TEATRO PORDENONE: APERTURA UFFICIALE DELLA STAGIONE TEATRALE VENERDÌ 25 OTTOBRE

PRIMA NAZIONALE D’ECCEZIONE, “DITEGLI SEMPRE DI SI'” CAPOLAVORO TRAGICOMICO DI EDUARDO DE FILIPPO.   REGIA DI ROBERTO ANDO’

PORDENONE- Sarà il debutto in prima nazionale della nuova produzione della Compagnia di Teatro di Luca De Filippo, in coproduzione con la Fondazione Teatro della Toscana, a segnare, venerdì 25ottobre (ore 20.30, con repliche fino a domenica 27), l’avvio ufficiale della Stagione di Prosa 2019/2020 del Teatro Verdi di Pordenone, firmata dalla consulente artistica Natalia Di Iorio.

In scena una delle più fortunate e divertenti commedie di Eduardo Ditegli sempre di sì”, un’opera vivace e surreale che suggerisce serie riflessioni sul labile confine tra salute e malattia mentale. A metterla in scena è una compagnia che da sempre valorizza il l’immenso patrimonio culturale della famiglia De Filippo, e che continua il suo rigoroso lavoro anche dopo la prematura scomparsa del suo ideatore Luca, sotto la direzione dell’attrice Carolina Rosi.

Si tratta di uno dei primi testi di Eduardo De Filippo (una prima stesura è del 1925) ed è il primo in assoluto in cui il grande drammaturgo affronta il tema della follia. Un’opera vivace e molto divertente, tra le più fortunate del repertorio eduardiano, il cui protagonista, Michele Murri, è un pazzo metodico con la mania della perfezione. Erroneamente congedato come “guarito” dal manicomio che lo ha ospitato, Michele – interpretato da un grande protagonista delle scene, senza dubbio tra i maggiori attori italiani come Gianfelice Imparato, volto notissimo anche del piccolo e grande schermo – torna a casa dalla sorella Teresa (Carolina Rosi) e inizia, lucidamente, furiosamente, a sperimentare e stravolgere gli effetti della cosiddetta “normalità”. A guidarli in scena Roberto Andò, raffinato regista, abituato a muoversi con disinvoltura tra cinema, lirica e teatro che si cimenta per la prima volta con un testo di De Filippo. “Il luogo dove siamo convocati – sottolinea Andò – è il tipico interno piccolo-borghese di Eduardo, il salottino, e subito diviene lo specchio scheggiato della follia del protagonista, l’antro in cui la sua mente può elaborare, manipolare, e distorcere, i ragionamenti e i sofismi di chi gli viene a tiro, scardinandone la fragilità e la vanità”.

Una commedia che, pur conservando le sue note farsesche, suggerisce serie riflessioni sul labile confine tra salute e malattia e che, dopo le edizioni portate in scena da Eduardo (a partire dal 1932, con i fratelli Titina e Peppino) e da Luca De Filippo nel 1997 (limitandoci alla famiglia), è affidata adesso alla sensibilità ed al rigore del regista siciliano.

“Un grande protagonista della scena nazionale – aggiunge Carolina Rosi – abituato a muoversi tra cinema e teatro, qui alla sua prima esperienza con la scrittura di Eduardo. Con Roberto Andò proseguiamo il progetto, avviato da Elledieffe nel 2016 di diffusione e valorizzazione dell’immenso patrimonio culturale di una delle più antiche famiglie della tradizione teatrale italiana iniziato con Marco Tullio Giordana e proseguito con la coproduzione di spettacoli diretti da Carlo Cecchi e Mario Martone”.

Grandi interpreti di più generazioni si uniscono a Gianfelice Imparato e Carolina Rosi, completando un cast che accoglie Nicola Di Pinto, Massimo De Matteo, Edoardo Sorgente, Paola Fulciniti, Gianni Cannavacciuolo, Federica Altamura, Andrea Cioffi, Viola Forestiero, Vincenzo D’Amato, Boris De Paola. Le scene e le luci sono di Gianni Carluccio, i costumi di Francesca Livia Sartori.

Dopo la “prima” a Pordenone, lo spettacolo sarà in tournée nazionale in molte città italiane, (tra cui Torino, Napoli, Firenze, Roma, Modena, Parma, Milano, fino alle ultime recite di stagione previste il 23 e 24 aprile in Svizzera, al Teatro di Locarno)

 Lo spettacolo è proposto in abbonamento nei percorsi Blu, Libero, Fidelity Gold e Fidelity Platium per il debutto di venerdì; Giallo, Arancio e Libero per il sabato (sempre alle 20.30), Verde e Libero per la domenica: per questa replica (ore 16.00) apre Happy Kids: laboratori e letture per bambini

nfo e biglietti in biglietteria e on-line www.comunalegiuseppeverdi.it.

Enrico L.




Domenica 20 ottobre   Una giornata di gioco per i più piccoli

Area gioco Alla corte di re mattoncino Laboratorio Coloriamo l’autunno

Sarà una domenica dedicata al gioco, alla creatività e la fantasia domenica 20 al Granfiume di Fiume Veneto, per la gioia di tutti i bambini e le bambine. Domenica 20 ottobre sarà infatti l’ultimo  giorno di apertura per l’area gioco “ Il castello di re Mattoncino” dedicata all’ingegno e alla costruzione. Dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 19.30 le animatrici coordineranno le attività con animazione dedicata. Nella stessa giornata alle 17.30 si svolgerà il laboratorio ludico-creativo per bambini Coloriamo l’Autunno!, a cura de La Bottega dei Sogni. Colori, creatività e tanta fantasia saranno gli ingredienti per dare vita agli animaletti protagonisti della stagione autunnale.

Tutte le attività sono gratuite.




Dall’archivio storico comunale Esposizione: “DE’ SACCHIS IN CINQUE RESTAURI PORDENONESI”

A pochi giorni dall’inaugurazione della grande mostra “Il Rinascimento di Pordenone” a cura di
Caterina Furlan e Vittorio Sgarbi, dedicata alla figura di Giovanni Antonio de’ Sacchis detto il Pordenone,
al piano terra della Biblioteca civica di piazza XX Settembre, dalle ore 14.00 di martedì 22 ottobre,
saranno esposti alcuni documenti conservati nell’Archivio storico comunale relative alle opere
dell’artista. Il critico d’arte esperto può cogliere al volo la presenza e la natura dei mutamenti che hanno
coinvolto un’opera, ma è compito degli archivi fornirgli i dati sui tempi e le ragioni di questi
cambiamenti.
Questi materiali sono testimoni della cura rivolta dalle istituzioni civili ai capolavori del
Pordenone. Documenti estratti da voluminose corrispondenze fra Prefettura, Comune e restauratori, storie
di interventi talvolta poco accorti, almeno per gli standard attuali, ma sempre dettati dal desiderio di
preservare oggetti di devozione, prima che opere d’arte.
Dai documenti si ricava che, come i suoi dipinti, anche il nome del pittore Giovanni Antonio de’
Sacchis ha le sue stratificazioni. Spesso viene citato come il “Licinio detto il Pordenone”, nome che lo
identificherà almeno fino ad inizio Novecento. In onore del Licinio furono intitolati anche una scuola e un
teatro, istituzioni che dovettero poi aggiornare la denominazione o cambiarla.
Una prima occasione di studio approfondito e di celebrazione dell’artista fu la mostra del 1939 a
Udine. Anche a Pordenone si tennero conferenze e concerti per le celebrazioni, a cui il giornalista Ugo
Ojetti comunica di non poter partecipare, perché impegnato per l’organizzazione dell’Esposizione di
Roma del 1942. La mostra del 1939 si concluse il 31 agosto, il giorno successivo l’Europa si ritrovò in
guerra
L’esposizione sarà visitabile fino al 18 novembre negli orari di apertura della Biblioteca civica:
lunedì 14.00-19.00 e da martedì a sabato 9.00-19.00.

Carlo Liotti




GUSTAV MAHLER, “IL CANTO DELLA TERRA” TEATRO VERDI PORDENONE: APERTURA UFFICIALE 20 OTTOBRE

PORDENONE- “Das Lied von der Erde” (Il canto della terra) è unanimemente considerato il più grande capolavoro di Gustav Mahler, nel quale culmina quella sintesi ideale fra Sinfonia e Lied, che aveva occupato Mahler fin dagli anni dalle sue composizioni giovanili. L’esecuzione del “Canto della Terra” – definito dallo stesso compositore una “sinfonia per voce di contralto, di tenore e grande orchestra”, che riassume in sé l’intera epoca e lo spirito del Novecento – aprirà ufficialmente domenica 20 ottobre alle16.30 la Stagione musicale

Nicholas Carter

2019/2020 del Teatro Verdi, con il debutto a Pordenone della Kärntner Sinfonieorchester, importante realtà musicale della vicina Austria, uno dei Paesi più forti e rappresentativi sul fronte della musica classica e sinfonica. Un’inaugurazione di Stagione emblematica quella con la massima opera mahleriana: un compositore che ritorna e che già connota una serie di scelte artistiche del Teatro, basti pensare alle residenze pordenonesi della Gustav Mahler Jugendorchester, e che il consulente musicale Maurizio Baglini ha scelto stimolato anche dal diretto interessamento dalla compagine di Klagenfurt, particolarmente attenta alla programmazione musicale del Verdi.

“Quando il sovrintendente di Klagenfurt Florian Scholz ci contattò per collaborare – spiega Baglini – fu per me un esempio concreto di quanto cerchiamo da anni di fare al Verdi: stimolare e aprire collaborazioni con importanti realtà dei Paesi a noi vicini, nel segno di una concreta progettualità mitteleuropea, e offrire così al pubblico un percorso artistico originale, che riesce a sfiorare vette di programmazione al pari delle grandi capitali europee”.   “Das Lied von der Erde” nasce in un periodo particolarmente buio della vita di Mahler: siamo nel 1908 durante un soggiorno a Dobbiaco, quando il musicista e la moglie Alma hanno da poco perso la piccola figlia primogenita

Annika Schlicht

Putzi. Il compositore avverte già il presagio di una morte precoce quando un amico gli fa conoscere un libretto di poesie cinesi dell’Ottavo secolo tradotte da Hans Bethge in tedesco. Mahler vi ritrova i suoi stati d’animo, ne seleziona alcune e le mette in musica. Per superstizione e perché crede nell’insuperabilità di Beethoven, non chiama questo lavoro «Nona Sinfonia»: si tratta però di un capolavoro a tutti gli effetti. Mahler non ascolterà mai “Il Canto della Terra”, perché lo tiene in un cassetto: soltanto nel 1911, sei mesi dopo la sua morte, Bruno Walter la dirigerà per la prima volta a Monaco.  Al Verdi l’esecuzione del “Canto della Terra” da parte dell’Orchestra carinziana sarà preceduta dalla Sinfonia n. 44 in mi minore “Trauer-Symphonie” (Sinfonia funebre) di Franz Joseph Haydn. Il dolore e l’addio, ma anche l’energia vitale e la felicità sono la cifra dei due capolavori che il Direttore Nicholas Carter presenta al pubblico del Verdi: se la Sinfonia di Haydn traduce in musica gli impulsi del cuore dello “Sturm und Drang”, l’opera di Mahler esprime il male di vivere della cultura occidentale. Sul palco il contralto Annika Schlicht e il tenore Samuel Sakker.

 Il concerto è proposto in abbonamento nei percorsi Turchese, Fidelity Musica e Fidelity Musica e Danza.

Info e biglietti in biglietteria (aperta sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19 e domenica dalle 15.00) e on-line www.comunalegiuseppeverdi.it.

A.F.




ARTE, PORDENONE: DOMANI sabato 19 ottobre a Villa Frova di Caneva (PN), inaugurazione della mostra di GIULIO BELLUZ

Proseguono le mostre d’arte nell’ambito del 28^ Festival Internazionale di Musica Sacra. Apre sabato 19 ottobre a Caneva Creature della Vita, la personale di Giulio Belluz, a cura di Presenza e Cultura e del Centro Iniziative Culturali Pordenone in collaborazione con il Comune di Caneva. La mostra, curata da Giancarlo Pauletto, sarà inaugurata sabato 19 ottobre alle 17.30 a Villa Frova a Stevenà di Caneva. Intermezzo musicale di Eva Miola del Conservatorio Tomadini di Udine, che eseguirà la Sonata n.1 per violino solo di Johann Sebastian Bach.

La vita è un mondo dove tutto si tiene, e se è vero che nella tradizione della cultura occidentale all’uomo è stato riservato un posto privilegiato, oggi sempre più si comprende che tale “privilegio” è sostenibile solo se la sua azione sulla terra è rispettosa degli equilibri generali. Queste considerazioni spiegano bene la presenza di Giulio Belluz all’interno delle mostre d’arte del 28° Festival Internazionale di Musica Sacra, intitolato quest’anno Sacralità del profano.

«Gli uccelli, i pesci e gli altri animali che l’artista presenta in questa mostra – spiega il curatore Giancarlo Pauletto – appartengono, in una considerazione abituale e utilitaria, all’ambito del “profano”. Una gallina, un germano, una lepre, un luccio vengono, nella quotidianità della vita, considerati al più per la loro apparenza accattivante, o magari come selvaggina da portare in tavola, ben cotta e speziata: non sono certo viste come creature che, assieme a noi, abitano gli incommensurabili spazi dell’universo, vivono sensazioni, trepidazioni, terrori: che sono, insomma, parte di un grande mistero.

E invece appartengono anch’essi al “sacro”, cioè a quella realtà totale che infinitamente ci sovrasta. Perché “sacro” gli uomini hanno sempre considerato ciò che non possono dominare, ciò che li affascina e nello stesso tempo li atterrisce, in quanto potere troppo grande per essere da essi controllato».

Giulio Belluz rappresenta sì il mondo della vita naturale, ma lo fa in maniera non naturalistica, non impressionistica, semmai simbolica. I suoi animali infatti, pur essendo perfettamente riconoscibili, non si staccano dal fondo cromatico del quadro, al contrario con esso si intersecano e quasi si confondono, a indicare che non si tratta di un’immagine perseguita semplicemente nella sua distaccata realtà visiva, ma che sta e si lega per innumerevoli rapporti con la vitalità generale non solo della terra, ma dell’universo intero.

«Così questi animali di Belluz – prosegue Pauletto – sono molto più che semplici presentazioni di realtà vedute, anche se veramente il pittore, per capacità tecnica, sarebbe benissimo in grado di presentare delle figure da intendere come exsempla scientifici: in realtà ciò che lo interessa di più è “la vita che sommuove il mondo, lo agita, lo rende significante al di là dell’esistenza dell’uomo”.

La stessa vitalità, la stessa forza di movimento che anima il colore di Belluz anima anche le sue realizzazioni in bianconero: per forza di segno egli riesce a trasmettere quella sensazione di vibrante vitalità, che è il miglior risultato delle sue realizzazioni cromatiche».

Giulio Belluz è nato ad Azzano Decimo nel 1943. Si è diplomato in affresco all’Istituto Statale d’Arte di Venezia, in seguito ha frequentato l’Accademia di Belle Arti della stessa città. Ha cominciato ad esporre dagli anni ’60 con mostre in molte città italiane e straniere, da Pordenone a Venezia, da Verona a Milano, da Ginevra a Zurigo, Vienna, Klagenfurt etc. La sua attività è caratterizzata dall’interesse verso molte tecniche artistiche, in ognuna delle quali ha saputo realizzare opere di rilievo. In particolare il suo interesse è volto alla misteriosa vita degli animali, che egli indaga con cromie in equilibrio tra natura e ideazione mentale, attraverso invenzioni pittoriche dalle quali traspare un atteggiamento interrogante e sospeso nei confronti di tutta la realtà.

La mostrà sarà visitabile fino al 16 novembre dal lunedì al sabato dalle 15.00 alle 18.30 con ingresso libero. Info: Villa Frova tel. 0434 79027 www.incaneva.it biblioteca@comune.caneva.pn.it Presenza e Cultura tel. 0434 368387 pec@centroculturapordenone.it, ww.centroculturapordenone.it




DOMANI, GIOVEDI 17 OTTOBRE, A PORDENONE UN INCONTRO TRA PSICOLOGIA E ARTE PER IL PRIMO FESTIVAL DELLA PSICOLOGIA

Alle 17.30, nell’Auditorium della Regione di Pordenone (ingresso libero), il Primo Festival della Psicologia in Friuli Venezia Giulia presenta “Specchiarsi nell’arte. Percorso teorico-pratico di fruizione estetica”.


Continua il primo Festival della Psicologia in Friuli Venezia Giulia
, organizzato dall’Associazione Psicoattività (che riunisce psicologi impegnati in diversi campi) grazie al contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia; esso nasce dall’idea che sviluppare nelle persone una conoscenza e una sensibilità verso i temi di natura psicologica possa migliorare la qualità della vita degli individui, dei gruppi e della comunità. Per raccontare questo approccio il Festival, sotto la direzione scientifica di Claudio Tonzar – psicologo, psicoterapeuta e docente all’Università di Urbino – accosta eventi scientifici, culturali e artistici focalizzati sul rapporto tra la figura di Leonardo da Vinci e la psicologia.

Domani, giovedì 17 ottobre, alle 17.30, nell’Auditorium della Regione a Pordenone (via Roma, 2), a ingresso libero, è atteso l’incontro “Specchiarsi nell’arte. Percorso teorico-pratico di fruizione estetica”. Al centro dell’incontro è la particolarità dell’opera d’arte, che, grazie alla sua ambiguità, permette alla nostra psiche di proiettarvi i propri contenuti, rendendo la fruizione dell’opera stessa un mezzo per prendere consapevolezza di chi siamo e di ciò di cui abbiamo bisogno. Il contatto con l’opera d’arte attiva nell’individuo una serie di conoscenze ed esperienze pregresse che giocano un ruolo nell’interpretazione dell’opera stessa. La produzione pittorica di Leonardo Da Vinci, anche grazie ai suoi attenti studi fisiognomici, ci accompagnerà nell’analizzare ed esperire questi processi empatici.
Dopo l’introduzione del direttore scientifico del Festival, Claudio Tonzar, ne parlerà la dott.ssa Alessia Anello, psicologa-psicoterapeuta, storica dell’arte, segretario generale International Association for Art and Psychology

 

L’evento, organizzato da Psicoattività (Palmanova, Ud) con il contributo di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Assessorato alla Cultura e Sport, ha come partner la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia AETOS (Pordenone) ed è in collaborazione con International Association for Art and Psychology – Arte e Psicologia, Club per l’UNESCO di Udine.




XXIII FVG International Music Meeting mercoledì 16 ottobre ore 20.45 a Palazzo Ragazzoni, Sacile


“Ebbe nome Lionardo, Genio nato a Vinci” presentazione del romanzo storico con l’autrice Elisabeta Gavrilina

Riprende la programmazione del XXIII FVG International Music Meeting, organizzato dall’Associazione Ensemble Serenissima, in coorganizzazione con il Comune di Sacile e il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e di Fondazione Friuli. Dopo la pausa estiva, il primo appuntamento in programma si terrà mercoledì 16 ottobre alle 20.45 a Palazzo Ragazzoni, Sacile con il titolo “Ebbe nome Lionardo, Genio nato a Vinci”. La scrittrice di origine georgiana Elisabeta Gavrilina svelerà le origini dell’ingegno poliedrico di Leonardo Da Vinci, a cominciare dalla storia della nascita, tutt’altro che semplice. Con leggerezza, rigore storico e un tocco d’ironia racconterà il Leonardo più intimo: il suo mondo e l’insaziabile curiosità che ne plasmò il pensiero, i sogni e le paure, i capolavori che osservò con occhi sgranati e i mestieri in cui si mise alla prova in un viaggio emozionante che riserva molte sorprese, quasi un pellegrinaggio in un passato molto più attuale di quanto si possa credere. Il romanzo “Ebbe nome Lionardo, Genio nato a Vinci” scritto dalla stessa Gravilina ed edito da Porterboli Editore (2018) ha vinto la medaglia di bronzo nella XXXVI edizione del prestigioso Premio Firenze, premiato per i suoi contenuti al tempo stesso storici e narrativi della vita del grande Leonardo. Il testo si rivolge sia agli studiosi sia ai lettori comuni, che avranno modo di accostarsi e conoscere da vicino, nell’aspetto umano e in quello artistico, l’eccelso Leonardo, partecipando alla celebrazione del genio nato a Vinci, così come lo vede e lo fa rivivere realisticamente l’appassionata autrice. Arricchiranno l’incontro alcuni interventi musicali della prof.ssa Anna Carlet, già diplomata in chitarra classica, che da molti anni approfondisce la prassi esecutiva e il repertorio rinascimentale-barocco sotto la guida del M° Massimo Lonardi nell’ambito del Laboratorio di Musica Antica della Fondazione Musicale Santa Cecilia. Per l’occasione al liuto rinascimentale proporrà alcuni brani tratti dal Rinascimento italiano e spagnolo. Ingresso Libero.

E.L.




TERESA MANNINO protagonista a teatro con “Sento la Terra girare”. Il13 marzo unica data in Friuli Venezia Giulia a Pordenone

Attrice e conduttrice dalla capacità di improvvisazione spontanea e originale e dalla comicità graffiante, leggera, intelligente e sottile, la sicilianissima Teresa Mannino sta conquistando i teatri di tutta Italia con lo spettacolo dal titolo “Sento la Terra girare”, progetto scritto assieme a Giovanna Donini, che segue il successo del precedente “Sono nata il ventitrè”. A grande richiesta si aggiungono nuove date per la prossima stagione, tra cui un unico appuntamento in Friuli Venezia Giulia, che andrà in scena venerdì 13 marzo 2020, al Teatro Verdi di Pordenone (inizio alle 21.00). I biglietti per lo spettacolo, organizzato da Zenit srl e Scoppio Spettacoli, in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia e PromoTurismoFVg, saranno in vendita sul circuito Ticketone.it a partire dalle 10.00 di martedì 15 ottobre. Tutte le info e i punti autorizzati su www.azalea.it.

Teresa vive chiusa in un armadio da mesi e anni. Un giorno decide di uscire, ma scopre che il mondo sta cambiando in modo radicale e velocissimo e che addirittura l’asse terrestre sta variando. Nel mare ci sono più bottiglie di plastica che pesci, sulle spiagge più tamarri che paguri. Fuori dall’armadio il mondo va a rotoli, rotoli di carta igienica, e le possibili soluzioni non sembrano risolvere il problema, ma anzi complicano solo la vita. Teresa allora decide di ritornare nell’armadio, ma ormai neppure quello è più lo stesso.

Teresa Mannino (Palermo, 1970), è una cabarettista, attrice e conduttrice televisiva e radiofonica. Dopo gli studi in filosofia si avvicina alla recitazione trasferendosi a Milano. Qui partecipa ad alcuni film e commedie e comincia lavorare in radio, conducendo una puntata della trasmissione “Due di notte” su Radio 2, e nel famoso locale milanese Zelig. L’approdo in televisione arriva prima nel programma notturno Zelig Off, poi in prima serata con Zelig Circus dalla stagione 2007-2008. Nel 2012 viene trasmesso in prima serata il suo spettacolo “Terrybilmente Divagante”, show che Teresa porterà in tour nei principali teatri italiani, riscuotendo moltissimo successo. Nel 2013 conduce la nuova edizione di Zelig Circus con Michele Foresta, subentrando a Claudio Bisio e Paola Cortellesi, per poi tornarvi nel 2016 nelle vesti di comica. Dopo il grande successo del suo primo tour teatrale, nel 2015 e nel 2018 la comica siciliana ritorna nei teatri dello stivale con rispettivamente “Sono nata il ventitré”, terzo spettacolo comico più visto della stagione dopo Fiorello ed Enrico Brignano, e “Sento la terra girare”.

C.L.

 




A PORDENONE, GIOVEDI 17 OTTOBRE, UN INCONTRO TRA PSICOLOGIA E ARTE.

Alle 17.30, nell’Auditorium della Regione di Pordenone (ingresso libero), il Primo Festival della Psicologia in Friuli Venezia Giulia presenta “Specchiarsi nell’arte. Percorso teorico-pratico di fruizione estetica”.


Continua il primo Festival della Psicologia in Friuli Venezia Giulia
, organizzato dall’Associazione Psicoattività (che riunisce psicologi impegnati in diversi campi) grazie al contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia; esso nasce dall’idea che sviluppare nelle persone una conoscenza e una sensibilità verso i temi di natura psicologica possa migliorare la qualità della vita degli individui, dei gruppi e della comunità. Per raccontare questo approccio il Festival, sotto la direzione scientifica di Claudio Tonzar – psicologo, psicoterapeuta e docente all’Università di Urbino – accosta eventi scientifici, culturali e artistici focalizzati sul rapporto tra la figura di Leonardo da Vinci e la psicologia.

Giovedì 17 ottobre, alle 17.30, nell’Auditorium della Regione a Pordenone (via Roma, 2), a ingresso libero, è atteso l’incontro “Specchiarsi nell’arte. Percorso teorico-pratico di fruizione estetica”. Al centro dell’incontro è la particolarità dell’opera d’arte, che, grazie alla sua ambiguità, permette alla nostra psiche di proiettarvi i propri contenuti, rendendo la fruizione dell’opera stessa un mezzo per prendere consapevolezza di chi siamo e di ciò di cui abbiamo bisogno. Il contatto con l’opera d’arte attiva nell’individuo una serie di conoscenze ed esperienze pregresse che giocano un ruolo nell’interpretazione dell’opera stessa. La produzione pittorica di Leonardo Da Vinci, anche grazie ai suoi attenti studi fisiognomici, ci accompagnerà nell’analizzare ed esperire questi processi empatici.
Dopo l’introduzione del direttore scientifico del Festival, Claudio Tonzar, ne parlerà la dott.ssa Alessia Anello, psicologa-psicoterapeuta, storica dell’arte, segretario generale International Association for Art and Psychology

 

L’evento, organizzato da Psicoattività (Palmanova, Ud) con il contributo di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Assessorato alla Cultura e Sport, ha come partner la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia AETOS (Pordenone) ed è in collaborazione con International Association for Art and Psychology – Arte e Psicologia, Club per l’UNESCO di Udine.

IL PROGRAMMA COMPLETO SU www.festivaldellapsicologiafvg.it




ZOPPOLA Tutto pronto per la stagione teatrale 2019/2020

Ha preso il via questa settimana e proseguirà fino al 7 novembre la campagna abbonamenti per la stagione teatrale di Zoppola, organizzata come da tradizione dal Circuito ERT che quest’anno compie cinquant’anni e dall’amministrazione comunale. Saranno sette gli appuntamenti in cartellone da fine novembre a fine marzo e sul palco dell’Auditorium saliranno tanti artisti di fama nazionale tra i quali Simone Cristicchi, Milena Vukotic, Paolo Hendel ed Enzo Iacchetti.

Venerdì 22 novembre il sipario si alzerà su Un autunno di fuoco, intensa pièce del drammaturgo americano Eric Coble che ha per interpreti una straordinaria Milena Vukotic e Maximilian Nisi. Sabato 7 dicembre sarà la volta di Simone Cristicchi e il suo progetto HappyNext che, nato come documentario sul tema della felicità, si è trasformato in spettacolo teatrale con canzoni, racconti e videoproiezioni. Sabato 18 gennaio si resta in regione con Ti cjanti, ti conti, uno spettacolo-concerto che cambia ogni sera e che ha per protagonisti musiche e canti della tradizione friulana raccontati da Angelo Floramo e interpretati dal Marisa Scuntaro Trio. Si ride sabato 1. febbraio grazie a Paolo Hendel: il comico toscano andrà in scena con La giovinezza è sopravvalutata, monologo in cui si farà beffe del tempo che passa. Si va negli States domenica 16 febbraio dove in Hollywood Burger, seduti ad un tavolo di una tipica tavola calda, i due protagonisti della pièce di Roberto Cavosi – interpretati da Enzo Iacchetti e Pino Quartullo – racconteranno la loro vita di stuntman del grande schermo. Uno degli spettacoli di maggior successo delle ultime stagioni, la commedia La casa di famiglia, farà tappa all’Auditorium Comunale sabato 7 marzo. Sul palco gli affiatati attori del Teatro Golden di Roma – Luca Angeletti, Toni Fornari, Simone Montedoro e Laura Ruocco – daranno vita ad una pièce divertente ma anche emozionante. La chiusura di stagione sarà affidata a un volto noto del piccolo schermo, Dario Ballantini. Il celebre imitatore di Striscia la Notizia mostrerà venerdì 20 marzo tutta la sua bravura attoriale in Ballantini&Petrolini, spettacolo da lui scritto in cui interpreta alcune delle più conosciute maschere di Ettore Petrolini, tra le quali vale la pena di ricordare almeno Gastone.

Come detto, la campagna abbonamenti che si tiene in Biblioteca è appena iniziata. Proseguirà il 14, 17, 21 e 24 ottobre con i rinnovi dei vecchi abbonati, mentre il 28 e 31 ottobre e il 4 e 7 novembre ci sarà spazio per le nuove sottoscrizioni. L’orario di apertura è dalle ore 17 alle 19. Dall’11 novembre inizierà la prevendita per il primo spettacolo.

Per approfondimenti sugli spettacoli visitare il sito ertfvg.it. Per ulteriori informazioni contattare il Comune di Zoppola (0434 577526 eventi@comune.zoppola.pn.it) o la Biblioteca Comunale (0434 979947).