UN’ ALTRO TITOLONE SENSAZIONALE E IPOCRITA CONTRO L’ENNESIMO FEMMINICIDIO

«’L’amava, ma lei l’aveva respinto’. ‘Un gigante buono incapace di fare del male’. ‘Voleva tornare con lei, ma la donna aveva deciso di chiudere il rapporto’. ‘Un raptus per troppo amore’. L’elenco delle parole sbagliate per raccontare la violenza sulle donne si arricchisce, ad ogni femminicidio, di nuove giustificazioni per il colpevole e di nuove coltellate alla vittima. Che scompare, non solo fisicamente: è una figura marginale nella ricostruzione, verso di lei non c’è rispetto, al massimo attenzione morbosa. L’ultimo caso, a Piacenza, nei titoli e nei contenuti, sui giornali, ma anche in televisione, in radio e sul web, inorridisce per la superficialità, il racconto concentrato sull’uomo, e sui complici, quasi si cercasse una spiegazione per riabilitarli».

Lo affermano le Commissioni Pari Opportunità di Federazione nazionale della Stampa italiana, Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e Usigrai e l’associazione Giulia Giornaliste che, in una nota congiunta, «denunciano, ancora una volta, la mancata applicazione del Manifesto di Venezia: le cronache di oggi, e dei molti casi, purtroppo quasi quotidiani, sono in palese, pericoloso contrasto con una informazione ‘attenta, corretta e consapevole del fenomeno della violenza di genere’. Articoli zeppi di stereotipi e pregiudizi, che sembrano negare l’esigenza di un profondo cambiamento culturale, che deve partire dall’informazione. L’uso di termini come raptus e amore – aggiungono – ha il solo effetto di fornire una cronaca distorta di crimini efferati dettati solo dalla volontà di annientamento».

Cpo Fnsi, Cpo Cnog, Cpo Usigrai e Giulia, incalzano, «si impegnano ancora di più per una formazione sui contenuti del Manifesto di Venezia, sottoscritto da centinaia di colleghe e colleghi – per quello che riguarda il servizio pubblico, inserito nel contratto giornalistico della Rai – ma ancora scarsamente conosciuto e applicato. Il diritto di cronaca non può trasformarsi in un abuso e in uno sfruttamento a fini ‘commerciali’, per qualche copia o qualche clic in più: l’attivazione dell’Osservatorio sul Manifesto e i corsi devono essere accompagnati da una diversa sensibilità nel racconto dei femminicidi, senza trasformare l’informazione in sensazionalismo, causa principale di una perdurante asimmetria di genere».

LA REDAZIONE




XVI edizione del Festival della Mente di Sarzana (30 agosto-1 settembre 2019)

Qual è la percezione che le persone hanno della finanza? È una forza positiva, negativa o semplicemente neutra, meccanica? Bertrand Badré, che è stato managing director della World Bank e chief financial officer del World Bank Group, nell’incontro dal titolo Sarà la finanza a salvare il mondo? in programma al Festival della Mente sabato 31 agosto alle ore 10 al Teatro degli Impavidicercherà di riabilitare il ruolo della finanza la quale, se ben regolamentata, può trasformarsi in un impulso benefico atto a risolvere sfide cruciali come la povertà, la guerra e i cambiamenti climatici.

Bertrand Badré è attualmente CEO e fondatore di Blue like an Orange Sustainable Capital. Ha prestato servizio nella pubblica amministrazione francese durante la presidenza Chirac in qualità di consigliere per l’Africa e lo sviluppo. Diplomato all’ENA (École Nationale d’Administration), ha studiato a SciencesPo (Institut d’Études Politiques de Paris), alla Sorbonne e presso l’HEC Business School (Hautes Études Commerciales de Paris). Attualmente insegna in queste istituzioni, come pure presso le università di Georgetown, alla John Hopkins, a Princeton e Oxford. Quest’anno è uscito in Italia per Solferino E se la finanza salvasse il mondo?

Da Ufficio stampa Delos: delos@delosrp.it 02.8052151




Festival della Mente XVI edizione | Sarzana, 30 agosto – 1 settembre 2019

Il Festival della Mente è il primo festival europeo dedicato alla creatività e alla nascita delle idee promosso dalla Fondazione Carispezia e dal Comune di Sarzana con la direzione di Benedetta Marietti. La XVI edizione si terrà dal 30 agosto al 1 settembre, a Sarzana (www.festivaldellamente.it).

40 gli incontri in programma ai quali si aggiungono 20 eventi ideati appositamente per bambini e ragazzi e 6 workshop didattici nella sezione curata da Francesca Gianfranchi, un vero festival nel festival.

Un centinaio di ospiti italiani e internazionali in tre giornate indagheranno i cambiamenti, il fermento creativo e le speranze della società attraverso incontri, letture, spettacoli, laboratori e momenti di approfondimento culturale, rivolgendosi, con un linguaggio chiaro e comprensibile, al pubblico ampio e intergenerazionale che è da sempre la vera anima del festival.

Tema del 2019: il futuro.

«Il concetto di “futuro” è sempre stato importante e necessario per la mente umana – spiega Benedetta Marietti – ma acquista particolare significato in un’epoca come la nostra, densa di cambiamenti sociali, di trasformazioni tecnologiche e di incognite che gravano sul presente. Con il consueto approccio multidisciplinare, il festival si interroga sugli scenari possibili che ci attendono in campo scientifico e umanistico, senza però dimenticare che per guardare al domani bisogna conoscere il passato. E con la ferma convinzione che per immaginare il futuro che vogliamo è necessario creare e inventare una realtà nuova a partire dall’oggi. Spero che il festival, attraverso le voci competenti e appassionate dei relatori, riesca a trasmettere la convinzione che tutti noi possiamo e dobbiamo diventare “inventori del futuro”».

500 i volontari, di cui la maggior parte studenti che con passione e generosità contribuiscono a creare quel clima unico di festa che si respira nel centro storico di Sarzana durante il festival. Testimonianza del forte legame che la manifestazione ha creato con il territorio e della voglia di molti giovani di mettersi in gioco.

IL PROGRAMMA

Scienziati, umanisti e artisti esploreranno in 40 incontri il tema del futuro, fulcro di questa edizione.

Apre il festival la lezione inaugurale di Amalia Ercoli Finzi dal titolo “L’esplorazione spaziale: oggi, domani e…dopodomani”. L’ingegnere aerospaziale, che da oltre venticinque anni si occupa di dinamica del volo spaziale e progettazione di missioni spaziali, ha contribuito infatti alla realizzazione di satelliti e sonde per l’esplorazione planetaria e ricoperto incarichi presso l’Agenzia Spaziale Italiana, l’Agenzia Spaziale Europea e l’International Astronautical Federation. Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica per meriti scientifici, Ercoli Finzi ricorda che, per svelare i segreti di mondi tanto lontani da essere fino ad ora considerati irraggiungibili, servono una tecnologia esasperata, lunghi tempi di progettazione e realizzazione, finanziamenti ingenti, ma soprattutto menti visionarie. È fondamentale che le scelte future su dove e quando andare siano il frutto di uno sforzo collettivo, che non veda come protagonisti solo i paesi industrialmente avanzati.

IL FUTURO DELLA LETTERATURA, DELLA LINGUA E DELLE ARTI

Masha Gessen, una tra le più brillanti giornaliste della scena internazionale, firma del New Yorker e vincitrice del National Book Award 2017, racconta, in un dialogo con lo scrittore Wlodek Goldkorn, la nuova Russia, nazione che con un sorprendente rovesciamento è passata dall’essere il faro della sinistra internazionale a diventare il modello esemplare, in America e in Europa, del pensiero conservatore.

Come riuscire ad avere una storia d’amore durante un conflitto? Come scappare dalle bombe quando ci si ritrova orfani? Come sopportare le torture dei soldati? Il poeta e scrittore palestinese Mazen Maarouf, sul palco con lo scrittore Matteo Nucci, svela come si può fondere la quotidianità domestica con la spietata irrealtà della violenza bellica per tenersi a galla, per resistere nell’unico modo possibile: sognando, scherzando, immaginando il futuro.

Dalla Palestina a Israele: la scrittrice israeliana Dorit Rabinyan, in dialogo con lo scrittore Alessandro Zaccuri, riflette sui grandi ostacoli, tra cui il dialogo interreligioso, che si frappongono al raggiungimento della stabilità politica e all’interruzione della guerra fratricida tra Israele e Palestina. È possibile una convivenza pacifica tra popoli in guerra da generazioni? Quali sono le strade attualmente percorribili verso il domani?

Oggi la tecnologia è in continuo cambiamento: internet e i social media mutano nel profondo i nostri modi di comunicare e di pensare, con una velocità che la storia non ha mai conosciuto. Cosa significa questo per la lettura? È davvero a rischio estinzione o prenderà forme nuove? Lina Bolzoni, scrittrice e membro dell’Accademia dei Lincei e della British Academy, ricorda che – da Petrarca a Machiavelli, da Tasso a Montaigne – la lettura è un incontro personale, un dialogo con gli autori al di là delle barriere del tempo.

Il linguista Andrea Moro dimostra che le regole del linguaggio non sono convenzioni arbitrarie, ma sono legate all’architettura neurobiologica del cervello: non esistono quindi lingue migliori di altre, lingue musicali o lingue stonate, né l’essere umano vede il mondo diverso a seconda della lingua che parla, come se essa fosse un filtro per i sensi e i ragionamenti.

La poesia è il futuro della parola, perché è una parola che guarda sempre al futuro. Intorno a questa affermazione dialogano due tra le voci più riconoscibili dell’attuale letteratura italiana in versi, Antonella Anedda e Alessandro Fo, sollecitati dalle domande dello scrittore Alessandro Zaccuri.

La produzione artistica contemporanea si è polarizzata sempre più in un rapporto tra città e periferia. Ma alla luce delle recenti emergenze

Pubblico delle precedenti edizioni

ambientali e della nuova ubiquità digitale, come si diversificano gli interventi e le pratiche artistiche? La storica dell’arte Ilaria Bonacossa e l’artista Massimo Bartolini indagano le trasformazioni in corso dell’attuale panorama culturale e produttivo.

Achille e Odisseo rappresentano, secondo gli antichi, due modelli caratteriali contrapposti: il primo spontaneo e diretto, il secondo ingannevole, prudente, dai pensieri tortuosi. Achille è costantemente gettato nel presente, Odisseo invece non smette mai di pianificare il futuro, osserva lo scrittore Matteo Nucci.

Al festival partecipa anche l’Atelier dell’Errore, un laboratorio di Arti visive e performative progettato dall’artista Luca Santiago Mora per i reparti di Neuropsichiatria infantile a Reggio Emilia e a Bergamo, che in questi anni si è rivelato valido complemento all’attività clinica. Mora accompagna sul palco del festival alcuni dei ragazzi che raccontano gli animali del futuro, i prototipi di una zoologia che noi non faremo in tempo a conoscere ma che, inesorabilmente, sono già in viaggio, direzione Terra.

IL FUTURO DELLA SCIENZA

L’Intelligenza Artificiale, anche se già presente nella nostra vita, pone alcune legittime preoccupazioni: l’uso dei dati, le possibili discriminazioni, l’allineamento ai valori umani, la trasparenza, la necessità di

capire come l’IA prende decisioni, l’impatto sul mondo del lavoro. Francesca Rossi, global leader dell’Intelligenza Artificiale dell’IBM, sostiene che è nostra responsabilità progettare il futuro che vogliamo, identificando per l’IA linee guida etiche che la indirizzino in direzioni benefiche per gli individui, la società, e l’ambiente.

La scienziata Barbara Mazzolai, direttrice del Centro di MicroBioRobotica dell’IIT di Pontedera e nella classifica internazionale delle donne più geniali della robotica, ha inventato il plantoide, primo robot ispirato al mondo delle piante che potrà trovare impiego in numerosi ambiti, dall’esplorazione spaziale al monitoraggio dell’ambiente. A Sarzana racconta perché, per riuscire a immaginare un futuro ecosostenibile, è necessario che biologia e tecnologia procedano insieme nell’indagare i misteri della natura.

Ciò che mangiamo influenza la nostra salute: di questo la scienza è certa. Ma quale modello alimentare sia più efficace per restare sani e vivere a lungo è argomento di discussione e spesso di confusione; il chimico Dario Bressanini e la nutrizionista Lucilla Titta dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano mettono in guardia sulle bufale delle mode alimentari, che offrono soluzioni semplici, ma non poggiano su solide basi scientifiche.

Il neuropsichiatra e neuroscienziato Edward Bullmore dell’Università di Cambridge spiega il nesso esistente fra infiammazione e depressione, dimostrando come e perché l’infiammazione può rientrare tra le cause della depressione. Quali fattori di rischio conosciuti, come lo stress sociale, possono causare infiammazioni? In quale prospettiva futura si potranno utilizzare nuove medicine antinfiammatorie per il trattamento della depressione?

L’idea del male ha origini lontane, si è integrata con la storia dell’uomo sulla Terra, ma oggi, osserva Valter Tucci, direttore del laboratorio di genetica ed epigenetica del comportamento dell’IIT, possediamo gli strumenti per trattare il male come un fenomeno biologico. Possiamo identificare porzioni specifiche di DNA che influenzano le nostre peggiori azioni: conoscere la biologia dei comportamenti è una delle priorità nel futuro della nostra specie.

Ora che tutte le vette sono state scalate e i poli esplorati, quali nuovi obiettivi e quali sfide attendono i pionieri del futuro? Risponde a questa domanda la matematica, fisica e glaciologa svedese Monica Kristensen, una delle più note esploratrici polari nordeuropee e prima donna a ricevere la medaglia d’oro della Royal Geographical Society. Oggi esistono misteri da risolvere – come la ricostruzione del tragico destino del grande eroe polare Roald Amundsen, scomparso nel tentativo di ritrovare l’equipaggio del dirigibile Italia – intere aree al di sotto degli oceani ancora da esplorare e lo Spazio da indagare, con la speranza di trovare altre forme di vita: un sogno destinato agli esploratori del futuro.

Alla ricerca dell’immortalità” è il titolo dell’incontro con lo scrittore, fotografo e regista Alberto Giuliani, che accompagna il pubblico in un viaggio nel futuro, alla scoperta della scienza che spera di vincere la morte: dagli astronauti della NASA che simulano la vita su Marte alla ricerca genomica in Cina, dai laboratori di crioconservazione umana e di clonazione ai padri della robotica umanoide.

IL FUTURO DELL’AMBIENTE

Il riscaldamento climatico, la deforestazione, l’urbanizzazione selvaggia e lo sfruttamento indiscriminato delle risorse, alimentati dai nostri attuali modelli di sviluppo e di consumo, hanno già ridotto la biodiversità di un terzo. Il filosofo della scienza Telmo Pievani lancia una sfida: provare a immaginare come sarebbe la Terra senza la pervasiva presenza dell’uomo, per ritrovare la consapevolezza della nostra fragilità.

Fragments of Extinction è un progetto dell’artista interdisciplinare, compositore e ingegnere del suono David Monacchi, che sta conducendo una ricerca sul patrimonio dei suoni delle foreste primarie equatoriali. Raccoglie registrazioni che restituiscono, fissandolo nel tempo, il linguaggio sonoro di un pianeta che rotola verso la sesta estinzione, per accrescere la coscienza ecologica pubblica e sperare di salvare così quanti più ecosistemi possibili. L’incontro è completato dalla proiezione del film di Monacchi

Dusk Chorus.

Nel corso della sua storia, il clima del nostro pianeta è passato attraverso grandi cambiamenti, alternando glaciazioni globali con epoche molto più calde, pur mantenendo una sostanziale stabilità che ha permesso la presenza della vita da almeno tre miliardi e mezzo di anni. Quali cambiamenti sono avvenuti in passato e come influiscono sull’ambiente naturale e sulla società? E soprattutto, quale tipo di clima ci aspettiamo nel futuro? Sul palco del festival, per proporre soluzioni a questi pressanti interrogativi, sale Antonello Provenzale, direttore dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR.

Qualche decina di anni fa il futuro era rappresentato dalla plastica, che ha velocemente sostituito i materiali tradizionali e ha contribuito in maniera decisiva a creare nuovi mercati, rivoluzionando il nostro modo di vivere e di consumare. Oggi, però, siamo tutti preoccupati per i problemi ambientali legati alla sua produzione, al suo utilizzo e al suo smaltimento: le bioplastiche possono rappresentare una soluzione efficace per il nostro futuro? Si confrontano sul tema il chimico Marco Ortenzi e il biologo Marco Parolini.

Negli ultimi decenni si osservano tendenze quali l’abbandono di milioni di ettari di aree rurali, problemi di inquinamento e di riscaldamento climatico, scarsa qualità e quantità delle risorse alimentari. È quindi necessaria, spiega il presidente del Comitato scientifico del Programma Mondiale della FAO sul patrimonio agricolo Mauro Agnoletti, una nuova visione che realizzi un equilibrio fra aree urbane e rurali, anche per far fronte alla crescita della popolazione. L’Italia può giocare un ruolo importante proponendo la propria cultura in materia di qualità dei prodotti agroalimentari e del patrimonio paesaggistico e ambientale.

IL FUTURO DELLA SOCIETÀ E DELL’INDIVIDUO

Il Festival della Mente indaga le questioni più attuali del presente e del futuro: non poteva mancare una riflessione sugli oltre 70 milioni di rifugiati e sfollati, che spesso si muovono insieme a migranti economici lungo rotte controllate da trafficanti o attraverso zone di conflitto. Povertà, ineguaglianze e cambiamenti climatici rendono la situazione ancora più complessa. Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati dal 2016, risponde agli interrogativi più pressanti: è possibile offrire soluzioni a questi fenomeni in modo concreto, organizzato e rispettoso del diritto internazionale? È possibile parlare di rifugiati senza che il discorso sia strumentalizzato dalla politica? Come rispondere agli esodi forzati di milioni di persone? La solidarietà esiste ancora?

Esattamente trent’anni fa cadeva il muro di Berlino e, sulle sue macerie, si è ingenuamente celebrata la “fine della storia”, con il trionfo delle democrazie liberali e del capitalismo, secondo un progresso ritenuto lineare e senza contraddizioni. Ma adesso ci sembra di sporgerci su una nuova frattura della storia, osserva il direttore del Censis Massimiliano Valerii. Quando la storia si rimette in moto riecheggia il clangore delle armi: come saremo in futuro, fra trent’anni?

Bertrand Badré, che è stato managing director della World Bank e chief financial officer del World Bank Group, sostiene che la finanza non è un nemico perché di per sé non è né buona né cattiva. È uno strumento, la più potente delle forze meccaniche che quando imbocca la strada sbagliata produce esiti rovinosi ma può avvantaggiare tutti se controllata e gestita con responsabilità.

Il sociologo Stefano Laffi spiega come si aiuta una generazione a riscrivere il futuro. Parlare con pessimismo della crisi provoca nei giovani paura, disincanto e cinismo; rifugiarsi nella celebrazione dei fasti antichi, di contro, non serve a nulla sul piano concreto. Che fare? Occorre rompere il ricatto del presente, imparare a immaginare, esercitare il possibile al posto dell’esistente.

L’architetto e ingegnere Carlo Ratti – considerato da Wired una delle 50 persone che cambieranno il mondo, copresidente del World Economic Forum Global Future Council su Città e Urbanizzazione e special advisor presso la Commissione Europea su digitale e smart cities – spiega la grande rivoluzione odierna nel campo dell’architettura e del design, che vede affermarsi sempre più un modello progettuale

partecipativo e collaborativo con idee sviluppate dal basso, più che imposte dall’alto.

L’amore resiste al tempo e vorrebbe non morire mai. Ma l’amore che sa durare non è forse un amore impossibile? Lo psicoanalista Massimo Recalcati si inoltra nel labirinto della vita amorosa e indaga il miracolo dell’amore, il sentimento più misterioso di tutti.

Dalle moderne guerre di religione agli attuali rigurgiti fondamentalisti il dialogo tra le fedi si è sempre mostrato irto di difficoltà, ricorda il filosofo della religione Roberto Celada Ballanti. Oggi la multiculturalità impone relazioni tra etnie, visioni del mondo e religioni, determinando confronti – che spesso diventano scontri – e la globalizzazione ridisegna gli assetti planetari: occorre un paradigma dialogico che superi il concetto di tolleranza, inadeguato a fronteggiare le sfide del terzo millennio.

L’epistemologa Luigina Mortari sottolinea come, con il venire al mondo, siamo chiamati alla responsabilità ontologica di avere cura della vita. Poiché all’essere umano non è data sovranità sulla sua esperienza ma sempre è dipendente da altro, il prendersi a cuore la vita non può che attualizzarsi nell’avere cura di sé, degli altri e del mondo.

LA TRILOGIA

Attesissimi, come ogni anno, i tre appuntamenti con lo storico Alessandro Barbero, che chiude ciascuna delle serate del festival con le sue lezioni in Piazza Matteotti. Il ciclo quest’anno è dedicato alle rivolte popolari nel Medioevo, che hanno cambiato il corso della storia. Venerdì si parla dei Jacques, i contadini dell’Île-de-France, che, a metà del 1300, a causa delle continue disfatte che i nobili francesi riportavano nella guerra dei Cent’Anni, si ribellarono al dovere di mantenerli con il loro lavoro. Sabato è la volta dei Ciompi fiorentini, che nel 1378 occuparono le piazze della città per ribadire il loro diritto a essere coinvolti direttamente nel governo della città. Si chiude domenica con la rivolta dei contadini inglesi del 1381, gli ultimi a essere liberati, in Europa, dalla servitù della gleba.

EVENTI SERALI

Non esiste invenzione che non sia anche il frutto delle visioni che altri hanno avuto prima di noi: da Magellano a Mozart, da Gabriel García Márquez a Joseph Conrad, da Albert Einstein a Jimi Hendrix, ogni creazione nuova è il prodotto complesso delle intuizioni che l’hanno preceduta. È possibile trovare una curva che colleghi quei punti e indichi la traiettoria del futuro? Rispondono a questa domanda, in un incontro speciale pensato per il festival, Lorenzo Jovanotti e Paolo Giordano.

L’attore Umberto Orsini, che calca le scene da ormai sessant’anni e ha lavorato con Fellini, Visconti, Zeffirelli e Ronconi, pensa sempre al teatro come a un eterno presente, come a un futuro che si costruisce osando. È quanto spiega nel dialogo con lo scrittore Paolo Di Paolo, mentre ripercorre la sua carriera e pensa a come si crea il futuro in scena: nella scelta dei testi, nell’interpretazione, nel dialogo con la platea e nella costruzione del pubblico.

In anteprima per il pubblico del Festival della Mente, il regista Raphael Tobia Vogel porta in scena Marjorie Prime, un testo che esplora il rapporto tra memoria e identità, scritto dal drammaturgo Jordan Harrison – finalista al premio Pulitzer 2015 – e prodotto dal Teatro Franco Parenti. Se esistessero tra noi i Prime, ologrammi di persone care venute a mancare, riusciremmo a relazionarci a loro come se fossero l’originale? L’Intelligenza Artificiale può soddisfare i nostri più chiari bisogni e i nostri più intimi desideri ed essere utilizzata per sconfiggere la solitudine o aiutare l’essere umano a conoscersi meglio?

Se ne avessimo l’opportunità, come decideremmo di ricostruire il nostro passato e cosa decideremmo di dimenticare? Sul palco gli attori Ivana Monti, Francesco Sferrazza Papa, Elena Lietti e Pietro Micci.

La Bandakadabra, estrosa formazione di fiati e percussioni, si cimenta in uno spettacolo comico-teatral-musicale dai toni vagamente surreali e dadaisti, che spazia dalle atmosfere western e dalle colonne sonore di Ennio Morricone ai brani dei Beatles, diventando occasione per riflettere ironicamente sulla tossicità degli smartphone e sulla sfortunata vita amorosa dei musicisti di “insuccesso”.

La musica, il teatro e la letteratura vivono del tempo e nel tempo, ma sanno rovesciarne la percezione.

Beatrice Venezi, tra i più giovani direttori d’orchestra d’Europa, incontra l’attore Gioele Dix: insieme ai Solisti di Milano Classica, confrontano i loro artisti più amati e provano a immaginare un futuro per il loro mestiere.

Due esploratori del suono, il pianista improvvisatore e compositore Cesare Picco e il musicista e dj Alessio Bertallot danno vita, sul palco, a uno speciale viaggio tra i brani iconici della dj culture, affiancata alla forza evocativa del pianoforte, per creare un caleidoscopico nuovo mondo di suoni.

L’esplorazione polare è il tema dell’incontro con lo storico Paolo Colombo e il disegnatore Michele Tranquillini, che ripercorrono la storia di Ernest Henry Shackleton e della sua impresa di attraversamento a piedi dell’Antartide. Le parole di Colombo e gli acquerelli disegnati dal vivo di Tranquillini fanno rivivere questa avventura e rispondono a una domanda importante: cosa significa essere eroi?

Biglietti: lezione inaugurale gratuita; eventi diurni e trilogia (incontri n. 6, 24, 40) €4,00;

eventi serali, approfonditaMente e didatticaMente €8,00.

Informazioni e prevendite (dal 17 luglio): www.festivaldellamente.it




“Loro (THEM)” > Installazione e performance dell’artista Krzysztof Wodiczko > 6-7-8 giugno 2019 > Parco Sempione MILANO

More Art, associazione no profit con base a New York che commissiona e produce progetti di arte pubblica a valenza sociale, porta per la prima volta in Italia un progetto site specific dell’artista internazionale Krzysztof Wodiczko.

Loro (Them) è un’installazione e una performance insieme che, utilizzando i droni e sfruttando le tecnologie più all’avanguardia, dà voce a migranti, rifugiati politici e cittadini emarginati per esplorare le complessità della loro vita nella società odierna.

In occasione della performance è in programma una conferenza l’8 giugno dalle 10:30 alle 13 all’Università Cattolica del Sacro Cuore presso l’aula Bontadini dal titolo Loro/Them: Una conversazione su immigrazione e marginalità in occasione del primo intervento pubblico di Krzysztof Wodiczko a Milano.

In occasione di Milano Photo Week, More Art presenta Loro (Them), un’installazione multimediale di Krzysztof Wodiczko, artista polacco di fama internazionale che vive tra New York e Boston e insegna alla Harvard University, che andrà in scena il 6,7,8 giugno al Teatro Continuo di Alberto Burri in Parco Sempione, ogni giorno tra le 20:30 e le 21:30, all’ora del crepuscolo.

 

L’opinione pubblica e la stampa si interrogano – in Europa così come negli Stati Uniti – su che impatto ha l’immigrazione sulla popolazione cosiddetta nativa. Il progetto Loro (Them) parte dal punto di vista opposto, ossia quello di coloro che sono emarginati e considerati invisibili, con l’obiettivo di far ascoltare le loro storie e le loro voci e creare così i presupposti per un dialogo e una comprensione reciproca.

 

Fin dagli anni Ottanta Wodiczko coniuga nelle sue opere l’attenzione verso situazioni di emarginazione con l’utilizzo delle nuove tecnologie e nel caso di Loro (Them) si serve di droni a bassa quota per generare conversazioni tra individui di diversa estrazione, esperienza ed età. Grazie alla collaborazione con la Casa della Carità di Milano, Wodiczko insieme a Micaela Martegani di More Art, ha incontrato queste persone e le loro voci e i loro occhi sono stati registrati.

 

I droni sono spesso associati a immagini di guerra e violazione della privacy, intrusione e paura, ma nel caso di Loro (Them) il drone verrà letteralmente reso antropomorfo: durante la performance ci saranno quattro droni, ciascuno munito di due schermi raffiguranti solamente gli occhi delle persone coinvolte nel progetto e un megafono come naso/bocca. I droni non saranno più visti come dispositivi disumani, ma provocheranno empatia nel pubblico attraverso i loro movimenti e soprattutto attraverso la voce di coloro che hanno incontrato Krzysztof Wodiczko e raccontato a lui la loro storia con candore e franchezza. Non saranno mostrati i loro volti per proteggere la loro identità, ma gli occhi e la voce saranno sufficienti per creare una relazione con il pubblico e permettergli di identificarsi con loro, stabilire un dialogo e penetrare all’interno della complessità delle loro identità, altrimenti taciute.

 

I droni nel corso della performance rappresenteranno diverse identità e daranno voce a differenti storie non solo di immigrazione, ma più in generale di emarginazione sociale e politica, affrontando temi di forte attualità come la convivenza, la cittadinanza, la rappresentanza e anche l’accoglienza.

Il titolo del progetto Loro (Them) vuole enfatizzare subito la distanza che si crea da chi – erroneamente – è considerato diverso da noi, ma allo stesso tempo vuole annullare questo spazio, ponendoci faccia a faccia, seppur virtualmente, con storie vere ed individui reali che risultano non molto diversi da noi.

Queste tematiche saranno affrontate anche in una conferenza in programma l’8 giugno dalle 10:30 alle 13 all’Università Cattolica del Sacro Cuore presso l’aula Bontadini dal titolo Loro/Them: Una conversazione su immigrazione e marginalità in occasione del primo intervento pubblico di Krzysztof Wodiczko a Milano. Sarà una conversazione su temi di immigrazione e marginalità con un intervento dell’artista Krzysztof Wodiczko e del curatore Micaela Martegani, seguita da una tavola rotonda condotta da Francesco Tedeschi, docente di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università Cattolica, con Bruno Milone, docente di Sociologia dell’immigrazione dell’Università degli Studi di Milano, Virginio Colmegna, fondatore della Casa della Carità, Abdou Ngom, uno dei partecipanti al progetto e Gabi Scardi, direttrice artistica nctm e l’arte.

Loro (Them) e gli eventi collaterali connessi al progetto sono prodotti in collaborazione con The Adam Mickiewicz Institute e supportati da nctm e l’arte un progetto di Nctm Studio Legale, Galerie Lelong, Università Cattolica e generose donazioni individuali. Loro (Them) fa parte del palinsesto della Photo Week di Milano 2019.

* Tutto il pubblico che parteciperà alla perfomance è invitato a portare coperte o teli per sedersi sul prato del Parco Sempione.

FOTO Marta Cavalleri




ENERGY AWARDS FVG Il galà dei Comuni più efficienti del FVG22 mag. – Dalle ore 17.30 UDINE, Castello

Di fronte alle sfide climatiche globali, le Amministrazioni Comunali svolgono a livello locale un ruolo fondamentale. Essendo però le misure di efficientamento energetico inserite in strategie a lungo termine, i risultati sono apprezzabili in periodi dilatati e spesso restano inosservati agli occhi dei cittadini. Eppure, nel Friuli Venezia Giulia esistono molte realtà virtuose. La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e L’Agenzia per l’Energia del Friuli Venezia Giulia hanno quindi ideato e lanciato l’iniziativa Energy Awards FVG con lo scopo di premiare e dare visibilità ai Comuni++, ovvero le Amministrazioni che più si sono impegnate nell’adozione di buone pratiche volte a favorire la riduzione dei consumi di risorse ed energia, contribuendo concretamente alla lotta ai cambiamenti climatici.

La cerimonia di consegna degli Energy Awards FVG si terrà quindi mercoledì 22 maggio nell’elegante Salone del Parlamento del Castello di Udine. La partecipazione all’evento è gratuita, previa iscrizione sul sito www.energyawards.ape.fvg.it.

Conferenza stampa di presentazione

La serata si aprirà, dopo le fasi di accreditamento che avranno inizIo alle 17.00, con i saluti istituzionali da parte dell’Assessore Regionale all’Ambiente ed Energia, Fabio Scoccimarro e del Sindaco di Udine,Pietro Fontanini, a cui seguirà un intervento di presentazione dell’iniziativa da parte del Direttore di APE FVG, Matteo Mazzolini, e un intervento tematico sulla possibilità di recupero del calore di scarto a livello regionale da parte della responsabile del progetto CE-HEAT, Anna Sappa. Il progetto CE-HEAT punta a migliorare l’utilizzo del calore di scarto, tema che è stato identificato come uno dei problemi più pressanti su scala transnazionale e locale. Nell’area di progetto sono stati stimati 326.154 TJ di calore di scarto potenziale, che se recuperato porterebbe a un risparmio di 20.055.198 t/a di anidride carbonica. Il progetto, del quale verranno illustrati i risultati, mette a disposizione degli interessati un catasto energetico per identificare le fonti di calore di scarto disponibili sul territorio regionale ed un “DecisionSupport System” per aiutare gli investitori a valutare dal punto di vista tecnico e finanziario le opportunità di investimento nonché un Piano d’Azione regionale per favorire l’utilizzo del calore di scarto.

La serata vedrà il suo culmine con la cerimonia di consegna degli Energy Awards FVG, che saranno consegnati dall’Assessore Scoccimarro ai Comuni energeticamente più efficienti della regione. I premi rappresentano in questo senso uno strumento di promozione delle iniziative avviate dalle Amministrazioni Comunali per ridurre il consumo di fonti fossili e le emissioni di gas serra. Questo particolare momento vuole anche essere un’occasione di incontro per permettere alle Amministrazioni Comunali lo scambio di buone pratiche e incitare quei Comuni che vogliono fare ancora di più per migliorare le proprie prestazioni energetiche, salvaguardare l’ambiente e la qualità della vita dei propri cittadini risparmiando denaro. Concluse le premiazioni seguirà una cena a buffet nei giardini prospicienti la Casa della Contadinanza a fianco del Castello.

La serata evento con la premiazione del 22 maggio rappresenta solo la conclusione di un percorso che le amministrazioni hanno intrapreso mesi fa, con la compilazione della check list creata da APE FVG. A questa è seguita poi la fase di verifica da parte dell’Agenzia per l’Energia, un lavoro complesso di richiesta e analisi dei documenti che accertassero l’effettiva attivazione delle iniziative dichiarate in sede di compilazione. Una volta effettuata la verifica è venuto il momento della validazione da parte dei tecnici di APE FVG, ultimo step da affrontare prima della premiazione. Le categorie oggetto della premiazione sono cinque, dalla A++ alla E++.

Attraverso le proprie attività, l’Agenzia Per l’Energia del Friuli Venezia Giulia – APE FVG promuove lo sviluppo sostenibile aiutando individui, aziende e amministrazioni locali a conseguire miglioramenti significativi e misurabili nell’utilizzo razionale dell’energia e delle sue fonti rinnovabili. APE FVG si rivolge a tutti i cittadini con eventi e campagne informative che organizza per sviluppare la consapevolezza dei consumi; realizza pubblicazioni tematiche a diversi livelli di approfondimento; sviluppa partnership a livello locale ed europeo; offre attività di consulenza, audit energetico e di valutazione tecnico-economica degli investimenti nell’ambito delle fonti rinnovabili.

Per maggiori info: Ape FVG: tel. + 39 0432 980 322 – mail: info@ape.fvg.it




Pistoia dialoghi sull’uomo affronta i temi ambientali.

Il mestiere di con-vivere: intrecciare vite, storie e destini, tema della decima edizione del festival di antropologia del contemporaneo Pistoia – Dialoghi sull’uomo (www.dialoghisulluomo.it), riguarda anche il rapporto con la Terra e la sua tutela. Ai Dialoghi, in programma da venerdì 24 a domenica 26 maggio, ne parleranno la fisica ed economista indiana, tra i massimi esperti internazionali di ecologia sociale Vandana Shiva, premiata con il Right Livelihood Award, premio Nobel alternativo per la Pace e il diplomatico e scrittore Grammenos Mastrojenicoordinatore per l’Ambiente della Cooperazione allo Sviluppo, che da trent’anni si occupa dei legami fra tutela dell’ambiente, sviluppo e pace.

 

Impariamo a condividere il nostro pianeta: è di tutti! è la lectio che terrà Vandana Shiva sabato 25 maggio alle 21.15 in piazza del Duomo, in occasione della terza edizione del Premio Internazionale Dialoghi sull’uomo, che ogni anno è conferito a una figura del mondo culturale che testimonia la centralità del dialogo per lo sviluppo delle relazioni umane e che la vede quest’anno vincitrice.

Proprio il dialogo permette, secondo Vandana Shiva, di imparare a riconoscerci come membri della comunità della Terra, che ha strabilianti capacità e il potenziale per rigenerarsi, nonostante ci si trovi sull’orlo del baratro. Si deve coltivare la speranza, fondata sulla filosofia della Terra intesa come un’unica famiglia: ce la faremo solo credendo nella capacità di trascendere le divisioni, di pensare, agire e vivere come un’umanità unita, impegnandoci a partecipare in ogni momento alla difesa e alla rigenerazione del tessuto naturale e sociale della vita. Di Vandana Shiva uscirà per Feltrinelli Il pianeta di tutti. Come il capitalismo ha colonizzato, scritto insieme al giornalista Kartikey Shiva.

Grammenos Mastrojeni, docente del primo insegnamento sulla questione Ambiente, risorse e conflitti della Ottawa University, materia che continua a insegnare in diversi atenei in Italia e all’estero, che collabora con il Climate Reality Project, lanciato dal premio Nobel Al Gore, ci invita a non perdere tempo. Cambiamenti climatici improvvisi, global warming, carestie, guerre, migrazioni epocali sono indice di un collasso ambientale sempre più prossimo. Gli esseri umani hanno dimenticato la cura del mondo in cui gli è dato vivere, ma nel poco tempo che ancora ci rimane possiamo provare a cambiare radicalmente la situazione: ogni gesto, piccolo o grande, che protegge l’ambiente è fondamentale per il futuro comune. Appuntamento domenica 26 maggio alle 15 al Teatro Bolognini per l’incontro Convivere con la Terra: solo la nostra felicità può salvare l’ambiente.




Il congresso IFOTES 2019 – Uscire dalla Solitudine alla ricerca di volontari

Congresso IFOTES:

si cercano volontari per accogliere i quasi mille ospiti

 

Gli organizzatori sono alla ricerca di giovani maggiorenni curiosi, entusiasti, con una gran voglia di mettersi in gioco e vedere il dietro le quinte di un evento di portata internazionale

 

UDINE Il congresso IFOTES 2019 – Uscire dalla Solitudine, costruire relazioni è sempre più vicino e gli organizzatori hanno deciso di lanciare una call per la ricerca di volontari che possano contribuire all’evento – realizzato con la collaborazione e il sostegno di Comune di Udine – Progetto OMS ‘Città Sane’, Regione Friuli Venezia Giulia, Promoturismo Fvg e Università di Udine -, in programma a Udine dal 3 al 7 luglio. In quelle giornate il capoluogo friulano si trasformerà in un grande luogo di incontro dove potersi raccontare e dove poter ascoltare. La città sarà crocevia per centinaia di persone (ne sono previste circa mille) provenienti da 20 paesi europei ed extra, si potranno parlare e udire moltissime lingue e vivere in un contesto multiculturale. Centro nevralgico dei 5 giorni di studio sarà il Teatro Nuovo, ma il programma prevedrà anche numerosi appuntamenti aperti alla cittadinanza ed eventi collaterali.

 

DI CHE COSA SI PARLERÀ AL CONGRESSO? Per stare bene le persone hanno bisogno di relazioni significative. Il sentirsi soli o isolati è strettamente collegato al dolore sociale. Oggigiorno però in molti soffrono di solitudine. La città di Udine diventerà un laboratorio di connessioni sociali e creatività, un luogo da cui trarre ispirazione e rafforzare il proprio impegno nell’ambito della salute emozionale e del benessere sociale. Il tutto grazie a IFOTES – International Federation of Telephone Emergency Services – che dal 1967 associa 32 helpline in 25 paesi nel mondo con oltre 20 mila volontari che offrono supporto emozionale.

 

I VOLONTARI – Gli organizzatori sono alla ricerca di giovani – maggiorenni – curiosi, entusiasti, con una gran voglia di mettersi in gioco e vedere il dietro le quinte di un evento di portata internazionale. L’impegno minimo è di due turni (7 ore in totale). Per candidarsi (entro il 2 giugno 2019) basta compilare il form online. Sono richieste buona conoscenza della lingua inglese, o tedesco e francese, e buona capacità di relazionarsi con le persone di cultura e provenienza differenti. Per i volontari sarà l’occasione per avvicinarsi a un tema di cui non si parla molto ma anche di mettere in campo le proprie competenze relazionali e migliorare quelle linguistiche. Potranno cimentarsi nell’accoglienza, logistica, segreteria, comunicazione (indicando due attività preferite), ma anche partecipare ad alcune sessioni e workshop tra quelli dedicati esclusivamente ai congressisti.

 

PER LA CANDIDATURA: https://forms.gle/3YUcRjjK5PFddhkC8

INFO: https://udine-2019.ifotes.org/it/volontari  – info@art-ess.org




LINK FESTIVAL CHIUDE DOMANI A TRIESTE

Grandi protagonisti per la giornata conclusiva di Link 2019, festival del buon giornalismo del Premio Luchetta. Domenica 12 maggio nella Fincantieri Newsroom in piazza Unità si parte alle 9.30 con l’Edicola di Link, caffè e cornetto e la rassegna stampa a cura di Giovanni Marzini, direttore editoriale Link, con ospiti e voci del festival. Fra gli eventi più attesi, domani alle 11.30, la consegna del Premio UNICEF I nostri Angeli 2019 a  Enrico Mentana,  direttore del Tg La7 “per la lungimiranza e la visione dimostrata quale artefice del giornale online OPEN”, la nuova realtà editoriale digitale concepita per una fruizione giovane e mobile, fondata e finanziata dal grande giornalista italiano

Emma D’Aquino

che, dopo decenni di brillante carriera ha deciso di “restituire” a chi si affaccia al giornalismo le chance che la professione sempre più spesso nega agli esordienti. Seguirà il talk con Serena Bortone, conduttrice Agorà Rai. «Felice e orgoglioso di questo premio – ha dichiarato Enrico Mentana – perché OPEN nasce dall’esigenza di saldare un debito generazionale, Volevamo produrre un giornale scritto, ma anche letto dai giovani per consentire a un quotidiano online di diventare il riferimento per le nuove generazioni».

E alle 18.30 i riflettori di Link si sposteranno su un altro storico riconoscimento, il Premio Crédit Agricole FriulAdria Testimoni della Storia, promosso dal Premio Giornalistico internazionale Marco Luchetta su impulso di Crédit Agricole FriulAdria, d’intesa con il festival pordenonelegge. Va a Gian Antonio Stella l’8^ edizione «per aver saputo non solo raccontare il suo, il nostro tempo, ma anche e soprattutto indicare, con sguardo pionieristico, le parabole del malcontento sociale che avrebbero ridisegnato l’evoluzione politica del Paese». Subito dopo Stella sarà protagonista di un dialogo condotto dal caporedattore Cultura del Gr Rai Bruno Ruffolo, sui temi dell’attualità: dalle ‘macerie’ della casta alle mille burocrazie italiane.  «Fare bene questo mestiere significa metterci la faccia ha commentato Gian Antonio Stella – È la prima regola del buon giornalismo, e per chi la rispetta ci sarà sempre spazio».

Link esplora domani alle 12.30 le ‘nuove strade tv’: torna al festival Alberto Matano, conduttore dell’edizione serale del Tg1 ma anche protagonista sulla terza rete Rai: dopo il successo di “Sono innocente”, quest’anno è reduce da “Photoshow”, il format ‘a tutto social’ che ha giocato col costume, le mode, le manie e la vanità del nostro tempo. Proprio della sperimentazione per proporre nuovi format tv e coinvolgere nuovi target, converserà domani con Stefano Coletta, Direttore Rai3, e con Luca Bottura, giornalista, scrittore, conduttore radiofonico e autore televisivo ma anche un maestro della satira. Alle 10.30 il festival affronta la “professione freelance” con il direttore di Radio Bullets Barbara Schiavulli, Premio Luchetta 2007, giornalista indipendente che ha passato sei settimane in Venezuela nel periodo più duro della crisi, lavorando sotto copertura. Di questo mestiere, così importante e così rischioso, converserà con Maria Concetta Mattei, conduttrice del Tg2 e curatrice della rubrica “Storie” i racconti della settimana. Il gran finale del festival, domani alle 19.30, sarà siglato

Andrea Segrè

dalla presentazione di un nuovo manuale edito Bur Rizzoli, “Il metodo spreco zero”, firmato dall’agro-economista Andrea Segrè, fondatore dell’impegno contro lo spreco in Italia. Il libro, che porta l’economia circolare nelle nostre case e insegna a prevenire lo sperpero del cibo, sarà raccontato in dialogo con Massimo Cirri, ‘icona’ di Caterpillar su Radio2 Rai, autore della postfazione che racconta la genesi della campagna Spreco Zero. E sempre in libreria: Link festival presenta domani “Ancora un giro di chiave. Nino Marano, una vita fra le sbarre”, l’opera prima della giornalista e conduttrice del Tg1 Emma D’Aquino (Baldini & Castoldi), che ne parlerà alle 16.30 con il Provveditore alle Carceri della Regione Lombardia Luigi Pagano, in un dialogo condotto da Roberto Vitale, editorialista de il Gazzettino. Una storia umana appassionante quella di Nino Marano, il più ‘longevo’ detenuto per reati commessi in carcere: entrato da giovane per aver rubato melanzane e peperoni e poi rimasto fra le sbarre per un’eternità. Dalle foibe all’esodo: una ferita aperta della storia italiana” (Solferino) titola invece la riflessione del giornalista del Corriere della Sera Dino Messina. L’autore ne converserà alle 17.30 con lo storico e saggista Raoul Pupo e con il presidente Irci Franco Degrassi, nel talk condotto dal presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia Cristiano Degano. L’impegno della ricerca, in Italia, si scontra però sempre più spesso con i “Cervelli in fuga”: ne parlerà domani a Link lo scienziato e Dg ICGEB Mauro Giacca – cervello ‘internazionale’, come si racconta dopo la nomina a direttore della Scuola di Medicina Cardiovascolare del King’s College di Londra – insieme al presidente Fondazione Internazionale Trieste – Esof 2020 Stefano Fantoni, coordinati dal giornalista Roberto Morelli.

Foto2015 Luca d’Agostino / Phocus Agency

Gli incontri di Link Festival sono aperti al pubblico gratuitamente, fino ad esaurimento dei posti disponibili. Il programma del festival su www.luchettaincontra.it     Link Festival 2019 è promosso dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin con il pieno sostegno di Fincantieri, l’apporto della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, il contributo di Crédit Agricole FriulAdria, della Fondazione CRTrieste e la coorganizzazione del Comune di Trieste. Realizzato a cura di Francesca Fresa, per la direzione editoriale di Giovanni Marzini e organizzato da Prandicom, Link è realizzato con la collaborazione della FNSI e dell’Ordine dei Giornalisti con la main media partnership della RAI e delle sue testate Rainews24, Rai TGR e Rai Friuli Venezia Giulia. Anche per questa edizione il quotidiano Il Piccolo è al fianco di Link con la diretta streaming sul proprio sito degli incontri in programma.




Anche il Friuli-Venezia Giulia partecipa al Festival dello sviluppo sostenibile

Nel Friuli-Venezia Giulia sono previsti 14 eventi

Dal 21 maggio al 6 giugno torna la manifestazione, unica nel suo genere nel panorama internazionale, sui temi della sostenibilità ambientale, economica e sociale. Centinaia di eventi su tutto il territorio nazionale per fare il punto sulla posizione dell’Italia rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.

Roma, 2 maggio 2019 – È la più grande manifestazione internazionale sulla sostenibilità ed è italiana. Il Festival dello sviluppo sostenibile, che si svolge in tutta Italia per ben 17 giorni, tanti quanti sono gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 sottoscritta da 193 paesi nel 2015, torna a coinvolgere imprese, società civile, istituzioni e cittadini proprio nel momento in cui l’interesse per il futuro del pianeta e dei sistemi economici e sociali raggiunge livelli mai visti finora, al punto che quasi l’85% degli italiani risulta a favore di politiche per lo sviluppo sostenibile (fonte: Fondazione Unipolis).

Nel Friuli-Venezia Giulia sono in programma 15 eventi. E’ il caso di “Magnifici incontri Crui” del 29 e 30 maggio a Udine, un appuntamento promosso dalla Crui con il patrocinio del Miur che quest’anno affronterà il tema “Le università per la sostenibilità”. Oppure de Il valore dei vaccini, in programma il 22 maggio 2019 a Gorizia, organizzato dall’Università degli studi di Udine, Centro polifunzionale di Gorizia. E ancora Economia circolare e produzione sostenibile,organizzato il 31 maggio a Pordenone dall’Univ. di Trieste Dip. Ingegneria Architettura (UniTS-Dia), Consorzio universitario di Pordenone, Unione industriali Pordenone Patrocinio già ottenuto da Esof2020-Trieste.

Il Festival 2019, presentato questa mattina durante una conferenza stampa ospitata dalla RAI, sottolinea l’urgenza di un impegno forte, generale e condiviso, per cambiare il modello di sviluppo e produrre quella transizione necessaria per garantire la sostenibilità economica, sociale, ambientale e istituzionale e quindi un futuro di benessere a questa e alle nuove generazioni. E per fare questo l’ASviS, che con le oltre 200 organizzazioni aderenti è la più grande rete della società civile mai creta in Italia, chiama tutti a partecipare attivamente al Festival, in un momento cruciale per il futuro dell’Unione Europea.

Lotta al cambiamento climatico e transizione energetica, innovazione tecnologica e futuro del lavoro, lotta alla povertà e alle disuguaglianze, salute e sicurezza alimentare, educazione e formazione continua, cooperazione internazionale, infrastrutture e mobilità sostenibile, dialogo interreligioso e futuro dell’Europa, protezione dell’ambiente e sviluppo economico. Il Festival 2019 affronta le grandi sfide per l’Italia di oggi e di domani che sono al centro del dibattito culturale e politico, coinvolgendo i cittadini e, in particolare, i giovani.

Il claim del Festival 2019 “Mettiamo mano al nostro futuro” chiama tutti all’azione individuale e collettiva, dal mondo economico e imprenditoriale a quello della politica e delle istituzioni, dalle scuole alle università, dai cittadini agli operatori della cultura e dell’informazione. Tutti siamo invitati a mobilitarci per contribuire a cambiare passo verso uno sviluppo sostenibile che non lasci nessuno indietro, come ricorda l’Agenda 2030. Dal 21 maggio al 6 giugno in tutto il Paese si terranno centinaia di eventi(convegni, seminari, workshop, mostre, spettacoli, eventi sportivi, presentazioni di libri, documentari ecc.) collegati agli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Il Festival, il cui catalogo è disponibile sul sito www.festivalsvilupposostenibile.it, costituisce un format unico a livello globale, al punto da essere stato selezionato tra i tre finalisti (con IBM e la città di New York, su 2.000 progetti esaminati) della categoria Connector del premio istituito dal Segretariato delle Nazioni Unite “SDG Action Awards”, destinato a iniziative innovative e d’impatto per stimolare il cambiamento delle società verso gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, la cui assegnazione avverrà oggi pomeriggio, a Bonn.

“Il Festival è diventato il punto di riferimento nazionale per un dibattito sempre più aperto e inclusivo sui temi dello sviluppo sostenibile, fondamentali per il presente e il futuro del nostro Paese, dell’Europa e del mondo intero”, ha sottolineato il Presidente dell’ASviS,Pierluigi Stefanini. “Gli ‘scioperi per il clima’ degli studenti, hanno richiamato i decisori alle proprie responsabilità ed hanno ottenuto una visibilità mediatica imponente. Ora non si può più far finta di niente, ora è il momento di realizzare il cambiamento. Il Festival rafforzerà questo messaggio”.

 

Per Enrico Giovannini, Portavoce dell’ASviS, “la stragrande maggioranza dei cittadini chiede politiche per lo sviluppo sostenibile perché consapevoli che sono l’unica strada percorribile per garantire crescita e benessere. Questo chiederanno a chi li rappresenterà nelle istituzioni nazionali ed europee. Il Festival è un’occasione straordinaria per ribadire ai politici, ai manager, agli amministratori che l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile è la cornice nella quale progettare il futuro del nostro Paese e dell’Europa”.

 

IL PROGRAMMA

L’inaugurazione del Festival dello Sviluppo Sostenibile si svolgerà in un momento decisivo per l’Unione europea, a pochi giorni dalle elezioni per il Parlamento Ue. Infatti, il primo dei tre eventi del Festival organizzati direttamente dall’ASviS si terrà il 21 maggio all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Al convegno internazionale “Per un’Europa campionessa mondiale di sviluppo sostenibile” parteciperanno il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e personalità di rilevanza internazionale per dibattere sulle politiche che l’Unione europea dovrà mettere in campo all’indomani delle elezioni. Nella serata del 21 maggio si terrà, sempre presso l’Auditorium, il “Concerto per un’Europa sostenibile”, eseguito dai giovani musicisti del complesso d’archi della European Union Youth Orchestra (EUYO) e trasmesso in diretta su Radio 3. Si tratta di un evento dal forte valore simbolico, caratterizzato da un alternarsi di brani musicali e letture di testi, al quale parteciperà anche il Maestro Michelangelo Pistoletto.

Il secondo evento organizzato dall’ASviS si terrà il 28 maggio a Milano, presso l’Auditorium di Assolombarda e affronterà il tema “Le imprese e la finanza per lo sviluppo sostenibile. Opportunità da cogliere e ostacoli da rimuovere”. All’evento prenderanno parte i vertici di alcune delle più grandi aziende e organizzazioni imprenditoriali. Il Festival si concluderà con il terzo degli eventi dell’ASviS, il 6 giugno alla Camera dei Deputati, dove verranno presentati alle istituzioni i risultati, le idee e le proposte emerse durante i 17 giorni del Festival. I programmi degli eventi dell’ASviS sono consultabili all’indirizzo http://festivalsvilupposostenibile.it/2019/gli-eventi-asvis/.

Il Festival prevede, inoltre, 17 eventi nazionali di alto livello, dedicati ai temi chiave dello sviluppo sostenibile e ai diversi Obiettivi dell’Agenda 2030, organizzati dagli aderenti dell’Alleanza, con il contributo dei gruppi di lavoro dell’ASviS. Assisi, Genova, Matera, Napoli, Roma, Torino, Udine sono tra le città italiane che ospiteranno queste iniziative i cui programmi sono disponibili all’indirizzo: http://festivalsvilupposostenibile.it/2019/gli-eventi-nazionali/.

Anche quest’anno il Festival prevede una forte collaborazione con la Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile (Rus), al fine di rendere protagonisti gli studenti, e con l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci) per valorizzare l’esperienza dei “Festival cittadini” coinvolgendo la popolazione in varie iniziative locali. In particolare, le amministrazioni comunali di Bologna, Milano, Palermo, Parma, Roma e Torino hanno deciso di promuovere il Festival a livello cittadino, con numerose iniziative di valore culturale e simbolico. Inoltre, il Festival sarà connesso con manifestazioni concomitanti che si terranno in altri Paesi in occasione della European Sustainable Development Week (Esdw), dal 30 maggio al 5 giugno.

Sono poi previste varie collaborazioni con enti e istituzioni per iniziative sullo sviluppo sostenibile, dai Civil Society Days del Comitato Economico e Sociale Europeo al Premio “Forum PA” per le pubbliche amministrazioni innovative, dalla piattaforma “Obiettivo 2030” al percorso espositivo della Peggy Guggenheim Collection, dal Salone Internazionale del Libro di Torino all’Associazione Parchi e Giardini d’Italia.




MARTEDI 23 APRILE 2019 All You Need is Book! GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO Nasce a Napoli la ‘Biblioteca di Lucrezia

All You Need Is Book!“: regala un libro e partecipa anche tu alla creazione della ‘Biblioteca di Lucrezia‘, uno spazio gratuito dedicato alla lettura che nascerà a partire dal 23 APRILE, Giornata Mondiale del Libro, all’interno di Caffè Lucrezia, in via Posillipo 414/416 – Napoli.
Dalle 8.30 d martedì 23 aprile sarà possibile regalare un libro per controbuire alla nascita di una piccola grande biblioteca che sarà a disposizione dei clienti gratuitamente.
Ad ogni persona che regalerà un libro verrà offerta una degustazione gratuita di un dolce al bicchiere [presente in vetrina]: panna cotta o tiramisù!
Ogni libro riceverà una speciale timbratura che indicherà il nome del donatore e la data di donazione del volume scelto.
L’iniziativa è promossa dal Maestro Pasticciere Lucrezia Cerulli di Caffè Lucrezia.
La Giornata Mondiale del Libro e del diritto d’autore è un evento promosso dall’UNESCO per incoraggiare a scoprire il piacere della lettura e valorizzare il contributo che gli autori danno al progresso dell’umanità.
Il 23 aprile è stato scelto perchè è il giorno in cui sono morti nel 1616 tre importanti scrittori: lo spagnolo Miguel de Cervantes, l’inglese William Shakespeare e il peruviano Inca Garcilaso de la Vega.
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