Il 26 gen. per il Giorno della Memoria Alessio De CAPRIO E l’eccidio delle Ardeatin: palco del Teatro Nuovo UDINE

Alla vigilia del Giorno della Memoria torna sul ring, fra guantoni e sudore, un personaggio mai dimenticato dagli ebrei romani: Bucefalo il pugilatore ovvero Lazzaro Anticoli, l’indomito ebreo ucciso il 24 marzo 1944 alle Fosse Ardeatine con altre 334 persone per mano delle truppe di occupazione tedesche. E’ lui infatti, il protagonista della toccante pièce di e con Alessio De Caprio che andrà in scena al Teatro Nuovo Giovanni da Udine giovedì 26 gennaio alle ore 20.45.

Il francobollo di un’esistenza agguerrita, messa definitivamente al tappeto da una scarica di mitragliatrice, rivive attraverso i ricordi, i suoni, le voci del ghetto ebraico di Roma: l’infanzia, gli allenamenti di boxe, gli amici di sempre, il grande amore per Emma, la miseria, il tradimento ad opera della temuta “Pantera Nera” che lo indicò alle SS, i giorni di prigionia, la terribile fine.

Bucefalo il pugilatore racconta una vicenda riscostruita sulla base di documenti d’archivio, interviste e testimonianze dirette raccolte da ex deportati, parenti di Lazzaro ma anche gente comune che aveva vissuto in prima persona quei tragici fatti e ricompone per noi, con il ritmo crescente di uno scontro di boxe e del giudaico romanesco che allora si parlava nei vicoli di Roma una storia di dignità e di libertà, una vicenda vera e toccante che è prima di tutto eco di un’immane tragedia collettiva.

“Portare in scena questo lavoro significa dare un senso alla memoria, far riflettere sulla vita negata che diviene un bene prezioso – spiega l’autore e regista Alessio De Caprio – L’obiettivo è quello di far vivere sulla scena un corpo presente e riconoscibile, che crei un legame tra passato e presente; non a caso il lavoro è in stretta relazione visiva con il pubblico: non ci sono quarte pareti, non ci sono distanze tra l’attore e lo spettatore ma una linea sottilissima di ascolto e condivisione”.

Lo spettacolo, diretto e interpretato al suono della fisarmonica di Fabio Raspa, è prodotto dall’Associazione Artinmusica e va in scena al Giovanni da Udine nell’ambito della rassegna “IeriOggi:TEatro. NOI generazioni in dialogo”. Pubblico in paco, posti limitati. Sono previste anche recite riservate alle scuole, venerdì 27 e sabato 28 gennaio, al mattino (prenotazioni tramite ufficio scuola,ufficioscuola@teatroudine.it). Biglietti disponibili presso la biglietteria del Teatro (via Trento 4 – Udine) dalle 16.00 alle 19.00 eccetto domenica e giorni festivi; tel. 0432 248418, biglietteria@teatroudine.it. Biglietteria attiva anche al temporary ticket store del teatro presso la Libreria Feltrinelli di via Canciani a Udine (il mercoledì con orario 10.00-13.00 e 13.30-18.00) e online dai siti www.teatroudine.it e www.vivaticket.it..




“la memoria e la scelta”

“Dal 25 al 28 gennaio alla Sala Bartoli il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia propone “La memoria e la scelta”:
progetto pilota a cura di Paola Pini e in collaborazione per la parte cinematografica con Daniele Terzoli e Gianluca
Guerra. Quattro serate di letture, musica e video per celebrare il Giorno della Memoria con protagonisti alcuni studenti dei licei Carducci/Dante, Galilei,Oberdan, Petrarca. Per mostrare come davanti all’abisso ci sia sempre la
possibilità di scegliere e difendere la dignità umana. Le serate inizieranno alle 21: i biglietti sono in vendita a partire da sabato 21 gennaio”.
IMG_3954Fare del Giorno della Memoria non soltanto il momento in cui onorare e commemorare – com’è giusto e doveroso – le vittime dell’Olocausto ed i gesti di chi ha tentato di salvarle, ma rendere questo Giorno anche l’occasione per “seminare” spunti di conoscenza e di senso critico nelle coscienze di tutti, soprattutto dei giovani.
Con questa prospettiva il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia promuove nella settimana del 27 gennaio – ricorrenza internazionale del Giorno della Memoria – il progetto pilota La memoria e la scelta, curato dalla giornalista Paola Pini in collaborazione per la parte cinematografica con Daniele Terzoli e Gianluca Guerra, e realizzato dal Teatro Stabile stesso – in collaborazione con la Cappella Underground e il Servizio Pubblico di Mediateca – grazie al sostegno fondamentale dei licei Carducci/Dante, Galilei, Oberdan, Petrarca i cui studenti saranno i veri protagonisti del progetto.
Organizzata d’intesa con il Comune di Trieste, l’iniziativa dello Stabile va ad arricchire il programma d’iniziative legate al Giorno della Memoria in città.
La memoria e la scelta consiste in una serie di quattro serate – in programma dal 25 al 28 gennaio alle ore 21 alla Sala Bartoli – in cui si succederanno momenti musicali, letture di alcuni brani incentrati su temi e riflessioni attinenti alla Shoa e la trasmissione di alcuni spezzoni di film anch’essi declinati su questi temi.
I lettori saranno ragazzi dei licei che hanno appoggiato il progetto, sempre diversi nelle quattro serate ed anche i musicisti – che creeranno gli intermezzi in acustico, in diverse formazioni –varieranno ogni sera, provenienti dal liceo a indirizzo musicale Carducci.
Questa chiave, fresca e ricca di energia, rappresenta secondo i curatori un’opportunità in più per coinvolgere pubblico di tutte le fasce d’età e per fare del Giorno della Memoria – paradigma contemporaneo di tutte le memorie umane – non solo un monumento, ma anche un momento di confronto, ricco di induzioni e di senso, capace di farci sperare che – come indica la legge con cui è stata istituita questa ricorrenza a livello nazionale e internazionale – si conservi «(…)la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere».
E ciò appare oggi importantissimo, alla luce dei problemi della nostra contemporaneità: «Quella attuale non è soltanto una mondiale crisi economica; è anche una mondiale crisi etica e si esprime non soltanto nei complessi avvenimenti di portata epocale, ma anche nella nostra semplice quotidianità» commenta infatti la curatrice del progetto, Paola Pini. «Nel corso degli eventi che stanno al centro del Giorno della Memoria – continua – ci sono state persone che hanno scelto di opporsi a quel che stava avvenendo. Alcuni furono capaci di cogliere, inascoltati, i pericoli fin dai primi anni Trenta del Ventesimo Secolo, a volte anche prima del 1933, anno della presa del potere
da parte di Hitler. La maggior parte invece sottovalutò il pericolo. Nella catastrofe che, partita dalla Germania nazista, giunse a colpire l’intera Umanità ci furono numerosi esempi di ribellione; tra questi, la rivolta del Ghetto di Varsavia nell’aprile-maggio 1943, che precedette di un anno abbondante quella che coinvolse l’intera capitale della Polonia. Allora, alcune persone, la maggior parte molto giovani (quasi tutti poco più che ventenni), decisero di reagire, convinti che fosse sbagliato subire passivamente l’ingiustizia, la violenza, l’assassinio.
Alcuni di loro sopravvissero e seppero raccontare quel che avvenne. Ancor oggi sembra quasi impossibile che pochissimi, male armati, con aiuti esterni risibili, siano stati capaci di tener testa al potente esercito del Terzo Reich. Cosa ci hanno insegnato con la loro azione?
Hanno saputo mostrarci una via, dettata dalla capacità di scegliere da che parte stare».
Ricordare, dunque, per saper scegliere da che parte stare: «Se è stato possibile allora, di fronte alla totale negazione della dignità umana indotta con una propaganda perversa e capillare, è possibile sempre».
Ci guideranno in questo significativo percorso le parole di autori quali Wlodek Goldkorn, Rosanna Turcinovich Giuricin, Marek Edelman: testimonianze toccanti e vivissime, brani profondamente coinvolgenti. E ci accompagneranno in questo viaggio immagini di film che fanno parte del nostro immaginario e il respiro di musiche emozionanti che andranno dall’immancabile Beautiful that way di Piovani all’Allelujah di Leonard Cohen, da Youcali di Kurt Weill alla Trio sonata in re maggiore di Quantz…

Nel progetto sono coinvolti in tutto una quarantina di ragazzi, di diverse classi dei quattro già citati licei: il progetto pilota La memoria e la scelta è concepito nell’ottica di essere ampliato – in future edizioni – in modo da coinvolgere anche altri ragazzi ed altre scuole.

La memoria e la scelta va in scena da mercoledì 25 a sabato 28 gennaio alle ore 21 alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti: le serate saranno aperte a tutti gli interessati, che potranno provvedere ad acquistare i biglietti fin da sabato 21 gennaio, al prezzo di 3 euro, presso tutti i consueti punti vendita del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.
Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito del Teatro www.ilrossetti.it oppure chiamare
il tel 040-3593511.
Andrea Forliano



UDINE: SHOAH, AL VIA IL CALENDARIO DI EVENTI PER LA GIORNATA DELLA MEMORIA

Domani, 18 gennaio, alle 18 il primo appuntamento con una conferenza nel centro culturale Paolina d’Aquileia

È tutto pronto per l’avvio del ricco calendario di iniziative organizzate dal Comune di Udine per la Giornata della Memoria. Ad aprire la rassegna sarà, domani mercoledì 18 gennaio alle 18, nella sala Paolo Diacono del centro culturale Paolino d’Aquileia, la conferenza “70 anni fa: il Nordest e i sopravvissuti alla Shoah: una bella storia umana dimenticata (1945-1948)”, con la partecipazione di Yehoshua Amishav, direttore del Keren Ha Yesed – Appello unificato per Israele-Gerusalemme. Fino al 18 febbraio l’amministrazione comunale proporrà, in collaborazione con Aned, associazione Italia-Israele, Cec, cooperativa Varianti, fondazione Teatro Nuovo, parrocchia di San Pio X e Teatro Club Udine, un ampio programma di incontri, conferenze, film, spettacoli teatrali e mostre.

Giovedì 19 alle 21 lo Spazio Venezia ospiterà lo spettacolo teatrale Il coraggio di dire no”, prodotto dall’associazione culturale Overlord di Verona. Curato da Michela Ottolini e interpretato da Alessandro Albertin, lo spettacolo racconta la storia di Giorgio Perlasca, figura straordinaria che a Budapest riuscì a salvare dalla deportazione oltre 5 mila persone. Il programma proseguirà poi il 25 gennaio alle 17.30 in sala Ajace con un incontro dedicato al libro di don Guglielmo BiasuttiEbrei e cattolici in Italia”, edito a Udine nel 1937, in pieno ventennio fascista. Anche quest’anno, grazie alla collaborazione con il Cec, non manca una proposta cinematografica. Nel pomeriggio e la sera di giovedì 26 e venerdì 27 gennaio, infatti, il Visionario ospiterà la proiezione de “Il viaggio di Fanny”, film di Lola Doillon che racconta, nella Francia occupata, la storia di una ragazzina ebrea tredicenne, costretta alla fuga verso la Svizzera senza i propri genitori. La mattina di venerdì 27, alle 9.30, è in programma uno spettacolo riservato alle scuole (per info e prenotazioni: giulia@cecudine.org). Giovedì 26 alle 20.30 nella parrocchia di San Pio X si parlerà di “Luoghi e storie fra deportazioni e campi di concentramento”, con interventi di Giorgio Ganis, Elio Varutti e Tiziana Menotti. Sempre giovedì 26 alle 20.45 al teatro Nuovo andrà in scena “Bucefalo il pugilatore”, spettacolo teatrale scritto, diretto e interpretato da Alessio De Caprio con Fabio Raspa alla fisarmonica. Il pubblico rivivrà le vicende di Lazzaro Anticoli detto Bucefalo, ebreo romano, venditore ambulante, pugile per passione il cui destinò si infrangerà nel 1944 alle Fosse Ardeatine.

Per la Giornata della memoria, venerdì 27 gennaio, nelle Gallerie del Progetto di via Savorgnana è in programma l’inaugurazione della mostra Disegna ciò che vedi. Helga Weissova: da Terezin i disegni di una bambina”, dedicata alla memoria della giovane ragazza nata a Praga nel 1929 da genitori di origine ebraica e internata all’età di 12 anni nel ghetto di Terezin, poi deportata ad Auschwitz e liberata, assieme alla madre, nel 1945. Dotata sin da bambina di uno straordinario talento per il disegno, Helga ritrasse con grande efficacia la tragica realtà del ghetto. I suoi disegni rappresentano ancora oggi una insostituibile testimonianza documentaria. L’esposizione resterà aperta con ingresso libero dal 28 gennaio al 26 febbraio il venerdì e sabato dalle 16 alle 19, la domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19. Sabato 28 gennaio alle 17.30 in sala Ajace la docente di Storia dell’Università di Bolzano, Antonella Tiburzi, terrà una conferenza dedicata al tema “Lo sfruttamento del lavoro forzato nei campi nazisti”. Chiuderà il programma 2017 della Shoah la conferenzaDove ci portate? Wohin bringt ihr uns? Kam nam peljete?”, ospitata sabato 18 febbraio alle 17 nella sede del museo Etnografico, a palazzo Giacomelli. L’incontro, che approfondirà il tema delle deportazioni dei pazienti degli ospedali del Friuli, in Trentino e del Sudtirolo in Germania, vedrà intervenire il docente dell’Università di Udine Paolo Ferrari, lo storico Stefan Lechner, la responsabile del museo Etnografico di Malborghetto, Lara Magri, la sociologa Kirsten Duesberg, l’antropologo Gian Paolo Gri, con la partecipazione del coro multietnico e femminile dell’associazione La Tela diretto da Claudia Grimaz.




Suite per Federico Tavan PORDENONE 26 DIC. RIDOTTO VERDI

Oggi nella saletta incontri dell’ex convento di san Francesco, è stato presentato il concerto e il Cd dello spettacolo “Maledetta quella volta (Suite per Federico Tavan)” di Pier Gaspardo per ricordare il poeta e l’uomo Federico Tavan. Che sarà proposto lunedì 26 dicembre alle 20.30 al Ridotti del Verdi. L’ ingresso sarà gratuito e le porte saranno aperte mezz’ora prima dell’inizio delo spettacolo.L’assessore alla TAVANcultura Pietro Tropeano, commentando il progetto ha – “ accettato di buon grado di sostenere l’iniziativa, inserita peraltro nelle manifestazioni di Natale a Pordenone promosse dal Comune”, poiché “significativa è l’originalità della proposta ed altrettanto importante è l’ampia partecipazione di artisti del nostro territorio. L’Amministrazione guidata dal sindaco Alessandro Ciriani, – ha proseguito – vuol mettere in evidenza le cose belle e le eccellenze delle nostre terre”E’ un’opera corale – ha esordito Pier Gaspardo compagno di collegio, amico, accompagnatore musicale ed “editore” del Poeta – interpretata da una quarantina di artisti, tra i quali Mauro Corona, Davide Toffolo (Tre Allegri Ragazzi Morti), Gianmaria Accusani (Prozac+, Sick Tamburo), lo scomparso Roberto “Freak” Antoni, Carla Manzon, Bruno Cesselli, Massimo De Mattia.“Non abbiamo voluto musicare le poesie di Tavan – ha continuato Gaspardo – ma esprimere le nostre emozioni conseguenti alla lettura dei suoi versi, “forti e potenti” nel giudizio di Mauro Corona. Non si tratta di poesie musicate in forma di canzone, bensì di una molteplicità di TAVANinterpretazioni, a seconda del modo e della sensibilità di ciascun partecipante, emerse dalla lettura delle liriche del Poeta scomparso tre anni fa. Per questo alle versioni originali in lingua friulana di Andreis sono accostate quelle in italiano nella traduzione dello stesso autore.Lunedi 26 dicembre dunque si esibiranno Bruno Cesselli al piano e tastiere, Nicola Barbon al basso, Mauro Da Dalto alla batteria, Pier Gaspardo all’elettronica, chitarre, effetti, video, accompagnati nel canto da Michela Grena e Flavia Quass con le voci narranti di Mauro Corona, Davide Toffolo e Carla Manzon con la regia si Ferruccio Merisi Al progetto hanno collaborato Massimo De Mattia (flauto, flauto basso, ottavino), Michela Grena (melodica), Elisa Tassan Caser (voce), Luca Grizzo (percussioni, rumori) e Paolo Parigi (drums) “Maledetta quella volta (Suite per Federico Tavan)” ideata da Lisa Rizzo e Pier Gaspardo, è curata Circolo Culturale Menocchio e sostenuta da Comune di Pordenone, Provincia di Pordenone, Banca di Credito Cooperativo Friulovest con l’intervento Markus Maurmair, Cooperativa Sociale Itaca Onlus presente Fabio Della Pietra, Amplifon, Associazione Commercianti di Pordenone.




Sabato 3 dicembre 2016 alle ore 21.00 andrà in scena al Teatro Stabile Sloveno di Trieste l’opera musicale “Il Canto della Malaguerra” di Edda Vidiz. Biglietti in promozione per il Black Friday

Sabato 3 dicembre 2016 alle ore 21.00 andrà in scena al Teatro Stabile Sloveno l’opera musicale “Il Canto della Malaguerra” di Edda Vidiz con Riccardo Beltrame, Alessandro Colombo, Myriam Cosotti Raffaele Prestinenzi, Julian Sgherla, Leonardo Zannier, Paolo Prelog e Ruggero Torzullo. Regia di Julian Sgherla. Musiche di Corrado Gulin. Movimenti scenici di Carolina Bagnati.

Un musical palpitante di vita vissuta, commozione e umorismo in un susseguirsi di emozioni fuse nelle melodie dei canti popolari di trincea e delle più belle canzoni della grande guerra. Interpretatoda cantanti e attori eccellenze delle scene cittadine, il Canto della Malaguerra dà vita ad una “Band of Brothers”, che pur nella paura, nostalgia e dolore della guerra trova sostegno nell’amicizia e nel canto. Lo spettacolo rievoca due fronti: quello della Galizia, dove si parla e si canta in triestino con accenni tedeschi, croati e sloveni e quello del Carso, dove si parla in italiano e si canta in vari accenti dialettali.

Il Canto della Malaguerra è la seconda opera musicale allestita nell’ambito del Bora MusicalFest, una rassegna di spettacoli che identificano l’anima di Trieste, organizzata dall’Associazione Tredici Casade in collaborazione con il Teatro Bandus e lo Studio Fe&L, con il patrocinio del Comune di Trieste e con il contributo della Fondazione Benefica Kathleen Foreman Casali.

Anche il Canto della Malaguerra aderisce al Black Friday: presso la biglietteria del Teatro Sloveno, da lunedì 28 novembre a sabato 3 dicembre tutti gli abbonati del Teatro Sloveno, della Contrada e dell’Armonia potranno acquistare, esibendo il loro abbonamento, biglietti ridotti a Euro 10.00!

Prevendita alla cassa del teatro dalle ore 10.00 alle ore 15.00.

Ticket Point Trieste / www.vivaticket.it

Andrea Forliano




Sommergibili in Adriatico – Spazi espositivi della Provincia di Pordenone 6-20 novembre 2016 – ingresso libero

Ci si immergerà alla scoperta dei segreti e della storia dei delfini d’acciaio con la mostra “Sommergibili in Adriatico” allestita negli spazi espositivi della Provincia in corso Garibaldi dal 6 al 20 novembre per iniziativa di Betasom, del gruppo di studi La grande Guerra d’Italia e Stati Uniti e di Silentes Loquimur, con la collaborazione del Comune di Pordenone e il prezioso contributo della Marina Militare e del Comando Aeroporto Aviano “Pagliano e Gori”.
L’esposizione si articola in quattro sezioni, tutte arricchite da modelli, divise e postazioni multimediali.

Nautilus

Nautilus

La prima illustra la storia e la tecnica del mezzo subacqueo, dai primordi fino ai giorni nostri, culminando con la visita virtuale al sommergibile Dandolo; la seconda parte approfondisce alcune tematiche storiche, come le basi sommergibili in Adriatico durante la Grande Guerra o le figure di alcuni famosi Comandanti della Seconda Guerra Mondiale, passando per l’invenzione del siluro e la nascita della scuola Sommergibili. La terza parte darà il focus sui battelli di oggi presentando un modello in sezione dei modernissimi sottomarini classe Todaro (cui appartiene il Venuti, intitolato alla medaglia d’oro al valor militare) di Codroipo) e

Cianfrocca Tropeano Mascellani

Cianfrocca Tropeano Mascellani

una serie di scatti che ritraggono “normali” scene di vita a bordo di questo tipo di battelli. L’ultima parte, per la gioia di bambini e famiglie, ma anche di molti appassionati di tecnologie militari e marittime, attiva solo nei fine settimana, sarà la “Scuola per aspiranti sommergibilisti”, una postazione dove si potrà imparare a usare un periscopio, pilotare virtualmente un sommergibile, lanciare un siluro o indossare la tuta (originale) per salvarsi da un sommergibile sinistrato.
Danno un contributo fondamentale alla mostra i giovani del gruppo di ricerca “La Grande Guerra di Italia e Stati Uniti”, composto da img_3423studenti italiani dell’Istituto nautico Venier di Venezia e studenti della Aviano High School. La sezione Sentinelle silenziose proviene dallo Stato Maggiore della Marina. La mostra è arricchita da pannelli relativi alle missione Cattaro e Pola e da un aerosiluro da 450 mm (1935 – 1945) provenienti dalla mostra permanente di foto e cimeli storici dell’Aeroporto Pagliano e Gori di Aviano.
Pezzo forte dell’esposizione è il portello del sommergibile Pullino, teatro dell’ultima azione dell’irredentista istriano Nazario Sauro, prima della cattura e della condanna a morte per alto tradimento nei confronti dell’Impero Asburgico: si tratta dell’unica parte del sommergibile pervenutaci.

Dopo l’inaugurazione di domenica 6 novembre alle 11 – relatore il Capitano di Fregata Marco Mascellani – prenderà il via anche un calendario di conferenze, volte ad approfondire aspetti storici, anche legati al territorio, che ha dato i natali a diversi sommergibilisti, senza

DELFINO primo battello italiano, a Venezia dopo i lavori di trasformazione.

DELFINO primo battello italiano, a Venezia dopo i lavori di trasformazione.

dimenticare la vicina presenza dei cantieri navali di Monfalcone e Venezia.

Lunedì 7 novembre alle 17 nella saletta Degan della biblioteca civica Giuseppe Grillo (che ne è il nipote) terrà una conferenza sul Comandante Giuseppe Aonzo, eroe di Premuda, medaglia d’oro al valor militare.
Giovedì 10 novembre alle 18 negli spazi espositivi della Provincia s terrà la cerimonia di commemorazione del Secondo Capo Pietro Venuti, medaglia d’oro al valor militare, del Sotto Capo Pietro Appi e del Capo di Prima Classe Scelto Rocco Scigliano, sommergibilisti di ieri e di oggi, ricordati da familiari
Mercoledì 16 novembre alle 9.30 nella sala Consiliare della Provincia, si terrà la conferenza sulla figura di Nazario Sauro, relatore il nipote Ammiraglio Romano Sauro.




NON CAPIVAMO 3 nov. ex Asilo Monumento, Grizzo di Montereale Valcellina (PN)

Dopo essere partito da Bach per arrivare alla musica sacra passando dallo swing e dal repertorio popolare la fisarmonica, protagonista del Fadiesis Accordion Festival si farà complice del racconto della Grande Guerra, accompagnando le storie di uomini e donne senza divisa vittime di una stessa, incomprensibile tragedia. Ultimo appuntamento del festival è dunque “Non capivamo”, concerto-racconto-immagine sulla Grande Guerra, giovedì 3 novembre alle 20.45 all’ex Asilo Monumento di Grizzo (Montereale Valcellina), con Giorgio Monte, voce su testi di Romeo Pignat e Gianni Fassetta alla fisarmonica. Liberamente tratto dal laboratorio Movimenti nelle retrovie, proposto dall’Associazione Bellunesi nel Mondo, Non capivamo è una meditazione sulla guerra per la pace, calata nelle drammatiche e inesplicabili atmosfere che coinvolsero e sconvolsero le popolazioni civili del nord-est d’Italia durante il primo conflitto mondiale. Un’incursione in una zona d’ombra del Novecento, dove a emergere sono finalmente le storie della popolazione in una storia che è stata sempre raccontata per dinastie, generali e grandi manovre. Allora, come oggi, la politica militare è stata fatta passando sulla testa delle popolazioni, che mai vorrà e potrà capire i giochi di potere ad alto livello che sconvolgono la vita di migliaia di persone per grossi interessi di pochi. Allora era difficile capire. Oggi gli strumenti per comprendere ci sono e ci vedono guardare attoniti a quella che ha tutta l’aria di una escalation verso una terza guerra mondiale, con le 2 superpotenze che giocano continuamente al rialzo, tra schieramenti di mezzi ai confini e ingerenze in paesi terzi. A dare espressione delle inquietudini e dello sbigottimento di ieri e oggi la fisarmonica di Gianni Fassetta con musiche di Wolfgang Amadeus Mozart (Maurerische Trauermusic), Ernest Gold (Exodus), George Davidson (Chopin), (Valzer di primavera), Gianni Fassetta (Dijeca), Johannes Brahms (Danza ungherese N. 5), Samuel Barber (Adagio del quartetto per archi) e Dimitri Šostakovič (Valzer dalla Jazz Suite N. 2)




IL TERREMOTO DEL FRIULI IN BIBLIOTECA A PORTOGRUARO

Nella pentola del Centro Culturale-Biblioteca Civica di Portogruaro bolle una nuova iniziativa. Il 28 ottobre, infatti, partirà il progetto “La scienza per tutti”: una rassegna di conferenze, laboratori, letture e spettacoli, volta a favorire la diffusione della cultura scientifica. Nel corso dei vari eventi in programma verranno affrontati alcuni temi emergenti nel settore in forma facile e divulgativa, ma sempre scientificamente corretta. Tutti gli incontri si svolgeranno presso il Palazzo Altan Venanzio, in via Seminario 27. Il progetto terminerà il 27 novembre.

Il primo appuntamento sarà con il convegno “Il terremoto, a 40 anni dall’evento del Friuli”. L’incontro inizierà alle 18.15 e vi prenderanno parte Giovanni Costa, ricercatore in Geofisica della terra solida e sismologo presso l’Università di Trieste, e Antonella Gallo, assegnista di ricerca e anch’essa sismologa in forza dell’ateneo friulano.

Massimiliano Drigo




StorioVagando A spasso lungo il Novecento attraverso i luoghi e le memorie del territorio

C’è una forte connessione tra il territorio e la storia, tra lo spazio e la memoria. I luoghi sono testimoni del passato anche laddove le tracce della storia non sono chiaramente visibili. Spesso attraversiamo strade, sentieri, piazze, ignari di ciò che essi hanno da raccontarci. E invece a volte basta uno sguardo, l’attenzione ad un dettaglio per immergersi nelle vicende che gli spazi fanno riaffiorare.La nostra regione è stata al centro di alcuni momenti chiave del Novecento, ne porta ferite e tracce, più o meno visibili. Riappropriarsi degli spazi che ci circondano significa attraversarli consci di ciò che hanno visto e di ciò che sono stati. Dar loro un nuovo significato.Il progetto StorioVagando dell’associazione 47|04 propone delle passeggiate in cui si lasciano parlare i luoghi, individuando i segni della Storia e ricostruendo le tante storie famigliari e individuali. Per aprirsi a prospettive diverse, il vagare è accompagnato a letture, brani, testimonianze, per far parlare davvero il territorio nella sua complessità, nel suo intreccio di storia e memoria.

Domenica 30 ottobre in particolare è in programma la visita “La porta di Sion: storia di Trieste e della sua comunità ebraica” con un percorso che si snoderà tra piazza Ponterosso, il Teatro romano, l’Ex ghetto ebraico, piazza Unità, piazza Oberdan, il Tempio israelitico, il Museo ebraico Carlo e Vera WagnerA partire dall’istituzione del Porto Franco, la città ha accolto al suo interno numerose comunità, che hanno collaborato allo sviluppo di quell’anima cosmopolita per cui spesso Trieste viene ricordata. Tra queste, la comunità ebraica ha legato indissolubilmente il suo destino a quello della città, contribuendo a crearne la ricchezza sia economica che culturale. Simbolo della complessità e della multiformità della città, la comunità ebraica ha cresciuto al suo interno lingue, tradizioni e provenienze diverse, quasi a riflettere, come in uno specchio, l’orizzonte multiculturale di Trieste. Motore e catalizzatore della nascita della borghesia triestina, la comunità è stata attore e protagonista della crescita culturale e commerciale del capoluogo.Attraverso la visita ai luoghi della storia e della tradizione ebraica, ricostruiremo le principali tappe del Novecento triestino e cercheremo i segni del rapporto tra la città e la minoranza ebraica. Incroceremo letture e memorie dei testimoni dell’epoca, ridaremo voce ai luoghi, li faremo rivivere e faremo un tuffo nell’identità ebraica, per capire un po’ di più del carattere controverso e prismatico di Trieste.
Punto e ora di ritrovo: via Rossini (davanti Palazzo Gopcevich) alle ore 10.00. La durata della visita sarà di 3h al costo di 10 euro.

Per tutti i percorsi è richiesta la prenotazione, scrivendo a segreteria@quarantasettezeroquattro.it.




RISTRUTTURAZIONE DEL MONUMENTO DI CLAUDIO CALANDRA

In occasione dei recenti eventi organizzati dal Comune e dalla pro loco di Tramonti di Sopra, molti curiosi ed appassionati hanno potuto rivedere un monumento recentemente riportato al suo stato originario. Si tratta del monumento dedicato a Claudio Calandra, ufficiale morto a seguito delle ferite subite durante la battaglia del 6 novembre 1917 a Tramonti di Sopra, e che è stato di recente oggetto di una profonda ed accurata ristrutturazione da parte della Pro loco di Tramonti di Sopra.
“Dobbiamo ringraziare” dice il presidente Alido Rugo “diverse persone e ditte che ci hanno dato una mano ad onorare la memoria dei soldati morti durante la prima guerra mondiale e, in particolare, dobbiamo ringraziare Giulio Bornacin, Roberto Moras, Stefano Urban, Adriano Cleva e Rigoni Rodolfo che hanno tutti contribuito al ripristino del monumento e di un pezzo della nostra storia.”
Il monumento è stato visitato recentemente anche dai numerosi escursionisti guidati dallo storico Marco Pascoli durante le escursioni e camminate a tema storico che si sono svolte a Tramonti di Sopra. Proprio nelle scorse settimane Marco Pascoli ha accompagnato i visitatori tra le strade e i sentieri di Tramonti di Sopra ripercorrendo le vicende della battaglia attraverso i luoghi che sono stati teatro degli scontri, facendo conoscere i personaggi che sono stati protagonisti delle vicende belliche e che, in alcuni casi, hanno anche perso la vita in val Tramontina.
La prossima escursione storica in programma è fissata per il prossimo 6 novembre e partirà dal bar Sala Prealpi in via Monte Rest a Tramonti di Sopra alle ore 10. Chi volesse partecipare all’evento gratuito deve prenotarsi ai numeri 3334756449 (Elisa) o 3348149598 (Franco).