IN CANTINA CON UN CLICK È ONLINE L’E-COMMERCE DI VINI DOGARINA

Dal produttore al consumatore in un click, le porte della cantina Dogarina da oggi si aprono con l’e-commerce www.shop-dogarina.it, dove il cliente finale può provare direttamente l’emozione di acquistare vini di qualità in una vera e propria enoteca digitale.Per rispondere al cambiamento delle modalità di distribuzione dei vini e delle abitudini di acquisto dei consumatori, l’azienda vitivinicola Dogarina di Campodipietra (Tv) è giunta ad una svolta, realizzando un sito di vendita online che rappresenta un ponte diretto tra il polo produttivo e il cliente, corredato da immagini e video emozionali che pongono quest’ultimo al centro di un’esperienza d’acquisto unica ed entusiasmante.Per il progetto Dogarina si è affidata ad un team di professionisti esperti nella realizzazione di negozi online dalla forte competenza nel marketing digitale, che ha creato un e-shop ad hoc, assieme all’azienda, cercando di valorizzare i punti di forza della cantina e del suo territorio.L’azienda di Campodipietra gestisce la piattaforma, occupandosi direttamente dell’amministrazione degli ordini, dai pagamenti alla logistica fino all’organizzazione del web customer care, senza generare costi fissi di gestione. Grazie ad un magazzino centralizzato l’ordine viene evaso entro 24 ore dall’acquisto e, se accidentalmente il prodotto non dovesse giungere integro, è previsto perfino il rimborso totale.All’interno di www.shop-dogarina.it l’enonauta può trovare oltre cento etichette che ben rappresentano tutta l’ampia e completa gamma di vini dell’azienda trevigiana, nati dal rispetto della tradizione vitivinicola e delle moderne tecniche di elaborazione delle uve.Vini eleganti e ricercati, come le speciali Riserve che comprendono il Merlot One, il Ros De Plana, il Manzoni Bianco, il Decano e il Raboso, lasciati riposare per mesi in barrique dove acquistano particolari aromi e profumi, oltre ad etichette adatte a tutte le occasioni, come il Prosecco Doc e Docg e le recenti linee G&G e Cà di Pietra, ideate per piacere ai giovani.I vini acquistati vengono recapitati in tutta Italia e in Inghilterra direttamente dalla cantina, spediti in un imballaggio sicuro per evitare le rotture durante il trasporto, utilizzando involucri di cartone ecologico al 100% e riutilizzabile. La spedizione avviene senza intermediari a garanzia che il prezzo pagato è quello effettivo e senza aumenti di costo causati dalle operazioni di compravendita ed evitando così inutili passaggi e soste prolungate nei depositi, che rischiano di alterarne la qualità.Una piazza dove interagire e condividere giudizi e recensioni, potendo iscriversi anche alla newsletter per rimanere aggiornati su promozioni ed offerte, di sicuro un doppio vantaggio: per l’azienda un modo per sviluppare la propria online reputation e per il consumatore un modo certo ed immediato di verificare i vini attraverso le opinioni di altri utenti.

  www.dogarina.it




Venerdì 12 dic.ore 16.45 all’Auditorium della Galleria ‘A.Pizzinato’ La Compagnia della rosa “svela” un mistero botanico “Sulle tracce di una rosa perduta”

Venerdì 12 dicembre alle ore 16.45 all’Auditorium della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea ‘A.Pizzinato’ al Parco Galvani a Pordenone in viale Dante 33, verrà presentato il libro “Sulle tracce di una rosa perduta”, che tratta del mistero della rosa ‘Moceniga’. Ne parlerà l’autore Andrea di Robilant, in una conversazione con l’assessore alla cultura Claudio Cattaruzza del comune di Pordenone che sostiene e patrocina l’iniziativa promossa dall’’Associazione “La Compagnia delle Rose” in collaborazione con la GEA SpA.
Andrea di Robilant è un giornalista italiano che ha lavorato in Europa, America Latina ed ha trascorso diversi anni negli Stati Uniti come corrispondente per i quotidiani ‘la Repubblica’ e ‘La Stampa’. Nella sua attività di scrittore, dopo “Un Amore Veneziano”, e ‘Irresistibile Nord’, nello scrivere della quadrisavola Lucia Memmo Mocenigo in ‘Lucia nel tempo di Napoleone’, si è imbattuto nella cosiddetta ‘rosa moceniga’…
L’autore decide quindi di intraprendere un viaggio particolarissimo alla ricerca delle origini di questa rosa, che lo conduce fra i celebri roseti del castello di Malmaison, sede dell’imperatrice Joséphine Bonaparte, fino a un giardino rustico friulano, dove un’appassionata signora coltiva più di 1400 specie di rose antiche. Entra in contatto con illustri botanici e semplici appassionati, del passato e del presente, attraverso i quali scopre e condivide con i lettori aneddoti e segreti, notizie scientifiche e tecniche di giardinaggio, colori e profumi della rosa.
Jhumpa Lahiri, scrittrice statunitense di origine bengalese, così commenta il libro: “Andrea di Robilant ci fa capire come una rosa non sia semplicemente una rosa, ma un enigma che ha radici profonde nel passato e che al tempo stesso fiorisce in eterno.”
Ingresso libero.




Riccardo Dalisi a Trieste Incontro con l’artista martedì 25 novembre 2014 presso la Sala De Rinaldini del Consiglio Regionale,

L’incontro con il maestro Riccardo Dalisi, aperto al mondo della Scuola, agli artisti e designer ed al più vasto pubblico, avrà luogo martedì 25 novembre 2014 presso la Sala De Rinaldini del Consiglio Regionale, Piazza Oberdan 5, quarto piano, con inizio alle ore 17.

L’artista e designer Riccardo Dalisi prenderà parte al Bauhaus dei Giovani, progetto speciale del Gruppo Immagine, sostenuto dalla Regione FVG, quale arricchimento delle attività delle singole Scuole e delle reti scolastiche nel quadro dell’educazione non formale. ed orientato su una  lettura verso il contemporaneo degli arredi urbani dei centri storici.

Il  progetto  Bauhaus accresce,  con  molteplici  interventi  laboratoriali l’offerta  di  servizi educativi  nel  campo  della  didattica  dell’arte,  dell’educazione  mussale,  della storia del costume  nei centri storici, valorizzando  l’interesse delle scuole e dei giovani a conoscere  e godere dei beni e servizi culturali  presenti  nel territorio . Nell’area  tematica   dell’educazione  al  patrimonio  ed  allo sviluppo  sostenibile, dove la cultura  cooperativa  rappresenta  un’opportunità di formazione  culturale e  sociale il  progetto       considera  una  traccia  tematica  di  particolare  interesse interdisciplinare.  Viene valorizzata    l’osservazione    dei   centri   storici   con riferimento ai portali e agli arredi urbani riscontrabili nel territorio posti in essere nelle   varie   epoche:   fontane   ornamentali   e  monumentali,   statue-colonne, lampioni, panchine, espositori, ecc.con attualizzazione al contemporaneo.

Nella prospettiva “dell’amorevole cura del mondo” viene valorizzata l’osservazione dei centri storici con riferimento agli arredi urbani (fontane, colonne, panchine, lampioni, espositori, ecc.) presenti nel territorio posti in essere nelle varie epoche, facendo emergere nuovi segni, forme, colori secondo una nuova lettura che ha visto Riccardo Dalisi quale protagonista in molte città italiane.




Sabato 22 nov. ore 17.30 Il nobile Galgano da Montesiepi:Un templare in terra di Siena ASSOCIAZIONE ARCHEOSOFICA – SEZIONE DI SIENA

La vita di Galgano da Montesiepi, tanto ricca di contatti con i racconti leggendari ed epici del Santo Graal, della Tavola Rotonda, di Re Artù e piena di sorprendenti analogie che meritano una rilettura di questa enigmatica figura, sarà al centro dell’appuntamento che sabato 22 novembre alle ore 17.30 l’Associazione Archeosofica Sezione di Siena organizza nella sua sede di via Banchi di Sopra 72, ad ingresso gratuito.  Il mito di San Galgano, eremita e cavaliere, attraversa il tempo e si afferma nella storia portando con sé sia una potenza religiosa sia un insieme di significati simbolici straordinari.

La figura di Galgano diventa il modello di riferimento per il cavaliere medievale: armato di spada e di croce è infatti il fedele monaco-guerriero della Militia Christi.  Ecco allora che la sua vicenda biografica diventa un punto di riferimento imprescindibile per approfondire il ciclo degli “incontri del sabato” dedicati ai misteri che stanno alle origini della cavalleria templare e ai rapporti del famoso Ordine con la città di Siena.

 

Per informazioni 3661897344; Info.siena@boxletter.net




IL PREMIO LUCHETTA RIPARTE DALLA GIORNATA INTERNAZIONALE DEI DIRITTI DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA

La XII edizione del Premio Giornalistico internazionale Marco Luchetta riparte dalla Giornata internazionale dei Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: sarà infatti on line giovedì 20 novembre il bando per l’edizione 2015. La tutela dell’infanzia e dei suoi diritti rientra daParte 1.3 sempre nella mission e nel Dna del Premio Luchetta, così come la testimonianza dei contesti, spesso invisibili, nei quali i bambini sono minacciati da guerre, scontri etnici, emarginazione e povertà. Il Premio è stato infatti istituito dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin con la RAI per ricordare i giornalisti Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D’Angelo uccisi da una granata nel gennaio ’94, mentre stavano girando un servizio sui bimbi della ex Yugoslavia candidati al Premio Nobel per la Pace. Pochi mesi dopo era il cineoperatore triestino Miran Hrovatin a perdere tragicamente la vita, vittima di un agguato a Mogadiscio con la collega Rai Ilaria Alpi. A partire da quei tragici eventi, il Premio Luchetta ha messo al centro del suo sguardo l’attualità dei tempi, filtrata dall’angolo visuale dell’infanzia. Un “target” troppo spesso emarginato e silenziato dalle cronache, quanto strumentalizzato nelle logiche della comunicazione consumistica: il Premio Luchetta è nato dunque per valorizzare il giornalismo ‘di trincea’ che racconta e documenta, alle più svariate latitudini del pianeta, la sopraffazione delle Parte 1.4vittime più indifese delle società d’ogni tempo, i bambini. E con l’edizione 2015 si aggiunge, alle storiche sezioni del Luchetta, il Premio “I Nostri Angeli”, istituito dall’Unicef Italia e dalla Fondazione Luchetta: il riconoscimento verrà assegnato ad una testata che più si è distinta per aver approfondito i temi legati alla tutela dell’infanzia nel mondo. Non a caso nella rinnovata Giuria del Premio Luchetta, presieduta dal direttore di Rai Tgr Vincenzo Morgante, entra quest’anno il portavoce Unicef Italia Andrea Iacomini, giornalista e saggista, ospite nei mesi scorsi dell’edizione 2014 del Premio. Oltre a lui, accanto ai giurati storici del Premio Luchetta ci saranno anche il portavoce di Articolo 21 Beppe Giulietti e il direttore del settimanale Venerdì di Repubblica Attilio Giordano. La cerimonia di consegna dei riconoscimenti giornalistici si svolgerà nel prossimo mese di luglio a Trieste con il galà televisivo “I Nostri Angeli”, come sempre ripreso e trasmesso da Rai1. E a scandire il conto alla rovescia per la premiazione sarà un’intensa kermesse di incontri, dialoghi, anteprime e proiezioni: una vera “tre giorni” nel cuore di Trieste, per condividere con la città non solo l’evento culminante delle premiazioni, ma anche un vivacissimo dibattito con i protagonisti dell’informazione e della comunicazione del nostro tempo.

Potranno concorrere giornalisti, telecineoperatori e fotoreporter con i lavori pubblicati, trasmessi o diffusi tra il 1 aprile 2014 e il 31 marzo 2015, che dovranno pervenire alla segreteria del Premio entro il 10 aprile 2015. Il bando di concorso del Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta 2015, presente anche su Twitter al profilo @premioluchetta, sarà consultabile sui siti www.premioluchetta.it e www.fondazioneluchetta.org.

Come per il 2014 la partecipazione include le testate giornalistiche web, purchè registrate. Il Premio Luchetta TV News sarà esplicitamente riservato al migliore servizio giornalistico della durata massima di 5 minuti, mentre la categoriaReportage, dedicata ad Alessandro Ota per giornalisti e tele cineoperatori, sarà riservata ai servizi televisivi fino a 45 minuti, Infine il premio Luchetta per le pubblicazioni della stampa internazionale e per la migliore fotografia, dedicate rispettivamente a Dario D’Angelo e Miran Hrovatin. 




Mostra Fotografica Mittica : I protagonisti della storia del reportage. Venerdì 14 novembre alle ore 18 nella sala centrale della Galleria Harry Bertoia

In Corso Vittorio Emanuele a Pordenone, Guido Cecere docente di fotografia all’Accademia di Belle Arti di Venezia, presenterà l’incontro dedicato ai protagonisti della storia del reportage. Traccerà un excursus non certo esaustivo ma certamente significativo della fotografia, dal primo reportage di guerra, quella di Crimea, alla Secessione americana, dalla fotografia italiana tra e dei due conflitti mondiali alla dolcevita caratterizzata dalla nascita dei paparazzi, per giungere agli autori contemporanei. E’ l’ennesimo appuntamento di approfondimento delle tematiche che ruotano attorno a questo composito mondo, organizzate nell’ambito della mostra “Ashes/Ceneri – Pierpaolo Mittica Racconti di un fotoreporter -” allestita nella nuova struttura culturale già sede dell’anagrafe.
Questo è il quarto degli eventi collaterali alla mostra in cui sono esposte circa 150 immagini che, spaziando su 10 temi, raccontano degli effetti deleteri sull’uomo prodotti del progresso non controllato e non accompagnato nel sostegno all’etica. Il visitatore quindi si trova virtualmente a confrontarsi con le conseguenze della guerra nei balcani, con le contradizioni tra sviluppo e povertà in India, con le ripercussioni sociali ed umane prodotte dall’inquinamento nucleare e dai disastri ecologici, con la piaga dei bambini schiavi in Bangladesh ed anche con le condizioni di lavoro dei minatori di zolfo nell’isola di Java.
A tal proposito una seguita trasmissione televisiva andata in onda di recente, ha avuto come scenario il cratere di un vulcano con un lago sulfureo di un verde innaturale, da cui si estrae appunto lo zolfo. Interessante risulta il raffronto fra i scenari reali e le condizioni di lavoro dei minatori che, tra fumi tossici, su massacranti ed impervi percorsi trasportano lo zolfo in due ceste unite da una canna di bambù con carichi da 70 a 100 chili riprodotte nelle foto scattate da Pierpaolo Mittica e le idilliache immagini trasmesse dalla televisione.




BOLOGNA : Aperte le iscrizioni ai workshop e ai talk di food design di Francesca Zampollo > 15-29 novembre

Attraverso un’open call internazionale Francesca Zampollo ha raccolto le testimonianze di chi ha voluto condividere il proprio personale significato attribuito ad un particolare cibo: una video-installazione costituita da un collage dei diversi contributisarà visibile negli orari di apertura della galleria.  Eccovi un’anticipazione!

Francesca Zampollo

Francesca Zampollo

 

Francesca Zampollo incontrerà il pubblico della galleria: gli incontri sono su prenotazione a numero chiuso.

Sabato 15 | 22 | 29 Novembre  :
Dalle h.15.00 > 
Food Design Workshop (durata 2 ore e mezza | costo 15 euro)
Come si progetta il cibo? Come si generano idee nuovi piatti? Cosa fa il Food Designer? In che modo il Design può aiutare lo Chef a diventare Designer? Che storia vuoi raccontare con il tuo piatto? Queste sono alcune delle domande che troveranno risposta in questo workshop interattivo in cui i partecipanti verranno introdotti a due metodi usati per generare idee innovative: le Thoughts for Food Cards progettate da Francesca Zampollo per sfruttare tutti gli aspetti che influenzano la percezione del cibo e la stessa tecnica usata dallo chef Ferran Adrià per rifinire l’idea e creare un prototipo iniziale.

Dalle h.18.30 > Talk interattivi (durata 1 ora e mezza | costo 10 euro)
Programma tematico:  Sabato 15 Novembre
Food Design: un’introduzione alla disciplina e le sue sub-discipline
Cos’è il Food Design? In questa prima ‘presentazione interattiva’ verrà presentato l’intero mondo del Food Design, in tutte le sue sfaccettature e attraverso le sei principali sottocategorie: Design With Food, Design For Food, Design About Food, Eating Design, Food Space Design ed infine Food Product Design. Durante la presentazione i partecipanti interagiranno tra loro e con il cibo, in un viaggio di esplorazione sul ruolo dei Design nel panorama del cibo. Ci saranno, assaggi, sorprese, e possibilmente scoperte, concludendo con un mini workshop in cui I partecipanti ‘si sporcheranno le mani’ nella progettazione di… Per scoprirlo dovrete venire! Vi aspettiamo numerosi!

Sabato 22 Novembre  Food Design: dai sensi ai ricordi
Questa seconda ‘presentazione interattiva’ seguirà il percorso dell’esperienza del cibo, dal cibo e l’interazione con i sensi, alla creazione di significati, alle emozioni ed infine i ricordi. In questa serata verranno presentate al pubblico sfide culinarie, assaggi, contenuti e riflessioni: un percorso di esperienza su come e perché i significati vengono attribuiti al cibo, e ricordi indelebili vengono creati. Ci saranno sorprese, sapori nuovi ed… incertezze culinarie.

Sabato 29 Novembre  In Search of Meaningful Food (Alla Ricerca del Significato del Cibo)
Quest’ultimo incontro sarà completamente dedicato al progetto “In Search of Meaningful Food”. In questa serata risponderemo alle domande: perché’ il cibo diventa significativo? Qual è l’elemento, la caratteristica di un cibo e della sua esperienza, che lo rende significativo e indimenticabile? Quali emozioni suscita il cibo più significativo? Quali emozioni vengono ancora suscitate dal ricordo di quel cibo? Qui verrà presentata l’analisi e l’interpretazione dei 100 video raccolti in questi ultimi mesi: video di persone da tutto il mondo che raccontano la storia del loro cibo più significativo, del loro meaningful food. Cercheremo insieme di rispondere a questa domanda: i significati del cibo, sono trasferibili da persona a persona? Assaggeremo alcuni di quei cibi, piangeremo e rideremo, e viaggeremo nei ricordi di queste persone.
Il progetto “Francesca Zampollo _ In Search of Meaningful Food (Alla Ricerca del Significato del Cibo)” fa parte del network “City of Food” coordinato dai partner di EXBO (Comune di Bologna, Caab, Bologna Welcome, Fondazione Alma Mater, Fondazione Marino Golinelli, Camera di Commercio, Bologna Fiere)




ALESSANDRO FERRARI A TRIESTE PER LA TAPPA DEDICATA ALLA COMUNICAZIONE ASSERTIVA

Sarà l’NH Hotel di Trieste ad ospitare la tappa giuliana del seminario tenuto da Alessandro Ferrari, martedì 28 ottobre alle ore 21.00.

Il primo brand coach italiano ha fatto della comunicazione e dello sviluppo personale la propria carriera da formatore e professionista dopo anni di collaborazioni con imprese italiane e multinazionali, quali ad esempio Barilla. Dopo avere formato oltre 50.000 persone in aula solo negli ultimi 5 anni, porta a Trieste il suo esclusivo tour dedicato alla comunicazione assertiva.

Quante volte capita di sentirci sminuiti e di non riuscire a reagire come vorremmo: con il capo, i nostri figli, talvolta persino con il partner o gli amici. In questo seminario rifletteremo sui modi di comunicare sbagliati che adottiamo ogni giorno, o ai quali ci troviamo di fronte, e impareremo come interagire correttamente con noi stessi e con il prossimo. Per imparare a dire qualche no e farci rispettare quando qualcuno ci sminuisce, senza prevaricare gli altri.
Dedicato al miglioramento del proprio modo di comunicare, sarà un’esperienza adatta a uomini e donne di qualsiasi età e professione.

Per accreditarsi al seminario non sono necessari prerequisiti professionali, basta semplicemente seguire il link

http://www.afcformazione.it/tecniche-di-comunicazione/comunicazione-assertiva/

L’adesione, assieme alla presenza in serata, permetterà di ricevere via email l’esclusivo flowchart e-book in regalo contenente tutti gli argomenti trattati durante il seminario.




Talk tra Umberto Galimberti e Franco Guerzoni, Triennale di Milano, 29 ottobre ore 18.30

Per un buon uso delle rovine è una conversazione tra il filosofo e psicanalista Umberto Galimberti e l’artista Franco Guerzoni pensata come momento di approfondimento sulla mostra Nessun luogo, da nessuna parte – Viaggi Randagi con Luigi Ghirri e sull’omonimo libro edito da Skira, in cui si narra dell’amicizia e della collaborazione tra Franco Guerzoni e Luigi Ghirri negli anni della loro formazione, dei loro “viaggi randagi” nella campagna modenese a cavallo tra gli anni sessanta e settanta.

Il dialogo si svilupperà attorno ad alcune foto selezionate tra quelle di Ghirri presenti in mostra: immagini di aie, rovine, impalcature, case abbandonate, ma anche di azioni estemporanee e interventi più o meno concordati.

Ogni foto diventerà così il punto di snodo di una rievocazione che può dispiegarsi solo per frammenti, e la possibilità di una riflessione su alcuni argomenti che le immagini sottendono: la definizione dell’identità e gli irrisolti, il peso delle influenze, la vitalità della provincia, il viaggio di formazione, l’impegno.

La mostra Nessun luogo, da nessuna parte – Viaggi Randagi con Luigi Ghirri prosegue all’Impluvium della Triennale di Milano fino al 9 novembre.

L’incontro è promosso da Triennale di Milano, Skira editore e Nicoletta Rusconi Art Projects.




Mostra Pierpaolo Mittica: La fotografia è oggettiva? Venerdì 24 ott. alle ore 18 presso la Galleria Harry Bertoia a Pordenone

In corso Vittorio Emanuele si terrà il terzo incontro degli appuntamenti collaterali organizzati a margine della mostra fotografica “Ashes/Ceneri- Pierpaolo Mittica Racconti di un fotoreporter.
L’approfondimento dal titolo “ Immagine e verità: la prospettiva filosofica” moderato da Angelo Bertani curatore della mostra, sarà curato da Flavia Conte docente di filosofia.
Immersi in un mondo di immagini dovremmo sempre porci il problema della loro interpretazione. Ci sono immagini create apposta per mentire e ce ne sono invece altre che ci permettono di conoscere ciò che altrimenti rimarrebbe in ombra. La filosofia fin dalle sue origini si è posta la questione della problematicità del vedere e del suo difficile approccio alla verità. Anche la fotografia non può sottrarsi a tale dibattito, tanto più che alle sue origini si è autodefinita la più oggettiva delle arti. Ma di certo il rapporto tra realtà e verità non è mai scontato e dunque va continuamente verificato e analizzato: diversamente, una concezione ingenua dell’immagine si presterebbe alle più diverse strumentalizzazioni.
Flavia Conte è docente di Filosofia al Liceo Leopardi-Majorana di Pordenone. Allieva di Emanuele Severino, ha svolto il dottorato di ricerca in Sciences de l’Education a Parigi. Tra le sue pubblicazioni: Episteme e insegnamento: Sulla responsabilità filosofica del sapere (Milano 2010), L’insegnamento impossibile: Sul sapere postmoderno (L’Aquila 2011) e l’antologia di testi letterari di Gaston Bachelard, Il poeta solitario della rêverie (Mimesis, 2011). Ha curato Conversazioni sul postmoderno. Letture critiche del nostro tempo (Mimesis, 2013).
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