Casa delle Donne, giovedì 8 inaugura la mostra pittorica “Abissi della mente”

Dopo film, serate all’insegna del racconto e presentazioni di libri, proseguono le attività organizzate dalla Casa delle Donne del Comune di Udine, gli spazi di via Pradamano 21 voluti per promuovere, sperimentare e proporre iniziative legate alle tematiche di genere.
Giovedì 8 ottobre alle 18 sarà inaugurata la mostra pittorica di Giuditta Dessy “Abissi della mente”, L’esposizione sarà presentata, a cura del Dars, da Gina Morandini.
Ricordiamo che la segreteria della Casa è aperta il lunedì e il giovedì dalle 16.30 alle 19.00. È possibile anche usufruire di un servizio di baby-parking a richiesta scrivendo una email a casadelledonne@comune.udine.it, indirizzo valido anche per chiedere informazioni sulle attività, o telefonando, negli orari di segreteria, al numero 0432.1271024.




GRADO GIALLO: AL VIA L’OTTAVA EDIZIONE DEL FESTIVAL

Un viaggio all’interno del potere, dei poteri e del genere del mistero. È il percorso che si snoderà lungo l’ottava edizione di “Grado Giallo”, il festival letterario che da ieri, e fino a domenica 4 ottobre, si prepara a caratterizzare la nota località turistica in provincia di Gorizia.

Grado, l’Isola del Sole, per tre giorni si tingerà di giallo grazie a molti appuntamenti di qualità fra letture, incontri e confronti con gli autori, spettacoli, cene con delitto e iniziative dedicate ai bambini.

È stato proprio un appuntamento pensato per i più piccoli a fare da antipasto alla kermesse: nella mattinata di ieri, il celebre disegnatore Francesco Tullio Altan ha incontrato al Cinema Cristallo i bimbi della scuola primaria raccontando “Altan, la Pimpa e altro ”, iniziativa inserita nel contesto di “Grado Giallo Speciale Bambini”.

Maurensig

Maurensig

Nel pomeriggio, il vero e proprio taglio del nastro della kermesse, sempre al Cinema Cristallo, alla presenza del consigliere regionale Alessio Gratton e del consigliere della Provincia di Gorizia Elisabetta Medeot.

A fare gli onori di casa è stato il professor Elvio Guagnini, docente all’Università di Trieste e curatore scientifico del festival. «Il tema di questa edizione parla da solo. La parola “potere”, infatti, può essere declinata sotto molteplici punti di vista, anche e soprattutto in ambito criminale. Il potere –ha continuato il curatore di Grado Giallo Guagnini- può essere sia quello che blocca l’azione criminale, sia quello che la consente, così come lo si può intendere come un fattore silente e assente. Se ci pensiamo, però, un distorto uso del potere può portare anche ad un suo illecito abuso».

In merito all’avvio di questa ottava edizione, Guagnin si è subito dimostrato soddisfatto. «C’è quest’anno una platea di ospiti molto diversi tra loro, che sapranno declinare la tematica di questa edizione in tutte le sue sfumature, coinvolgendo così un sempre maggior numero di lettori. Il festival –ha concluso Guagnini- è già partito molto bene con Altan che ha conquistato il pubblico dei più piccoli, incuriosendoli con le sue attività legate alla Pimpa».

Dopo la relazione di Guagnini su “Potere, poteri e misteri”, la manifestazione è subito entrata nel vivo con l’intervento del senatore Felice Casson, già magistrato e consigliere comunale a Venezia, docente universitario, che ha affrontato il tema relativo alle “Fabbriche dei veleni”. Dopo di lui, ad appassionare il pubblio ci hanno pensato gli incontri con gli autori Loriano Macchiavelli, che ha premio-letterario-grado-giallo-2015presentato “Il fiore rosso della Ginestra” e Valerio Varesi, che ha parlato del suo ultimo lavoro, “Lo stato di ebbrezza”.

«Il libro racconta la parabola dell’Italia a partire dalla tragedia di Vermicino in cui morì Alfredino Rampi, fino a quando il Senato è giunto a votare che Ruby Rubacuori era effettivamente la nipote di Mubarak, cioè l’apoteosi di un passaggio dalla sostanza dei fatti all’invenzione e alla farsa. L’aspetto noir –ha dichiarato Varesi- si sviluppa nell’apprendere che in questi trent’anni è stata uccisa l’Italia che aveva una certa idea di etica a favore di quella viziata dal cattivo gusto e dall’economia dopata».

Dopo di loro, ecco Maria Pia Ammirati, la quale, anche con l’aiuto di alcune proiezioni, si è concentrata sull’affascinante argomento de “Il giallo negli archivi della Rai”.

A concludere l’intensa giornata di apertura di Grado Giallo è stato Mario de Luyk, il quale ha presentato la proiezione del film “Timbuktu” (2014), diretto dal regista Abderrahmane Sissako e candidato all’Oscar 2015 per il miglior film straniero.

Sempre in serata, poi, è andata in scena la prima delle “Cene con il delitto” all’hotel Laguna Palace. Domani sera si replica alle ore 20, grazie al secondo appuntamento pogrammato al piano bar dell’Hotel Astoria, l.go S. Grisogono (prenotazione obbligatoria tel. 335/356412, oppure 0431/83550). 




STITCH PUPPY: SPERANZA E SAGGEZZA FANNO DA SFONDO ALL’ULTIMO LAVORO DI JOEY CAPE

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A quasi cinque anni di distanza da “Doesn’t play well with others”, Joey Cape torna sulle scene con un nuovo album solista. Arrivato ormai alla sua terza fatica in studio, “The Caper”, già frontman del gruppo skate punk “Lagwagon”, non è più solo il ragazzino con i capelli colorati di Santa Barbara, ma un uomo con un bagaglio sulle spalle e un’esperienza di vita segnata da alcune perdite importanti:joey-cape-life-is-strange quelle degli amici Derrick Plourde, ex batterista dei “Lagwagon”, e Tony Sly, cantante e chitarrista dei “No use for a Name”. Il risultato di questo percorso in costante divenire è “Stitch Puppy”, un disco estremamente personale, a tratti catartico. Uscito il 4 settembre per la Fat Wreck Records, l’album è l’espressione di una fase artistica di Cape in parte già anticipata dalla sua ultima produzione con i “Lagwagon”, “Hang”. Punto forte di questo nuovo lavoro è la grande capacità del (quasi) middle aged punk di immedesimarsi perfettamente nel suo ritrovato ruolo di cantautore. Screen-Shot-2015-08-24-at-4-38-37-PMPerché in fondo questo è, Joey Cape: un artista che cerca di esprimere ciò che sente nel modo più semplice e naturale possibile, senza pretese o forzature. Le dieci tracce in cui si snoda “Stitch Puppy” sono un intreccio di parole e note dedicato all’età che avanza e alla morte, ma anche alla ricchezza nascosta dietro le costanti sfide della vita. In questo senso, non siamo davanti a un disco pessimista, anzi. I versi di Cape si concentrano sulla trasformazione dell’uomo da vittima degli eventi in guida, o meglio in testimone consapevole della doppiezza di questa realtà: a volte estremamente bella, altre terribilmente triste. Vera e propria musa di questo lavoro è il pupazzo Stitch, regalato a Cape dalla figlia e divenuto il centro di una riflessione esistenziale fatta suono. Questo intreccio di fili e cicatrici simboliche si sovrappone alla figura dell’autore come inno alla purezza e alla determinazione: un’immedesimazione che si esprime anche nell’artwork della copertina e nel video del singolo “This Life is Strange” dove Joey Cape viene ritratto nei panni della bambola verde. joey-capeSin da un primo ascolto si avverte come la composizione si sia fatta più matura, anche se in alcune tracce resta sicuramente forte il segno dei lavori precedenti (Cope, Moral Compass). Le melodie sono abbastanza curate, ma leggermente meno ricche rispetto a “Doesn’t play well with others” e resta la sensazione che dedicare un po’ più di tempo alla registrazione forse avrebbe portato a un salto di qualità. Nonostante il sound generalmente malinconico, il disco si rende comunque abbastanza versatile e può contare su molti momenti in cui è facile farsi trasportare dall’ascolto (This Life is Strange, Faultlines). Dopo l’apertura cupa e riflessiva di “Me the witness”, i ritmi si alzano grazie a “Gone Baby Gone” e “Spill My Guts” per poi sciogliersi di nuovo nella dolcezza di “Broken”. A chiudere la bellissima “Tracks”, che con i suoi arrangiamenti morbidi e profondi si conferma una delle tracce più riuscite dell’album. Nel complesso “Stitch Puppy” è un buon disco che cerca di trasmettere qualcosa in modo onesto e pulito, obiettivo che nell’odierno mercato musicale appare sempre meno scontato.

 

Tracklist:

  1. Me the Witness
  2. This Life is Strange
  3. Gone Baby Gone
  4. Spill My Guts (feat. Chris Creswell)
  5. St. Mary’s
  6. Broken
  7. Cope
  8. Faultlines
  9. Moral Compass
  10. Tracks



Su Best Movie di settembre una storia inedita a fumetti su come sopravvivere alle serie Tv

Best Movie di settembre è una vera e propria Special Edition da collezione: la nostra cover story è infatti realizzata dal fumettista di Rebibbia Zerocalcare, che ha disegnato una storia inedita di 10 pagine in cui “spara a zero” sulle serie Tv, raccontando con la sua irriverente ironia la dipendenza da un fenomeno che ha cambiato per sempre il nostro modo di vedere il piccolo schermo. Ma non solo: Zerocalcare è anche protagonista di un’intervista in cui parla del suo rapporto simbiotico con i serial e ci spiega perché, secondo lui, oggi sono diventati così importanti.

Ed è proprio questa speciale cover story dedicata alle serie Tv ad anticipare un’altra grande novità di Editoriale Duesse: dall’1 settembre sarà online Bestserial.it, il nuovo sito di riferimento dove potrete scoprire tutto (con news, anteprime, recensioni, approfondimenti e molto altro ancora) sui vostri serial preferiti.

Un’intervista “extra large” è invece dedicata a Jake Gyllenhaal, che a settembre ritroveremo al cinema nei panni di un pugile violento e vendicativo in Southpow – L’ultima sfida, mentre in Everest (film che aprirà il Festival di Venezia) sarà uno degli scalatori che hanno preso parte alla tragica spedizione sull’Himalaya nel 1996.

Su Best Movie di settembre troverete poi la nostra set visit dedicata a Magic Mike XXL in cui vi raccontiamo come Channing Tatum e i suoi colleghi spogliarellisti daranno l’addio al palcoscenico in un ultimo, grande show di fronte a 900 provocanti comparse femminili. E oltre a Tatum, che in passato ha fatto davvero lo stripper, vi raccontiamo nel nostro speciale tutti i lavori più strani a cui tanti altri attori si sono dovuti adattare prima di diventare delle star: da Megan Fox vestita da banana in un bar di frullati a Brad Pitt, pennuta mascotte della catena El Pollo Loco.

Nella nostra anteprima dedicata al Festival di Venezia (che seguiremo in diretta dal 2 settembre su Bestmovie.it e su BreaKing Pop), vi consigliamo i 20 film da non perdere.

Per i fan del cinecomic abbiamo invece incontrato Miles Teller: abbandonato lo sgabello della batteria su cui sedeva in Whiplash è ora pronto per vestire i panni di Reed Richards, ovvero il supereroe leader dei Fantastici 4, personaggi Marvel che a settembre ritroveremo al cinema nel reboot di Josh Trank.

Nella sezione Screen un approfondimento sull’edizione home video di Mad Max: Fury Road, lo speciale su Shonda Rhimes, la showrunner dietro al successo di serie come Scandal, Grey’s Anatomy e Le regole del delitto perfetto, oltre a un focus sui videogame toys-to-life che invaderanno le console e il nuovo appuntamento con il concorso #Recetweet in collaborazione con 20th Century Fox, che questo mese mette in palio Dvd e Blu-Ray di Kingsman – Secret Service.

Non mancano poi i film più attesi del mese: dal divertente Un’occasione da Dio con Simon Pegg allo spy movie Operazione U.N.C.L.E, dal terrificante Sinister 2 allo sci-fi Self/Less, da We Are Your Friends con Zac Efron nei panni di un aspirante dj al nuovo capolavoro targato Disney Pixar Inside Out, dalla commedia Un disastro di ragazza all’action di Denis Villeneuve Sicario.

Infine nella rubrica Dentro le nuvole dedicata al mondo dei comics, vi presentiamo Carmine Di Giandomenico, Valerio Schiti e Sara Pichelli: autori nostrani che hanno coronato il sogno di disegnare per la Marvel.

Per scaricare le app Best Movie Magazine, iBest Movie e Best Movie Plushttp://www.bestmovie.it/le-applicazioni-di-best-movie-su-mobile/

NB: il numero speciale di settembre con la coverstory realizzata da Zerocalcare sarà disponibile in digitale solo ed esclusivamente attraverso l’app Best Movie Plus




Lucca Comics & Games : Renato Genovese a Castelnuovo di Garfagnana intervistato da Paolo Del Debbio il 18 agosto

Il Direttore di Lucca Comics & Games ospite alla Settimana del Commercio presenta L’Orlando Curioso, rilettura fantastica del poema di Ludovico Ariosto

Lucca, 12 agosto 2015 – «Il capolavoro di Ludovico Ariosto è da molti considerato la prima opera della letteratura del fantastico: noi di Lucca Comics & Games abbiamo risposto all’appello del sindaco di Castelnuovo, Andrea Tagliasacchi, provando a darne una lettura nuova e suggestiva sia per chi ha già amato il poema, sia per chi non vi si è ancora avvicinato».Così Renato Genovese annuncia la sua partecipazione, il prossimo martedì 18 agosto, alla Settimana del Commercio, che inizia oggi a Castelnuovo di Garfagnana. In quella data, il Direttore di Lucca Comics & Games sarà protagonista di un’intervista pubblica con il giornalista lucchese Paolo Del Debbio volto noto della televisione, autore e conduttore dei talk show di grande successo come “Quinta Colonna” e dell’approfondimento giornalistico “Dalla vostra parte”. L’incontro, in programma alle ore 21.30 in piazza delle Erbe, sarà infatti anche l’occasione per dare ai visitatori e ai residenti di Castelnuovo alcune anticipazioni su L’Orlando Curioso, l’evento che si aprirà nella soprastante Fortezza di Mont’Alfonso il prossimo 19 settembre. Ispirata

[Orlando Curioso] Rodomonte e Isabella (art by Paolo Barbieri)

[Orlando Curioso] Rodomonte e Isabella (art by Paolo Barbieri)

all’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, che tra il 1522 e il 1524 fu Governatore di Castelnuovo, L’Orlando Curioso è una rilettura in cui viene messo al centro il vero tema del celebre poema rinascimentale: l’eterno viaggio di ricerca, in cui i personaggi si cimentano per raggiungere qualcosa (l’amore, l’avventura, un amico, un cavallo, un oggetto più o meno magico…) che non troveranno mai, o che troveranno solo provvisoriamente, per poi perderla di nuovo e rimettersi a cercare.

«Il nostro – continua Genovese – è percorso di continuità, ma contemporaneamente di innovazione rispetto alla tematica originale, che verrà re-interpretata, in modi diversi da quelli abituali, con lo scopo dichiarato di portare il mastodontico e multiforme corpus ariostesco a un contatto più immediato e semplificato, aperto e leggibile a un pubblico più ampio, in modo accattivante ma al contempo rigoroso».L’evento ruota attorno alla mostra che dal 19 settembre sarà visitabile nei due piani dell’edificio ad archi nella Fortezza di Mont’Alfonso. L’allestimento sarà ispirato all’episodio del Castello di Atlante, nel quale tutti i cavalieri del poema si trovano prigionieri a caccia di una vana illusione, perché a ognuno pare che nel castello sia nascosta quella cosa “che più ciascun per sé brama e desia”. Una sezione dell’esposizione sarà dedicata ai lavori realizzati appositamente dai “Quattro Moschettieri dell’illustrazione fantasy italiana”: Paolo Barbieri, Dany Orizio, Lucio Parrillo e Luca Zontini.Il quartetto di talenti, formatosi a Lucca Comics & Games e consolidato sotto la sigla di One4All, ha realizzato le preziose illustrazioni quel grande capolavoro dell’avventura e della letteratura che è appunto l’Orlando. I lavori saranno pubblicati in un volume di accompagnamento, che sarà realizzato evidenziando graficamente il percorso creativo attraverso il quale è avvenuta la reinterpretazione dei personaggi ariosteschi. Il volume sarà pubblicato come numero speciale di ImagineFX, la rivista pubblicata in Italia da Wyrd Media Publishing. Altri suggestivi elementi scenografici saranno i video in animazione di Francesco Filippi e i diorami fantastici realizzati con sculture in 3D di Riccardo Sivelli, ispirate a scene particolari del capolavoro ariostesco disegnate ad hoc da Mauro Dal Bo.

La mostra, infine, ospiterà un diorama storico con centinaia di soldatini in metallo in 28mm raffigurante i veri cavalieri carolingi e i veri Mori di el-Andalus del periodo 730-830.

«I Franchi – spiega il Direttore di Lucca Comics & Games, tra l’altro uno dei maggiori esperti di miniature storiche in Italia – all’epoca erano ancora una delle tribù germaniche con una patina di civiltà, ben diversi nell’abbigliamento dai cavalieri raffigurati nell’iconografia medieval-rinascimentale come sono sempre stati rappresentati, anche attraverso i Pupi Siciliani. Lo scontro (che si ispira alla Battaglia di Poitiers tra i Franchi di Carlo Martello e gli Arabi di ʿAbd al-Raḥmān al-Ghāfiqī del 732) è ipotetico: forse non tutti sanno che Carlo Magno non combatté mai una vera battaglia contro i Mori di Spagna, i quali peraltro non assediarono mai Parigi, se non nella strabiliante invenzione poetica dell’Ariosto». Per creare fin da subito un simbolico filo rosso tra la mostra e la città, i tre grandi teli in PVC che ricoprono i ponteggi dei lavori di restauro della Rocca Ariostesca (futuro spazio museale dedicato alla storia del territorio garfagnino), con gli artwork dei Quattro Moschettieri del fantasy italiano sono un modo allegro e intrigante di comunicare il restauro e la mostra-evento.




A TIRESTE NASCE SONICYUT DI MATTEO PRODAN

Nata da un’idea del giovane fotografo, grafico, regista e artista eclettico Matteo Prodan, Sonicyut è una factory, un’officina di immagini e di idee, una realtà innova ed entusiasta che ha da poco piantato radici a Trieste, ma è già riuscita ad agganciare contatti prestigiosi in Italia e all’estero.
Triestino, classe 1990, formatosi tra il liceo artistico Enrico e Umberto Nordio e l’Opera Villaggio del Fanciullo, una collaborazione con la leggendaria Modiano ma anche, in veste di fotografo, con la versione croata di Rolling Stone, Matteo Prodan è un creativo con un curriculum di tutto rispetto, che ha già esposto al Museo Revoltella, nell’ambito della collettiva Artefatto Softpower del 2013, e ha già ricevuto vari premi e riconoscimenti, tra cui il premio Unesco 2007, per il collage L’onda.
Influenzato da Anton Corbijn, David La Chapelle e Oliviero Toscani, Matteo Prodan ha fondato Sonicyut animato da un preciso obiettivo: la ricerca di una cifra e di una formula che sintetizzino musica e arti figurative, fotografia in primis. Indagare, in altre parole, come la musica possa influenzare l’estetica del fotografo, sotto la spinta di una ricerca stilistica che prescinda dalle consuete iconografie pubblicitarie. Per questo, Matteo Prodan e Sonicyut si sono dedicati finora essenzialmente a catturare, fotograficamente o audiovisivamente, l’anima di musicisti e band underground.
Il nome stesso che il fondatore ha scelto di assegnare al suo progetto la dice lunga sulla centralità della musica nella formazione dell’artista: Sonicyut è la deformazione di Sonic Youth, storico gruppo musicale della scena rock alternativa statunitense, scioltosi nel 2011.
Molti i progetti di Sonicyut per il futuro, tra cui anche la produzione cinematografica, un’altra delle abilità di Matteo Prodan…




STREET ART, SI COLORANO I GRANDI MURI DI “VISIONI URBANE”

“Visioni Urbane” entra nel vivo proprio nel vivo dell’estate con la realizzazione un’iniziativa che maggiormente caratterizza il suo spirito: la realizzazione di grandi murales sulle facciate di edifici cittadini. Gli artisti sono infatti all’opera proprio in questi giorni per dipingere le grandi pareti degli edifici Ater nei quartieri San Domenico e Aurora, teatro per circa un mese dei lavori dei diversi writers delle associazioni Macross e Bravi ragazzi.

Gli interventi artistici veri e propri, che stanno colorando le pareti dei condomini, sono stati preceduti da un’attività di indagine da parte degli artisti stessi e condotta nei quartieri interessati, alla scoperta di memorie, bisogni e desideri delle comunità locali. “Esigenze” che possano offrire ispirazioni per i murales. Fino al 30 luglio l’artista Mattia Campo Dall’Orto sarà a lavoro in via Ausonia (San Domenico), dal 4 al 15 agosto Elia Venturini, invece, colorerà l’edificio in via Reconquista (San Domenico) e dal 6 agosto, infine, Francesco Patat e Mattia Campo Dall’Orto realizzeranno il murales in via Riccardo di Giusto (Aurora).26_07_15 murales 01

“Uno dei principi che ispirano il progetto – spiega l’assessore alla Cultura, Federico Pirone – è la volontà di proporre alla città una visione ben precisa. I luoghi in cui realizzare cultura sono molteplici e con questa iniziativa ci proponiamo di rendere la cultura un bene alla portata di tutti, perché gli spazi pubblici sono luoghi di sperimentazione artistica e di partecipazione. Una scommessa – conclude – che lanciamo, insieme alla collaborazione di molti soggetti. Ancora una volta, insomma, Udine può proporsi come un laboratorio contemporaneo di innovazione sociale nella cultura in cui sono proprio le forme artistiche più recenti e la partecipazione dei più giovani a fornire lo spessore di una nuova identità”.

“Visioni Urbane”, lo ricordiamo, è un progetto del Comune di Udine finanziato dalla Regione FVG, con cui si vuole dare un segnale di rinnovamento e apertura a nuove forme e linguaggi artistici propri della generazione più giovane, quella che si dedica al writing e alla street-art. L’iniziativa si caratterizza non solo come un’operazione estetica di riqualificazione e decorazione di alcuni luoghi cittadini, ma anche come operazione culturale in senso lato che vede la creatività urbana come strumento per mettere in moto meccanismi di partecipazione a partire dal legame tra l’artista e la comunità del quartiere per la quale l’opera viene pensata e realizzata.

Un approccio adottato anche recentemente in “Whites lines”, una performance di live painting consistente nella realizzazione di particolari opere di pittura bianca su vetro svolta sulle vetrine di nove esercizi commerciali del centro città, che per qualche giorno ha trasformato Udine in una galleria d’arte all’aperto.

Per conoscere i dettagli riguardanti date e indirizzi delle prossime performance, è possibile visitare il blog visioniurbane.udine.it dove è possibile anche lasciare il proprio commento sulle opere realizzate e sul progetto in generale. Per informazioni è invece possibile contattare l’Agenzia Giovani del Comune telefonando ai numeri 0432 271364/305.

Nel titolo e nell’articolo due immagini della realizzazione del primo murales nel quartiere San Domenico a Udine




L’ANFFAS DI PORDENONE “ESPORTA” LA DANCEABILITY NEL SOUTH YORKSHIRE

L’inclusione sociale è un traguardo importante per l’Anffas di Pordenone. Per raggiungerlo l’Onlus ha coltivato nel tempo un numero sempre più ampio di relazioni nazionali e internazionali, l’ultima delle quali si è tradotta nella partecipazione a “Partners for Inclusion”: un corso di formazione intensivo, organizzato all’interno del programma Erasmus e con il sostegno dell’organizzazione londinese Momentum World.

Dal 4 all’11 luglio l’Anffas ha fatto tappa insieme ad altre associazioni provenienti da tutta Europa nella cittadina di Doncaster, nel South Yorkshire, per promuovere l’inclusione nelle scuole e nel lavoro giovanile.

Le attività proposte durante il soggiorno sono state tante: formazione, discussioni interattive all’interno dei vari gruppi di lavoro, visite a scuole speciali con il coinvolgimento di bambini abili e disabili, serate interculturali e incontri con esperti del settore. Inoltre, due istituti speciali hanno organizzato l’evento “S-factor”, grazie al quale gli studenti con disabilità hanno avuto modo di esibirsi davanti ad un pubblico di oltre mille persone.

inclusionL’Anffas ha dato il suo contributo presentando il proprio progetto di danceability, che ha riscosso un grande successo per l’originalità e la professionalità dimostrate. Questa particolare espressione artistica e creativa, infatti, rappresenta un mezzo unico per conoscere meglio la realtà della disabilità e coinvolgere persone esterne nelle attività di volontariato.

Prossimamente l’associazione sarà impegnata in un altro progetto, sempre legato alla danceability, che durerà due anni e coinvolgerà ben cinque Paesi: Austria, Finlandia, Italia, Regno Unito e Turchia. Un impegno che conferma l’Onlus pordenonese come una delle poche realtà associative capaci di lavorare ad alto livello con persone disabili in una dimensione internazionale.




Lucca Comics& Games – 29/10-01/11/2015 – Richard McGuire presenta “Qui”

Si terrà dal 29 ottobre al 1 novembre 2015 a Lucca la nuova edizione del Festival internazionale del Fumetto, del Gioco e dell’Illustrazione che rappresenta uno dei principali eventi europei di cultura pop e di intrattenimento intelligente.

Sarà ospite a Lucca Comics & Games 2015 l’autore americano Richard McGuire che presenterà la nuova edizione di Here (Qui, nella traduzione italiana di Rizzoli Lizard) rivista, espansa, colorata, definitiva.

In occasione della sua presenza a Lucca, a McGuire sarà anche dedicata una raffinata mostra personale a Palazzo Ducale, realizzata in collaborazione con la Galleria Martel di Parigi, con alcune delle tavole di Qui e moltissimo materiale preparatorio, utile a capire il viaggio anche autobiografico dell’autore.

Qui è stato pubblicato per la prima volta nel 1989 come breve storia di sei pagine in bianco e nero sulla rivista “Raw”; si tratta di uno straordinario viaggio nel tempo ambientato in un angolo di soggiorno nel quale appaiono scene avvenute nel corso di centinaia di migliaia di anni. Si può immaginare una pagina di Qui come il desktop di un pc, con molte finestre sovrapposte e diversi pop-up sparsi per lo schermo (anche McGuire ebbe l’ispirazione originaria di Here guardando l’interfaccia grafica dell’allora neonato sistema operativo Windows).

Le vignette originali sono visibili all’URL:

http://wayback.archive.org/web/20100814190317/http:/www.rci.rutgers.edu/~jbass/courses/402/402_mcguire_here.htm

Here si è imposto immediatamente come un’opera in grado di spalancare al fumetto nuove e prima di allora inimmaginate possibilità di espressione.

La nuova versione di Here studiata da McGuire non è la semplice espansione a colori di un’idea già di per sé rivoluzionaria rappresentata dalla versione in bianco e nero del 1989, ma una completa rivisitazione, un ampliamento del concetto originario.

Attraverso lo scorrere degli eventi e la sovrapposizione di strati temporali diversi possiamo scoprire contemporaneamente il passato e il futuro della stanza di McGuire: scorrono rapidamente davanti ai nostri occhi i mammut dell’era glaciale di circa 50 mila anni fa, una coppia di nativi americani in un bosco nel 1609, una festa in costume del 1990, un gatto nero che passeggia placido per la stanza nel 1999, una visita di Benjamin Franklin al figlio nel 1775, un’escursione turistica guidata del 2213 su un pianeta irriconoscibile a causa del cambiamento climatico e moltissimi altri eventi e personaggi. Nell’ultima pagina del libro si torna finalmente al 1957, l’anno di partenza, in un processo narrativo perfettamente circolare.

McGuireRichard McGuire (nato nel 1957) è un illustratore, graphic designer, fumettista, autore di libri per bambini, musicista e progettista di giocattoli.

Collabora regolarmente con il “New Yorker”. Le sue opere sono apparse sulle più importanti testate mondiali, tra cui il “New York Times”, “McSweeney’s”, “Le Monde” e “Libération”. Ha partecipato come autore e regista ai film Loulou et autres loups (2003) e Peur(s) du Noir (2007); ha inoltre ideato e prodotto una propria linea di giocattoli ed è il fondatore, nonché bassista, del gruppo postpunk Liquid Liquid.

MASSIMO FABRIS




ARCA93: UNA GIORNATA IN PISCINA PER RAFFORZARE I LEGAMI E SPERIMENTARE LA LIBERTA’

Con maschere e pinne sotto braccio l’associazione di volontariato portogruarese “Arca93” si prepara per un’uscita decisamente “bagnata”. Sabato 18 luglio, infatti, volontari e persone diversamente abili trascorreranno una giornata tra tuffi e divertimento all’Aquafollie di Caorle. L’iniziativa nasce prima di tutto dal desiderio dei soci di condividere un momento di serenità e leggerezza, ma rappresenta anche un’occasione per sperimentare un modo diverso di vivere la propria fisicità e la relazione con l’altro.

«Non è la prima volta che organizziamo questo tipo di attività – spiega il vicepresidente dell’associazione, Samuele Barbui –. L’esperienza è sicuramente significativa, sia per i volontari sia per le persone con disabilità. In particolare, quelli che presentano difficoltà motorie più importanti hanno la possibilità di sentirsi più liberi grazie all’effetto di “sospensione” creato dallo stare immersi in acqua».

Quest’ultimo elemento si trasforma così in un mezzo tramite il quale dare spazio al contatto, alla vicinanza e al movimento: quanto di più distante dalla costrizione e dalla pesantezza di un corpo che non risponde come dovrebbe. Sotto questo profilo la piscina rappresenta il contesto ideale per conciliare la dimensione del gioco con quella della conoscenza personale.

I partecipanti partiranno verso le nove di mattina da San Nicolò e rientreranno nel tardo pomeriggio. All’iniziativa sono stati invitati anche amici e simpatizzanti dell’associazione, tra cui la Onlus pordenonese “La Ginestra”.