CaterRaduno a Senigallia – Annunciata partnership Rai Radio 2 e Lucca Comics&Games 2015

Annunciata il 29 giugno a Senigallia, al CaterRaduno della trasmissione Caterpillar di Rai Radio 2, la partnership tra il secondo canale radiofonico nazionale e Lucca Comics & Games che si coniugherà in una serie di appuntamenti on air e dal vivo, prima e durante l’appuntamento dell’edizione 2015 del Festival internazionale del Fumetto, del Gioco e dell’Illustrazione (Lucca 29 ottobre-1 novembre 2015).

Presentati a Senigallia il tema dell’edizione 2015 di Lucca Comics & Games: “Sì, viaggiare…”, ed il manifesto ufficiale di quest’anno.
Il 29 giugno era ospite del CaterRaduno anche il disegnatore Andrea Paggiaro, in arte Tuono

Tuono Pettinato fotofdi Niccolò Caranti

Tuono Pettinato fotofdi Niccolò Caranti

Pettinato, presente in veste di “migliore autore unico 2014” premiato con il Gran Guinigi, l’Oscar del fumetto che ogni anno si assegna a Lucca Comics & Games, e sarà anche ospite dell’edizione 2015 con una mostra personale.
Spazio anche al vicedirettore del festival lucchese, Emanuele Vietina che ha annunciato a presenza di Radio2 alla prossima edizione nel mese di ottobre.
Il 30 giugno, sempre a Senigallia, era ospite del CaterRaduno un altro noto fumettista italiano, Giuseppe Palumbo, disegnatore tra l’altro

Giuseppe Palumbo foto di Alessio Sbarbaro

Giuseppe Palumbo foto di Alessio Sbarbaro

per Martin Mystère, Diabolik e Desdy Metus, l’Insonne, anch’egli Gran Guinigi come “miglior disegnatore 2013”,
Il Direttore Renato Genovese sottolinea la propria soddisfazione per questa rilevante partnership: «Le aspettative, l’atmosfera e l’entusiasmo del CaterRaduno si fondono perfettamente con le coordinate di Lucca Comics & Games: due eventi dove i partecipanti sono i protagonisti e la cultura pop si respira tra le strade e nelle piazze».
«Lucca Comics & Games – sottolinea il sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini – dimostra ancora una volta di saper attrarre sul festival l’attenzione dei media nazionali e, soprattutto, di porsi come uno dei motori di promozione della città, portando Lucca sempre più alla ribalta a livello nazionale ed internazionale e contribuendo ad una ricaduta positiva su tutto il territorio in termini di turismo e di cultura».

Maggiori informazioni al sito: http://www.luccacomicsandgames.com

MASSIMO FABRIS




SUCCESSO PER “COOP&ROCK2015”, IL FESTIVAL DELL’INTEGRAZIONE

Sabato 27 giugno si è tenuta l’edizione 2015 dell’evento “COOP&ROCK-SPORT&MUSICA…GENETICAMENTEDIVERSI”. Per il sesto anno consecutivo l’associazione di promozione sociale “OltreFutura” ha organizzato una giornata all’insegna della musica e del divertimento: un vero e proprio festival dedicato all’integrazione di persone con disabilità. Quest’anno la scelta della location è caduta sul campo sportivo del Santuario di Madonna di Rosa, a San Vito al Tagliamento.

L’iniziativa è stata resa possibile anche grazie al patrocinio del Comune e alla collaborazione di Cantine di Ramuscello e San Vito, Molino Moras di Trivignano Udinese e Conad.

Tra le 10:00 e le 19:00 si sono svolti i tornei: di calcio a 7 durante la mattina, di pallavolo nel pomeriggio. Vi hanno preso parte squadre formate da associazioni e realtà sociali provenienti da tutta la regione e nelle quali sono state coinvolte anche persone con disabilità o in condizioni di svantaggio.

Dalle 18:00 alle 24:00, nonostante la pioggia, a farla da padrone è stata la musica: prima con il rock dei The Strangers, gruppo nato dalla collaborazione di operatori e utenti all’interno della cooperativa sociale “Futura”; poi con il jazz manouche dei Maramao Swingtet (special guest Luca Ferraris). A chiudere la serata ci ha pensato la consolle affidata al dj Mick Walton.

Dalle 11:30 e per tutta la giornata un chiosco ha allietato i presenti con panini, patatine, bibite e anguria. Inoltre, sono state allestite delle bancarelle in cui si potevano trovare la t-shirt dell’evento, i prodotti della cooperativa e abiti usati, per adulti e bambini, parte del progetto “Guarda che Roba”.




MILANO : Dal campano Centro culturale Arianna la collettiva ODE TO FOOD

Cibo da mangiare con gli occhi: E’ Ode to food, l’esposizione collettiva, composta dalle opere di ben 32 artisti, inserita nella Milano art Week.

Un ode al cibo ed all’arte contemporanea con lavori appartenenti alla categoria della pittura, della scultura, della fotografia, una installazione ed un’opera di video-arte.

Doppia esposizione a Milano: da sabato 27 giugno a sabato 4 luglio 2015 presso la Chie Art Gallery di viale Premuda 27 (l’inaugurazione è in programma per sabato 27 giugno alle ore 19.00) e da giovedì 2 luglio a giovedì 9 luglio 2015 presso la Galleria Pisacane Arte di via Carlo Pisacane 36 (l’inaugurazione è in programma per giovedì 2 luglio alle ore 19.00).

La mostra, ad ingresso libero, è promossa dall’Associazione Centro Culturale Arianna, con la curatela dell’esperta d’arte Gina Affinito.

Il presupposto

Il filosofo Ludwig Feurbach sostiene che l’uomo sia ciò che mangia, mentre l’antropologo Claude Levi Strauss, recentemente scomparso, sostiene che l’uomo mangia non solo ciò che è buono da mangiare ma anche e soprattutto ciò che è buono (ed opportuno) da pensare. Quindi ciò che è conforme alla sua struttura sociale di riferimento, alla sua affettività ed al suo credo. In definitiva si nutre di idee oltre che di cibo.Il cibo è vita, non solo perché è essenziale al suo mantenimento, ma anche perché è fiammella di sentimenti come la felicità ed il dolore. Il cibo è vita, così come la sua assenza o penuria, o al contrario il suo eccesso, è foriero di malattie e morte.Le lancette del cibo segnano l’ora di momenti di convivialità ed aggregazione, dove si intrecciano amori e lievi capricci, o si concludono affari, perché, come recita un vecchio adagio, a tavola non si invecchia”.Cibo che unisce, come succede per l’olio, simbolo della cultura e della saggezza contadina, usato per condire un semplice pezzo di pane. Cibo che divide, portando con sè odio e morte, come accade per il cosiddetto olio nero, il petrolio, re e signore di tanti conflitti, che arricchisce pochi e affama molti.Il cibo nutre i rapporti umani, così come la sua assenza o scarsità, li depriva, fino ad atrofizzarli irrimediabilmente. Perché per cibo intendiamo non solo quello che dalla gola arriva allo stomaco, ma anche quello che si dimostra capace di arricchire l’anima di emozioni ed esperienze.

Quindi è il momento di “cibarci d’arte”, alimentando la mente e facendo respirare l’anima, gustando a piccoli e saporiti sorsi il “bello da mangiare”, il cibo buono da mangiare e bello da vedere, come lo definisce Ave Appiano, esperta di semiotica dell’arte, nel suo omonimo libro.Il cibo, da sempre, è indissolubilmente legato alla storia dell’arte. Si pensi solo all’excursus dalle nature morte, presenti sin dall’antichità, ai floridi corpi boteriani, che del cibo si fanno rappresentanti.Il cibo per l’arte è come il dio Mercurio per l’Olimpo: colui a cui è affidato il delicato compito di comunicare numerosi messaggi.

Il Progetto

Ode To food è un progetto nato dall’incontro con la fotografa americana Beth Galton, che con il suo obiettivo puntato su tutto quello che nutre la vita e un portfolio ideale per gustare still life saporiti, odi alla patata, texture commestibili e la singolare prospettiva offerta dal Cut Food, indaga sugli aspetti estetici ed artistici del cibo, attraverso lo svelamento di quelle prospettive interne, invisibili allo sguardo affamato, ed attraverso la realizzazione di opere che sono una vera e propria poesia visuale.

Gli artisti selezionati:

Un’apposita commissione di esperti ha selezionato 32 artisti. Ecco l’elenco completo:

Maria Luisa Acciaioli, Maria Grazia Algisi, Nicola Ancona , Anna De Rosa, Marilena Di Gianvito, Amedeo Esposito, Francesco Fai, Cristina Flaviano, Antonio Franchi, Marisa Fusco Shakar Galajian, Tommaso Infè , Zaklina Jacoby, Laura Longhitano, Gabriella Lusignani, Giovanna Magugliani, Leonardo Martellucci, Chiara Margherita Mazza, Tittina Mirra, Antonella Modaffari Bartoli, Maurizio Muscettola, Gaia Pasini, Michele Salvatore Pellegrino, Marco Perini, Ivan Pili, Federico Pisciotta, Tina Racioppi, Piero Roca, Maria Antonietta Scala, Marina Taroni, Orlando Tocco, Raffaella Vaira.

Guest artist: Beth Galton Food Photographer.

Patrocini
La Rassegna è realizzata con lAlto Patrocinio Morale UNESCO Napoli, sotto gli auspici di EXPO in città 2015 e rientra tra le iniziative artistiche sponsorizzate e supportate dalla Camera di Commercio di Milano.

Infatti sin da subito è risultato nevralgico ai fini della promozione e del sostegno morale del progetto il partenariato con le due Istituzioni depositarie delle iniziative legate all’Esposizione Universale 2015, Camera di Commercio di Milano ed EXPO in CITTA’. L’esposizione è stata ufficialmente inserita tra gli eventi ritenuti “più meritevoli” nell’incrementare l’attrattività della città durante il periodo Expo.

La Location
Due Gallerie milanesi in due zone di prestigio:

  • Galleria “Chie Art Gallery” (Viale Premuda 27 – www.chieartgallery.com)
  • Pisacane Arte (Via C. Pisacane 36 – http://galleria.pisacanearte.it/)

Le date e gli orari:

Vernissage presso la Chie Art Gallery giovedì 27 giugno 2015 h 19.00. La mostra sarà visitabile da sabato 27 giugno a sabato 4 luglio 2015.

Vernissage presso la Pisacane Art Gallery il 2 luglio h 19.00. La mostra sarà visitabile da giovedì 2 luglio a giovedì 9 luglio 2015.

L’esposizione sarà visitabile alla Chie Art Gallery dal martedì alla domenica dalle 11.30 alle 19.00

L’esposizione sarà visitabile alla Galleria Pisacane Arte dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 19.00. Il sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00.




“Orecchiette nelle gnostre” – 3 e 4 agosto a Noci (Bari)

 Obiettivo Orecchiette, uno scatto per raccontare il prodotto principe della Puglia

Le foto dovranno pervenire non oltre il 23 luglio.

Obiettivo Orecchiette, uno scatto per raccontare il prodotto principe della Puglia, famoso in tutto il mondo e coglierne l’essenza, descrivendo in immagini il legame tra il prodotto e il territorio. L’iniziativa è la sfida lanciata dal grande appuntamento enogastronomico pugliese “Orecchiette nelle gnostre” che si terrà il 3 e 4 agosto a Noci (Bari), città dell’enogastronomia.Il contest fotografico dovrà contenere come soggetto l’orecchietta. Per poter partecipare, bisognerà iscriversi e inviare la propria fotografia sul sito www.orecchiette.org entrando  nell’area dedicata http://www.orecchiettenellegnostre.it/caricamento-foto.html.

Sarà una giura tecnica di alto livello, composta 5 importanti fotografi di fama nazionale, Dino Frittoli, Flavio&Frank, Silvio Bursomanno e Antonio Zanata, a decretare le dieci foto finaliste. Gli scatti saranno stampati su un supporto di cm 100×100 per poi essere esposti durante “Orecchiette nelle gnostre” (3-4 agosto 2015) nel chiostro delle Clarisse, cuore del centro storico di Noci (Ba).Importante il coinvolgimento del pubblico che lunedì 3 agosto potrà votare la foto più bella attraverso l’apposita app di Orecchiette nelle gnostre. Il vincitore finale verrà decretato tenendo conto del voto del pubblico (50%) e del voto della giuria (50%) e riceverà un premio di 300 euro.

Le foto dovranno pervenire non oltre il 23 luglio e per scaricare il regolamento http://www.orecchiettenellegnostre.it/altro/item/21-regolamento-concorso-fotografico-obiettivo-orecchiette.htmlOrecchiette nelle gnostre è patrocinato dal comune di Noci, dall’assessorato alle risorse Agricole della Regione Puglia, da Expo Padiglione Italia, da Ais e promossa e organizzata da Indde – industria di idee, che dopo quattro anni di esperienza maturata nella città di Grottaglie (Taranto), ha colto questa nuova sfida come un’importante occasione di crescita per una futura proiezione oltre i confini nazionali dell’evento.

Per informazioni: www.orecchiette.org; tel. 099/5668560




“OLTRE L’INVISIBILE” DEBUTTA IN PIAZZA A PORDENONE

Giovedì 11, in Piazza XX Settembre, presso il Chiostro della Biblioteca Civica di Pordenone, è andato in scena “Uno spettacolo nello spettacolo”. Con il patrocinio del Comune, la Compagnia “Oltre l’invisibile” dell’Anffas Onlus locale ha realizzato una performance di danceability e teatrodanza.

La danceability è un’espressione artistica e creativa che permette a persone abili e disabili di incontrarsi e ballare insieme, facendo risaltare le capacità fisiche ed espressive di ognuno. Lo scopo è rendere accessibile a tutti il linguaggio della danza, senza preclusioni di età, di esperienza o di condizione fisica e mentale. La prerogativa è proprio l’incontro tra diverse realtà. Muovendosi con l’altro, ognuno di noi può spingersi oltre i propri limiti e fare nuove esperienze delle sue abilità.

Danceability 1La scelta della suggestiva location è stata giustificata dalla volontà di dare un senso di maggiore integrazione al debutto della Compagnia.

Le splendide coreografie ideate da Lorella Ideari, coordinatrice dei servizi del Centro “Giulio Locatelli”, sono state molto apprezzate dalle oltre 250 persone presenti, che hanno seguito i danzatori con viva emozione e grande ammirazione.

L’accompagnamento è stato affidato all’eclettico Gianni Massarutto, artista di respiro internazionale che con la sua armonica a bocca ha reso gesti ed emozioni unici e indimenticabili.

Per la buona riuscita dell’evento un ringraziamento va anche alla voce narrante della serata, la dottoressa Nadia Sinicco, ai volontari, ai danzatori e a tutte le persone che, con grande partecipazione, hanno fatto sì che “L’Invisibile” colorasse la città.

massimiliano drigo




LA GRANDE GUERRA A PIEDI: IL VIAGGIO “CONTINUA” A PORTOGRUARO

Zaino, bastone, coltellino svizzero, telecamera e taccuino. Eccoli qui, i fedeli compagni di viaggio del giornalista triestino Nicolò Giraldi. Partito dal Regno Unito il  10  maggio  2014,  dopo  diversi  mesi  di allenamento, il giovane ha affrontato un intenso cammino lungo il fronte della Prima Guerra Mondiale, attraversando ben sette paesi prima di arrivare alla meta, Piazza Unità d’Italia a Trieste. Ma quello di Giraldi è stato prima di tutto un viaggio nella memoria, confluito, passo dopo passo, nel libro “La Grande Guerra a piedi. Da Londra a Trieste sui luoghi del primo conflitto mondiale”, edito dalla casa pordenonese “Biblioteca dell’Immagine”. Giovedì 11 giugno 2015 questo cammino nella storia passerà anche per Portogruaro, dove, dalle 20:30, presso il Caffè Letterario “Donati” si terrà la presentazione dell’opera.

la grande guerraNicolò Giraldi non poteva aspettare. Spinto dall’amore per la storia e dal desiderio di vivere l’Europa vera, quella che ha lottato e sofferto, ha inforcato le scarpe ed è andato lì, ad incontrare le persone che ogni giorno lavorano per conservare il ricordo dell’evento che ha lacerato intere nazioni.

Ispirato anche dal celebre scrittore e viaggiatore britannico Patrick Leigh Fermor, il giovane ha cominciato a camminare, inseguendo il fantasma dell’omonimo bisnonno istriano, fante austroungarico spedito da Pola sull’immenso e sconosciuto fronte orientale e fatto prigioniero dai Cosacchi.

«Nel suo viaggio in bilico fra due epoche, Giraldi compie l’unica scelta possibile. Evoca invece di commemorare. – spiega il giornalista Paolo Rumiz nella prefazione del libro – Chiama in causa i morti, cerca di parlare con loro. Va oltre il libro di storia. Si sforza di sentire prima di capire. I suoi scarponi diventano quelli del nonno, e così il fango, la pioggia, la sete, il cibo che contiene il sapore dei luoghi».

I due mesi vissuti da Nicolò Giraldi sono stati ricchi di esperienze ed emozioni, le stesse che vivono ancora tra le parole e che porteranno quanti lo vorranno oltre il proprio tempo, al di là delle linee di fuoco.

massimiliano drigo




“QUANDO ERAVAMO SWING”: I TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI E LA ABBEY TOWN JAZZ ORCHESTRA PARTONO DA SAN VITO AL TAGLIAMENTO

I Tre Allegri Ragazzi Morti, presa sottobraccio la Abbey Town Jazz Orchestra, hanno trascinato la calda notte di San Vito al Tagliamento in un vortice swing. Il 1 20150601_222246giugno la gremita Piazza del Popolo ha assistito alla prima data del tour promozionale di “Quando eravamo swing”, nuovo progetto nato dalla collaborazione del trio pordenonese con la grande orchestra jazz di Sesto al Reghena. Una location quasi d’obbligo: proprio il Teatro Arrigoni di San Vito ha ospitato un anno di registrazioni in presa diretta, poi rifinite presso l’Alambic Conspiracy Studio dalla mano esperta di Paolo Baldini. Dieci canzoni dei TARM hanno così ripreso vita sotto una nuova luce, ritrasformate grazie al lavoro del pianista Bruno Cesselli, direttore della ATJO, del trombettista Mirko Cisilino e dal sassofonista Igor Cecchini.

20150601_232057L’esibizione ha avuto inizio intorno alle 22:00. Dopo l’intro strumentale, l’ingresso di un impellicciato Davide Toffolo ha aperto le danze con “La mia vita senza te” e “Signorina Primavolta”, seguite a ruota dalle nuove tracce e da qualche arrangiamento non contenuto nell’album (“Il principe in bicicletta”). Verso metà concerto, il clima swing ha lasciato spazio a una dimensione un po’ più contenuta e in linea con il repertorio tradizionale della band (“Di che cosa parla veramente una canzone”, “La tatuata bella”). Lo spettacolo, infatti, ha voluto essere un’occasione per “raccontare” la musica, partendo da com’era negli anni Venti-Trenta fino ad arrivare ai giorni nostri. Durante la serata si sono alternati sul palco vari artisti, tra cui anche Maria Antonietta che ha prestato la sua voce per l’esecuzione della bella “Occhi Bassi”. A chiudere il concerto ci ha pensato il bis di “La mia vita senza te”, che ha riunito sul palco tutti i musicisti per il saluto al pubblico e i consueti bacini “rock’n’roll!”.

Il live ha sicuramente beneficiato della solidità tecnica della Abbey Town Jazz Orchestra. Tuttavia, mentre alcune tracce hanno piacevolmente sorpreso (“La faccia della Luna”, “Puoi dirlo a tutti” e la già citata “Occhi Bassi”), altre (“I cacciatori”, “Il mondo prima”) si sono dimostrate più difficili da seguire. Il contatto con il pubblico ha enfatizzato non solo il coraggio, ma anche lo sforzo notevole che sta dietro “Quando eravamo swing”. Se è evidente il pregevole tentativo di 20150601_232106conciliare sensibilità ed esperienze totalmente differenti, lo è altrettanto il fatto che, in alcuni momenti, gli arrangiamenti ricchi della big band sembrano guardare storto alla semplicità delle linee vocali di Toffolo e, in generale, a quello sguardo adolescenziale e romanticamente scanzonato che fa da sfondo a tutta la musica dei TARM.

Certo, bisogna tenere a mente che non stiamo parlando dell’ultimo disco dei Morti, ma di un progetto diverso e di più ampio respiro. Si tratta di una creatura nuova, che, nel bene e nel male, porta comunque avanti un messaggio importante: nella musica bisogna osare.

 

Massimiliano Drigo




MERAVIGLIOSA COMPLESSITA’ FESTIVAL – 2015 TRIESTE PARCO DI SAN GIOVANNI 6-7 GIUGNO 2015

Due giorni dedicati alla “Meravigliosa Complessità!”, nella suggestiva cornice del Parco di San Giovanni a Trieste che

Spazio Jack Villas

Spazio Jack Villas

si animerà per ospitare sabato 6 giugno e domenica 7 giugno il meeting dove la fisica incontra la medicina, l’arte e la spiritualità. Una piazza dove scambiare conoscenze e sapere tra diverse discipline che si intrecciano nella loro complessità. Nasce così la prima edizione del Festival “Meravigliosa Complessità!”, ideato da AMeC – Associazione Medicina Complessa con Smile Tech. AMeC, presieduta dal medico e ricercatore Fabio Burigana, festeggia così i suoi primi dieci anni di attività, con un evento ricco di spunti di riflessione. Fino dalla sua fondazione, l’associazione ha posto al centro l’integrazione degli approcci terapeutici affiancando alle cure tradizionali altre prospettive di trattamento, per ampliare le possibilità di aiuto ai pazienti anche affetti da patologie oncologiche e neurodegenerative croniche. Trieste città della scienza ma anche attenta alla diversità nelle sue mille sfaccettature diventa per due giorni il centro propulsore di un messaggio di libertà e benessere fruibile a tutti. Si parlerà di fisica, medicina, psicologia, benessere, alimentazione, salute, con più di 50 relatori che saranno i protagonisti di lezioni magistrali, reading, dialoghi, workshop, tavole rotonde. Ci sarà spazio anche per improvvisazioni musicali, spettacoli teatrali, seminari dedicati allo yoga, laboratori di pittura e fotografia, di medicina alternativa tutto all’insegna della complessità nell’intrecciarsi di vita e conoscenza.

Fabio Burigana

Fabio Burigana

«L’iniziativa – spiega il coordinatore Fabio Burigana – nasce dalla consapevolezza che le idee innovative fermentano e si producono quando discipline con storie e metodi diversi comunicano tra di loro. La complessità è chiave d’accesso privilegiata verso nuove vie e nuove scoperte: in questo senso, la fase iperspecialistica che alimenta la ricerca nel nostro tempo difficilmente potrà giovare all’ ampliamento di visione della realtà, e quindi alla capacità di risolvere i problemi che la nostra epoca richiede in maniera sempre più drammatica». Di qui il fitto programma di incontri che si svilupperanno nel corso dei due giorni di meeting a partire dalla complessità. Con Marinella De Simone, Presidente e Direttore Scientifico del Complexity Institute APS e docente della Complexity Management Business School, si parlerà di “Le intelligenze relazionali: un approccio complesso all’apprendimento“. Il sociologo Raffaello Maggian docente di Pianificazione sociale all’Università di Trieste, racconterà di “Trieste: una città ad elevata complessità sociale”. Ampio spazio sarà dato al dibattito attorno al bosone di Higgs sulle recenti scoperte e le future ricerche, con numerosi esperti tra cui il fisico teorico Abdelhak Djouadi medaglia d’argento del Cnrs. Ricco il programma dedicato alla psicologia dalle “Parole d’amore : il sacro e la trasformazione” con la psicologa e psicoterapeuta Mara Breno all’arteterapia nel seminario con Gloria Clauser sulla figura di Frida Khalo. Per gli appuntamenti rivolti al campo della medicina particolare attenzione sarà data ad una visione sistemica della cura di chi si prende cura di persone con disagio psichico: ne converserà Maurizio Cannarozzo, omeopata Medico del Lavoro e Vicepresidente Amec con la psicoterapeuta Ernestina CarielloAnche la musica sarà al centro del dibattito sulla complessità con un seminario dedicato all’Armonia e diversità del linguaggio comunicativo in musica con il bluesman Mike Sponza, la producer Laura Baruca, il musicista Moreno Buttinar e Alex Petroni, docente di Music management e Comunicazione presso il Saint Louis College of Music di Roma.

Spazio anche per le improvvisazioni musicali del gruppo Indie Rock Post-Antico Merovingi: Francesco Pelosi voce, – Enrico Fava tastiere, Gabriele Fava al sax, Salvatore Siracusa chitarra elettrica, Gianluca D’Alterio basso elettrico e Alessandro Aldrovandi alla

Giuseppe O. Longo

Giuseppe O. Longo

batteria che si esibiranno in concerto sabato 7 giugno. La narrazione sonora sarà introdotta da alcuni cenni ai simboli cui fanno riferimento i brani scelti. Il teatro recita la scienza nello spettacolo firmato da Giuseppe O. Longo docente di teoria dell’Informazione, narratore e drammaturgo “Un trapianto molto particolare”, con Norina Benedetti: cosa può accadere se il cervello di una donna viene trapiantato nel corpo di un uomo e viceversa.

“Meravigliosa complessità!” aderisce alla sesta edizione del Festival della Complessità ed è organizzato con il patrocinio del Comune e della Provincia di Trieste, l’Azienda per l’assistenza sanitaria n.1 triestina e l’Azienda Ospedaliero Universitaria, le Università degli studi di Trieste e Udine e l’Ordine dei farmacisti della provincia di Trieste.




Nicolò Giraldi tra i protagonisti di èStoria a Gorizia: domenica 24 maggio l’incontro La Grande Guerra a piedi

Entra nel vivo l’undicesima edizione di èStoria, il celebre festival storico che quest’anno sarà dedicato a un’analisi del ruolo dei giovani nella storia e nell’attualità, e fino a domenica 24 maggio vedrà riuniti a Gorizia personalità della storiografia, della cultura e delle arti provenienti da tutto il mondo per declinare il tema Giovani ad ampio raggio.

Tra i tantissimi appuntamenti segnaliamo l’incontro “La Grande Guerra vista dai giovani”, in programma alle ore 17:00 di domenica 24 maggio al Museo di Santa Chiara, che vedrà tra i protagonisti anche Nicolò Giraldi: il giovane giornalista triestino, laureato in storia moderna, racconterà il suo viaggio a piedi da Londra a Trieste, suoi luoghi del primo conflitto mondiale, per confrontarsi con la memoria dell’omonimo bisnonno, fante austroungarico che venne inviato sul fronte orientale in Galizia e fatto prigioniero dai cosacchi e per incontrare le persone che alla memoria della guerra ci lavorano ogni giorno già da prima del 2014 e che continueranno a farlo dopo il novembre 2018, ovvero la fine delle commemorazioni per il centenario della Grande Guerra.

Quel viaggio, che sin da subito ha catturato anche l’attenzione di numerosissimi media italiani e internazionali, è diventato il libro di debutto di Nicolò Giraldi e la prefazione è stata scritta da Paolo Rumiz, firma celebre di Repubblica e scrittore esperto in viaggi. Si intitola “La Grande Guerra a piedi. Da Londra a Trieste sui luoghi del primo conflitto mondiale”, è stato pubblicato dalla storica casa editrice pordenonese Biblioteca dell’Immagine e da martedì 26 maggio sarà disponibile nelle librerie di tutta Italia e anche online sul sito www.gironellastoria.com

Il tour di presentazioni del libro partirà il 28 maggio dal Triveneto (giovedì 28 maggio alle ore 18:30 a Monfalcone alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, venerdì 29 maggio alle 18:30 a Trieste al Caffè San Marco, il 4 giugno a Muggia, il 5 giugno a Cavasso Nuovo, il 7 giugno a Gorizia al festival Invisible City, l’11 a Portogruaro, il 16 giugno a Ruda, il 17 a Trieste al Circolo della Stampa, il 25 a Verona alla Feltrinelli, il 6 luglio a Udine in Corte Morpurgo, etc.), poi proseguirà in Istria e successivamente in tutta Italia e nelle principali rassegne letterarie della penisola. Tutte le date sul sito www.gironellastoria.com

Un passaggio dalla prefazione di Paolo Rumiz: “… Nel suo viaggio in bilico fra due epoche, Giraldi compie l’unica scelta possibile. Evoca invece di commemorare. Chiama in causa i morti, cerca di parlare con loro. Va oltre il libro di storia. Si sforza di sentire prima di capire. I suoi scarponi diventano quelli del nonno, e così il fango, la pioggia, la sete, il cibo che contiene il sapore dei luoghi….”

PER MAGGIORI INFO SUL PROGETTO E PER RICHIEDERE UNA PRESENTAZIONE DEL LIBRO: Giro Nella Storia – www.gironellastoria.com – info@gironellastoria.com




Concordia Sagittaria: un pomeriggio per guardare le cose da un’altra prospettiva

scout1Sabato 16 maggio le strade di Concordia Sagittaria sono state attraversate da uno speciale “fiume” di camicie azzurre. Non si è trattato ovviamente di un’esondazione, ma di una particolare passeggiata aperta al pubblico e organizzata dal Gruppo Scout scoutAgesci Concordia 1-Clan Luna Nuova & Sacro Graal. I partecipanti si sono riuniti alle 15:00 presso l’Oratorio “Santo Stefano” e hanno dato il via a un doppio serpentone che ha attraversato la città per poi ricongiungersi in Sala Rufino: il tutto a cavallo di una carrozzina o simulando diverse difficoltà motorie. L’iniziativa pubblica è stata realizzata per spingere la collettività a riflettere su cosa significa vivere la quotidianità, quando si devono fare i conti con qualcosa che quotidiano non è. La disabilità, le difficoltà che insorgono con l’avanzare dell’età o il peso del portare una vita in grembo sono condizioni che costringono a ripensare quei percorsi di tutti i giorni che spesso si tendono a dare per scontati.scout2

«L’evento ha preso spunto dall’esperienza della Route Nazionale che abbiamo affrontato quest’estate a San Rossore, vicino a Pisa – spiega una delle giovani organizzatrici – Da lì abbiamo intrapreso un percorso che ci ha portato a riflettere sul coraggio di amare. Questo coraggio passa anche attraverso una maggiore attenzione nei confronti del prossimo. Abbiamo deciso quindi di organizzare un’attività che permettesse di provare in prima persona cosa significa camminare “con le scarpe degli altri”. L’obiettivo non è stato puntare il dito e addossare delle responsabilità, ma far veder quanto a volte le vere barriere architettoniche non stiano fuori, ma dentro di noi».

scout3Dopo la passeggiata, tutti i presenti si sono riuniti per riflettere sull’esperienza vissuta, guidati dalla testimonianza di due persone costrette in carrozzina che hanno spiegato alcune delle difficoltà che si possono incontrare nel vivere la città e invitato i più giovani a trovare il coraggio di farsi carico, senza deleghe, delle proprie battaglie.

L’iniziativa ha riscosso numerosi consensi tra cui anche quello dell’associazione portogruarese Arca93, impegnata da oltre vent’anni sul fronte della disabilità. L’auspicio è che occasioni come questa abbiano modo di ripetersi e di raggiungere il maggior numero possibile di persone, stimolando una nuova cultura della diversità fondata su un senso di unità civica e, soprattutto, umana.

 

Massimiliano Drigo