Vinitaly, presenza di successo per il FVG allo stand Ersa, con6.000 degustazioni e 45.000 calici utilizzati

Numeri di successo per la presenza regionale organizzata nello stand dell’Ersa al Padiglione 6 nell’ambito dell’edizione 2018 di Vinitaly, in chiusura oggi. Sono state oltre 6000 le degustazioni all’enoteca regionale proposte ad un pubblico qualificato e circa 100 i buyers provenienti prevalentemente dal Nord america e dall’Asia presenti ai 5 incontri “business to business” proposti nello stand targato FVG, dove ben 250 persone si sono accreditate ai 12 eventi in programma. Circa 45.000 i calici utilizzati dalle 160 Aziende della nostra regione (107 nello stand Ersa, una presenza record) durante la manifestazione.
Grande partecipazione anche a “Spirito di vino” n. 19, evento ideato dal Movimento Turismo del Vino del Friuli Venezia Giulia, che ha visto invadere lo stand di t-shirt colorate di giallo, quelle dei vignettisti e degli studenti presenti per il lancio del Concorso internazionale per illustratori satirici dedicato al mondo del vino, che ha avuto come ospite d’onore il maestro Valerio Marini. Una conclusione nel segno del sorriso e della soddisfazione, così come hanno testimoniato le aziende che hanno registrato ottimi risultati.
Da un breve sondaggio effettuato fra i produttori presenti nella collettiva, infatti, l’edizione di Vinitaly che si conclude oggi è stata una delle migliori degli ultimi anni soprattutto in ordine al numero di contatti effettuati. Un segno di interesse per le eccellenze vitivinicole friulane e la cifra di una non comune capacità delle aziende nostrane di presentare al mercato prodotti di grande e certificata qualità.
Sono i primi dati che raccontano la buona riuscita per la presenza organizzata del Friuli Venezia Giulia alla più grande rassegna vitivinicola d’Italia, dove l’inaugurazione è stata nel segno della solidarietà, con i progetti “Diversamente DOC” della Anfass Udine in collaborazione con l’Azienda Colutta, “Diamo un taglio alla sete”, aziende vitivinicole impegnate nella creazione di pozzi per il prelievo di acqua potabile in Africa, “Fatto in paradiso dall’Azienda Lis Neris”, un vino fatto per aiutare i bambini di Francesca Pecorari, “Vino della solidarietà” della Cantina produttori di Cormons in collaborazione con Anfass Gorizia. Non solo vino, ma anche promozione del territorio ha dato ottimi frutti: è ormai consolidata la collaborazione con PromoturismoFVG , che era presente nello stand istituzionale con un desk dedicato alla promozione del FVG e con un focus particolare sulle Strada del Vino e dei Sapori, nonché partner nella realizzazione della scenografia esterna che ha incorniciato i 4 portali d’ingresso al padiglione 6 dando il benvenuto ai visitatori con altrettante immagini della regione.




VINITALY, CONFAGRICOLTURA: SEMPRE PIU’ ROSA IL MONDO DEL VINO.

Capacità imprenditoriali e di relazioni, flessibilità, attaccamento ai valori della tradizione e predisposizione all’innovazione, impegno per il territorio ed il sociale hanno portato valore aggiunto al settore.

Vinitaly 2018 ha decretato il riconoscimento indiscusso del ruolo delle donne nel mondo del vino. Un ruolo fino a qualche anno fa poco noto, ma che da sempre ha rappresentato il perno intorno al quale ha ruotato l’attività di moltissime aziende agricole.

“Le donne oggi – ha detto il presidente della Confagricoltura Massimiliano Giansanti in occasione della presentazione della guida di Repubblica Diwine – sono un esempio straordinario di imprenditorialità, che proprio nell’agricoltura si manifesta con tutta la sua forza propulsiva. Ma da sempre, in questo settore, le donne hanno avuto il grande compito di trasmettere attraverso il loro ruolo di madri i valori e le tradizioni del nostro mondo.”

“Ma ciò che mi appassiona di più – ha aggiunto Giansanti – è la visione delle donne, che va oltre quella degli uomini, perché capace di leggere e guardare là dove spesso noi non sappiamo arrivare.”

I numeri lo confermano: il 50% della popolazione attiva in agricoltura è costituita da donne e nel mondo del vino il 28% delle aziende agricole è condotto da imprenditrici. Sulla base di un sondaggio condotto dall’associazione Donne del Vino, le imprese al femminile sono quelle che investono di più nell’export, nella diversificazione produttiva, nella valorizzazione delle Denominazioni d’origine, nel biologico. E, grazie ad una maggiore flessibilità, sono quelle che hanno retto meglio alla crisi.

Donne brave, determinate che portano avanti con passione la storia delle loro aziende. Come quelle, solo per fare qualche esempio, associate a Confagricoltura, che la componente della giunta nazionale Giovanna Parmigiani ha visitato presso i loro stand a Vinitaly. Come Emilia Nardi, produttrice di Brunello di Montalcino, che ha sottolineato “l’attaccamento alla natura dell’universo femminile e la diversità da quello maschile che ha portato nel mondo del vino valore aggiunto”. Maria Ida Avallone, titolare dell’azienda Villa Matilde, in provincia di Caserta, ha evidenziato “il concetto di famiglia insito nella donna, che sa ‘abbracciare e avvolgere’ la terra e in questo modo attraverso i vini parlare del suo territorio.”

Per Luisa Todini, titolare della Cantina Todini (Perugia), il vino rappresenta soprattutto “la passione che mi lega all’Umbria, la mia terra d’origine, ma anche la cultura dell’innovazione che promuovo attraverso Agronetwork, l’Associazione nata da un’intuizione di Confagricoltura, Luiss e Nomisma”.

Elvira Bortolomiol, titolare insieme alla madre e alle due sorelle di un’ azienda che produce Prosecco a Valdobiaddene, in Veneto, crede che le donne abbiano portato valore aggiunto al settore soprattutto attraverso il loro impegno nel territorio e nel sociale.

Tilli Rizzo, che insieme alla madre conduce l’azienda Fratelli Berlucchi, in Franciacorta, pensa che “la donna sia entrata in passato per caso o per ‘forza’ nel mondo del vino, ma che oggi sia affermata per la sua capacità ‘multitasking’ e per la sua passione.”

Donatella Cinelli Colombini, Casato Prime Donne, a Montalcino, presidente dell’associazione Donne del Vino, sostiene che le imprenditrici abbiano fatto fare al settore un salto di qualità “grazie alla loro capacità di comunicare, più che per obiettivi, per relazioni, attraverso uno stile di marketing diverso, che ha portato alla creazione di mercati stabili.”

Ma la crescita delle donne nel mondo del vino non si limita al comparto produttivo: sempre di più sono le enologhe, le wine maker, le venditrici, le importatrici, le sommelier, le proprietarie di enoteche, le giornaliste di settore, le blogger e le influencer. E, soprattutto, le consumatrici.

Si rileva ancora, invece, ancora un discreto gap rispetto agli uomini riguardo alla presenza nelle associazioni di rappresentanza, nei consorzi e nelle organizzazioni di settore. Per questo in Confagricoltura è sempre più attiva “Confagricoltura Donna”, allo scopo di promuovere e valorizzare all’interno dell’associazione e nell’attività di impresa la presenza femminile.

 




Anche la Biteg, Borsa Internazionale del Turismo Enogastronomico, è presente a Vinitaly 2018.

Anche la Biteg, Borsa Internazionale del Turismo Enogastronomico, è presente a Vinitaly 2018. Gli organizzatori Simona Rossotti e Maurizio Dadone sono presenti alla più grande manifestazione dedicata al mondo del vino, in corso a Verona dal 15 al 18 aprile.

“La 52^ edizione di Vinitaly ha visto partecipare anche i vignaioli di Biella dove, il 14 e 15 settembre 2018, andrà in scena Biteg, nella sede della Fondazione Sella – commenta Simona Rossotti, ad di Olos Group srl -. Anche in quella occasione racconteremo il territorio nell’ottica di valorizzare la rete di eventi internazionali e i prodotti dell’enogastronomia”.

“È una bella edizione quella di Vinitaly 2018 – continua Rossotti -. Sono presenti molti stranieri, sia tra i buyer che nell’area espositori. Sono tanti i giovani che si stanno nuovamente avvicinando all’agricoltura e soprattutto al settore vitivinicolo che richiede molto sacrificio e impegno costante durante tutto il corso dell’anno. L’approccio di produzione è sempre più dettato dal trasferimento di metodi che vanno a inserirsi nei territori e a valorizzarli per svilupparli dal punto di vista turistico e anche dal punto di vista agricolo. Ricordiamo infatti che un territorio coltivato è tutelato dal punto di vista del paesaggio e anche dal punto di vista ambientale”.

“Sempre di più c’è la necessità da parte dei produttori di fare rete e di presentare i territori in modo armonico. Occorre puntare sul turismo enogastronomico che è fatto dalla valorizzazione del territorio, dai prodotti che vi nascono e dall’esperienza delle persone. Per proseguire questa rete e la bella vetrina di Vinitaly vi aspettiamo a Biella il 14 e 15 settembre per l’edizione 2018 di Biteg”, conclude Simona Rossotti.




Il Liquore Strega al Vinitaly 2018 Verona, 13 16 aprile 2018

Il Liquore Strega protagonista della kermesse veronese con l’inedito cocktail Pontel, rivisitazione del barman Ettore Barbato del celebre Spritz.
Allo stand dello Strega Alberti il barman e brand ambassador Alex Frezza e Barbato preparano i propri gustosi cocktail.

Viene presentato, in occasione del Vinitaly 2018, rassegna in corso a Verona fino al 16 aprile, allo stand del Liquore Strega (Padiglione 3, stand F5), il Pontel, cocktail inedito creato da Ettore Barbato, barman del Soda Jerk di Verona, in esclusiva per l’azienda Strega Alberti Benevento. Allo stand, ad accogliere bartender e amanti del bere bene, sono presenti, oltre al management di Strega Alberti, il barman Alex Frezza con i suoi cocktail esclusivi tutti a base Strega ed Ettore Barbato che prepara proprio il suo Pontel, servito in calice di vino e la cui ricetta prevede: 15 ml liquore Strega, 70 ml Lambrusco Vecchio Pontel Cantine Giubertoni, 70 ml Chinotto san Pellegrino, 3 gocce di orange Bitter e olii essenziali di una scorza di arancia. Tutta la tradizione del passato, in un frizzante ed entusiasmante cocktail dal sapore unico, un viaggio in pochi sorsi che parte da nord-est, da quelle terre che hanno dato i “natali” ad uno dei drink più bevuti del nostro paese, lo Spritz. Il Pontel, infatti, altro non è che una variante di questo ormai diffusissimo cocktail, preparato però con ingredienti completamente diversi dall’originale. Il viaggio di Ettore Barbato si ferma infatti, come prima tappa, nelle terre del Lambrusco Vecchio Ponte,che riempiono la sua ricetta della forza e del gusto verace di queste zone. Ma quello che fa essere il Pontel un vero e proprio Must della moderna mixology è il suo secondo ingrediente, vero e proprio punto di forza di questo cocktail, che ne esalta il gusto e ne bilancia l’intensità.

Semplicissimo da preparare, il Pontel si compone di ingredienti facilmente reperibili e non richiede strane alchimie o spese astronomiche. Il gusto e la tradizione di prodotti come il liquore Strega, con il suo bouquet ricco ed articolato, e l’uso sapiente che ne viene fatto da Ettore Barbato dimostrano quanto, una buona conoscenza delle materie prime, e la capacità di mettere insieme tradizioni diverse, vinca su ogni artificio o tecnologia.

La partecipazione a Vinitaly è occasione per Strega Alberti per lanciare la sua quarta edizione del Premio Strega Mixology, competizione rivolta ai più talentuosi barman e barlady italiani. C’è tempo fino al 30 aprile per iscriversi – gratuitamente – online al link www.premiostregamixology.strega.it Per partecipare è necessario inviare la ricetta del cocktail, che deve essere ispirata a uno dei 71 libri vincitori delle passate edizioni del Premio Strega. La competizione finale si terrà giovedì 5 luglio, a Roma, in concomitanza con la serata finale della settantaduesima edizione del Premio Strega, nella consueta cornice del Ninfeo del Museo Nazionale Etrusco di Valle Giulia.

Il Liquore Strega
Nel lontano 1860 nasce in Campania, a Benevento, lo stabilimento in cui ancora oggi si produce il liquore Strega. Lo Strega é un prodotto completamente naturale ottenuto dalla distillazione di circa 70 tra erbe e spezie, provenienti da varie parti del mondo. Con le sue intense note aromatiche, con il suo inconfondibile profumo, questo liquore crea, con gli altri ingredienti, un sorprendente contrasto fra elementi speziati ed erbacei, corposi e leggeri, senza perderne l’anima raffinata.




il Consorzio Vesuvio alla 52a ed. del ‘Vinitaly’. Attenzione catalizzata sui “Volcanic wines”

Il Consorzio Tutela Vini Vesuvio in trasferta per partecipare alla cinquantaduesima edizione del ‘Vinitaly’, il salone internazionale dei vini e dei distillati in programma a Verona da domenica 15 a mercoledì 18 aprile. La partecipazione alla rassegna veneta rappresenta la piazza ideale da cui far partire l’ambizioso percorso che, attraverso la promozione delle produzioni di qualità delle aziende associate, mira a creare valore aggiunto anche nelle azioni di tutela del territorio.
A Verona il Consorzio Vesuvio intende soprattutto catalizzare l’attenzione sulle forti tematiche emerse nel corso della prima conferenza sui vini vulcanici, svoltasi due settimane fa a New York. «Volcanic Wines», questo il titolo del progetto, è la vision che dovrà dettare le future azioni, con la forte consapevolezza che i suoli costituiti o originati da vulcanoclasti (che rappresentano una superficie a livello mondiale che è quattro volte quella dell’Italia) pur

Il presidente Ciro Giordano

rappresentando solo l’1% della superficie della Terra, forniscono sostentamento al 10% della popolazione mondiale. Numeri forti, che dimostrano con evidenza la vitalità di questi territori che, nel caso del Vesuvio, si rafforza grazie ad una storia enologica millenaria, innescatasi con l’approdo dei Greci sulle falde del fascinoso vulcano. Questi numeri evidenziano, molto meglio di qualunque parola, la fertilità dei suoli vulcanici. Fertilità e diversità, da intendere in termini di ricchezza, di biodiversità.
«A New York – spiega Ciro Giordano, presidente del Consorzio Tutela Vini Vesuvio – si è ragionato sul percorso da compiere per giungere a riconoscere i vini prodotti nelle regioni vulcaniche come produzioni di alta qualità. Ma in quella occasione abbiamo avuto soprattutto l’occasione di toccare con mano il grande fascino esercitato dal nostro Vesuvio. Questa grande risorsa di biodiversità costituisce una forza trainante per poterci distinguere anche nel mondo vino».
In terra veneta la pattuglia delle aziende aderenti al Consorzio Vesuvio presenterà le tante novità che sono state introdotte con l’ultima vendemmia. Sarà questo il ‘Vinitaly’ che saluterà l’entrata in vigore dei contrassegni di Stato, la «fascetta» che i produttori hanno fortemente voluto per proteggere le loro etichette, per garantire la tracciabilità del prodotto assicurando così maggiore tutela al consumatore. E sarà anche la prima importante uscita segnata dalla presenza delle bottiglie monovarietali Caprettone, Piedirosso e Falanghina della denominazione di origine Vesuvio: una svolta adottata per puntare in maniera sempre più convinta sulle varietà meglio ambientate lungo le falde del vulcano più famoso del mondo. Discorso analogo per la tipologia Lacryma Christi, il cui nome è da sempre associato nell’immaginario collettivo all’immagine del vulcano che domina il golfo di Napoli.
Questa tipologia sarà protagonista della masterclass organizzata in collaborazione con la Regione Campania, dal titolo «Campania Volcanic Wines: Lacryma Christi del Vesuvio» (in programma lunedì 16 aprile, ore 16.30, nello spazio eventi del Padiglione B), che sarà condotta da Ferdinando De Simone e Cathy Huyghe. Fari accesi su uno dei nomi più celebri del mondo del vino, fortemente intriso di storia e leggenda. Un nome capace come pochi di rievocare saperi e sapori e di richiamare alla mente la cenere e i lapilli, sorgente di vita e di ricchezza.
«Questa edizione della rassegna internazionale di Verona – aggiunge Giordano – rappresenta per i nostri vini e i nostri territori un’autentica svolta. Si tratta di una svolta fortemente voluta e che passa prima di tutto attraverso le tante novità previste nel disciplinare di produzione. Grazie a queste novità possiamo guardare con maggiore fiducia al futuro, iniettando nuovi stimoli per favorire ulteriori sbocchi in termini di mercato, andando incontro alle nuove tendenze. Non a caso – spiega Giordano – abbiamo inteso allargare gli spazi della denominazione anche con la produzione di bollicine. Saremo al ‘Vinitaly’ fieri di rappresentare un territorio unico al mondo, una risorsa che può assumere un ruolo rilevante nell’ambito dell’enologia nazionale e mondiale, perché territorio che custodisce saperi e vitigni unici. Siamo consapevoli che la strada non sarà semplice e neppure breve. Ma siamo anche consapevoli – conclude Giordano – di vivere ed operare in un ecosistema unico al mondo, da cui si ottengono vini altrettanto unici. Sarà questa la nostra forza»




Vinitaly: il Consorzio Sannio scommette sugli spumanti di qualità Falanghina del Sannio dop e su Aglianico del Taburno

Il Sannio Consorzio Tutela Vini si prepara alla trasferta di Verona per la cinquantaduesima edizione del ‘Vinitaly’, il salone internazionale dei vini e dei distillati in programma da domenica 15 a mercoledì 18 aprile. Una trasferta per affiancare le aziende sannite che parteciperanno all’importante rassegna, evento imperdibile per il business del vino. Circa 4.500 cantine provenienti da 33 Paesi diversi, fanno del ‘Vinitaly’ un evento mondiale, una vetrina capace di attirare considerevoli flussi di presenze internazionali e professionisti del settore.
l Consorzio Sannio si presenta alla manifestazione veronese con due interessanti appuntamenti che si inseriscono nel programma degli eventi che animeranno lo spazio comune del Padiglione B, la struttura che storicamente accoglie le aziende vinicole della Campania. Attenzione puntata in particolar modo sulla produzione di Spumanti di Qualità – Falanghina del Sannio Dop e sulla versione in rosa dell’Aglianico del Taburno Docg.
Nella giornata di apertura dell’evento internazionale, domenica 15 aprile (ore 14), il Consorzio propone la masterclass ‘Gli Spumanti di Qualità Falanghina del Sannio Dop’, condotta da Guido Invernizzi, che sarà affiancato da Pasquale Carlo. «La scelta delle due masterclass – dichiara Libero Rillo, presidente del Consorzio Sannio – è frutto di una attenta valutazione delle tendenze del mercato. Sono ormai diversi anni che gli spumanti ottenuti da uve falanghina – sottolinea la guida del Consorzio – costituiscono un’offerta strategica per le nostre aziende. E i margini di crescita nel settore dei vini Spumanti di Qualità sono veramente notevoli, considerate quelle che sono le caratteristiche stesse di questo vitale segmento del mercato del vino. Diversamente dai volumi che fanno registrare i vini fermi, gli spumanti mostrano un continuo trend positivo, che è sicuramente destinato a continuare. I numeri sono frutti delle tendenze che cambiano: nel corso del 2017 ben due italiani su tre hanno consumato bollicine almeno una volta. Un consumo che si è profondamente modificato, con gli spumanti che non rappresentano più solo il simbolo del vino delle feste, del vino per i brindisi. Se aumenta il consumo di bollicine italiane nei Paesi esteri, Inghilterra e Usa su tutti, non dobbiamo però perdere di vista il mercato interno, considerate anche le sfaccettature che caratterizzano il mercato italiano. Nel nostro Paese, rispetto ai mercati esteri dove la competizione è quasi sempre solo tra grandi brand, il consumo degli spumanti è particolarmente diversificato, con la produzione che si va affermando in tutte le regioni e con i vari territori che stanno puntando sui vitigni più vocati del proprio patrimonio ampelografico. In uno scenario simile il Sannio, che ha la fortuna di poter puntare sulle poliedriche uve falanghina, deve giocare un ruolo di protagonista».
L’appuntamento di lunedì 16 aprile (ore 11), sarà invece con la masterclass ‘Le sfumature in rosa dell’Aglianico del Taburno Docg’, che sarà guidata da Antonella Amodio e Pasquale Carlo. «Per il rosato vale lo stesso discorso degli spumanti. Recenti indagini – rimarca il presidente Rillo – risaltano l’ottimo stato di salute di questa tipologia. I vini rosati, che nel recente passato hanno vissuto sul mercato alternati momenti di luci ed ombre, costituiscono una tipologia sempre più amata e ricercata, considerato che secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (Oiv) una bottiglia su dieci consumata a livello mondiale è di vino rosato. Ma sono interessanti, anche in questo caso, i dati del mercato interno, con la Coldiretti che ha stimato per questa tipologia di vino un trend positivo superiore al 20%. Un dato che diventa ancora più interessante se si considera che parliamo di una tipologia in cui le etichette fregiate da Doc e Docg rappresentano una quota consistente. Una grande opportunità da cogliere, in particolare con la versione rosato dell’Aglianico del Taburno che, ricordiamo, nel 2011 è stato il primo vini fermo rosato d’Italia ad ottenere il prestigioso riconoscimento della Docg».




Dal 15 al 18 aprile VERONA: GRAND TASTING 2018: CINQUE DEGUSTAZIONI FIRMATE VINITALY Verona, 10 aprile 2018. Territorio, ricerca e innovazione.

La magia delle vigne vecchie: Le Donne del Vino presentano vini da viti anche di ottant’anni. Dieci vini provenienti da vigneti, in gran parte ottuagenari, per esaltare la biodiversità del patrimonio viticolo italiano, la sua complessità e finezza. Una degustazione che cambia la prospettiva produttiva: il restauro del vigneto storico italiano con pratiche capaci di allungare la vita delle piante in contrapposizione ai massicci e frequenti reimpianti degli ultimi 50 anni per vini dal timbro unico.Degustazione domenica 15 aprile, guidata da Ian D’Agata (ore 15 – Sala Tulipano – Palaexpo, ingresso A1, piano -1).

Masi – 30 anni di Amarone a Vinitaly. Il Seminario Tecnico al Vinitaly è l’occasione per un significativo bilancio sul contributo dato dal Gruppo Tecnico Masi alla vitivinicoltura delle Venezie in trent’anni di ricerche e divulgazione. Una degustazione orizzontale–verticale mette in luce le peculiarità dell’Amarone e l’evoluzione tecnico-scientifica che ha trasformato in tre decadi il Rosso della Valpolicella in uno dei vini simbolo del made in Italy nel mondo. Una iniziativa che va appannaggio di tutti i vini da appassimento e che diventa un asset di Vinitaly per la formazione tecnico-scientifica. “Masi da protagonista ha accompagnato l’intera storia di Vinitaly – sottolinea Sandro Boscaini, presidente di Masi Agricola-. Veronafiere riconosce al 30° anniversario del Seminario Masi il valore aggiunto dell’aver posto all’ordine del giorno annualmente temi scientifici di sperimentazione e ricerca nel campo del vino. Assieme al Gruppo Tecnico Masi, professionalità dell’università e della ricerca hanno accreditato e arricchito i contenuti del Seminario”. Per Raffaele Boscaini, Coordinatore Gruppo Tecnico Masi: “il riconoscimento di Vinitaly è sempre fonte di nuovi stimoli. Molti segreti dell’Amarone sono stati studiati e svelati nel corso di queste tre decadi; in un’ottica di innovazione nella tradizione si sta pensando ora all’Amarone di domani”.
In degustazione lunedì 16 aprile (ore 15 – Sala Argento1 – Palaexpo, ingresso A2, piano -1), sotto la guida di Ian D’Agata, otto Amarone della Valpolicella Serego Alighieri e Cantina Privata Boscaini di annate dal 1988 al 2007.

Un legame invisibile tra Bolgheri e Pessac-Léognan. Per presentare e spiegare sei tra le più famose etichette Raoul Salama non punta sulle assonanze produttive, ma sceglie il fattore umano e il legame tra i viticoltori di Castagneto Carducci e di Pessac-Léognan, comuni gemellati anche nel reciproco impegno nel realizzare grandi vini.In degustazione, lunedì 16 aprile (ore 11 – Sala Argento1 – Palaexpo, Ingresso A2, piano -1), Château Malalartic-Lagravière 2009, Domaine de Chevalier 2009, Château Pape Clément 2009, Grattamacco 2010, Ornellaia 2010 e Guado al Tasso 2010, alla presenza dei titolari delle aziende.

I vini dal mondo di Riccardo Cotarella. Con la degustazione di 15 vini provenienti da Francia, Italia, Giappone, Palestina, Romania, Russia e Stati Uniti d’America, tutti curati dall’enologo Riccardo Cotarella, si rinnova la collaborazione tra Veronafiere e Wine Research Team WRT*.
La degustazione, in programma martedì 17 aprile (ore 15 – Sala Argento1 – Palaexpo, ingresso A2, piano -1), è condotta da Riccardo Cotarella, che in veste di enologo e viticoltore racconta le sue creazioni, partendo dal terroir e spiegando le scelte tecniche per realizzare vini conosciuti e apprezzati in tutto il mondo. Ad accompagnarlo, Ian D’Agata, direttore scientifico a Vinitaly International Academy, e Luciano Ferraro, giornalista del Corriere della Sera.

Cinque terroirs del Barolo e del Barbaresco raccontati/analizzati attraverso cinque cru storici delle cantine Ceretto. Punta di diamante dell’enologia piemontese e italiana, Ceretto ha conquistato estimatori nei mercati internazionali. Un traguardo raggiunto grazie a un attento lavoro di ricerca e identificazione dei più grandi cru di Barolo e Barbaresco. Oggi Ceretto è tra le pochissime case di Langa con possedimenti in alcune delle vigne storiche e con rese di assoluta qualità. Tra esse, Cannubi San Lorenzo in Barolo, Prapò a Serralunga d’Alba e Asili a Barbaresco.In degustazione, mercoledì 18 aprile (ore 11 – Sala Tulipano – Palaexpo, ingresso A1, piano -1), grandissimi vini di nuove e vecchie annate a confronto, sotto la guida di Federico Ceretto e Ian D’Agata.

CARLO LIOTTI




In programma a Veronafiere dal 15 al 18 aprile VINITALY 2018, SEMPRE PIÙ INTERNAZIONALE, GREEN E DIGITALE

Aumentato del 25% il numero degli espositori esteri presenti all’interno del padiglione International_Wine Hall; sold out degli spazi in quartiere già a dicembre 2017; incoming di delegazioni commerciali selezionate da 58 Paesi; una media di operatori professionali provenienti ogni anno da 140 nazioni (nel 2017, 128 mila presenze totali di cui 48 mila dall’estero, di cui 30.200 buyer accreditati da 142 Paesi); una crescita costante dell’offerta “green” con le aree ViVIT, VinitalyBio e Fivi; una innovativa directory online con 4.319 espositori da 33 Paesi e 13.000 vini iscritti ad oggi che, attraverso un portale informativo in italiano, inglese e cinese, consente un matching b2b tutto l’anno, progettato lungo la linea del nuovo sviluppo di servizi digitali previsto dal pianto industriale. Piano che prevede investimenti anche per il miglioramento delle infrastrutture di quartiere e di pertinenza dello stesso (parcheggi, recupero e utilizzo già da quest’anno delle Gallerie Mercatali, manufatti di archeologia industriale prospicenti l’area espositiva) e un cesura sempre più marcata tra la fiera business nel quartiere e le iniziative di Vinitaly and the City dedicate ai wine lover in città, a Verona e, quest’anno, in tre borghi suggestivi della provincia: Bardolino, Soave e Valeggio sul Mincio.Queste sono alcune delle novità e degli elementi caratterizzanti l’edizione numero 52 di Vinitaly (Verona, 15/18 aprile 2018, www.vinitaly.com), International wine & spirits exhibition, il più grande salone al mondo per metri quadrati e presenze estere dedicato al settore del vino e dei distillati.

Vinitaly si presenta come un unicum espositivo a livello internazionale grazie alla compresenza di Sol&Agrifood, salone internazionale dell’agroalimentare di qualità, rassegna interattiva che attraverso cooking show, momenti educational e degustazioni valorizza in chiave business le peculiarità dell’agroalimentare e l’olio extravergine d’oliva in particolare, e di Enolitech, appuntamento internazionale con la tecnologia innovativa applicata alla filiera del vino e dell’olio.

Il tutto legato da un ensemble di chef stellati, proposte di wine&food pairing, degustazioni di livello internazionale che fanno di ogni edizione di Vinitaly una annata irripetibile con appuntamenti di formazione tecnico-scientifica.

Carlo Liotti

carlo.liotti@ildiscorso.it