TEATRO CLUB UDINE, DALLA GRANDE GUERRA AL COVID

Un progetto didattico-educativo che, attraverso i testi scritti da vari autori e poeti sulle pandemiche avvenute nella storia, diventi uno strumento per individuare paradigmi utili a interpretare la situazione presente dell’emergenza legata al Covid19. Ma anche un percorso sulla memoria della Grande Guerra, in particolare riguardo gli aspetti culturali, sociali e politici del primo dopoguerra, dando gli strumenti per comprendere e considerare le conseguenze di conflitti del tempo presente.

S’intitolano rispettivamente “La vita al tempo del Covid” e “Ragazzi in piazza” i nuovi progetti del Teatro Club Udine che, con il sostegno della Regione, prendono il via “con lo scopo – spiega il responsabile artistico Francesco Accomando – di far convergere educazione teatrale e percorsi didattici e, al contempo, dare luogo così a un’azione culturale sinergica grazie anche alla partecipazione attiva degli insegnanti e degli studenti”.

Circa 600 studenti e 30 i docenti coinvolti in queste due iniziative che proprio in questi giorni sono partite con le classi di ben otto istituti di Udine e dell’ex provincia, dal Sello al Copernico, dallo Zanon al Percoto, dallo Stellini allo Stringher, dal Marinelli al Linussio di Codroipo.

Come per il Palio – spiega la presidente del Teatro Club Udine, Alessandra Pergolese –, si tratta di iniziative molto care a Teatro Club. Progetti rivolti agli studenti che così speriamo possano cogliere spunti interessanti di riflessione ed elaborazione collettiva e individuale di una situazione storica di cui saranno preziosi testimoni. Ricostruzione e rinascita – prosegue – saranno le parole chiave sottese ad entrambi i progetti che proporranno spunti e stimoli di memorie per comprendere da dove veniamo, chi siamo e dove andiamo. Parole – conclude augurando buon lavoro a studenti e insegnanti – che credo siano di assoluto buon auspicio proprio in questo delicato momento storico”.

Entrambi i percorsi, che porteranno nella tarda primavera a dei momenti di riflessione collettiva sui lavori svolti e anche ad altrettanti eventi conclusivi, si sviluppano sinteticamente in tre fasi: una prima dedicata alla conoscenza dei temi trattati, all’inizio insieme ai docenti in classe e grazie a delle videoconferenze con alcuni esperti, docenti, scrittori e accademici (tra cui una con il contributo di Massimo Recalcati); una seconda dedicata alle ricerche sul campo e, infine, una terza con dei laboratori, sia tematici, sia di progetto che porteranno alle delle giornate conclusive con gli studenti protagonisti e creatori del momento finale.

“Vista l’attualità e l’urgenza degli argomenti scelti – spiega ancora Accomando – abbiamo voluto dare l’opportunità di seguire le conferenze non solo agli studenti, ma anche a tutto il pubblico che così potrà seguire interessanti contributi di confronto portati dai nostri ospiti”.

E così dal sito internet del Teatro Club Udine (www.teatroclubudine.itsi potranno seguire le videoconferenze sia del progetto sulle pandemie, con gli interventi di Gianni Cianchi, Angelo Floramo eMarisa Sestito, sia di quello legato alla Grande Guerra che prevede i contributi di Gianni Cianchi, Enrico Folisi, Antonella Sbuelz e Raffaella Sgubin. Il calendario delle conferenze con gli studenti va fino a metà febbraio e man mano che verranno svolte in classe, anche se a distanza, saranno visibili online da tutto il pubblico.

Lungo l’elenco delle collaborazioni. Oltre al sostegno della Regione, i progetti sono stati resi possibili grazie alla partnership con l’associazione culturale On Art, il Circolo fotografico friulano, il Circolo culturale Il mulino a Nordest, alla collaborazione con la biblioteca civica Joppi di Udine, Udine rete libri e al supporto tecnico di Entract.




DOMANI – “Ho visto un Re”: quando il Re d’Italia visse in Friuli, su Rai3

– Dopo essere stato presentato in anteprima la scorsa estate nell’ambito di “Cinema di famiglia”, festival itinerante organizzato dalla cooperativa Belka Media, il documentario in sei puntate, “Ho visto un Re”, arriva sulla Terza Rete, a partire da domenica 24 gennaio, dalle 10 circa.

Conte Azzoni Avogadro

IL DOCUMENTARIO – “Ho visto un Re”- prodotto da Belka Media e Raja Films, e realizzato con il sostegno del Fondo Audiovisivo Fvg, Fvg Film Fund – Friuli Venezia Giulia Film Commission e con la collaborazione della Cineteca del Friuli – è un documentario sulla Grande Guerra che, grazie alla puntuale regia di Massimo Garlatti-Costa e la consulenza storica di Giacomo Viola, narra una vicenda particolarmente significativa per il territorio: «Abbiamo utilizzato molto materiale originale – ha ricordato il regista -. Ci sono delle pellicole conservate nell’archivio della Cineteca del Friuli e degli scatti di alcuni importanti archivi fotografici: quello dei Civici Musei di Udine, della Gaspari Editore, dell’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione e dell’Österreichische Nationalbibliothek».

LA VICENDA – “Ho visto un Re” ci riporta al periodo fra il 1915 il 1917. In quegli anni Torreano di Martignacco, in provincia di Udine, diventò centro politico e culturale, ospitando il Re d’Italia, Vittorio Emanuele III, e la sua corte. Una vicenda di cui parla anche Ernest Hemingway nel suo “Addio alle armi”. Il documento da cui parte la narrazione è il diario di guerra dell’aiutante di campo del Re, il colonnello, conte, Francesco degli Azzoni Avogadro, attraverso il quale è possibile ripercorrere i momenti più significativi ma anche i più singolari e meno conosciuti della Prima Guerra Mondiale in Friuli. Il documentario sarà trasmesso anche in replica il mercoledì sera (dal 27 gennaio), su Rai3bis, canale 103 del dtt, dalle 22 circa. A raccontare la permanenza del sovrano sul territorio regionale tre voci narranti: Francesco Ursella, Roberto Piccini e Gianluigi Patruno.




Granfiume Fiume Veneto   domenica 27 ottobre La Grande Guerra, esposizione/rievocazione

Domenica 27 ottobre  – dalle 11.30 alle 19 – la piazza del Granfiume di Fiume Veneto si trasformerà in un campo di battaglia ambientato durante la Grande Guerra, con esposizioni di reperti originali e simulacri, e la presenza di 5 rievocatori, tutti in uniforme,  per fornire al pubblico nozioni storiche, ma non solo, riguardanti quel periodo. L’evento si propone di diffondere la conoscenza storica degli eventi bellici che hanno interessato soprattutto i nostri territori. Accanto all’aspetto storico territoriale un importante focus verrà dedicato alla vita quotidiana del soldato in guerra e all’uso delle attrezzature. Nel frattempo, In vista dell’evento “Pet Show Amici a 4 zampe” in programma il 9 e 10 novembre, aprono le iscrizioni alla rassegna canina amatoriale gratuita. Chi desidera partecipare assieme al proprio amico a 4 zampe può iscriversi nei due week end antecedenti l’evento (ovvero 26-27 ottobre e 2-3 novembre) e nelle giornate del 9-10 novembre fino alle 17.00, alla postazione della regia nell’Area Show.




DOMENICA 20 OTTOBRE TORNANO LE “LEZIONI DI STORIA” AL GIOVANNI DA UDINE

Udine, 18 ottobre 2019 – Dopo il grande successo delle scorse stagioni ritornano le fortunatissime Lezioni di Storia realizzate in collaborazione tra la Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine ed Editori Laterza. 

La nuova serie, intitolata Romanzi nel Tempo, vedrà sette autorevoli relatori partire da altrettanti capolavori della letteratura mondiale per trattare argomenti e tematiche più vasti.

Pochissimi ancora i posti disponibili al Teatro Nuovo Giovanni da Udine per il primo appuntamento in programma domenica 20 ottobre, con inizio come di consueto alle ore 11.00: sul palco lo storico e scrittore Alessandro Barbero che per la sua lectio magistralis dal titolo “Napoleone e l’Arte della Guerra” partirà dal capolavoro di Lev Tolstoj Guerra e Pace.

Noto al grande pubblico anche per gli interventi televisivi nelle trasmissioni di divulgazione scientifica della Rai “Il tempo e la Storia” e “Superquark” di Piero Angela, Alessandro Barbero è professore ordinario di Storia medievale presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale a Vercelli e autore prolifico di narrativa e di saggistica. Ha vinto nel 1996 il Premio Strega con Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle gentiluomo (Mondadori 1995) tradotto in sette lingue. La sua produzione saggistica, tanto specialistica quanto divulgativa, si divide fra il periodo tardoantico e medievale, e la storia militare. Tra le sue numerosissime opere, ricordiamo Dizionario del Medioevo (con Chiara Frugoni); Costantino il VincitoreCarlo Magno. Un padre dell’Europa1289. La battaglia di CampaldinoLa battaglia. Storia di WaterlooLepanto. La battaglia dei tre imperi; Caporetto.

Media partnership: Messaggero Veneto.

Biglietteria del Teatro Nuovo Giovanni da Udine aperta venerdì 18 e sabato 19 ottobre dalle 16.00 alle 19.00. Domenica 20 ottobre sportelli aperti dalle ore 9.30.L’acquisto dei biglietti è possibile anche online su www.teatroudine.it e www.vivaticket.it, nei punti vivaticket e, anche alla Libreria Feltrinelli di Udine (Via Canciani), il venerdì mattina dalle 9.30 alle 13.00. Per info: tel. 0432 248418 e biglietteria@teatroudine.it. Biglietto unico: 8 euro.

 

I prossimi appuntamenti in programma:


domenica 10 novembre 2019 ore 11.00 – IL RAZZISMO DEI BIANCHI
a partire da La capanna dello zio Tom di Harriet Beecher Stowe
Alessandro Portelli

domenica 24 novembre 2019 ore 11.00 – LA SICILIA E L’UNITÀ D’ITALIA
a partire da Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa
Giuseppe Barone

domenica 9 febbraio 2020 ore 11.00 – LA MORALE BORGHESE
a partire da Madame Bovary di Gustave Flaubert
Alberto Mario Banti

domenica 23 febbraio 2020 ore 11.00 – IL DISFACIMENTO DELL’OCCIDENTE
a partire da Tropico del Cancro di Henry Miller
Emilio Gentile

domenica 8 marzo 2020 ore 11.00 – DONNE: LA MATERNITÀ RUBATA
a partire da Cenere di Grazia Deledda
Valeria Palumbo

domenica 22 marzo 2020 ore 11.00 – NAPOLI: RACCONTARE IL MALE
a partire da Gomorra di Roberto Saviano
Paolo Macry

 Francesca Ferro




Martedì 2 luglio ore 15,30 -17.00-18.30 Museo Casa di Osiride Brovedani Via Leon Battista Alberti, 6 – Trieste “DA BUCHENWALD A BELSEN

Martedì 2 luglio ore 15,30 -17.00-18.30

Museo Casa di Osiride Brovedani

Via Leon Battista Alberti, 6 – Trieste

DA BUCHENWALD A BELSEN – L’inferno dei vivi. Memorie di un deportato 76360”

Martedì 2 luglio 2019, ore 15.30-17.00-18.30,al Museo Casa di Osiride Brovedani (Via Leon Battista Alberti, 6 – Trieste) si terrà il reading teatrale tratto dalla lettura dal diario “DA BUCHENWALD A BELSEN – L’inferno dei vivi. Memorie di un deportato 76360”. Con Alessandro Mizzi, accompagnamento musicale di Agnese Accurso (violino) drammaturgia di Stefano Dongetti, regia  di Sabrina Morena.

Il 2 luglio 1970 moriva a Trieste Osiride Brovedani, benefattore e filantropo. Noto come “el signor Fissan” per aver creato l’omonimo stabilimento industriale in città, ha vissuto l’esperienza tragica della deportazione nei campi di concentramento nazisti prima di tornare in patria e diventare esempio di imprenditorialità illuminata ma soprattutto di altruismo. Lo ricorderemo con un reading delle pagine più toccanti del diario della prigionia “Da Buchenwald a Belsen”.

Alessandro Mizzi dà voce a Brovedani un uomo la cui vita è un esempio della capacità di resilienza dell’essere umano che pur avendo vissuto delle esperienze drammatiche riesce a riscattarsi e costruire per sé e per gli altri un nuovo destino prospero e creativo. Una lucida testimonianza di prigioniero che rappresenta un ulteriore tassello per la conoscenza della storia del ‘900 e dei suoi momenti più oscuri ed è la dimostrazione delle capacità di sopravvivenza e del successivo riscatto delle vittime della crudeltà nazista.
Le letture di Alessandro Mizzi, sottolineate dal violino di Agnese Accurso, accompagneranno in un viaggio nell’interiorità del deportato verso la liberazione dell’uomo.

La regista Sabrina Morena ci rivela che questo è un primo appuntamento per uno spettacolo a tutto tondo su Osiride Brovedani , figura importante per la nostra città,  esempio di creatività imprenditoriale e di generosità e attenzione alle persone più fragili. Un uomo che ha saputo risollevarsi da un’esperienza così tragica e ricominciare a vivere arrampicando in montagna e a lavorare guidando la Fissan. Ma anche saputo dedicarsi agli altri creando  una Fondazione prima per gli orfani e ora per gli anziani  in difficoltà. La prossima stagione il progetto prenderà la forma di un reading teatrale e andrà in scena alla Casa Albergo di Gradisca e al Teatro Miela di Trieste.

Lo spettacolo dura 30 minuti, al termine dei quali sarà possibile visitare il museo.

Non è previsto un costo di ingresso. Poiché saranno disponibili solo 15 posti per ciascuno dei due appuntamenti, E’ OBBLIGATORIA LA PRENOTAZIONE alla mail museo@fondazionebrovedani.it o chiamando il 366/6766799 (no sms), indicando l’orario prescelto.

L’iniziativa, voluta e promossa dalla Fondazione Osiride Brovedani onlus, è prodotta e organizzata da Bonawentura.

Andrea   Forliano




Muggia-E’ arrivata la primavera, una passeggiata prima di dormire è una buona idea!

– Il 15 Marzo è stata la Giornata mondiale del sonno – World sleep day – un
appuntamento globale per concentrare l’attenzione sul riposo, la sua importanza, la sua qualità. Lo slogan
di questa dodicesima edizione è ‘Healthy Sleep, Healthy Aging’ (un sano riposo per una sana vita),
ribadisce il concetto: un sonno salutare è fondamentale a ogni età e, anzi, la qualità della vita e
dell’invecchiamento può davvero essere positivamente condizionata da un riposo salutare. Diversamente,
un sonno disturbato influisce sulla quotidianità, sulla salute personale e sui meccanismi
dell’invecchiamento.
L’iniziativa è promossa dalla World Sleep Society, l’associazione internazionale impegnata nella
divulgazione globale della cultura sul sonno e sulle sue conseguenze per la nostra salute. Il comitato
promotore, composto da scienziati provenienti da tutto il mondo, vede la partecipazione di due italiani:
Liborio Parrino, professore di neurologia all’università di Parma – che presiede il comitato – e la Laura
Palagini, psichiatra dell’azienda ospedaliera universitaria di Pisa, esperta nello studio del sonno e dei sogni.
Alla World sleep Society partecipa una rappresentanza mondiale di associazione, medici e ricercatori che
mettono a fattor comune studi e ricerche scientifiche sul sonno le patologie e i disturbi correlati.
Uno dei suggerimenti dati, tra molti altri, è quello di fare una passeggiata di 10 – 15 minuti prima
di dormire. Passeggiare rilassa, ossigena, aiuta a vedere le cose con una prospettiva migliore e
facilita l’addormentamento. Nel mese della giornata mondiale del sonno, PerDormire, brand
italiano leader nella produzione di materassi e sistemi letto, che venerdì 29 marzo inaugurerà il
suo nuovo punto vendita a Muggia (TRIESTE) presso il Montedoro Shopping Center in Via Flavia
Stramare 119/e lancia “Una passeggiata…per dormire” un invito a postare sulla pagina Facebook di
PerDormire (https://www.facebook.com/PerDormireIT/?fref=ts) le foto che vi ritraggono durante
le vostre passeggiate serali: con il cane, con il fidanzato, con un’amica… . Chi lo farà avrà il diritto
di acquistare al 50%, per tutto il weekend, una selezione di prodotti PerDormire presso il negozio
di Muggia.
All’inaugurazione sarà presente Radio Marte che dalle h17:00 alle 20:00 darà vita a un live radio e tv dal
punto vendita e un gustoso happy hour per accogliere e festeggiare con gli ospiti questa nuova apertura.
Inoltre, da venerdì 29 marzo e per tutto il weekend la pagina Facebook di PerDormire sarà a disposizione
dei clienti per accogliere le più belle foto di sempre!

Andrea Forliano




Fucilateli!

Dopo il successo di Cieli Rossi, Bassano in Guerra, Manuel Zarpellon e Giorgia Lorenzato tornano a gettare luce sui drammi epocali della Grande Guerra firmando Fucilateli – Commissione Parlamentare d’Inchiesta su Caporetto 1918 – 19: un documentario, realizzato da Sole e Luna Production (società da anni specializzata in documentari e film d’inchiesta), che, come il precedente Cieli rossi, si avvale del supporto scientifico dell’Università di Padova e, questa volta, vede il coinvolgimento e il patrocinio del Ministero della Difesa. Le riprese avranno inizio dal 20 giugno.

Fucilateli, va a rileggere, con un approccio quanto più possibile oggettivo, i lavori della Commissione Parlamentare di Inchiesta promossa dall’allora Presidente del Consiglio Orlando e la Relazione sulle fucilazioni sommarie redatta dall’Avvocato Generale Tommasi.

Oltre alle immagini di repertorio e alla narrazione di Stefano Amadio, il documentario prevede interventi del Professor Mondini (Università di Padova), del Professor Pluviano (Università di Genova), della Professoressa Guerrini (Università di Genova), di esperti di storia e diritto militare e di psicologia che suggeriranno un’analisi dello stato mentale delle truppe.

Ricordiamo che il progetto ad oggi gode del supporto di: Comitato Storico Scientifico per gli Anniversari di Interesse Nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’Unione Montana del Grappa, Consorzio B.I.M. Piave Treviso.

La Relazione della Commissione Parlamentare fu un lavoro di indagine che, animato sicuramente dall’esigenza di trovare una spiegazione e forse anche un capro espiatorio di una vera e propria catastrofe militare, politica e umana, ha scoperchiato il dramma delle fucilazioni sommarie. Il documentario, oltre a raccontare i casi più eclatanti (come quello delle Brigate Catanzaro, Sassari e Salerno), ricostruisce anche vicende che allora non vennero analizzate dalla Commissione. Disvelando i crudi processi di disumanizzazione a cui la guerra, dopo anni di conflitto feroce, aveva portato. Non solo, Manuel Zarpellon e Giorgia Lorenzato hanno anche voluto applicare ai casi indagati una lettura psicologica delle persone coinvolte: un tipo di valutazione dei comportamenti in caso di stress da guerra che è diventato comune a partire dalla Guerra del Vietnam ma che prima di quella data è totalmente inedito.

Ne esce un dipinto che porterà alla luce la documentazione, spesso inaccessibile ai più, su fatti giuridici e militari relegati ad un passato lontano e ad oggi ancora sconosciuti al pubblico, mitizzati e strumentalizzati. Senza mai dimenticare il sacrificio di milioni di persone che con coraggio morirono sui campi di battaglia.




FONDAZIONE CARIGO CON èSTORIA 2018

Anche quest’anno la Fondazione Carigo sostiene èStoria, e la sala conferenze della Fondazione sarà una delle sedi del festival ospitando vari appuntamenti.
Venerdì 18 maggio dalle 9.30 la tavola rotonda “Confini politici e corridoi ecologici: il ruolo della cortina di ferro” a cura di Associazione Rete Italiana European Green Belt Association. Al termine l’inaugurazione nella sala espositiva della Fondazione Carigo della mostra “La European Green Belt in Italia e in Friuli Venezia Giulia”. Una dozzina di roll-up introducono al tema dell’allora Cortina di Ferro e della sua trasformazione in corridoio ecologico: la European Green Belt – EGB. I pannelli illustrano la ricchezza ambientale e la biodiversità del corridoio ecologico, la sua scomposizione in aree biogeografiche (fennoscandinava, baltica, centro-europea, balcanica) e il suo valore come infrastruttura verde europea, il percorso dai primi movimenti associativa alla costituzione dell’associazione internazionale European Green Belt Association, di cui l’Associazione Rete Italiana EGB e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia sono socie.
La mostra sarà visitabile nelle giornate di èStoria.
Nella stessa sala espositiva, sarà possibile visitare anche lo spazio dedicato a Giuseppe Assirelli, noto fotografo goriziano scomparso alla fine degli anni Novanta del Novecento, che presenta alcuni suoi scatti che documentano il territorio come era negli anni ’80 e gli arredi originali del suo studio.
Inoltre, per tutto il week end, sarà aperta anche la mostra “Jewellery Metamorfosi”, che coinvolge quarantanove artisti provenienti da undici Stati, per un totale di cinquantanove opere. Nell’ambito di questa importante esposizione sul gioiello contemporaneo – che prende spunto dall’incontro fortuito del materiale di scarto con la creatività dell’artista orafo – si affianca anche la sezione interamente dedicata alle collezioni della Fondazione Carigo, con parte della cospicua raccolta di preziosi proveniente dal Monte di pietà di Gorizia insieme a una selezione di gioielli collezionati dal goriziano Lodovico Mischou, che solo occasionalmente sono stati mostrati al pubblico.

Sabato 19 maggio alle 19, atteso lo spettacolo di teatro di figura con pupazzi manipolati a vista “Falù”, del Teatro della Sete.
Falu è una storia originale che parla di migrazioni contemporanee, della perdita di vite umane, della perdita di riferimenti quali la società, la famiglia, la cultura, raccontata attraverso gli occhi di un bambino di 8 anni di età che deve confrontarsi con l’ignoto, affrontare il destino e prendere delle decisioni. L’autore ha deciso di dargli un lieto fine perché Falù merita di avere una famiglia.




Sigillo della Città di Pordenone a Sami Modiano, testimone dell’ Olocausto

Con una cerimonia sobria e partecipata l’assessore alla cultura del Comune di Pordenone Pietro Tropeano ha consegnato come “premio alla sua vita e alla sua opera di portatore di memoria” il sigillo alla città a Sami Modiano, 88 anni, uno degli ultimi sopravvissuti di Auschwitz-Birkenau, che in mattinata al Palasport aveva portato la testimonianza della Shoah a quasi 3mila giovani studenti, per iniziativa dell’associazione Aladura, presieduta da Stefano Bortolus. “Mi sono sentito accolto e ricevuto come un fratello – ha detto commosso – e ora mi sento parte di voi. Per me e mia moglie tutti questi giovani sono ora nostri nipoti. Hitler non ha vinto”. “Mai più B. 7456″ ha scritto nel libro d’onore, citando il suo numero di matricola. Al termine della cerimonia ha volut​o​ abbracciare fisicamente i bambini e le bambine di due classi elementari presenti in Sala Consiliare, facendo loro un augurio bene augurante per tutte le cose della vita.




Questo weekend Teatro della Sete a Gorizia: due spettacoli per famiglie a èStoria e Fieste da Viarte

Lo spettacolo teatrale si può vivere in famiglia. È questo il messaggio di Teatro della Sete, l’associazione culturale udinese che questo weekend porterà due spettacoli nel territorio isontino, all’interno del Festival èStoria e della Fieste da Viarte di Cormons.

A iniziare ci pensa Falù, questo sabato 19 maggio ore 19 all’interno del Festival goriziano èStoria. Un bambino come molti, perso su un’isola sconosciuta, insegna a grandi e piccoli l’importanza del viaggio alla ricerca della propria identità. Falù è uno spettacolo che parla di migrazione, peraltro tema della nuova edizione del festival, raccontata dal punto di vista di un piccolo pupazzo di cartapesta dai sentimenti molto umani. Una scelta importante quanto insolita per la rassegna goriziana, che in questo modo decide di avvicinarsi a un pubblico di famiglie, per a offrire queste la condivisione di un momento di svago e riflessione, da vivere insieme.

A questo proposito, intervene Patrizia Bozzetti Muzlovic, responsabile della promozione di Teatro della Sete: “Falù, dato che si rivolge ad un pubblico di bambini a partire da 5 anni in su, è una proposta unica, in questo contesto del Festival storico che ha sempre avuto un’impostazione multidisciplinare ma uno sguardo più verso i giovani e gli adulti. La nostra associazione, in collaborazione con la Fondazione Carigo, ha voluto creare uno spazio all’interno del festival per creare così una conoscenza condivisa su un tema cruciale della quotidianità, che domina la conversazione pubblica e influenza la vita quotidiana di tutti, anche dei più piccoli”.

Domenica 20 maggio alle 16, il secondo appuntamento va in scena a Cormons, che saluta la primavera con la caratteristica Fieste da Viarte. In scena 11 a 0, lo spettacolo in doppia lingua, italiano e friulano, realizzato da Lenghis dal Drâc in collaborazione con il Teatro della Sete: sul palco un enorme librone che raccoglie favole originali in friulano scritte da bambini che verranno raccontate, tradotte e musicate. Lo spettacolo è adatto a un pubblico a partire dai 4 anni.

Entrambi gli appuntamenti sono a ingresso gratuito: “Desideriamo che il teatro di qualità sia alla portata di tutti – interviene Caterina Di Fant, attrice e membro attivo dell’associazione – che sia popolare e comunicativo, che ospiti progetti culturalmente coinvolgenti per tutti i pubblici. Per questo ci piace rivolgerci sia a chi frequenta il teatro, ma soprattutto a coloro che, per età o disponibilità, non ne hanno ancora fatta esperienza”.

L’importanza di un teatro diffuso e itinerante, capace di interfacciarsi con un pubblico sempre più vasto, è il cardine della filosofia di Teatro della Sete, associazione culturale friulana che dal 2000 produce e realizza spettacoli di drammaturgia sia originale, sia tratta da testi contemporanei, e si avvale di numerose collaborazioni con compagnie locali, nazionali e internazionali.

Sito www.teatrodellasete.com