OLTRECONFINE 15-17, IL PROGETTO SU GRANDE GUERRA E MEMORIA IN SCENA A TRIVIGNANO UDINESE – mercoledì 23 agosto

Oltre sei mesi di prove con attori non professionisti, serate di confronto con le comunità locali del FVG, un grande collage di storie, sentimenti e aneddoti sulla Grande Guerra vissuta a cavallo tra Italia e Austria. Ora il progetto OLTRECONFINE 15-17 curato da Cikale Operose arriva alla fase conclusiva con una restituzione teatrale itinerante che mercoledì 23 agosto approda a Trivignano Udinese, al Museo di Clauiano, con una doppia replica alle 20.15 e alle 21.30.
Diretto da Francesco Accomando, lo spettacolo “A occhi chiusi e non era solo orrore e spavento” vede in scena attori non professionisti (Silvio Basile, Anna Bolognese, Bruno Chiaranti, Pia Comoretto, Paolo Da Dalt, Silvia D’Ambrosio, Rossana Di Tommaso, Rinaldo Fantino, Gabriella Ferigutti, Romeo Mischis, Sergio Pagavino, Simona Schepis, Renato Sclauzero, Bruno Tomasin, Fabio Vidoz) che si sono uniti per dare vita ai ricordi, alle suggestioni, alle fotografie, alle testimonianze raccolte tra i cittadini durante le serate-forum dei mesi scorsi e che comprendono un periodo che va dal giugno 1915 fino ai fatti di Caporetto nell’ottobre del 1917.
Nei mesi di lavoro si sono incrociate le relazioni degli storici locali e le memorie di singoli cittadini che hanno dato vita una struttura che unisce narrazione e azioni sceniche. Le storie narrate seguiranno l’idea di uno sguardo dal basso, popolare, di gente semplice che viveva a ridosso del confine, rielaborato attraverso i linguaggi della contemporaneità, fatti di parole, musica, immagini evocate e gestualità scenica.
Ingresso libero con prenotazione obbligatoria chiamando il 392.0602632 dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18 fino al giorno dello spettacolo (max 30 persone per recita).

OLTRECONFINE è un progetto partecipato che ha riunito i cittadini e le associazioni di 17 comuni de FVG: Palmanova come capofila e poi Aiello del Friuli, Bagnaria Arsa, Bicinicco, Campolongo Tapogliano, Castions di Strada, Chiopris Viscone, Gonars, Medea, Romans d’Isonzo, Ruda, San Vito al Torre, Santa Maria La Longa, Torviscosa, Trivignano Udinese, Villesse, Visco. Tutti territori che, nel 1915, si trovarono “presi in mezzo” dalla guerra, essendo a ridosso o sul confine tra l’Impero Austro-Ungarico e il Regno d’Italia.
“Oltreconfine – spiega il direttore artistico Francesco Accomando – è nato dall’esigenza di creare un immaginario storico, comune e condiviso, di alcuni avvenimenti significativi nella pluralità dei punti di vista e nel superamento di alcune distorsioni, mistificazioni e manomissioni intercorse negli anni successivi. Così possiamo raccogliere, valorizzare e rendere comune un patrimonio di storie emblematiche nel rispetto storico del doppio punto vista italiano e austriaco, contribuendo alla costruzione di una coscienza e di una cultura europea dei territori volte al superamento dei contrasti, dei conflitti e dell’idea stessa di confine”.




SABATO 1 LUGLIO A Forni Avoltri PACE ALLA GUERRA con “Un rifugio per Lambertenghi e Romanin”

Sabato 1 luglio alle 20.45 a Forni Avoltri nella Sala Cinema Teatro va in scena l’ultimo spettacolo di Pace alla Guerra, “Un Rifugio per Lambertenghi & Romanin. Percorso turistico-musicale per miti, giornalisti & musicisti di montagna” (sempre a ingresso libero).
Adriano Giraldi è Guerrino Pacifici, Maurizio Zacchigna è Miro Vojnovich e il Tenente Romanin e come sempre al loro fianco gli interpreti del Gruppo Strumentale Lumen Harmonicum e le loro musiche composte ed arrangiate ad hoc. 
Una storia che intreccia memoria, geografia, vite umane e sacrifici.
La Zona Carnia fu quel settore del fronte bellico che durante la Grande Guerra ebbe il compito di sostenere la difesa del crinale alpino, una difesa infrangibile da curare e nutrire giorno per giorno per aiutare le armate italiane impegnate a cercare di sfondare e vincere la guerra sul sanguinosissimo fronte dell’Isonzo. Non è un caso che molti luoghi alpini tra rifugi, cime, costoni ed itinerari portino il nome di soldati lì caduti per la Patria, sacrificatisi spesso per mantenere solido quel muro. Accanto a quei nomi, alle lapidi e alle scritte sparse sul territorio, quanto rimane ancora di quelle vicende nella memoria e nel nostro presente? Come la Memoria può difendersi dall’oblio? Aggirandosi tra i reperti e le testimonianze raccolte presso la Mostra Permanente della Grande Guerra di Forni Avoltri, Guerrino Pacifici e Miro Vojnovich si interrogano ad esempio sul perché il Rifugio sul passo Volaja, proprio sopra Forni Avoltri, sia stato intitolato a Lambertenghi & Romanin, due tenenti degli Alpini. Tra il 1915 ed il 1917 sul passo Volaja, attorno allo splendido lago omonimo, meta paradisiaca durante tutta l’estate per indomabili turisti escursionisti, soldati italiani ed austro-ungarici si scannarono sanguinosamente cercando di  strapparsi  anche pochi metri di roccia, tra dirupi e terreni impervi. Possono due nomi… cioé l’intitolazione di un rifugio a due soldati… essere lo strumento lo strumento giusto per preservare dall’oblio  la memoria del sacrificio di tanti che soffrirono in cima a quei monti? Su quel passo alpino il confine, che i due tenenti – almeno così si desume da internet! – diedero la vita per “tenere” saldo oggi è sempre più uno spartiacque dove la natura unisce le  anime.

Lumen Harmonicum e i suoi musicisti saluteranno il loro pubblico a Trieste, il prossimo 17 luglio all’ex Lavatoio con un bellissimo fuori programma di cui verrà a breve annunciato il contenuto.

Andrea Forliano




Pace alla Guerra: Teatro, Musica e Storia. A Udine giovedì 29 giugno e a Forni Avoltri sabato 1 luglio.

Dopo la forte commozione delle ultime avventure belliche in Carnia, i bizzarri reporter delle interviste impossibili tornano in campo e riprendono i loro reportage da Udine con uno spaccato quanto mai provocatorio. “Una sera sotto Palazzo D’Aronco” va in scena nella Corte di Palazzo Morpurgo a Udine sabato 29 giugno alle 20.45 (ingresso libero), nell’ambito di Udinestate organizzato dal Comune di Udine, e di Armonie in Corte proposte dal Teatro Bon di Colugna. La performance riporta come sottotitolo “Retrovia bellico-musicale alla ricerca del profilo perduto del “Bel Alpino” Italo Balbo”. Sul palcoscenico ancora Adriano Giraldi in Guerrino Pacifici, Maurizio Zacchigna in Miro Vojnovich  e Roberta Colacino in Noemi e la crocerossina. Sempre sostenuti dalle musiche appositamente composte ed arrangiate, dal Gruppo Strumentale Lumen Harmonicum (Mauro Verona – corno, Marco Favento – violino, Massimo Favento – violoncello, Mauro Zavagno – contrabbasso, Denis Zupin – percussioni).
Un vero dilemma per Guerrino Pacifici e Miro Vojnovich: i reporter proprio non possono svincolarsi dalla alla memoria di un Balbo futuro feroce gerarca fascista. Ma nel 2017 come fare per dare un “primo” profilo di Balbo, ancora giovane e volonteroso volontario della Prima Guerra, sentitosi chiamato a difendere la Patria nel 1917? Difficile “riabilitare” chi la storia condanna: ma – almeno nell’era della storia virtuale dove tutto pare possibile – si può provare a costruire un altro futuro a Balbo?
Chissà che in questo spettacolo non capiti qualcosa … proprio in quella stessa Udine, retrovia naturale del fronte e importante centro di gestione bellica, dove si formò  Italo Balbo, volontario per scelta e Alpino per vocazione, finalmente sul fronte nella primavera 1917. Si batté con coraggio sempre in testa al suo plotone, conquistando diverse medaglie e partecipando alla creazione del mito dell’Italia di Vittorio Veneto. Con lo stesso spirito s’impegnò a Guerra finita quale commissario prefettizio nella risistemazione del territorio in Friuli, vivendo il problema del reinserimento di milioni di reduci nella società. Era conscio delle difficoltà, soprattutto di quelle legate al mantenimento dei valori coltivati in trincea tra amor di Patria e senso del dovere. Nacque così L’Alpino, ancora adesso la principale rivista degli Alpini italiani. A Udine Balbo conobbe l’amore e poi anche sua moglie;  da Udine incominciò quel percorso che tra Marcia su Roma, trasvolate oceaniche ed incarichi importanti, lo avrebbe portato ad essere uno dei principali esponenti dell’Italia Fascista, l’unico in grado di contrastare Mussolini quanto a personalità e carisma. Nel loro reportage, chiamati ad offrire profili anche celebri della storia italiana, Pacifici ed i suoi collaboratori ripercorrono le vicende di Balbo tra 1917 e 1919, facendo una fatica enorme nel cercare di isolare tale percorso dal suo futuro fascistissimo.

Sabato, 10 luglio alle 20.45 a Forni Avoltri nella Sala Cinema Teatro è la volta dell’ultimo spettacolo  di Pace alla Guerra, “Un Rifugio per Lambertenghi & Romanin. Percorso turistico-musicale per miti, giornalisti & musicisti di montagna” (sempre a ingresso libero).
Adriano Giraldi è ancora  Guerrino Pacifici, Maurizio Zacchigna è Miro Vojnovich e il Tenente Romanin e come sempre al loro fianco gli interpreti del Gruppo Strumentale Lumen Harmonicum e le loro musiche composte ed arrangiate ad hoc.

La Zona Carnia fu quel settore del fronte bellico che durante la Grande Guerra ebbe il compito di sostenere la difesa del crinale alpino, una difesa infrangibile da curare e nutrire giorno per giorno per aiutare le armate italiane impegnate a cercare di sfondare e vincere la guerra sul sanguinosissimo fronte dell’Isonzo. Non è un caso che molti luoghi alpini tra rifugi, cime, costoni ed itinerari portino il nome di soldati lì caduti per la Patria, sacrificatisi spesso per mantenere solido quel muro. Accanto a quei nomi, alle lapidi e alle scritte sparse sul territorio, quanto rimane ancora di quelle vicende nella memoria e nel nostro presente? Come la Memoria può difendersi dall’oblio? Aggirandosi tra i reperti e le testimonianze raccolte presso la Mostra Permanente della Grande Guerra di Forni Avoltri, Guerrino Pacifici e Miro Vojnovich si interrogano ad esempio sul perché il Rifugio sul passo Volaja, proprio sopra Forni Avoltri, sia stato intitolato a Lambertenghi & Romanin, due tenenti degli Alpini. Tra il 1915 ed il 1917 sul passo Volaja, attorno allo splendido lago omonimo, meta paradisiaca durante tutta l’estate per indomabili turisti escursionisti, soldati italiani ed austro-ungarici si scannarono sanguinosamente cercando di  strapparsi  anche pochi metri di roccia, tra dirupi e terreni impervi. Possono due nomi… cioé l’intitolazione di un rifugio a due soldati… essere lo strumento lo strumento giusto per preservare dall’oblio  la memoria del sacrificio di tanti che soffrirono in cima a quei monti? Su quel passo alpino il confine, che i due tenenti – almeno così si desume da internet! – diedero la vita per“tenere” saldo oggi è sempre più uno spartiacque dove la natura unisce le  anime

Andrea Forliano




CELEBRAZIONI PER I 150 ANNI DALLA MORTE DI FERDINANDO MASSIMILIANO

Si concludono lunedì 19 giugno 2017, data della sua morte a Quéretaro, con la tradizionale Messa solenne cantata in suffragio presieduta da S. E. Mons. Giampaolo Crepaldi Arcivescovo – Vescovo di Trieste nella Chiesa di San Giacomo a Trieste le celebrazioni per i 150 anni della morte di Ferdinando Massimiliano promosse dall’Associazione Tredici Casade con il patrocinio del Comune di Trieste.

Ferdinando Massimilliano è stato uno dei maggiori benefattori della città e dei cittadini di Trieste. A lui si devono non solo il Castello di Miramar  e il Museo civico di storia naturale, sorto quale Museo Civico Ferdinando Massimiliano, ma anche numerose opere di beneficenza e contributi a opere pubbliche, tra le quali, quello  per la costruzione della chiesa di San Giacomo consacrata il 27 luglio 1854. La figura magnanima di Massimiliano ebbe grande risalto nella seconda metà dell’Ottocento e la sua tragedia colpì profondamente tutta l’Europa ed ebbe risonanza nel mondo intero. I triestini, con profondo dolore, piansero la morte del loro munificentissimo Principe, ma, con l’evolversi della Grande Guerra, gli eventi cancellarono con la memoria della presenza austriaca a Trieste anche la sua memoria. Le celebrazioni indette quest’anno dall’Associazione Tredici Casade – a 150 anni dalla morte – intendono semplicemente ricordare un uomo profondamente religioso che ha amato Trieste e che è stato molto amato dai triestini, come viene annualmente fatto da anni con una messa nella Chiesa di San Giacomo il 19 giugno, data della sua morte a Quéretaro.

 

Il trittico di celebrazioni, tutte a ingresso libero, sarà concluso, lunedì 19 giugno alle ore 19.00 presso la Chiesa di San Giacomo Apostolo a Trieste da una Messa solenne in suffragio presieduta da S. E. Mons. Giampaolo Crepaldi Arcivescovo – Vescovo di Trieste. L’Ensemble Silvulae Cantores diretto dal M° Pino Botta eseguirà il “Cantate Domino Hans” di Leo Hassler, la “Missa brevis in Do Maggiore” di Charles Gounod, l'”Ave Maria” di Alessandro Bevilacqua, l'”Ave Verum Corpus” di W. Amadeus Mozart ed “Exultate justi” di L. Grossi da Viadana. A seguire, il Complesso d’Archi del Friuli e del Veneto diretto da M° Guido Freschi, eseguirà la Suite “Aus Holbergs Zeit” di E. Grieg e l'”Op. 76 N. 3 in Do Magg”. di F. J. Haydn (Kaiserquartett)

Programma

Lunedì 19 giugno 2017 alle ore 19.00

Chiesa di San Giacomo Apostolo, Trieste

MESSA SOLENNE IN SUFFRAGIO DI MASSIMILIANO

Presiede S. E. Mons. Giampaolo Crepaldi

Arcivescovo – Vescovo di Trieste

Programma:

Cantate Domino Hans Leo Hassler

Missa brevis in Do Magg. Charles Gounod

Ave Maria Alessandro Bevilacqua

Ave Verum Corpus W. Amadeus Mozart

Exultate justi L. Grossi da Viadana

Ensemble Silvulae Cantores diretto dal M° Pino Botta

A seguire

Suite “Aus Holbergs Zeit” E. Grieg

Op. 76 N. 3 in Do Magg. F. J. Haydn

(Kaiserquartett)

Complesso d’Archi del Friuli e del Veneto diretto da M° Guido Freschi

Ingresso libero

Andrea Forliano




CELEBRAZIONI PER I 150 ANNI DALLA MORTE DI FERDINANDO MASSIMILIANO, sabato 17 giu.concerto alle 20.00- Sala Beethoven Trieste

Proseguono sabato 17 giugno 2017 con un concerto a ingresso libero con proiezioni e presentazione di Edda Vidiz alla Sala Beethoven le celebrazioni per i 150 anni della morte di Ferdinando Massimiliano promosse dall’Associazione Tredici Casade con il patrocinio del Comune di Trieste.  Il prossimo e conclusivo evento sarà la tradizionale Messa solenne cantata in suffragio nella Chiesa di San Giacomo Apostolo lunedì 19 giugno, data della morte a Quéretaro.

Ferdinando Massimilliano è stato uno dei maggiori benefattori della città e dei cittadini di Trieste. A lui si devono non solo il Castello di Miramar  e il Museo civico di storia naturale, sorto quale Museo Civico Ferdinando Massimiliano, ma anche numerose opere di beneficenza e contributi a opere pubbliche, tra le quali, quello  per la costruzione della chiesa di San Giacomo consacrata il 27 luglio 1854. La figura magnanima di Massimiliano ebbe grande risalto nella seconda metà dell’Ottocento e la sua tragedia colpì profondamente tutta l’Europa ed ebbe risonanza nel mondo intero. I triestini, con profondo dolore, piansero la morte del loro munificentissimo Principe, ma, con l’evolversi della Grande Guerra, gli eventi cancellarono con la memoria della presenza austriaca a Trieste anche la sua memoria. Le celebrazioni indette quest’anno dall’Associazione Tredici Casade – a 150 anni dalla morte – intendono semplicemente ricordare un uomo profondamente religioso che ha amato Trieste e che è stato molto amato dai triestini, come viene annualmente fatto da anni con una messa nella Chiesa di San Giacomo il 19 giugno, data della sua morte a Quéretaro.

“MAXIMILIAN IL PRINCIPE DI MIRAMAR” Musikalisches Gedenken è il titolo del concerto in programma sabato 17 giugno 2017 alle ore 20.00 presso la Sala Beethoven di Via del Coroneo 15. In programma, Kaiser Maximilian Monument Marsch di J. Oser , Polonaise di Bruno de Caro, Ich liebe dich di Ludwig van Beethoven, Miramar T. Esopi di E. Vidiz, Poor Carlotta di F.W. Root e a chiudere un Medley del musical “Maximilian, il Principe di Miramar” (Liriche di Edda Vidiz e Musiche di Umberto Lupi) eseguiti da Elena Centrone e dal M° Umberto Lupi, che accompagnerà al pianoforte. Il programma musicale sarà inframezzato da Proiezioni e presentazione di Edda Vidiz su “MASSIMILIANO IL PRINCIPE DEI DUE MONDI”.

Il trittico di celebrazioni, tutte a ingresso libero, sarà concluso, lunedì 19 giugno alle ore 19.00 presso la Chiesa di San Giacomo Apostolo a Trieste da una Messa solenne in suffragio presieduta da S. E. Mons. Giampaolo Crepaldi Arcivescovo – Vescovo di Trieste. L’Ensemble Silvulae Cantores diretto dal M° Pino Botta eseguirà il Cantate Domino Hans di Leo Hassler, la Missa brevis in Do Maggiore di Charles Gounod, l’Ave Maria di Alessandro Bevilacqua, l’Ave Verum Corpus di W. Amadeus Mozart ed Exultate justi di L. Grossi da Viadana. A seguire il Complesso d’Archi del Friuli e del Veneto diretto da M° Guido Freschi eseguirà la Suite “Aus Holbergs Zeit” di E. Grieg e l’Op. 76 N. 3 in Do Magg. Di F. J. Haydn (Kaiserquartett).

Andrea Forliano




CELEBRAZIONI PER I 150 ANNI DALLA MORTE DI FERDINANDO MASSIMILIANO Principe imperiale e Arciduca d’Austria Imperatore del Messico MAXIMILIANO I

Uno spettacolo musicale con “Ricordi, lieder e canzoni” a Palazzo Gopcevich, un concerto con Proiezioni e presentazione di Edda Vidiz alla Sala Beethoven e una Messa solenne cantata in suffragio nella Chiesa di San Giacomo Apostolo. L’Associazione Tredici Casade promuove tre iniziative, tutte a ingresso libero e con il patrocinio del Comune di Trieste, per ricordare il 150° anniversario della morte di Ferdinando Massimiliano.

Ferdinando Massimilliano è stato uno dei maggiori benefattori della città e dei cittadini di Trieste. A lui si devono non solo il Castello di Miramar  e il Museo civico di storia naturale, sorto quale  Museo Civico Ferdinando Massimiliano, ma anche numerose opere di beneficenza e contributi a opere pubbliche, tra le quali, quello  per la costruzione della chiesa di San Giacomo consacrata il 27 luglio 1854. La figura magnanima di Massimiliano ebbe grande risalto nella seconda metà dell’Ottocento e la sua tragedia colpì profondamente tutta l’Europa ed ebbe risonanza nel mondo intero. I triestini, con profondo dolore, piansero la morte del loro munificentissimo Principe, ma, con l’evolversi della Grande Guerra, gli eventi cancellarono con la memoria della presenza austriaca a Trieste anche la sua memoria. Le celebrazioni indette quest’anno dall’Associazione Tredici Casade – a 150 anni dalla morte – intendono semplicemente ricordare un uomo profondamente religioso che ha amato Trieste e che è stato molto amato dai triestini, come viene annualmente fatto da anni con una messa nella Chiesa di San Giacomo il 19 giugno, data della sua morte a Quéretaro.

Il primo evento avrà luogo giovedì 15 giugno 2017 alle ore 17.30 a Palazzo Gopcevich – Sala Bobi Bazlen in Via G. Rossini 4.

Lo spettacolo musicale, “DA ARCIDUCA D’AUSTRIA A IMPERATORE DEL MESSICO” Ricordi, lieder e canzoni vedrà l’esecuzione, da parte del Soprano Elena Centrone del Tenore Giuseppe Biasutti accompagnati al pianoforte dal M° Bruno De Caro dei brani a tema Kaiser Maximilian Monument Marsch di J. Oser, Die Taubenpost, Du bist die Ruh e Heidenröslein di Franz Schubert, Poor Carlotta di F.W. Root e La Paloma di Sebastiàn de Iradier. Seguirà l’esposizione di Ricordi tratti da “Maximiliano I, l’Imperatore dal cuore di marinaio” di Edda Vidiz con relatrici Edda Vidiz e la giornalista Viviana Facchinetti. A chiudere saranno le Canzoni dal musical “Maximilian, il Principe di Miramar”(Liriche di Edda Vidiz e Musiche di Umberto Lupi) interpretate da Elena Centrone e Umberto Lupi (al pianoforte siederà il M° Umberto Lupi).

“MAXIMILIAN IL PRINCIPE DI MIRAMAR” Musikalisches Gedenken è invece il titolo del concerto in programma sabato 17 giugno 2017 alle ore 20.00 presso la Sala Beethoven di Via del Coroneo 15. In programma, Kaiser Maximilian Monument Marsch di J. Oser , Polonaise di Bruno de Caro, Ich liebe dich di Ludwig van Beethoven, Miramar T. Esopi di E. Vidiz, Poor Carlotta di F.W. Root e a chiudere un Medley del musical “Maximilian, il Principe di Miramar” (Liriche di Edda Vidiz e Musiche di Umberto Lupi) eseguiti da Elena Centrone e dal M° Umberto Lupi, che accompagnerà al pianoforte. Il programma musicale sarà inframezzato da Proiezioni e presentazione di Edda Vidiz su “MASSIMILIANO IL PRINCIPE DEI DUE MONDI”.

Il trittico di celebrazioni sarà concluso, lunedì 19 giugno alle ore 19.00 presso la Chiesa di San Giacomo Apostolo a Trieste da una Messa solenne in suffragio presieduta da S. E. Mons. Giampaolo Crepaldi Arcivescovo – Vescovo di Trieste. L’Ensemble Silvulae Cantores diretto dal M° Pino Botta eseguirà il Cantate Domino Hans di Leo Hassler, la Missa brevis in Do Maggiore di Charles Gounod, l’Ave Maria di Alessandro Bevilacqua, l’Ave Verum Corpus di W. Amadeus Mozart ed Exultate justi di L. Grossi da Viadana. A seguire il Complesso d’Archi del Friuli e del Veneto diretto da M° Guido Freschi eseguirà la Suite “Aus Holbergs Zeit” di E. Grieg e l’Op. 76 N. 3 in Do Magg. Di F. J. Haydn (Kaiserquartett).

Programma

Giovedì 15 giugno 2017 alle ore 17.30

Palazzo Gopcevich – Sala Bobi Bazlen – Via G. Rossini 4, Trieste

DA ARCIDUCA D’AUSTRIA A IMPERATORE DEL MESSICO

Ricordi, lieder e canzoni

Programma:

Kaiser Maximilian Monument Marsch J. Oser

Die Taubenpost Franz Schubert

Du bist die Ruh Franz Schubert

Heidenröslein Franz Schubert

Poor Carlotta F.W. Root

La Paloma Sebastiàn de Iradier

Soprano Elena Centrone – Tenore Giuseppe Biasutti

Al pianoforte M° Bruno De Caro

Ricordi tratti da “Maximiliano I, l’Imperatore dal cuore di marinaio”

di Edda Vidiz

Relatrici Edda Vidiz – Viviana Facchinetti

Canzoni dal musical

“Maximilian, il Principe di Miramar”

Liriche di Edda Vidiz – Musiche di Umberto Lupi

Interpreti:

Elena Centrone

Umberto Lupi

Al pianoforte M° Umberto Lupi

Ingresso libero

Sabato 17 giugno 2017 alle ore 20.00

Sala Beethoven – Via Coroneo 15, Trieste

MAXIMILIAN IL PRINCIPE DI MIRAMAR

Musikalisches Gedenken

Programma:

Kaiser Maximilian Monument Marsch J. Oser

Polonaise Bruno de Caro

Ich liebe dich Ludwig van Beethoven

Miramar T. Esopi – E. Vidiz

Poor Carlotta F.W. Root

MASSIMILIANO IL PRINCIPE DEI DUE MONDI

Proiezioni e presentazione di Edda Vidiz

Medley del musical

“Maximilian, il Principe di Miramar”

Liriche di Edda Vidiz – Musiche di Umberto Lupi

Interpreti:

Elena Centrone – Umberto Lupi

Al pianoforte M° Umberto Lupi

Ingresso libero

Lunedì 19 giugno 2017 alle ore 19.00

Chiesa di San Giacomo Apostolo, Trieste

MESSA SOLENNE IN SUFFRAGIO DI MASSIMILIANO

Presiede S. E. Mons. Giampaolo Crepaldi

Arcivescovo – Vescovo di Trieste

Programma:

Cantate Domino Hans Leo Hassler

Missa brevis in Do Magg. Charles Gounod

Ave Maria Alessandro Bevilacqua

Ave Verum Corpus W. Amadeus Mozart

Exultate justi L. Grossi da Viadana

Ensemble Silvulae Cantores diretto dal M° Pino Botta

A seguire

Suite “Aus Holbergs Zeit” E. Grieg

Op. 76 N. 3 in Do Magg. F. J. Haydn

(Kaiserquartett)

Complesso d’Archi del Friuli e del Veneto diretto da M° Guido Freschi

Ingresso libero

La chiesa di San Giacomo Apostolo

La chiesa di San Giacomo Apostolo di Trieste è stata scelta, non a caso, dall’Associazione Tredici Casade, con il patrocinio dell’Arciduca d’Austria S.A.I.R. Markus Salvator Habsburg-Lothringen e la gentile collaborazione del Parroco di San Giacomo Monsignor Roberto Rosa per commemorare la scomparsa dell’arciduca Massimiliano. A lui si devono non solo il Castello di Miramar e il Museo civico di storia naturale, sorto quale Museo Civico Ferdinando Massimiliano, ma anche numerose opere di beneficenza e contributi a opere pubbliche, tra le quali, quello di cinquemila fiorini per la costruzione della chiesa di San Giacomo consacrata il 27 luglio 1854. Inoltre come Comandante in capo della flotta austriaca, donava la pala, opera del pittore viennese Johann Till, raffigurante San Nicola che prega la Vergine per la salvezza dei marinai, esposta sull’altare della prima cappella nella navata di destra.

Massimiliano nel 1864, ingannato da Napoleone III, accettò il trono del Messico che, ben presto, si rivelò un trono di spade. Fece molto per la sua nuova patria, ma, osteggiato da Benito Juarez e dagli Stati Uniti, dopo un lungo assedio, fu tradito, catturato e passato per le armi dopo un iniquo processo. La figura magnanima di Massimiliano ebbe grande risalto nella seconda metà dell’Ottocento e la sua tragedia colpì profondamente tutta l’Europa ed ebbe risonanza nel mondo intero.

I triestini, con profondo dolore, piansero la morte del loro munificentissimo Principe, ma, con l’evolversi della Grande Guerra, gli eventi cancellarono la memoria dei 536 anni di presenza austriaca a Trieste e così anche il suo ricordo. A cent’anni di distanza, libera dalle pastoie della sua Storia negata, Trieste può tornare a celebrare il suo Principe.

 

Gli ultimi istanti di Massimiliano

(…) “S’avanzarono tre plotoni, composti ciascuno di sei soldati e di un ufficiale, e si schierarono di fronte ai morituri. Massimiliano s’appressò ai soldati, strinse loro la mano, donando a ciascuno una moneta d’ oro. L’ufficiale, confuso, balbettava parole di scusa, ma lui l’interruppe: «Ella è soldato, deve obbedire». Poi Massimiliano abbracciò Miramón e Mejia, dicendo: “Fra pochi istanti saremo in cielo”.

Dopo aver pronunciato queste parole, ciascuno dei tre condannati, occupò il proprio posto, quindi Miramón nel mezzo, Massimiliano alla sua destra e Mejía alla sua sinistra. I tre avevano il volto scoperto, senza benda sugli occhi. L’imperatore si tolse il sombrero e si asciugò la fronte con il fazzoletto, dando entrambi gli oggetti al suo servitore Tudos, perché gli inviasse a sua madre l’arciduchessa Sofia (…)

Miramón, mostrando con la mano il cuore disse: “Qui” e alzò la testa, Mejía niente di ciò (…). I tre avrebbero dovuto ricevere la morte nello stesso tempo. I soldati puntarono i loro fucili al petto delle vittime. La folla sentì correre un freddo glaciale nelle vene. L’ufficiale incaricato dell’esecuzione gridò: fuoco! La scarica fu simultanea e i tre corpi caddero a terra, colpiti al petto dai proiettili. Per il generale Mejía furono necessari due colpi prima di vederlo morto. La morte del generale Miguel Miramón fu istantanea. Erano in quel momento le sette e cinque minuti del mattino.

Massimiliano cadde sul lato destro, ma non ancora morto, pronunciò chiaramente -“Hombre! Hombre!”- muovendosi appena. Allora l’ufficiale lo mise a faccia in su e indicando a uno dei soldati il punto del cuore, gli fu inferto il colpo di grazia.

A Quèretaro, il 19 giugno 1867: a 35 anni non ancora compiuti. (…)

(Tratto da: Edda Vidiz, Maximiliano I, l’Imperatore dal cuore di marinaio, Luglio Editore, Trieste, 2014)

Andrea Forliano




Forni di Sopra dal 23 al 25 giugno 2017 propone la RIEVOCAZIONE STORICA DI SACUIDIC.

Siamo nel XIII secolo quando in paese dominavano i Germani di Nonta, che disponevano di un castello per il controllo del passo sul Fiume Tagliamento, dove funzionava una zecca clandestina. La rievocazione ripropone la distruzione del maniero, che fu stato incendiato e l’arrivo in paese dei Savorgnan che acquistarono per 150 monete aquileiesi le terre e le pertinenze di Forni di Sopra e Forni di Sotto e qui comandarono dal 1326 fino al 1789. Da allora i due paesi vennero denominati “Forni Savorgnani”.
Il programma delle tre giornate prevede venerdì 23 l’allestimento dei campi dei figuranti, in serata l’Erbera parlerà dell’antico rito del “Mac di San Zuan” con la raccolta delle erbe magiche portafortuna.
Sabato e domenica le vie del centro saranno animate dal mercatino e dalle esibizioni dei vari gruppi storici, che proporranno combattimenti, tiro con l’arco, il palo della cuccagna, il rito della fienagione e la falconeria. Sarà possibile apprezzare le diverse parlate di eredità medievale dei due Comuni. Previste degustazioni medievali, sfilate, musiche e danze dell’epoca e si continuerà nell’attività di zecca clandestina coniando il Grosso veneziano. La domenica si potrà assistere alla battaglia e incendio del castello di Sacuidic che metterà fine all’attività falsaria.




ANCHE LA FONDAZIONE CORONINI A èSTORIA

Domani alle 11 al polo universitario di Santa Chiara una conferenza dedicata alla mostra multimediale “Donne allo specchio”

Gorizia, 25 maggio 2017 – Anche la Fondazione Coronini parteciperà a èStoria: domani, venerdì, alle 11 nell’aula magna del Polo universitario di Santa Chiara, si parlerà di “Donne allo specchio: nuove tecnologie al servizio dell’arte in una mostra multimediale”. Interverranno Cristina Bragaglia, Antonina Dattolo e Lucia Pillon, coordinate da Maria Masau Dan. La conferenza, collegata alla mostra attualmente in corso nella storica dimora di viale XX Settembre, si propone di spiegare come con un semplice smartphone una tradizionale esposizione artistica può trasformarsi in un percorso interattivo e multimediale che consente di scoprire in maniera insolita e divertente la storia degli artisti, dei personaggi raffigurati nei dipinti, i segreti che si nascondono dietro i dettagli.

La mostra “Donne allo specchio” è visitabile da mercoledì a sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, mentre la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. L’esposizione si propone di seguire il lento mutare dell’immagine e del ruolo della donna in quattro secoli di storia attraverso una quarantina di ritratti, selezionati tra il migliaio di dipinti della collezione di cui dispone la Fondazione Coronini. A rendere particolare la mostra è la doppia fruizione, una tradizionale e una interattiva e multimediale. Le opere esposte nella storica dimora di viale XX Settembre “prendono vita” grazie a un’applicazione per smartphone, tablet e dispositivi mobili, che consentono di sovrapporre alla vista dei dipinti effetti di realtà aumentata con suoni e filmati. La app, realizzata dal Laboratorio di ricerca SASWEB del Centro Polifunzionale di Gorizia dell’Università degli studi di Udine, fruibile grazie al wi-fi attivato nel Palazzo, fornisce informazioni su opere, soggetti raffigurati e gli artisti, con approfondimenti su personaggi, dettagli dell’abbigliamento o altri particolari. Gli audio e i video sono stati realizzati grazie alla collaborazione degli attori di a.Artisti Associati di Gorizia Serena Finatti, Enrico Cavallero e Camilla Tuzzi.

Un’esposizione tutta al femminile, che intende sottolineare il valore estetico e artistico delle opere, molte delle quali riconducibili a pittori di fama, senza mai perdere di vista il fondamentale legame con la famiglia Coronini. Accanto a personaggi famosissimi, come la regina Maria Antonietta o la duchessa di Berry, i quadri scelti restituiscono soprattutto le immagini di mogli, madri e figlie strettamente legate alla famiglia Coronini e alla sua rete di parentele. Ritratti di donne e ritratti eseguiti da donne: pittrici famose come Rosalba Carriera o Elisabeth Vigée-Lebrun, che sfidando convenzioni e pregiudizi riuscirono a imporsi con successo in un ambito quasi esclusivamente maschile, altre tutte da scoprire come la bolognese Teresa Maria Coriolani. La sintesi di questo percorso è rappresentato dal delicato pastello raffigurante Nicoletta Coronini Cronberg eseguito da Eleonora Novelli di Bertinoro: l’ultima discendente femminile della nobile famiglia goriziana ritratta da una donna fu a sua volta ritrattista e vignettista non priva di talento. Sarà esposto anche un inedito, un’opera solo di recente individuata all’interno delle collezioni Coronini: il ritratto a matita di Elisabetta Loy Cassini, bisnonna materna del conte Guglielmo, firmato da Charles Émile Auguste Durand, detto Carolus-Duran (1837-1917), acclamato ritrattista dell’aristocrazia e dell’alta borghesia parigina nell’ultimo quarto dell’Ottocento e maestro del pittore americano John Singer Sargent. Il disegno, insieme a un altro dipinto, è stato restaurato grazie a un service del Lions Club “Maria Theresia”, realizzato nell’ambito del centenario dell’associazione

La mostra si articola in varie sezioni. Si va dal ritratto ufficiale, tipico dell’età barocca come esibizione di ricchezza e potenza, alla rappresentazione dei valori e degli affetti, con la famiglia che nell’Ottocento divenne uno dei valori predominanti della classe borghese emergente. L’ambizione di ascesa sociale di commercianti e industriali si espresse nell’Ottocento anche attraverso il ritratto da esibire nei salotti come dimostrazione della condizione raggiunta. Una sezione è dedicata anche alle donne che si sono ritrovate dall’altra parte della tela: fin dal XVI secolo la possibilità per le donne di intraprendere una carriera nel campo della pittura fu strettamente limitata a poche privilegiate che ebbero la fortuna di ricevere un’educazione artistica all’interno delle botteghe o degli atelier di padri e mariti. La mostra rende omaggio anche alla figura di Nicoletta Coronini Cronberg, molto amata e ricordata ancora oggi per il suo impegno sociale e umanitario, attraverso una ricostruzione della sua produzione letteraria, costituita da romanzi per bambini e da brevi racconti la cui principale peculiarità consiste nelle illustrazioni da lei stessa realizzate. I disegni originali, caratterizzati da un piglio ironico e caricaturale, conservati nell’Archivio Storico Coronini Cronberg custodito dall’Archivio di Stato di Gorizia, sono esposti per la prima volta insieme a una serie di intensi ritratti a matita e pastello che raffigurano familiari, i fratelli Guglielmo e Francesco, lo zio Oscar Cassini, amici e conoscenti.

All’ingresso delle Scuderie i visitatori sono accolti dall’installazione “Anime riflesse” realizzata dal Liceo Artistico Max Fabiani. Gli studenti della classe di Design della moda che hanno esplorato il soggetto dell’autoritratto progettando un abito, frutto di un’analisi di conoscenza interiore e di rappresentazione di loro stessi, mentre gli studenti delle classi di Pittura hanno elaborato pittoricamente i volti degli autori degli abiti, traendo spunto dalle correnti artistiche delle avanguardie del Novecento.

Curata da Cristina Bragaglia Venuti, la mostra è promossa con la partecipazione della Soprintendenza archeologia, Belle Arti e paesaggio e dal Polo Museale del Friuli Venezia Giulia, con la collaborazione dell’Erpac, Servizio Archivi e Musei, Musei Provinciali di Gorizia, dell’Archivio di Stato di Gorizia, del Goriški Muzej di Nova Gorica, del Liceo Artistico Max Fabiani di Gorizia, del Laboratorio di ricerca SASWEB del Centro Polifunzionale di Gorizia dell’Università degli studi di Udine e di A.Artisti Associati di Gorizia. L’esposizione si avvale del sostegno del Lions Club Gorizia Maria Theresia, del contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e della Regione e del patrocinio del Comune di Gorizia.

ANDREA FORLIANO




A Gorizia l’ERPAC presenta due novità editoriali: protagonisti i parchi e l’archeologia spiegata ai ragazzi

Domenica 28 il festival culturale “èStoria” presenterà, nel suo ricco programma, due assolute novità editoriali curate e realizzate dall’Ente Regionale Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia (ERPAC), più precisamente dal Servizio catalogazione, formazione e ricerca, uscite per i tipi di “Forum. Editrice Universitaria Udinese”, che ne cura la distribuzione.
Dopo l’affollata anteprima dei due titoli allo stand della Regione al Salone internazionale del libro di Torino, appena conclusosi, sarà la volta della città di Gorizia a ospitare domenica alle 11.00, nella prestigiosa Sala della Torre, nel palazzo della Fondazione Cassa di Risparmio Gorizia, in via Carducci 2, la presentazione dell’atteso titolo “La verde bellezza. Guida ai parchi e giardini pubblici del Friuli Venezia Giulia”, una guida tascabile di oltre 250 pagine, interamente a colori e con testo bilingue italiano-inglese.
Il volumetto presenta, con informazioni aggiornate sul campo, un patrimonio aperto a tutti i cittadini: 50 tra i più importanti parchi e giardini storici pubblici del Friuli Venezia Giulia. Sono luoghi liberamente accessibili, di cui sono raccontate le particolarità storiche e botaniche, oltre a numerose informazioni utili, curiosità e suggestioni: i siti sono presentati con un ricco corredo fotografico e per temi.
Emergono storie affascinanti, progetti visionari, profili di donne e di uomini accomunati dal contatto profondo con la natura, con l’arte e la poesia, esemplari botanici monumentali, tracce di eventi storici e di trasformazioni recenti: non mancano poi le proposte di percorsi ciclabili, per collegare tra loro i parchi in modo “slow” ed ecologico.
Presentano il volume l’architetto Sergio Pratali Maffei, docente di restauro all’Università di Trieste, e l’esperta di progettazione del paesaggio, architetto Annalisa Marini.
Sempre domenica, alle 17.00, la Fondazione CARIGO ospiterà la presentazione di “I leoni del tempo. Archeostorie del Friuli Venezia Giulia”, un innovativo progetto multimediale che intende avvicinare i ragazzi al patrimonio archeologico della regione; apre la serie un romanzo illustrato che racconta le incredibili avventure di Ruggero, Leo e Eleonora, tre giovanissimi crono-guardiani con l’incarico di proteggere il patrimonio della loro terra: il Friuli Venezia Giulia.
Il libro fornisce la possibilità di accedere ad ulteriori avventure dei protagonisti, grazie ad una “app” da cui scaricare le “swipe stories”, avventure che scorrono come nastri sullo smartphone con il touch, dedicate ai singoli siti: le prime due sono ambientate a Pradis e ad Aquileia. Ne parlerà, oltre ad alcuni autori del libro, Serena Mizzan, direttore dell’Immaginario Scientifico.




Domenica 21 maggio a Tolmezzo, Pace alla Guerra con La Firsarmonica di Guerra

Udine, 18 maggio 2017. – Pace alla Guerra arriva al suo terzo appuntamento e già lascia le prime tracce. Dibattiti, commozione, sincerità e anche nuove verità storiche direttamente dai ricordi delle persone, sono emersi negli incontri precedenti di Cercivento e Timau. Ora tocca a Tolmezzo, dove domenica 21 maggio a muovere le sorti della scena sarà una fisarmonica: “Fisarmonica di Guerra. Fantasmagoria bellica tra assalti, prede, musiche & visioni” è il titolo dello spettacolo che va in scena alle 20.45 nell’Auditorium del Collegio Salesiano Don Bosco.
I fedelissimi artisti, amici di Lumen Harmonicum (associazione organizzatrice) sono Adriano Giraldi sempre nel ruolo di Guerrino Pacifici, Maurizio Zacchigna in Miro Vojnovich, Roberta Colacino in Fausto e Maria Grazia Plos nel toccante ruolo del Tenente Generale Comandante. Inossidabile il Gruppo Strumentale Lumen Harmonicum
(Adolfo Del Cont – fisarmonica, Massimo Favento – violoncello, Denis Zupin – percussioni).

Frequentando musei, raccolte di memorie e oggetti bellici, ci si sorprende spesso a pensare quante storie e significati, quanti pensieri e sentimenti si possano racchiudere in quegli oggetti solo apparentemente statici, che rappresentano in realtà momenti estenuanti, atti violenti o grandi azioni predatorie.
Lo spettacolo “La fisarmonica di guerra” parte da qui: prova a esplorare quegli oggetti, a capire quali aspettative racchiudano,  prova a rincorrere i significati, anche mistici di quegli oggetti e a ricostruire le vicende che li hanno resi così importanti per la truppa.
Osservando la Fisarmonica di Guerra, quella catturata da Fausto, una recluta del Battaglione “Tolmezzo” il 27 giugno 1916, salta subito all’occhio la sua originalità. Guerrino Pacifici, Miro Vojnovich e i loro collaboratori della troupe musicale si trovano a dover affrontare in scena la fantasmagorica storia di questo strumento catturato durante un’azione d’orgoglio per vendicare un atto d’inaccettabile diserzione sul Freikofel. Se potesse parlare, la stessa fisarmonica sarebbe in grado di raccontarcelo. E dare ad essa voce, essendo uno strumento musicale, vuol dire farla suonare. E se questo strumento presentasse una natura ribelle? E se suonandolo questo dimostrasse che sono poco significative le differenze musicali, e quindi culturali, al  di qua e al di là delle Alpi? Lingua e Nazione, lì dove Cultura e Tradizione univano, potevano giustificare veramente quella Guerra così orribile? Domare quello strumento ribelle potrà risultare, per interlocutori moderni come i protagonisti del nostro reportage, un compito sempre più difficile tra inaspettate rivelazioni e inaccettabili scherzi del Destino …

Ricordiamo che la cura di Pace alla guerra (l’idea, i contenuti testuali e musicali, la supervisione) è di Massimo Favento; la regia teatrale è dell’Associazione Mamarogi e le illustrazioni – prodotte ad hoc sui personaggi delle storie, sono di Mauro Zavagno. Pace alla Guerra è un progetto di Lumen Harmonicum e si svolge con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Grazie alla collaborazione della Fondazione “Luigi Bon”, Pace alla Guerra si propone come anteprima della ormai storica rassegna Carniarmonie. A collaborare al progetto, inoltre, sono anche,  Mamarogi, la Società Triestina di Cultura“Maria Theresia”, ArteFumetto MusicaTutti e il Comune di Udine – Udinestate 2017, l’Associazione Nazionale Alpini – Sezione di Udine e il Centro Studi Musica e Grande Guerra (Reggio Emilia).

Gli spettacoli continuano il 21 maggio, il 2 giugno, il 29 giugno e il primo luglio con altri quattro episodi-reportagenei quali si “rivedono” alcune pagine divenute aneddoti e leggende con gli occhi esterni delle persone comuni, dei non protagonisti.

 Andrea Forliano