nello spettacolo firmato da Giuseppe O. Longo docente di teoria dell’Informazione, narratore e drammaturgo “Un trapianto molto particolare”, con Norina Benedetti: cosa può accadere se il cervello di una donna viene trapiantato nel corpo di un uomo e viceversa.

“Meravigliosa complessità!” aderisce alla sesta edizione del Festival della Complessità ed è organizzato con il patrocinio del Comune e della Provincia di Trieste, l’Azienda per l’assistenza sanitaria n.1 triestina e l’Azienda Ospedaliero Universitaria, le Università degli studi di Trieste e Udine e l’Ordine dei farmacisti della provincia di Trieste.




Nicolò Giraldi tra i protagonisti di èStoria a Gorizia: domenica 24 maggio l’incontro La Grande Guerra a piedi

Entra nel vivo l’undicesima edizione di èStoria, il celebre festival storico che quest’anno sarà dedicato a un’analisi del ruolo dei giovani nella storia e nell’attualità, e fino a domenica 24 maggio vedrà riuniti a Gorizia personalità della storiografia, della cultura e delle arti provenienti da tutto il mondo per declinare il tema Giovani ad ampio raggio.

Tra i tantissimi appuntamenti segnaliamo l’incontro “La Grande Guerra vista dai giovani”, in programma alle ore 17:00 di domenica 24 maggio al Museo di Santa Chiara, che vedrà tra i protagonisti anche Nicolò Giraldi: il giovane giornalista triestino, laureato in storia moderna, racconterà il suo viaggio a piedi da Londra a Trieste, suoi luoghi del primo conflitto mondiale, per confrontarsi con la memoria dell’omonimo bisnonno, fante austroungarico che venne inviato sul fronte orientale in Galizia e fatto prigioniero dai cosacchi e per incontrare le persone che alla memoria della guerra ci lavorano ogni giorno già da prima del 2014 e che continueranno a farlo dopo il novembre 2018, ovvero la fine delle commemorazioni per il centenario della Grande Guerra.

Quel viaggio, che sin da subito ha catturato anche l’attenzione di numerosissimi media italiani e internazionali, è diventato il libro di debutto di Nicolò Giraldi e la prefazione è stata scritta da Paolo Rumiz, firma celebre di Repubblica e scrittore esperto in viaggi. Si intitola “La Grande Guerra a piedi. Da Londra a Trieste sui luoghi del primo conflitto mondiale”, è stato pubblicato dalla storica casa editrice pordenonese Biblioteca dell’Immagine e da martedì 26 maggio sarà disponibile nelle librerie di tutta Italia e anche online sul sito www.gironellastoria.com

Il tour di presentazioni del libro partirà il 28 maggio dal Triveneto (giovedì 28 maggio alle ore 18:30 a Monfalcone alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, venerdì 29 maggio alle 18:30 a Trieste al Caffè San Marco, il 4 giugno a Muggia, il 5 giugno a Cavasso Nuovo, il 7 giugno a Gorizia al festival Invisible City, l’11 a Portogruaro, il 16 giugno a Ruda, il 17 a Trieste al Circolo della Stampa, il 25 a Verona alla Feltrinelli, il 6 luglio a Udine in Corte Morpurgo, etc.), poi proseguirà in Istria e successivamente in tutta Italia e nelle principali rassegne letterarie della penisola. Tutte le date sul sito www.gironellastoria.com

Un passaggio dalla prefazione di Paolo Rumiz: “… Nel suo viaggio in bilico fra due epoche, Giraldi compie l’unica scelta possibile. Evoca invece di commemorare. Chiama in causa i morti, cerca di parlare con loro. Va oltre il libro di storia. Si sforza di sentire prima di capire. I suoi scarponi diventano quelli del nonno, e così il fango, la pioggia, la sete, il cibo che contiene il sapore dei luoghi….”

PER MAGGIORI INFO SUL PROGETTO E PER RICHIEDERE UNA PRESENTAZIONE DEL LIBRO: Giro Nella Storia – www.gironellastoria.com – info@gironellastoria.com




Concordia Sagittaria: un pomeriggio per guardare le cose da un’altra prospettiva

scout1Sabato 16 maggio le strade di Concordia Sagittaria sono state attraversate da uno speciale “fiume” di camicie azzurre. Non si è trattato ovviamente di un’esondazione, ma di una particolare passeggiata aperta al pubblico e organizzata dal Gruppo Scout scoutAgesci Concordia 1-Clan Luna Nuova & Sacro Graal. I partecipanti si sono riuniti alle 15:00 presso l’Oratorio “Santo Stefano” e hanno dato il via a un doppio serpentone che ha attraversato la città per poi ricongiungersi in Sala Rufino: il tutto a cavallo di una carrozzina o simulando diverse difficoltà motorie. L’iniziativa pubblica è stata realizzata per spingere la collettività a riflettere su cosa significa vivere la quotidianità, quando si devono fare i conti con qualcosa che quotidiano non è. La disabilità, le difficoltà che insorgono con l’avanzare dell’età o il peso del portare una vita in grembo sono condizioni che costringono a ripensare quei percorsi di tutti i giorni che spesso si tendono a dare per scontati.scout2

«L’evento ha preso spunto dall’esperienza della Route Nazionale che abbiamo affrontato quest’estate a San Rossore, vicino a Pisa – spiega una delle giovani organizzatrici – Da lì abbiamo intrapreso un percorso che ci ha portato a riflettere sul coraggio di amare. Questo coraggio passa anche attraverso una maggiore attenzione nei confronti del prossimo. Abbiamo deciso quindi di organizzare un’attività che permettesse di provare in prima persona cosa significa camminare “con le scarpe degli altri”. L’obiettivo non è stato puntare il dito e addossare delle responsabilità, ma far veder quanto a volte le vere barriere architettoniche non stiano fuori, ma dentro di noi».

scout3Dopo la passeggiata, tutti i presenti si sono riuniti per riflettere sull’esperienza vissuta, guidati dalla testimonianza di due persone costrette in carrozzina che hanno spiegato alcune delle difficoltà che si possono incontrare nel vivere la città e invitato i più giovani a trovare il coraggio di farsi carico, senza deleghe, delle proprie battaglie.

L’iniziativa ha riscosso numerosi consensi tra cui anche quello dell’associazione portogruarese Arca93, impegnata da oltre vent’anni sul fronte della disabilità. L’auspicio è che occasioni come questa abbiano modo di ripetersi e di raggiungere il maggior numero possibile di persone, stimolando una nuova cultura della diversità fondata su un senso di unità civica e, soprattutto, umana.

 

Massimiliano Drigo




OBIETTIVO PER VICINO/LONTANO RIAPRIRE L’ODEON CON L’OBIETTIVO DI RESTITUIRE PER SEMPRE QUESTO SPAZIO ALLA CITTA’.

– A poche ore dalla conclusione di Vicino/Lontano 2015 c’è soddisfazione fra i promotori del festival di Udine: qualità della proposta e successo di pubblico sono i riscontri più evidenti di una prima lettura di questi giorni. «Le stime ad ora parlano di oltre 35mila presenze, distribuite in un centinaio di eventi, e in una trentina di location cittadine – anticipa Alessandro Verona, presidente dell’associazione Vicino/Lontano– Un dato testimoniato dalle code, quest’anno evidenti e numerose nei quattro giorni del festival. Ma anche dalla nuova e più Madri‘informale’ sede di incontro, nel largo antistante alla Chiesa di San Francesco: una ulteriore location con maxi schermo, divenuta familiare al pubblico del festival che l’ha presa d’assalto persino sotto il diluvio di sabato pomeriggio, pur di seguire in diretta l’incontro con lo psicanalista Massimo Recalcati, a Vicino/Lontano in anteprima nazionale col nuovo libro “Le mani della madre” (Feltrinelli)». «Altrettanto entusiasmo abbiamo registrato nella serata di sabato al Teatro Giovanni da Udine – spiega ancora la curatrice del festival Paola Colombo –  L’XI serata del Premio Terzani ha regalato al pubblico due ore emozionanti con l’intenso dialogo fra il vincitore David Van Reybrouck e la giornalista Loredana Lipperini, intessuto fra letture, proiezioni e il travolgente hip hop degli Mnai’s, giocato sulle corde dell’integrazione. Ancora una volta ringraziamo la presidente di Giuria, Angela Terzani, per la fortissima sinergia del Premio con Vicino/Lontano e la città di Udine».In cartellone a Udine  da giovedì 7 a domenica 10 maggio – anche se diversi eventi hanno scandito l’inaugurazione ufficiale del festival nelle settimane precedenti – Vicino/Lontano 2015 deve certamente  il suo successo alla forza del tema, “Totem e tabù”: «Una cornice nella quale abbiamo inscritto l’indagine sulle questioni centrali del nostro tempo – osserva Alessandro Verona – con protagonisti di riferimento: Colin Crouch, Vincenzo Paglia, Riccardo Iacona, Arianna Ciccone, Andrea Segrè, Guido Crainz. Pino Roveredo, Irene Cao, Alberto Garlini, Marino Niola, Alen Loreti, Angela Staude Terzani,  Marc Abélès per fare solo alcuni nomi». «Ma Vicino/Lontano resta anche un laboratorio, uno sguardo attento all’evoluzione del mondo e dei suoi ‘narratori’ – aggiunge Paola Colombo – Quest’anno abbiamo giocato scommesse importanti su relatori di valore, benchè meno conosciuti: una scelta premiata dal © 2015 Luca d'Agostino / Phocus Agencyriscontro del pubblico».Novità travolgente, per l’ottima risposta a suo esordio, è stato il questionario Inmybed: un’indagine sul tema del sesso coordinata da Paolo Ermano, nata per iniziativa di Vicino/Lontano off, costruita con la collaborazione del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Udine: «Il sondaggio – sottolinea Verona – ha inventato una nuova modalità di relazione territoriale attraverso il web. Più vicino che lontano, per una volta, grazie a Internet. L’edizione 2016 confermerà questo format, estendendolo a nuovi temi: nel convincimento che internet possa e debba costruire sul territorio relazioni utili a far esprimere la comunità di riferimento». Inmybed non finisce qui: avrà un’utilità a breve operativa: «Per iniziativa di Federfarma il questionario entrerà con materiale specifico in 170 farmacie della provincia di Udine e non è escluso che possa diventare pratica formativa, oltre che informativa, anche al di fuori della regione: magari attraverso modalità nuove e alternative al sistema formativo istituzionale».

Foto © 2015 Luca d'Agostino / Phocus AgencyUna considerazione a sé merita infine la riapertura del Cinema Odeon, che dal 18 aprile ad oggi ha ospitato, con notevole successo di visite, la mostra “Tokyo Beyond”, una personale dell’artista Michele Biasutti curata da Sabrina Zannier. Quale futuro per l’Odeon? «Ci piacerebbe che la sua riapertura non fosse evento estemporaneo – spiega ancora Alessandro Verona, ma una importante scommessa giocata per il futuro culturale di Udine – Vicino/Lontano da undici edizioni lavora in rete con le realtà culturali udinesi e può essere motore di un coordinamento finalizzato a restituire permanentemente il Cinema Odeon alla città. Auspichiamo, come primo passo, la rimozione del vincolo d’uso che impone all’Odeon di fungere solo da cinema, o da teatro. Prefiguriamo che in quello spazio possa trovare sede il cuore multiculturale della città di Udine: Vicino/Lontano si propone come sintesi territoriale per i progetti e le realtà che all’Odeon potrebbero essere accolte. Non dubito che un progetto forte e concreto possa raccogliere partnership adeguate a sostenerlo».TERZANI

Hanno curato l’edizione 2015 di Vicino/Lontano Paola Colombo e Franca Rigoni, con l’apporto di Fabio Chiusi per la sezione V/L Digital. Il festival è promosso dall’ associazione culturale Vicino/Lontano presieduta da Alessandro Verona. IL comitato scientifico del festival è presieduto da Nicola Gasbarro. Infowww.vicinolontano.it

 




UN FIUME DI SOLIDARIETA’: DUE GIORNI PER NAVIGARE VERSO “L’ALTRO”

webmail.webfaction.comQuest’anno le placide acque del Noncello trasporteranno i più curiosi oltre le barriere della disabilità. Il 9 e 10 maggio, in concomitanza con il “Mercato europeo del commercio ambulante”, si terrà la 21ma edizione dell’iniziativa “Un fiume di solidarietà”. Dalle 9.30 l’Associazione Dilettantistica Gommonauti Pordenonesi metterà a disposizione del pubblico la sua Pontoon Boat per una breve “passeggiata”  fluviale.  Da un lato l’appuntamento permetterà a molti cittadini di gustare in piena sicurezza la bellezza del paesaggio; dall’altro, l’aspetto naturalistico sposerà quello solidaristico. Per partecipare gommonauti 1all’escursione sarà infatti richiesto un contributo minimo di 2 Euro a persona. Quanto raccolto nel corso della giornata verrà poi devoluto all’associazione “C.I.A.O. Cresciamo Insieme Associazione Onlus”, che si occupa di far proseguire, in una sede adatta, le cure e la riabilitazione di ragazzi affetti da gravi forme di disabilità. La valorizzazione del territorio pordenonese diventerà così un’occasione per fornire un aiuto concreto al prossimo. I Gommonauti organizzano quest’iniziativa sin dal 1994, variando ogni due anni i beneficiari delle donazioni. Stavolta toccherà all’associazione con sede a Sesto al Reghena. Onda dopo onda, goccia dopo goccia, i piccoli contributi di ognuno faranno rotta verso l’altro, alla riscoperta di quel senso di unità che è valore fondamentale della società civile.

 

Massimiliano Drigo




PREMIO PORDENONE FOTOGRAFIA “GIOCO E GIOCHI” 2015

Artisti e studenti in rete, nel segno della fotografia e del ‘gioco’: è la proposta del Premio Pordenone Fotografia “Gioco & giochi” 2015, che si affianca alla mostra “Gioco&Giochi nella fotografia da metà Ottocento ai giorni nostri”, promossa dal CICP – Centro Iniziative Culturali di Pordenone e curata dallo storico della fotografia Guido Cecere. Un’intera sezione della mostra, che si inaugura sabato 9 maggio alla Galleria

GIOCO GIOCHI CONCORSO FOTO DI BEATRICE PIAI

GIOCO GIOCHI CONCORSO FOTO DI BEATRICE PIAI

Sagittaria di Casa A. Zanussi di Pordenone, sarà composta dalle opere in gara degli studenti dell’ISIA Pordenone – Istituto Superiore per le Industrie Artistiche e dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. Le loro fotografie ambienteranno la Sala Zuzzi di Casa Zanussi, offrendo un percorso e una visione parallela agli scatti della Galleria Sagittaria, e restituendo così un originalissimo racconto per immagini del gioco visto dalle giovani generazioni del nostro tempo.  Il Premio Pordenone Fotografia “Gioco e giochi” 2015 è realizzato grazie al sostegno di Banca Popolare FriulAdria Crédit Agricole e dell’ISIA, in collaborazione conCICP e Accademia di Belle Arti di Venezia. I vincitori saranno proclamati sabato 9 maggio, in occasione della vernice della mostra, in programma nell’Auditorium Lino Zanussi alle 17.30.

«Il progetto sulla fotografia e sulla valorizzazione dei giovani talenti artistici è nato diversi anni fa con il prof. Guido Cecere e con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia – spiega la presidente di Banca Popolare FriulAdria Chiara Mio – ed è stato allargato quest’anno anche agli studenti dell’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (ISIA) Roma Design di Pordenone. L’idea di lanciare un concorso a tema è iniziata con “Occhi nuovi sul Veneto” e si propone di premiare i migliori giovani di talento per incoraggiarli a proseguire su una strada sicuramente difficile ma altrettanto stimolante qual è quella della fotografia che, comunque, ha diversi sbocchi professionali non solo artistici».  «La mostra assume così un significato speciale

GIOCO GIOCHI CONCORSO FOTO DI JACOPO RONCHESE

GIOCO GIOCHI CONCORSO FOTO DI JACOPO RONCHESE

sottolinea la presidente del CICP Maria Francesca Vassallo – perché esprime in modo esemplare la personalità e l’impegno di Guido Cecere, non solo sul piano artistico ma anche per l’incoraggiamento e l’opportunità concreta di crescita e formazione che da sempre offre ai giovani. Il Centro Iniziative Culturali Pordenone è lieto così di rinnovare una collaborazione preziosa, avviata sin dagli anni Ottanta con molte attività e progetti comuni». «La mostra intende esplorare una nicchia della Storia della fotografia finora poco indagata – racconta Guido Cecere– e propone a Pordenone una collezione unica e inedita, ben corredata dallo sguardo degli studenti che si unisce agli scatti vintage anche nel ricco catalogo che sarà disponibile al bookshop di Casa Zanussi. D’altra parte, era giusto e importante che fossero proprio i giovani a mostrarci come guardano oggi al gioco e ai giochi».

Info cicp@centroculturapordenone.it – tel. +39.0434.553205 – cicp@centroculturapordenone.it/cicp

 




ENDKADENZ VOL. I: SOLD OUT A TRIESTE PER I VERDENA

L’energia dei Verdena ha inondato il Teatro Miela di Trieste. La band bergamasca, impegnata nella promozione della sua ultima fatica in studio, il 27 aprile ha fatto tappa anche nella città friulana con un concerto che ha registrato il tutto esaurito. Verso le 21:00 i cancelli si sono aperti alla lunga fila di persone che attendeva fuori dal locale e che ha presto affollato il salone davanti al palco. Intorno alle 22:00 i capelli platinati di Roberta Sammarelli hanno fatto capolino tra gli amplificatori e le luci si sono abbassate.20150427_221202 Da qui in poi lo spazio è stato occupato solo da distorsioni su distorsioni, urla deliranti e dagli ormai tipici falsetti di Alberto Ferrari. 20150427_221156Com’era prevedibile, il trio si è concentrato prevalentemente sui brani tratti da “Endkadenz Vol. I”. Il live ha ritratto in maniera fedele le sonorità compatte del nuovo album, alternando esplosioni di energia a melodie più complesse e stratificate. L’apertura è stata lasciata al rock cadenzato di “Ho una fissa” che ha lanciato la serata in un crescendo continuo, passando per il singolo “Un po’ esageri”  e la magmatica “Sci desertico”. Le atmosfere si sono fatte un più leggere con l’accoppiata “Vivere di conseguenza” e “Contro la ragione”, per poi riesplodere in uno dei momenti più alti del concerto con l’esecuzione della convincente “Derek”. Il muff si è mangiato poco a poco ogni centimetro della sala, fino a quando, verso metà scaletta, ha fatto la sua comparsa la chitarra acustica per la tripletta un po’ Beatles, un po’ shoegaze di “Nevischio”, “Trovami un modo semplice per uscirne” e “Razzi Arpia Inferno e Fiamme”.20150427_221207 L’esecuzione ha reso bene l’idea della solidità della nuova produzione firmata Henhouse Studio. Le ultime canzoni devono molto all’esperienza maturata durante la scrittura di “Wow” (salta subito all’orecchio la presenza del pianoforte e dei cori), ma nell’insieme “Endkadenz Vol. I” sembra forse un po’ meno dispersivo del precedente doppio cd. Chitarre pesanti, batterie dalle sonorità kraut e tastiere si addensano dal vivo come nel disco, lasciando quasi perso lo spettatore in mezzo a un’atmosfera fumosa e graffiante. Non è mancata qualche concessione ai fan più affezionati che devono aver versato qualche lacrima di sana nostalgia sulle note iniziali di canzoni memorabili come “Valvonauta”, “Starless” o “40 secondi di niente”. A concludere il concerto ci ha pensato una quaterna di tutto rispetto, che grazie alla classica “Luna” ha fatto sgolare il pubblico. Il cerchio si è chiuso dopo quasi due ore con la malinconica “Funeralus”. Tornate le luci il Miela si è svuotato lentamente, mentre fuori la bella notte di Trieste è rimasta ad accogliere le orecchie stanche ma felici di un fiume umano sempre più sottile.20150427_232455

SCALETTA: Ho una fissa, Un po’ esageri, Sci desertico, Loniterp, Vivere di conseguenza, Contro la ragione, Derek, Starless, Attonito, Lui gareggia, 40 secondi di niente, Nevischio, Trovami un modo semplice per uscirne, Razzi Arpia Inferno e Fiamme, Inno del perdersi, Valvonauta, Puzzle, Scegli me, Isacco Nucleare, Rilievo, Nel mio letto, Luna, Don Calisto, Funeralus.